Rieccolo! Calderoli: il Pdl si dia una mossa e Tremonti candidato premier

di GIORGIO CALABRESI

Mancava il suo illuminante intervento, ed eccolo puntuale. Lo fa nel giorno in cui Berlusconi lusinga la Lega promettendole la carica di vicepremier se il Carroccio lo aiuterà a rivincere le elezioni. Lo scenario del dopo elezioni e lo ”tsunami Monti” che si abbattera’  ”sull’allegra macchina da guerra di Bersani” fa in modo che renda ”auspicabile la creazione di un’alleanza per vincere in Lombardia e probabilmente per riuscire a farlo anche a livello nazionale”. Lo scrive in una nota Roberto Calderoli chiedendo che ”ora il Pdl si dia una mossa, dopo essere stato scaricato e schiaffeggiato da Monti. Noi – dice – proponiamo Maroni come governatore della Lombardia e siamo pronti a riconoscere e a presentare Berlusconi come capo della coalizione, come richiede l’attuale legge elettorale, ma come candidato premier ci vuole qualcuno che non abbia mai votato i decreti Monti che hanno distrutto il Paese, per fare un esempio un Tremonti”.  ”Ne parlero’ a Maroni – conclude – e poi andremo a vedere che cosa ne pensano e che cosa ci propongono gli amici del Pdl ma bisogna farlo in fretta perche’ i tempi stanno per scadere”. Domanda legittima: ma il dentista di Bergamo sta giocando per la casacca leghista o per quella berlusconiana? La risposta sembra facile leggendo quel che viene adesso, che offre una certa qual conferma a chi lo ha sempre considerato il nostro il più berlusconiano dei leghisti.

”Conosco l’attuale legge elettorale e gli effetti che produce come nessun altro – scrive il Responsabile Organizzativo Federale e del Territorio della Lega – e durante le feste natalizie mi sono divertito a fare una serie di simulazioni alla luce, o meglio al buio, della discesa in campo di Monti, una simulazione basata sui sondaggi piu’ accreditati e sui possibili flussi elettorali e i risultati sono molto interessanti”. Quali? Calderoli li elenca uno ad uno e tutti, alla fine dice, portano alla necessita’ di  un’alleanza con il Pdl perche’: ”1) Al Senato nessuna coalizione si avvicinerebbe neppure lontanamente alla maggioranza assoluta, neppure utilizzando i senatori a vita, e quindi anche lo stesso Monti. 2) Sorprendentemente, proprio grazie a Monti, alla Camera il distacco tra la coalizione di sinistra ed un’ipotetica alleanza di centrodestra si ridurrebbe a tre soli punti percentuali e quindi avremmo una partita ancora tutta da giocare. 3) Il Professore, se scendesse in campo, arriverebbe quarto o quinto su cinque candidati premier, ovvero ultimo o penultimo. Grazie allo tsunami Monti – prosegue Calderoli – l’allegra macchina da guerra di Bersani rischia di far la fine di quella di Occhetto. A questo punto appare quindi auspicabile la creazione di un’alleanza per vincere in Lombardia e probabilmente per riuscire a farlo anche a livello nazionale. Ora il Pdl si dia una mossa, dopo essere stato scaricato e schiaffeggiato da Monti”.

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6 Comments

  1. luna says:

    Oste è buono il vino? Il vino è eccezionale. Ma chi è il proprietario della vigna? Il nano-gnomo di Arcore.ma allora tu, Maroni, Tosi, Salvini, che ruolo avete? Noi siamo quelli che servono a tavola, siamo i domestici del cavaliere perchè è lui che comanda da più di ventanni. E Bossi che fine ha fatto? e il trota continua ancora a comprare le caramelle?E’ ritornato tutto come 5 anni fa. Viva la Lega e il loro federalismo romano.Saluti a tutti.

  2. Cantone Nordovest says:

    Quando il Calderoli si distingueva per il suo ANTI_BERLUSKONISMO (poi vennero “creati” i bananas/padanas; dal notaio e lo spartito cambiò) :

    http://www.repubblica.it/2003/k/rubriche/cartacanta/29agosto/29agosto.html

    ”Fini e Berlusconi stanno assassinando l’economia italiana. La loro è un’azione di banditismo politico che sta procurando danni terribili a tutti, escluso naturalmente il re dei debiti della Fininvest, che in questo modo, con la nostra moneta ridotta a carta straccia per colpa sua, vede diminuire i quattromila miliardi di debiti delle sue aziende, mai così vicine come oggi al dissesto. Ecco il vero volto dei fascisti e degli uomini della P2. Vogliono portare l’Italia allo sfascio per poi presentarsi come salvatori, ma i responsabili del disastro finanziario in corso sono loro. Non pensano al bene dei cittadini, hanno in mente di distruggere la democrazia. Fermiamoli”

    (Roberto Calderoli, Ansa, 3 marzo 1995).

    “L’arresto di Marcello Dell’Utri conferma i pesanti coinvolgimenti giudiziari del vertice di Fininvest, degli uomini più vicini a Silvio Berlusconi. Non sono diffamatorie le accuse che la Lega ha rivolto pubblicamente a personaggi che con il loro operato si sono posti fuori dalla politica, fuori dalla morale e fuori dalla legge. L’arresto di Dell’Utri a Torino dimostra l’infondatezza della presunta persecuzione che subirebbe Silvio Berlusconi per colpa di certi giudici che agirebbero senza prove. Mani pulite non è finita, anzi per la Fininvest e per Berlusconi è appena iniziata”

    (Roberto Calderoli, Ansa, 26 maggio 1995).

    “E’ semplicemente paradossale che Silvio Berlusconi, presidente della Fininvest all’epoca dei fatti oggi interesse dell’azione dell’autorità giudiziaria, fosse all’oscuro del versamento di ben 10 miliardi presi dalle casse della sua azienda e dati a Bettino Craxi. Dato che una somma simile ben difficilmente è stata data a Craxi dalla Fininvest nel 1991 senza che il proprietario stesso della Fininvest, Silvio Berlusconi, ne sapesse nulla, si pone un altro quesito: Silvio Berlusconi è anche uno spergiuro?”

    (Roberto Calderoli, Ansa, 23 novembre 1995).

    “A Milano non c’è posto per chi ha come scopo della ‘politica’ la distruzione del pool di Mani pulite. Se Silvio Berlusconi pensa di essere milanese, ha un modo per dimostrarlo: vada dai giudici e spieghi le sue ragioni. La Lega Nord-Lega Lombarda ha a cuore il destino di Milano, della società civile, dei valori di rinnovamento e di progresso che essa rappresenta oggi in Italia. Non a caso proprio a Milano ha avuto inizio il processo di pulizia della politica italiana, inquinata dalla corruzione e dalla criminalità organizzata, per opera dei giudici della Procura della Repubblica. Berlusconi, invece di far parlare i suoi impiegati del partito-azienda per rovesciare veleno sul sindaco di Milano Marco Formentini, farebbe bene a comportarsi da milanese, da cittadino che non teme le istituzioni e ha il coraggio delle proprie azioni”

    (Roberto Calderoli, Ansa, 29 novembre 1995).

    “E’ evidente che a Berlusconi i principi della democrazia siano insopportabili al punto da provocargli uno shock allergico. Sarebbe auspicabile – e lo dico da medico quale sono – che il dottor Berlusconi si facesse visitare da un buon internista. Sono a sua disposizione per consigliargliene qualcuno, anche gratuitamente”

    (Roberto Calderoli, Ansa, 19 febbraio 1996).

    “Inquietanti ombre si stagliano sulla politica italiana e sul cosiddetto rinnovamento. C’è chi si candida alla guida del Paese nonostante sia imputato di gravi reati. C’è chi ha fondato un partito giudicato appetibile ed utile, per quanto riferito nei processi di mafia in corso, agli interessi dei vertici del crimine organizzato di stampo mafioso. Sono segnali gravi che vanno a coincidere con la richiesta presentata al processo a Milano, richiesta paradossale quanto incredibile. Le alternative in questi casi sarebbero: addirittura accelerare il corso del processo prima che il popolo possa esprimere il voto perché abbia cognizione di chi si propone alla guida nel Paese non solo sotto l’aspetto politico, ammesso che ce ne sia uno, ma sotto l’aspetto giuridico; oppure anche solo una fantasia: rinviare le elezioni e non il processo per accertare prima e non dopo se ci si trovi di fronte a uno statista o a un tangentista”
    (Roberto Calderoli, Ansa, 20 febbraio 1996).

    “Apprendiamo che Berlusconi si lamenta con Dini accusandolo di aver ‘copiato’ il programma di Forza Italia del 1994. Strano, mi risultava che fosse Berlusconi ad aver copiato il ‘programma’ di qualcuno. Un tale che abita in Toscana, Licio Gelli. Vien da dire: chi la fa l’aspetti”

    (Roberto Calderoli, Ansa, 28 febbraio 1996).

    “Quello di Berlusconi che accosta la magistratura alla banda della Uno Bianca è un infelice paragone. Prescindendo dal fatto che Berlusconi sia imputato di corruzione in un processo attualmente in svolgimento proprio presso il Tribunale di Milano, è bene che mediti sul fatto che ‘complici’ di questo ‘corpo deviato’ dello Stato sono anche le centinaia di migliaia di milanesi che in questi anni hanno sostenuto moralmente l’attività dei magistrati di Mani Pulite contro gli attacchi del regime di Roma al quale Berlusconi era legato anche sentimentalmente, dato che Craxi è stato suo testimone di nozze. Vuole paragonare la Procura milanese alla banda della Uno Bianca? E’ un’infamia che un sedicente candidato alla guida del Paese abbia in dispregio a tal punto le vittime della banda di criminali, tra le quali alcuni giovani carabinieri, da paragonare i suoi guai giudiziari e quelli degli ‘amici’ al sangue versato da chi ebbe l’unica colpa di fermare degli efferati assassini. Questi argomenti non sono campagna elettorale. Sono un insulto a tutti i cittadini”
    (Roberto Calderoli, Ansa, 14 marzo 1996).

    ”Naturalmente, poiché Fini ha dichiarato alla stampa un anno fa che Benito Mussolini è stato il più grande statista che l’Italia abbia mai avuto e Berlusconi è stato l’unico presidente del Consiglio rinviato a giudizio per corruzione, credo che per la guida del nuovo governo gli elettori prima e il Presidente della Repubblica poi non abbiano che l’imbarazzo della scelta”

    (Roberto Calderoli, 27 marzo 1996).

    “Craxi è stato un affezionato fornitore della Fininvest, pagato profumatamente per dei servigi che tutti ci aspettiamo di conoscere nei dettagli. Infatti la vera domanda è: che cosa ha dato Craxi a Berlusconi in cambio di 15 miliardi di lire?
    Sembrerebbe provato, documenti alla mano, che Silvio e Bettino siano indissolubilmente legati da rapporti che vanno ben al di là dell’amicizia e ben al di fuori della legge che entrambi considerano ‘inadatta’ alla loro condotta politica prima ancora che professionale. Si sgretola la maschera televisiva di Berlusconi e appare l’inconfondibile ghigna dell’uomo di Hammamet”

    (31 marzo 1996).

    “Per esempio potremmo ricoprire i muri della Lombardia con manifesti che riproducano una delle prime pagine de ‘La Padania’ dove si chiedeva se Berlusconi era un mafioso o no”
    (Roberto Calderoli, 27 agosto 1998)

    e ancora …

    “..mediti sul fatto che ‘complici’ di questo ‘corpo deviato’ dello Stato sono anche le centinaia di migliaia di milanesi che in questi anni hanno sostenuto moralmente l’attività dei magistrati di Mani Pulite contro gli attacchi del regime di Roma al quale Berlusconi era legato anche sentimentalmente, dato che Craxi è stato suo testimone di nozze. Vuole paragonare la Procura milanese alla banda della Uno Bianca? E’ un’infamia che un sedicente candidato alla guida del Paese” –

    ..

  3. lucafly says:

    Calderoli come al solito ha alzato il gomito in questi giorni di festa e l’effetto non si è fatto attendere.
    Ritirati BUFFONE.

  4. sciadurel says:

    vincerà bersani ma quasi sicuramente senza maggioranze forti, sopratutto al senato….

    dopo 6/8 mesi di liti e stasi parlamentare, tutti invocheranno un nuovo salvatore … chi?
    Mario Monti, ovvio

  5. Roberto De Micheli says:

    Ho l’impressione che Calderoli abbia fatto i conti senza l’oste e cioè senza minimamente tener conto di quello che lui sà benissimo e cioè che la base leghista da troppo tempo ormai non vuol più sentire parlare di Berlusconi.
    Se la Lega Nord sceglierà un accordo con il PDL per salvare le eventuali poltrone anche in Lombardia…per la Lega Nord è finita del tutto…
    Con uno scenario PDL e Lega ancora insieme con qualsiasi candidato premier ….e Monti in campo , prevedo il Movimento 5 Stelle al 35%….. come minimo…altro che astensione…..!
    Sarà l’unico modo per mandarli a casa tutti….indistintamente !!

  6. Berghemadler says:

    Apprezzo lo sforzo, ma : non avete ancora capito che IN OGNI CASO dopo ci sarà solo Monti?. Lo hanno deciso Merkel, e la Goldman Sachs.
    Ce lo hanno detto quando Alfano ha sfiduciato Monti.
    Se deve essere guerra, che guerra sia. IO CI SONO.

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