Ricorso contro Salvini, il giudice: anche senza testimoni ho elementi per decidere

SALVINI ROMA

Arriverà “a breve” la decisione del giudice di Milano sul destino di Matteo Salvini. Nicola Di Plotti, giudice della prima sezione civile di Milano, dovrà stabilire se accogliere o respingere il ricorso d’urgenza presentato nei giorni scorsi da un componente del listino collegato a Gianni Fava (ex sfidante di Matteo Salvini alle primarie vinte nel maggio 2017 dal’attuale numero uno del Carroccio con oltre l’82% dei consensi) che chiede la sospensione “cautelare” della “nomina di Matteo Salvini quale segretario federale della Lega Nord”. In particolare, l’autore del ricorso sostiene “l’illegittimità” della riconferma di Salvini alla segreteria del partito evidenziando che il deposito della sua candidatura e del listino a lui collegato sarebbero avvenuti “oltre il termine” previsto dal regolamento, ossia le ore 13 dell’11 maggio scorso. Da qui la richiesta di nominare Fava al posto di Salvini alla segreteria federale del partito. Il ricorso è stato discusso  nel corso di un’udienza durata circa un paio d’ore. Fuori dall’aula c’erano anche Fava insieme al deputato del Carroccio Gianluca Pini. Erano convinti di dover essere ascoltati come testimoni, ma alla fine, come ha spiegato l’avvocato Roberto Malizia che rappresenta l’autore del ricorso, “il giudice ha ritenuto la causa già sufficientemente istruita” e ha deciso di non ascoltare i testimoni proprio perché “è già in grado di prendere una decisione”. Diverso il parere giudice dell’avvocato Chiara Eccher, legale di Salvini e della Lega: “Il giudice – ha spiegato – non ha consentito l’ingresso delle prove presentate dai ricorrenti”. Nessun commento, invece, sul merito del contenzioso: “Non rilascio dichiarazioni in attesa del provvedimento del giudice”. Il giudice Di Plotti, come da prassi, si è riservato. La sua decisione, ha tenuto a precisare l’avvocato Malizia, è attesa “a breve”.

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5 Comments

  1. ric says:

    Siccome gira atmosfera da campana a martello per lossignori , meglio dare una mano , meglio mettere la famosa manina per mandare tutto all’aria .

  2. ric says:

    Partono i freni inibitori e tutti i barattoli vuoti fan fracasso.
    Tali minusvalenze rancorose ed invidiose , seppur titolate , soffrono in siffatta modalitá e non vorrebbero che Salvini facesse il passo più lungo della loro gamba .
    Il Salvini , carpe diem del probabile 14% , tra spinte e controspinte , tra il dubbio amletico di carne italiana o padana , nel dubbio si fa una frittata e tira su il chiosco in proprio , così il nemico che lo vuole mettere a pane ed acqua bloccando i fondi , se lo prende per una volta bello in centro , tanto per far intendere dove porta l’eugenetica se manipolata di giustezza !

  3. ric says:

    Alla ribalta un Salvini “ burocraticamente” fuori tempo massimo , attenzionato da quella solerzia che in automatico ti assurge a livello superiore per attribuirti con proprietà transitiva l’appellativo di “fuorilegge” , similmente a Berlusconi “pregiudicato” .
    Volete che manchino agli “utili idioti” , tanto per fare un complimento , l’occasione di prendere due piccioni con una Fava ?
    Certamente no . Appunto .

  4. ric says:

    Quoto:
    Utile idiota
    Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
    La formula utile idiota, nel gergo politico, veniva usata per stigmatizzare l’atteggiamento di chi, all’interno dei paesi occidentali, simpatizzava per il sistema politico sovietico, e per definire l’atteggiamento del governo Sovietico nei loro confronti. L’espressione sottendeva l’implicazione secondo cui, nonostante le persone in questione pensassero ingenuamente di essere alleate dei Sovietici o di altri Comunisti, in realtà erano da questi ultimi tenuti in scarsa considerazione e sfruttati cinicamente. Il termine oggi è usato in senso più ampio per descrivere qualcuno che sembra essere manipolato da un movimento politico, un gruppo terroristico, un potere economico, indipendentemente dal fatto che si tratti di entità ispirate all’ideologia comunista.

  5. luigi bandiera says:

    Quando la politica si mette nelle mani dei giudici (in uno dei poteri dello stato e non dei cittadini) allora e’ davvero finita.
    Tuttavia, ricordo che negli anni 90, i primi, c’era una certa aria che soffiava sul collo a certi militanti: il denominatore comune erano le querele.
    Eh gia’. Querele facili.
    Bastava una parola di troppo e giu’ querela.
    Gran brutto periodo fu perche’ se la politica per usurpare il potere (che sarebbe del popolo) usa per l’appunto le querele…

    E cosi’ da un lato critica la cosiddetta giustizia penisolana. Dall’altro ne fa uso e consumo.
    Gran bella COERENZA. VERO..?

    E ricordiamolo su: il PASTORE sceglie il GREGGE.

    Il viceversa non esiste, che ci siano o non ci siano querele o che dir si voglia.
    Sarebbe come dire: facciamo il duello pero’ non sul ring ma in un’aula di un tribunale.
    Chiunque fosse il vincitore non avrebbe acquistato nessun CARISMA proprio quello che serve per fare il BUON PASTORE..!

    Vale anche che se c’e’ bisogno dell’ingiustizia della penisola (per tutti gli appunti) siamo davvero al capolinea.

    Ci penserei mille e piu’ volte prima di passare nelle aule della “santa inquisizione”, davvero MAI MORTA..! Ma la voglia di POLTRONA e’ davvero tanta che annebbia la vista ed il cervello.
    Poi, siamo talmente liberi che e’ meglio non pronunziarsi sulla commemorazione dell’anno giudiziario… con tutte le leggi contro che ha il RE… il SOVRANO… Appunto: silenzio. Il SOVRANO DORME.
    Bacio le mani e Amen

    PS:
    mi posso sbagliare ne’..?

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