Ricci: E se Matteo fosse uno statista?

di MARCELLO RICCIsalvini palazzo giustizia

Prima il Nord! Così  c’è stampato sul braccialetto che ho al polso. Sulla tessera di militante è scritto da un lato: “ Futuro è Indipendenza” e sul rovescio : “ Lega Nord per l’Indipendenza della Padania”.Questi sono gli obbiettivi chiari e irrinunciabili. Obbiettivi appunto. Non c’è indipendenza. Non c’è liberta. C’è Roma ladrona che comanda e esercita il diritto di rubare. Non lo dice la Lega. Lo dicono tutti e la magistratura indaga. Anche Grillo ha detto che la Città Eterna, ovvero Roma Capitale, ha strade piene di immondizia, topi e migranti. Orbene la Padania è ancora dipendente e Roma Capitale è ufficialmente consacrata “ladrona” . Nell’arte di rubare destra e sinistra saldamente unite. Matteo Salvini si è fatto carico di trovare la quadra. Impresa non facile. Ha scelto la strada del convincimento e della rieducazione. Con  “Noi con Salvini” si apre una parentesi nuova che offre strumenti per voltare pagina, per passare dall’assistenzialismo al lavoro vero, ai costi standard e aprire la strada ad un federalismo che attraverso un’iniziale sussidiarietà giunga rapidamente alla completa autosufficienza. E’ impresa difficile, ma non impossibile e può trovare, sul solo tema della riabilitazione del Meridione, un  utile e forte alleato in Grillo, che sul furto elevato a sistema è sodale con la Lega. Restano dei nodi . Napoli spaventa. Preoccupò moltissimo anche Massimo d’Azeglio quando confezionò quel brutto pasticcio che portò all’unità (?) d’Italia. Matteo ha scelto la via del dialogo, della rieducazione, del convincimento. E’ un impresa da grande statista, l’importante è che nel cuore e nella mente restino sempre chiare le finalità che  la Lega Nord ha fin dalla sua nascita. Considerando che rivoluzioni e insorgenze sono sogni allo stato puro, lo stato delle cose non offre molte alternative.

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