Ribellione svizzera al pedaggio. E il “non popolo” lombardo che fa?

di STEFANIA PIAZZO

Forse è meglio smettere di leggere le notizie che arrivano dalla Svizzera. Quando vieni a sapere che gli elvetici entro novembre dovranno votare il referendum per decidere se aumentare o meno il prezzo delle loro autostrade, ti sembra di vedere un film da Marte. E ti viene male.

Sì, perché la vergogna italiana, pagata dai lombardi, dai lavoratori del Nord, sulle tragiche tratte delle nostre autostrade, è una delle vicende irrisolte della questione settentrionale. Questione irrisolta dalla politica, irrisolta dal partito di chi 20 anni fa prometteva l’occupazione dei caselli, irrisolta dagli stessi uomini di quel partito, collocati alla fine nei consigli di amministrazione se non alle stesse presidenze di alcune società autostradali. E allora, come sono diventati graziosi gli incassi dei pedaggi. Tutti zitti e mosca.

Invece a Berna, sono a discutere se portare il prezzo della vignetta da 40 a 100 euro, e i promotori hanno raccolto – e presentato in cancelleria federale –     105.822 firme convalidate dai comuni. Ne bastavano la metà, di firme, ma la sollevazione popolare è andata oltre. Da noi,  è sonno profondo. Lo vogliamo chiamare coma? Va bene anche quello.

Al massimo, abbiamo conquistato il car pooling. Intanto, tra il pedaggio alla barriera di Milano Nord, a quello della tangenziale Ovest a Terrazzano, pagamenti feudali che vanno almeno da 1,5 a 2,60 euro e ci si scusi se non comprendono gli ultimi aumenti, sembra di vivere nella civiltà delle porte feudali. Passi se paghi al signorotto. E signorotti ce ne sono tanti, tranne che sulla Salerno-Reggio, dove quando entri a Napoli paghi meno di una colazione scontata per arrivare fin vicino al confine con l’Africa. Lì, i signorotti, hanno tutto un altro senso del fare e del dare.

Ma è così, se ti spingi appena dopo Cesena, e ti avvicini al Fumaiolo, alle sorgenti del Tevere, sulla strada che collega l’ultimo scampolo romagnolo con l’Umbria e la Toscana, direzione Roma. Scritto ben grande. Pedaggio lire zero. Il Verghereto, per quanto sia  una strada in perenne disfacimento del manto asfaltaceo, è gratis. Se dall’Adriatico alla Capitale vuoi arrivare intersecando certi appennini, niente pagamenti. Fosse in Lombardia, figuriamoci quanto costerebbe dirottare lì tutto il traffico merci o privato che dal Nord deve andare verso il Tirreno. E figuriamoci se l’E45, che taglia tutta l’Umbria e porta milioni di stranieri a fare i turisti dove il mondo ci invidia luoghi e simboli della cristianità, figuriamoci appunto se si fa pagare il pedaggio. Una intera regione viaggia gratis sulla propria tangenziale. Lavoratori, traffico pesante. Di tutto e di più. Sai se fosse la Lombardia, che caselli…. Vediamo: uscita Assisi… da costruirci con gli incassi tre aeroporti in un anno! Uscita Spoleto: un mare di denaro, un Expo 2015 assicurato… Uscita Perugia: ci fai un ospedale in un anno. Incassi vertiginosi.

Ma vuoi mica che nelle terre dove comandano i compassi e le squadre, si sconquassino gli equilibri da e per Roma. Sia mai. E la sinistra, che governa da sempre, andrebbe a fare una scelta così impopolare? Mica scemi.

Tanto, si paga a Milano Nord e a Tavazzano. Che fa tanto rima psicologica con Tafazzi.

E allora, se la Svizzera fa il referendum, chiediamoci un momento: ma i lombardi, riuscirebbero in così poco tempo a raccogliere più di 100mila firme per dire no? Ma soprattutto, ci crederebbero? Lo crederebbero ancora possibile, con i politici che hanno?

La domanda di fondo però è un’altra. Una provocazione. Siamo ancora sicuri che esista un popolo lombardo? O, a furia di trasmigrazioni, immigrazioni, miscellanee culturali e sgigottamenti transfrontalieri, la Lombardia sia invece abitata e vissuta da un non popolo, somma di non lombardi e di lombardi senza coscienza di sè?

Un non popolo che ha perso il senso di marcia, che ha più identità e non più una sola, o che non ne ha più nessuna, frazionato dagli eventi del buonismo e del garantismo immigratorio, dalla presenza di un centralismo cerebrale che governa le istituzioni, anche se dominate da uomini del Nord?

Le eroiche gesta di chi fino in fondo crede ancora, e si batte giustamente, per ripristinare quell’essere padroni a casa nostra, non tanto per escludere, quanto per saggiamente amministrare i beni dei nostri padri, e deciderne il futuro, si scontrano oggi con il qualunquismo che viene dal “non popololombardo”, che è il livellamento dei valori, l’assecondare le scelte che arrivano da fuori, tanto che ci vuoi fare?

La politica e i politici ladri di speranza ci hanno rubato la voglia di riscatto e la consapevolezza di essere determinanti per tutta l’economia del Paese. Ma ancora una volta, un po’ come accadde nel ’48, una borghesia stupidotta ha tradito la rivoluzione possibile. Ha consegnato la Lombardia ai Savoia. E la storia, nonostante gli errori, si ripete. Stesso pedaggio.

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18 Comments

  1. Sì, perché la vergogna italiana, pagata dai lombardi, dai lavoratori del Nord, sulle tragiche tratte delle nostre autostrade, è una delle vicende irrisolte della questione settentrionale. Questione irrisolta dalla politica, irrisolta dal partito di chi 20 anni fa prometteva l’occupazione dei caselli, irrisolta dagli stessi uomini di quel partito, collocati alla fine nei consigli di amministrazione se non alle stesse presidenze di alcune società autostradali. E allora, come sono diventati graziosi gli incassi dei pedaggi. Tutti zitti e mosca.

  2. Roberto Porcù says:

    La tragedia va ben oltre un pedaggio autostradale. Gli elvetici sono Cittadini, consegnano ai loro “rappresentanti” politici meno potere di quanto ne trattengano per se, possono invalidare le loro decisioni e queste sono attuate senza indugio.
    Gli italiani scelgono un padrone ad ogni tornata elettorale, costoro possono fare quel cavolo che vogliono, ai referendum abrogativi possono impunemente rispondere con una legge simile chiamandola diversamente e non prendere nemmeno in considerazione proposte di legge di iniziativa popolare appoggiate da una esagerazione di sottoscrittori. Gli italiani sono servi. Ed allora, … gambe in spalla e se non ti va pagare gabelle, vai a piedi.

  3. francesco says:

    E che dire della Lucca-Viareggio € 3,10 per 18 km o Livorno-Rosignano € 6,40 per 28km

    • luigi bandiera says:

      ma chi li ha VOTATI..??

      Bisogna votare bene e non male.

      Altrimenti, rendere la scheda NULLA.

    • Stefano Nobile says:

      qui s’è tornati ai dazi

    • marco preioni says:

      E quando sarà completata la trasformazione della strada statale n. 1 Aurelia in autostrada A12 a pagamento, il pedaggio da Rosignano a Civitavecchia nord (meno di 200 km) sarà di 51 euro al conto di oggi.
      Inoltre l’ autostrada verrà costruita sulla superstrada esistente introducendo il pedaggio laddove la strada statale era sempre stata gratuita perchè del demanio funzionale indivisibile. Ciò costituisce un precedente pericoloso per i cittadini-automobilisti perchè è la prova generale per trasformare in strade a pagamento tutte le esistenti supestrade gestite dall’ Anas (che nel frattempo viene smantellata e “privatizzata”). Seguirà a breve la “privatizzazione” delle superstrade sulla rotta Mestre-Orte (A-45) e poi di tutte le restanti superstrade e bretelle di collegamento del centro-nord. Verrà messo a pagamento il raccordo Magenta-Malpensa, la Gravellona-Sempione, ecc. ecc., in attesa di mettere il pedaggio anche per l’ attraversamento stradale dei principali fiumi padani.
      Per inciso, di fronte alle proteste dei residenti lungo l’ Aurelia che viene chiusa al traffico locale per mettere i caselli di pedaggio, il governo ha concordato con la Regione Toscana l’ esenzione dal pedaggio per 5 anni per i residenti ma solo nel tratto dal loro comune al capoluogo di provincia (Livorno, Pisa, Grosseto). Ma chi paga per loro ? Ebbene, siccome la SAT spa (società autostrade tirreniche, con sede a Firenze e presidente l’ on. Bargone ex-PDS) paga la concessione allo Stato, lo Stato gira una parte dei soldi della concessione alla Regione Toscana che a sua volta paga alla SAT i pedaggi dei residenti rilevati con appositi Telepass.
      Quindi SAT spa, gestore autostradale non perde una lira; a pagare saranno solo i non residenti, e tra essi certamente i padani che transiteranno sull’ autostrada toscana.
      Per i vertici di Lega e ForzaItalia-An ai quali avevo segnalato la cosa come inopportuna, andava benissimo così. Del resto tutto ebbe inizio col governo Berlusconi del 2001.
      Ciao.
      Marco Preioni

  4. AdG says:

    Solo per precisione: l’aumento è da 40 a 100 FrS, franchi svizzeri.
    Secondo me attualmente è pressochè impossibile, anche con un referendum, togliere questi potentati e questi monopolii.Sarebbe così facile aggiungerli al costo dei carburanti ma si toglierebbero poltrone nelle società (inutili) concessionarie.
    Dobbiamo scendere ancora un bel po’ nel burrone, speriamo velocemente! Poi si ripartirà…
    AdG

  5. Francesco Montanino says:

    A proposito delle strade di Napoli e dintorni……la tangenziale e’ la più insicura e la peggio concepita fra tutte quelle itagliane, mentre la Salerno – Reggio Calabria in alcuni tratti e’ un’autentica mulattiera, dove i cantieri per la costruzione della terza corsia non sono mai stati rimossi da 15-20 anni a questa parte. Uno spreco di soldi pazzesco, se pensiamo che bastava veramente poco per dotare il Mezzogiorno di nodi viari degni di questo nome! Giù c’è una classe politica composta in gran parte da lestofanti, che sono pappa e ciccia con le organizzazioni malavitose presenti su quei territori! Il problema dunque non è il fiume di denaro pubblico che arriva al di sotto del Garigliano, ma sul come questo venga effettivamente speso! Cioè, male!

  6. Giacomo Consalez says:

    ah, è stata la borghesia stupidotta a tradire la rivoluzione possibile, non i fanfaroni insgabellati? Mmm…

  7. Amedeo says:

    La E 45, è piena di buche e prima di arrivare a Roma, si rompe la macchina dai buchi che ci sono, si deve fare molta attenzione, si perdono anche le ruote. Partendo da Milano per arrivare a Roma, conviene sempre prendere l’autostrada. Percorrendo la E 45, poi si spendono i soldi per far riparare la macchina. La strada è sempre rotta e piena di deviazioni, perché continuamente soggetta a manutenzione. In Italia, non sono capaci nemmeno a costruire le strade, e per questo dovrebbero andare in Germania per capire come si fa a costruire una strada che non si rompe. In Germania, non si pagano nemmeno le autostrade. In Italia, le strade si riparano continuamente e sono sempre rotte.
    A Milano, si paga il pedaggio anche sulle tangenziali; anche se spesso sono intasate e si arriva tardi. Si devono raccogliere le firme per abolire i pedaggi sulle tangenziali, ma il popolo lombardo, lascia correre e ci sono tanti soggetti che se ne approfittano.

  8. luigi bandiera says:

    Proprio vero, sembrano marziani.

    Io inviterei certi indipendentisti di visionare il film, a proposito di films marziani, “La Battaglia di Algeri” e studiarlo un po’.

    Nel film mi ha colpito questa frase:
    prima pensiamo a noi e poi ai francesi.

    Quella frase si puo’ applicare a noi:

    Prima pensiamo ai nostri e poi ai talibani.

    Certo, in quella battaglia ci furono tanti morti e torture (democratiche) ed e’ certo che nessuno vuole che si ripeta per ottenere quel diritto inalienabile che e’ l’AUTODETERMINAZIONE.

    Ma serve fare una pulizia del virus che per fare gli itagliani ci hanno ficcato in testa..!
    Sono 150 anni circa che ce lo infilano… e in testa e nel deretano.

    Le persone devono essere curate e liberate dal virus tririnkoglionitore, altrimenti, tutto sara’ inutile.

    Ecc. ecc. ecc..

  9. Gabriele Barello says:

    La questione sollevata dall’articolo è nota… riguarda l’allargamento della galleria del traforo del Gottardo, da una sola galleria a doppio senso a due gallerie a doppio senso più treno. Ovviamente un’opera simile costa.
    La Svizzera ha proposto due alternative, aumento leggero delle aliquote fiscali temporaneo (e ce da crederci in svizzera), per poi ritornare com’era prima, fatto per finanziare tale opera, oppure un aumento della vignetta da 40 franchi a 100 franchi all’anno, sempre temporaneamente. Ora vedremo il referendum… svizzera paese civile, altro che fallitaglia.

  10. Mauro Gargaglione says:

    Maroni, il Padano dei Padani, il Lombardo dei Lomabrdi è impegnato in argomenti ben più seri del pedaggio autostradale.

    Con gli alleati padani del Pdl, la fazione più liberista dei liberali, ha appena bloccato nuovi insediamenti IKEA!

    I lombardi, al bar, esclamano BENE!
    E’ giusto che paghino il pedaggio …

  11. Paolo Bonacchi says:

    Snobbati da tutti, Enzo Trentin ed il sottoscritto predicano da più di venti anni la necessità di cambiare l’italia mettendo negli statuti dei comuni, delle regioni e nella costituzione i referendum DELIBERATIVI di iniziativa popolare senza quorum per la validità del risultato. Ma possibile che una cosa così semplice che sarebbe in grado di cambiare TUTTO, non sia presa in considerazione dei cittadini? Che farà la Lombardia, che farà il Veneto, quando avranno vinto la battaglia per l’indipendenza? Continueranno con la stessa logica statalista e parlamentarista che ha creato i problemi a queste e alle future generazioni? Siamo un popolo di LOMBRICHI. Non mi riferisco alla Lombardia o al Veneto; io sono “toscano”, senza diritti e senza speranze.

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