Da “Napoli colera” alla collera del Sud. La “repubblica delle banane”

di BENEDETTA BAIOCCHI

Revisionismo leghista. “Nessuno di noi dimentica le tristissime immagini di Matteo Salvini, facilmente rintracciabili sul web, che a Pontida intonava un coro contro i cittadini di Napoli definendoli ‘terremotati’, ‘colerosi’, ‘che con il sapone non si sono mai lavati’. Mi domando: con quale faccia Salvini si presenta al Sud a chiedere i voti?”. Lo sottolinea il deputato di Scelta Civica, Gianfranco Librandi. “L’opportunismo e l’ipocrisia del segretario della Lega Nord vanno oltre qualsiasi limite: il sud non si far prendere in giro da questo politicante da prima repubblica, che ben presto inizier a chiedere i voti anche agli immigrati che oggi tanto disprezza”, conclude Librandi.noi con salvini

Ma Librandi dove vive? Ma non lo sa che la politica è fatta da nuove opportunità? E che Salvini si è scusato perché non conosceva il Sud, affermando “mi sono sbagliato”? Ormai è storia di ieri. Anche l’indipendenza è storia di ieri. Resta, come da Statuto, come le statue di Garibaldi nelle piazze, nel dna della prima ora leghista. Resta l’obiettivo, non si sa come e non si sa quando.

Bollino 10 e lodebanana

L’operazione è duplice: al Nord la Lega resta dov’è, non mischia le origini altrove, al Sud si mette il bollino blu in campo giallo e bianco, come le banane 10 e lode. Ma l’operazione  è anche quadrupede… perché con salto degli ostacoli Roberto Maroni, quello che si definiva “tosiano”, ha detto che bisogna saper capire che in politica le situazioni evolvono. Una volta Salvini girava con la felpa “Tosi”, oggi cambia ricamo. Punto e croce, sopra il sindaco rivale.

Il giovane deputato Salvini

Certo che di tempo è passato da quando il giovane deputato Salvini calcava le scene di Montecitorio. Correvano gli anni 2008 e 2009 e il futuro segretario si prodigava in una sola proposta di legge: indennizzo per le imprese che subiscono rallentamento dell’attività a causa di lavori nelle vicinanze. Poi è cofirmatario di altre iniziative: si va dall’istituzione della provincia della Valcamonica alla ferma volontaria degli alpini – nelle regioni dell’arco alpino, s’intende – per arrivare alla distribuzione dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma (quelli pronti per il consumo, per intenderci, in altre parole l’insalata già lavata e tagliata in busta), per passare all’acquisto e detenzione degli spray al peperoncino, alla tutela della famiglia e della vita nascente… fino alla delega al governo per l’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione (sull’autonomia di entrata e di spesa di Regioni, Comuni, Città Metropolitane…). Roba seria. Finita nel dimenticatoio del repertorio post federalista.OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Fasce deboli, la difesa del Sud

Ma un Salvini italiano spuntava già in una interrogazione in cui chiedeva conto di un programma di reinserimento lavorativo delle fasce deboli nelle città di Vicenza, Salerno, Caserta, Padova, Brescia e Bergamo.

“Esprime compiacimento, in particolare, per il dato riferito in relazione alla percentuale di lavoratori stranieri ricollocati, che rappresenta il 6 per cento dei ricollocati complessivi del programma PARI. Auspica, infine, che il Governo intraprenda iniziative affinché la quota restante di ricollocati sia rappresentata dalle cosiddette fasce deboli italiane, ovvero donne e lavoratori anziani nonché giovani inoccupati o disoccupati di lungo periodo”, si legge nello stenografico della risposta di Salvini alla replica dell’allora sottosegretario Viespoli. Come si vede, Nord e Sud uniti già allora in un unico destino. Purché non extracomunitario.

Paladino dei pendolari

Membro della commissione trasporti,  non poteva che farsi poi portavoce nelle innumerevoli interrogazioni, dei ritardi sulle linee dei pendolari, martiri contemporanei: si va dalla riduzione delle corse a Calolziocorte, al malfunzionamento dei passaggi a livello tra Nizza Monferrato e Castelnuovo Calcea, al disservizio ai danni dei viaggiatori che ha lasciato a terra o ferme sui treni per circa un’ora e mezza quasi 5mila persone, di cui 2mila in attesa al freddo nelle stazioni di Lissone, Desio e Seregno…

Lavoro, nero

Due gli interventi in aula nell’anno e mezzo di sedute alla Camera. Il primo, sulle “centinaia di casi di lavoratori in nero, soprattutto clandestini, nel campo dell’edilizia. Il gruppo della Lega interroga il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali premettendo che, secondo recenti denunce della Cassa edile della sola provincia di Milano, sono stati rilevati quasi 200 casi di manovali «clonati», ovvero di operai clandestini con documenti falsi e fotocopiati e inseriti negli archivi di INPS, Inail e collocamento con lo stesso nome, sotto diversa identità. Premetto che si tratta di piccole imprese edili con titolare straniero che operano in subappalto, ingaggiando personale in nero e ricorrendo alla contraffazione dei documenti al momento di presentare il documento unico di regolarità contributiva. Sempre secondo quanto si apprende da notizie di stampa, tali episodi sono sempre più frequenti, anche per la relativa facilità di procurarsi falsi documenti”. Da qui la richiesta di una registrazione informatica dei rapporti di lavoro. Contro il lavoro nero che impiega i clandestini.

L’Expo sarà una cosa pulita

Il secondo intervento, invece, è sull’Expo e il disimpegno del governo, oltre che sul rigettare ombre di mafie e mazzette sull’opera…. Avesse immaginato…

“A Milano si parla di un potenziale di 20, 25 milioni di visitatori e un quarto di questi proverranno dall’estero. Mi auguro che vi sia il concorso di tutti per la buona riuscita della manifestazione perché temo che vi sia qualcuno che, a parole, sostiene l’Expo, mentre aspetta solo che i finanziamenti non arrivino o che qualcosa vada male. Questo qualcuno (penso, ad esempio, all’onorevole Di Pietro) già inizia a parlare di mafia, camorra e ‘ndrangheta prima ancora che si cominci a lavorare seriamente e, evidentemente, sottovaluta non solo il comune di Milano ma anche tutti quei procuratori e la direzione investigativa antimafia che stanno già lavorando su Expo. Così facendo, egli cerca pubblicità sulla pelle altrui, non portando gran vantaggio a Milano e all’Italia intera.
Noi abbiamo la coscienza pulita e poiché prima sentivo parlare di emolumenti e di stipendi, mentre altri si stracciano le vesti, posso dire che, solo e soltanto grazie alla Lega, oggi si parla, per il presidente della società che amministrerà l’Expo, di uno stipendio dimezzato rispetto a quello di cui si vociferava prima (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania). In tanti parlano, ma poi quando si deve mettere la faccia se il contribuente milanese o italiano risparmierà qualche centinaia di migliaia di euro evidentemente è grazie a chi in quella società «si è fatto il mazzo» nei mesi passati”.

Ora si volta pagina, doppio binario: un po’ Nord e un po’ Sud, per i pendolari del voto.

 

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