Reversibilità 1 / Il Soviet di Renzi: quando si ruba anche ai morti per sotterrare i vivi

Anziani in protesta a Napoli, 'ci cacciano dall' ospizio'di ROBERTO BERNARDELLI – Ultimo atto del governo Renzi, tagliare ancora la pensioni di reversibilità, che erano state peraltro già massacrate dalla riforma Dini del 1995. Spostare la previdenza sotto l’assistenza e vincolare al reddito il diritto alla pensione, alla faccia dei contributi versati per una vita dal coniuge. Ladri è dire poco. Per essere eleganti occorre dire che è incostituzionale trasformare il diritto ad una prestazione pagata in anticipo, in sussidio che dipende dal censo. E dalla casa di proprietà.

Ma perché questo governo non dà una pedata definitiva nel sedere agli anziani, ultima frontiera da spolpare, per poi mettere la parola fine alla democrazia?

La notizia di abolire, di fatto è così, la pensione di reversibilità, è aberrante e degna di un regime che espropria, come fece Stalin, la proprietà privata, i beni, le terre, le case… Siamo nella Russia del terrore bolscevico.

Vediamo cosa già succede ora. Sino al 1995, quando moriva un lavoratore in attività o un pensionato, la vedova (o il vedovo) aveva diritto al 60% di quello che spettava (o sarebbe spettato) al defunto, indipendentemente dalla sua situazione economica.

Dopo il 1995 non si scherza: se il coniuge superstite ha un reddito Irpef superiore a tre volte il trattamento minimo Inps (19.574 euro per il 2016) ha diritto al 75% della pensione di reversibilità che gli sarebbe spettata normalmente. In soldoni, prende il 45% di quella incassata (o maturata) dal defunto, invece del 60%. Ed è già un taglio pesante.

Se la pensione del lavoratore era di 20.000 euro invece dei 12.000 teorici sulla carta, il coniuge con redditi propri incasserà una rendita annua di 9.000 euro. Ma se invece il reddito Irpef è superiore a quattro volte il trattamento minimo Inps (26.099 euro, per il 2016) il taglio arriva al 40%. Al coniuge superstite andrà, quindi, un assegno pari al 36% di quello spettante al defunto. Chiaro? Bene, questo non basta già allo Stato e alle casse Inps, che si tengono, gratis, tutto il resto?

Ritornando infatti al caso precedente invece dei 12.000 euro annui, l’Inps erogherà una somma non superiore a 7.200 euro. Ma il taglio diventa una scure del 50% se il reddito Irpef è superiore a cinque volte il trattamento minimo Inps (32.623 euro per il 2016). In pratica il superstite ha diritto solo a metà della rendita di reversibilità; cioè il 30% di quanto maturato dal coniuge defunto (nel nostro caso 6.000 euro).

E oggi? Fate voi i conti. Niente, il resto mancia a chi ha sbranato il Paese. I pensionati, ultima fascia debole, scaricata definitivamente nella fossa dal governo (s)mascherato  da partito del soviet.

E adesso il Pd dove li trova i voti per questa ruberia?

 

Presidente Indipendenza Lombarda

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One Comment

  1. Giancarlo says:

    Il ministro POLETTI dice che sono chiacchere…..come al solito.
    Questa volta se la vedranno con qualche milione di pensionati . Andremo davanti alla Camera e al Senato ed occuperemo stabilmente le piazze e ci dovranno passare davanti se vorranno entrare.
    Sig. RENZI, non so se qualcuno dei suoi scagnozzi legge anche questo giornale via internet, ma se lo legge riferisca pure al suo Kapò che togliere privilegi no vero ? Riformare gli stipendi dei parlamentari no vero ? E via via tutte le altre porcherie che sono state fatte no vero ?
    Chi ha lavorato e pagato sempre tutto chi è per il Sig. RENZI ?
    Insomma è una schifezza questa italia depredata dai politici e loro burocrati e poi per risolvere i problemi del paese non trovano di meglio che continuare ad affamare i pensionati.
    L’indignazione è totale, vogliamo andare al voto se questo regime illegale ce lo permette !!!
    Ma per favore andiamocene per la nostra strada e VENETO INDIPENDENTE !!
    WSM

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