RETATA NO-TAV, ESPLODE IL TAM TAM IN RETE

di REDAZIONE

È iniziato subito il tam tam degli attivisti No Tav sui siti internet e i social network per avvertire del blitz della polizia scattato all’alba con arresti e provvedimenti in tutta Italia per gli scontri avvenuti in Val di Susa lo scorso 27 giugno e 3 luglio in occasione delle manifestazioni No Tav intorno all’area di cantiere della linea Torino-Lione. «È in corso una perquisizione domiciliare con custodia cautelare da Guido Fissore a Villarfocchiardo. Urgente esserci» si legge sulla pagina facebook del Movimento che invita a portare solidarietà a Guido Fissore, attivista No Tav e consigliere comunale a Villarfocchiardo. Perquisizioni e arresti, avvertono online, anche nel centro sociale Askatasuna di Torino e in altre città.

È scattata in 15 province l’operazione della Polizia per l’arresto di decine di persone ritenute responsabili di aver partecipato agli incidenti della scorsa estate in Val Susa contro la linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. Oltre che nel capoluogo piemontese, l’operazione riguarda le province di Asti, Milano, Trento, Palermo, Roma, Padova, Genova, Pistoia, Cremona, Macerata, Biella, Bergamo, Parma e Modena. La Polizia sta notificando 25 provvedimenti di custodia cautelare in carcere, 15 misure di obbligo di dimora, un provvedimento di custodia cautelare ai domiciliari e una misura di divieto di dimora nella provincia di Torino. I reati contestati al termine delle indagini condotte dalla Digos della Questura di Torino sono resistenza, violenza, lesioni, danneggiamento aggravati in concorso per i fatti avvenuti in Val Susa, nell’area del cantiere di Chiomonte della Tav, il 27 giugno e il 3 Luglio scorso, quando in incidenti fra le frange violente del movimento No Tav e le forze dell’ordine, rimasero feriti oltre 200 uomini di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza e decine di manifestanti.

L’abitazione di un consigliere comunale di un paese della Valle di Susa, Villarfocchiardo, è stata perquisita nell’ambito dell’operazione della polizia contro il movimento No Tav che ha portato a decine di arresti in tutta Italia. Il consigliere è Guido Fissore ed è un attivista del movimento che tra l’altro, alcune settimane fa, accompagnò una scolaresca bergamasca in una visita al cantiere di Chiomonte.

Fra le decine di arresti nell’operazione della Polizia contro il movimento No Tav, alcuni riguardano frequentatori del Centro sociale torinese Askatasuna e di «case occupate» a Milano. Un ordine di custodia è stato emesso anche per un militante No Tav attivista di un comitato di Bussoleno, in Val Susa. A Milano l’operazione della Polizia ha riguardato la casa occupata di via Borsi, dove in mattinata si è radunato un presidio di simpatizzanti No Tav in segno di protesta. Perquisizioni sarebbero state operate in altri centri sociali (El Paso, Barrocchio, Metzcal) di Torino e del circondario.

Sono coinvolte anche due persone che in passato hanno militato in organizzazioni terroristiche nell’inchiesta sul movimento No Tav sfociata questa mattina in una serie di arresti. Una – secondo quanto si è appreso – risiede nel Torinese, l’altra in provincia di Pistoia. L’indagine della Procura e della Digos si è concentrata sugli episodi di guerriglia scoppiati in Valle di Susa il 27 giugno, quando le forze dell’ordine sgomberarono il presidio No Tav alla Maddalena di Chiomonte, e della manifestazione del 3 luglio successivo. Quasi tutti gli indagati appartengono – secondo quanto si apprende – all’area dell’autonomia, dell’anarchia e dei centri sociali.

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3 Comments

  1. Unità Popolare Veneta says:

    Caro Francesco, vorrei che lo stato italiano decidesse di far passare una ferrovia attraverso i Colli Euganei, poi vediamo se non ti girano le palle!

  2. FrancescoPD says:

    aggiornamento
    ecco i nuovi pacifisti: “I pacifisti terroristi”

    http://www.ilgiornale.it/interni/scontri_val_susa_arrestati_30_no_tav/scontri-protesta-no_tav-val_susa-torino-lione-no_global/26-01-2012/articolo-id=568945-page=0-comments=1

    No global, black bloc, ex terroristi delle Brigate Rosse e di Prima Linea e politici locali compaiono nella lunga lista di arresti eseguita dalle forze dell’ordine. Alcuni dei violenti raggiunti dalla custodia cautelare sono esponenti dei centri sociali torinesi “Askatasuna” (c’è pure lo storico leader Giorgio Rossetto), “El Paso”, “Barrocchio” e “Metzcal” e di case “okkupate” a Milano. Tra gli arrestati spiccano anche due ex terroristi: Antonio Ginetti, 60enne pistoiese ex terrorista di Prima Linea, e Paolo Maurizio Ferrari, 66enne di Milano ex brigatista rosso. Tra gli imputati del processo “storico” di Firenze agli esponenti di Prima Linea nel 1983, Ginetti fu arrestato nel corso delle indagini sulla costituzione di un altro gruppo terroristico che aveva come punto di riferimento l’ala delle Br capitanata da Giovanni Senzani. Arrestato all’aeroporto di Roma rientrando da una vacanza in Egitto, Ginetti fu condannato ad un anno per associazione a delinquere nel processo per l’omicidio di un esponente dei Nap ammazzato in un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine negli anni Settanta. Da brivido anche il curriculum di Ginetti: operaio alla Pirelli negli anni sessanta, fu accusato di aver partecipato al sequestro del sindacalista della Cisnal Bruno Labate, del dirigente della Fiat Ettore Amerio e, in alcune fasi, a quello del giudice Mario Sossi.

  3. FrancescoPD says:

    Sei mesi c’hanno messo a prenderli, e li paghiamo pure.
    Già che c’erano non potevano manganellarli e metterli dentro subito nel giugno/luglio scorso,.. 6 mesi ci sono voluti!!
    Ma tan’tè finchè si parlava di questi mentecatti, non si parlava di altri problemi, ora invece abbiamo scoperto nelle nostre conversazioni lo “spread”…… un’altra arma di “distrazione” di massa.

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