Restare nell’euro è indispensabile. E’ la Germania che dovrebbe uscirne

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

di DAVIDE POLONI*

Far parte dell’euro oggi è INDISPENSABILE perché è l’unica forma di GARANZIA del nostro debito pubblico. Senza questa garanzia saremmo considerati paese fallimentare come l’Argentina.

Una causa principale dei nostri mali economici è il valore troppo elevato dell’euro nei confronti di tutte le monete.  L’euro è visto dagli investitori mondiali quasi come la moneta della sola Germania, la quale si rifiuta categoricamente di accettarne una svalutazione, anche se minima, probabilmente per nefasti ricordi di super inflazione degli anni 20.

Da uno studio pubblicato l’estate scorsa dal Sole 24 ORE, l’euro ipotetico della sola Germania doveva essere quotato 1.60 sul dollaro mentre quello italiano, francese e spagnolo doveva assestarsi da un minimo di 1.10 ad un massimo di 1.25 in pratica un 30% meno.

Da questi dati  risulta che chi sta beneficiando di un’euro  forte è solo la Germania a scapito di tutti i paesi europei. La conseguenza è che la Germania è diventata il più potente CONCORRENTE dei suoi partner Europei: perfino i prezzi delle automobili tedesche si sono equiparati alle medie europee ingaggiando una grossa concorrenza e la vittoria è delle marche tedesche perché sempre viste con qualità superiore.

Da anni noi italiani non abbiamo la possibilità di avere quella LEGGERA E SANA SVALUTAZIONE che favorisce la scelta dei nostri prodotti. La svalutazione delle monete è ormai una necessità per le nazioni industriali e la prima spinta per la ripresa.

Il Giappone in un anno è riuscito a svalutare sull’euro di quasi il 50%. Il dollaro USA è quasi 12 anni che è considerata una moneta debole. La Svizzera ha il cambio fisso sull’euro a 1.23 da quasi 2 anni.

La Turchia il mese di dicembre ha cominciato anche lei la sua svalutazione.

Anche la Francia ormai non riesce a tenere il passo della Germania e deve unirsi a Italia, Spagna, Portogallo, Grecia ecc. per portar avanti assieme una politica economica più consona alle sue capacità.

Dobbiamo UMILMENTE chiedere alla Germania di USCIRE dall’euro e ritornare al proprio marco. Non deve naturalmente uscire dalla CEE ma avere la propria moneta. Anche la Gran Bretagna è nella comunità europea continuando ad usare la sterlina.

Non è complicato che un solo paese esca dall’euro. I tedeschi si erano già preparati 3 anni fa con la crisi greca, stampando in segreto grandi quantità di Marchi. Il problema pratico si risolverebbe in un fine settimana sfruttando anche la loro grande organizzazione.

Una squadra di serie A che ha vinto molti campionati non ha senso che si iscriva alla Serie B per vincere tutte le partite ed umiliare tutti i partecipanti del campionato cadetto. Anche lei stessa non avrebbe nessuna soddisfazione a “giocare facile”.

Continuando così mi convinco, purtroppo, che la politica tedesca non può essere considerata in buona fede e sfrutti questa situazione per impoverirci e successivamente acquistarci a saldo di fine stagione. Diventerebbe così padrona dell’Europa senza aver sparato nessun colpo, ma solo vincendo un guerra economica.

Dimostri la Germania di voler veramente darci una mano uscendo dal nostro “campionato” ed aiutandoci ad avere un piccolo vantaggio valutario per poter salvare le nostre industrie ed iniziare una crescita reale. Effettivamente il controllo del rigore è necessario, ma non si possono asfissiare così le economie più deboli.

I tedeschi sono sempre stati i  leader in Europa, ma come i fratelli maggiori ci devono aiutare a diventare come loro,  ma con qualche punto di vantaggio perché ancora più deboli.

 

*amministratore di una’azienda metalmeccanica con 180 dipendenti

 

 

 

 

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25 Comments

  1. Castagno 12 says:

    Agli imprenditori POLONI e PORCU’.

    Siete favorevoli all’€uro perchè, dalla moneta unica e dall’Ue, evidentemente non avete ancora preso abbastanza legnate.

    Comunque non dovrete attendere tanto per arrivare a capire come stanno le cose.

  2. Roberto Porcù says:

    Non condivido ciò che sostiene Poloni. I lavoratori e gli imprenditori italiani (entrambi derubati) sono migliori dei tedeschi e l’economia italiana ha la capacità di prosperare bene nella zona euro come e forse meglio della Germania.
    Unica condizione che le retribuzioni ed il numero di politici, burocrati e sindacalisti non superi quello tedesco nel rapporto con i Cittadini.
    Sono costoro, la triade, il cancro dell’economia italiana. Ed ora hanno preso a dar addosso all’euro usandolo come capro espiatorio nel desiderio di tornare ad una moneta svincolata che renda difficile i confronti ed una svalutazione continua che faccia pagare a tutti i Cittadini le loro malversazioni.
    Roberto Porcù – imprenditore

  3. Castagno 12 says:

    1) “Far parte dell’€uro oggi è INDISPENSABILE ….. “.

    Certamente, se si vuole restare sottomessi al Governo Mondiale che ha creato la moneta unica che ha incastrato tutti i Paesi che l’hanno adottato.

    2) “…… perchè è l’unica forma di GARANZIA del nostro debito pubblico …. “.

    Signor POLONI, lei dovrebbe evidenziare e confermare il meccanismo perverso e truffaldino che ci garantisce il continuo aumento del Debito Pubblico, cioè l’Emissione di Valuta che CREA DEBITO

    Poi dovrebbe indicarci quali azioni intraprendere per eliminare questa palla al piede che ci condanna.

    Tutte cose che io ho gia indicato.

    Invece lei, sicuro e tranquillo, sostiene una tesi delirante perchè non ha capito che l’€uro (in coppia con l’Ue) tiene in vita il nostro Debito Pubblico e lo fa aumentare a dismisura.
    Il tutto a carico di tasse e contributi.

    3) ” ….. senza questa garanzia saremmo considerati paese fallimentare …. ”

    Lei non si è ancora accorto che l’italia è già fallita da tempo. Non forniscono la dichiarazione ufficiale perchè tengono artificialmente in vita il Paese, utile per il Nuovo Ordine Mondiale (vedi anche il progetto invasione organizzata).

    Invece di cercare, di segnalare una “garanzia” che possa almeno rianimare il Paese, lei approva la moneta unica che ne garantisce una cronica sottomissione con Debito crescente ed incorporato.

    Signor Davide Poloni, si sente bene ?

  4. nick says:

    I tedeschi non hanno i terroni (mafia, corruzione, pensioni fasulle ecc.), noi del nord invece sì.
    Questa è la differenza.

  5. pierin says:

    la germania sta stampando marchi (in swizz) da lameno tre anni…

  6. Franco says:

    Non credo che i Tedeschi siano più belli e intelligenti di noi anche se hanno gli occhi azzurri e i capelli biondi. Semplicemente sono più organizzati e quindi lavorano meglio, con maggior efficienza. Il segreto sta nel fatto che hanno 7.500 leggi e non 100.000; non hanno i sindacati scioperanti nel settore pubblico; non hanno la burocrazia pletorica e corrotta che abbiamo noi; non hanno gli “industriali” assistiti, cioè quelli che producono perdite ripianate con i soldi dei cittadini (MPS docet). Tutto ciò è conseguenza del potere partitocratico permesso da una costituzione di stampo ottocentesco e quindi inadeguata. E’ il sistema sovietico in essere, che ci condanna, come del resto è accaduto in URSS. Negli anni ‘50-’60 la nostra economia era altrettanto vincente come quella tedesca. Forse, allora, si lavorava di più?

  7. Trovo molto sensato il ragionamento, sicuramente la Germania la sta facendo da padrona. Sicuramente sulla scorta degli insegnamenti dei cinesi, ci si è resi conto con non serve fare guerre per comandare le nazioni, ma che basta semplicemente comprarne l’economia. La Germania e ormai da oltre 10 anni che monopolizza l’Italia esternalizzando le lavorazioni dell’automotive quando avrebbe potuto gestirle internamente. Così facendo però ci ha reso uno stato dipendente dalla loro richiesta lavorativa. Certamente per molte aziende a portato beneficio, ma quanto durerà? Il tempo che la stessa Germania si sposti a conquistare un’altro paese.

  8. Fabio says:

    diversi anni fa la germania ha fatto leggi per:

    cancellare il ‘ruolo’ (in modo da poter licenziare impiegati pubblici)

    licenziare i vecchi per assumere i giovani;

    tagliare gli stipendi del 20%

    in questo modo ha messo le basi di una ripresa pur incerta e basata sull’inflazione forsennata dell’euro.

    E’ stato chiesto all’italia ed agli altri paesi di fare lo stesso, unitamente a tagli di bilancio pubblico per via del forte debito, e semplicemente se ne sono fregati rinviando il problema, facendo incancrenire la crisi, suicidare tanti imprenditori, fuggire tani nostri ragazzi, regalare la penisola all’invasione di nuove genti che sperano gli pagheranno tutte queste tasse (cor cazzo, dico io! mica sono scemi, se ne andranno come potranno)

  9. Luke says:

    Sì certo, invece di cercare di migliorare sbattiamo fuori quelli bravi così poi ce la giochiamo tra brocchi!
    Il solito discorso all’italiana…
    Come dire l’anno prossimo la Juve la squalfichiamo se no vince sempre.
    Come (realmente successo) all’Università quando all’ultimo concorso per assegni di ricerca mi hanno detto “tu no, non puoi partecipare, se no va a finire che vinci ancora”
    Proprio una mentalità da perdenti! Da italiani

  10. marco svel says:

    Perché invece non sbattiamo fuori i paesi mediterranei compresi il regno delle due Sicilie, il regno della chiesa, Grecia, spagna e parassiti vari? Lombardia e veneto non meritano di finire con i mediterranei, il nostro posto è tra i grandi d Europa

  11. maumen says:

    Ma guarda cosa dicevano cinque anni fa i libertari……

    Perchè reintrodurre il marco. Lettera aperta ad Angela Merkel.
    .
    5 giugno 2010 alle ore 2.39

    Omagio a Karl Schiller

    Riassunto sul tema D-Mark, Euro ed il contributo dei tedeschi all’Europa……

    C’è un nuovo scenario che ci si presenta. Fino dall’ora 0 dell’introduzione dell’Euro sono stato molto critico, come una voce nel deserto, ho continuato con analisi e ricerche in proprio. Studi che hanno rafforzato le mie convinzioni e che la situazione attuale va ulteriormente rafforzando e confermando. Cosa sarebbe successo nell’attuale situazione se vi fosse ancora il marco. Quando introducemmo l’Euro ed il Marco venne ritirato ci accorgemmo subito che la politica economica venne disarmata degli strumenti propri per contrastare una crisi, come quella odierna. Non si può più fare una politica dei tassi d’interesse in quanto abbiamo un tasso d’interesse europeo, il governo tedesco non può più fare una politica dei saggi d’interesse. Non si può più fare una politica sui cambi, in Europa abbiamo un cambio unico. Terzo lo stato non ha più autonomia di bilancio in quanto i ”budget” e i bilanci statali devono essere concordati con la Banca Centrale Europea e la Commissione Europea. In pratica è stata smantellata la politica economica ”de facto”. Questo è un grosso ”handicup” per uno stato che vuole proteggere i suoi cittadini. Karl Schiller lo disse fino alla sua morte che non si potevano gettare tutte le scialuppe di salvataggio fuori bordo.
    La seconda cosa è molto più pesante. La Germania ha un avanzo commerciale gigantesco. Stati come Irlanda, Portogallo, Spagna, Grecia, Francia, Italia ecc. vivono sopra le loro possibilità, creano deficit uno dopo l’altro
    e lo pagano con i guadagni dei tedeschi. Le faccio un esempio. Nell’ultimo anno la Germania ha avuto un avanzo della bilancia commerciale di 200 miliardi di Euro. Tutta l’Eurozona, i 15 Paesi che aderiscono all’Euro non hanno avuto un avanzo di 200 miliardi ma di appena 10 miliardi di Euro. Quando fa un conto e mi chiede dove sono finiti gli altri 190 miliardi, dove è rimasta la differenza fra 200 e 10 questo è il deficit dei vostri partner. In Germania non un politico, non un economista gli stessi istituti di ricerca si preoccupano di dire ai tedeschi che questi 190 miliardi e somme simili degli anni precedenti vanno perse. Importi che vanno effettivamente persi in quanto usati per coprire i deficit dei partner europei. Valori che vengono sottratti all’economia tedesca. Se non aveste questa pietra al collo di 190 miliardi avreste una crescita di 190 miliardi del patrimonio tedesco o maggiori riserve o maggiori crediti verso l’estero. Indubbiamente da questo flusso di soldi avreste dei tassi d’interesse più bassi per cui risulterebbero maggiori investimenti aumento dell’occupazione. La rivalutazione del Marco avrebbe reso tutto più conveniente, i prezzi sarebbero diminuiti, la benzina sarebbe meno cara, gli alimentari le ferie. Ora abbiamo una rivalutazione dell’Euro e non del Marco e ne profittano soprattutto i Paesi dai deficit giganteschi. Importano molto di più in quanto le merci risultano più convenienti e questo le spinge a creare ulteriore deficit. Ai tedeschi non rimane che continuare ad esportare. Su tutta la linea, la rinuncia al Marco, vuol dire per la Germania trainare un carico mostruoso rappresentato dall’Europa. Sembra una riparazione bellica a cui nessuno vi dirà mai grazie. Un’altra cosa che non capisco e mi risulta difficile comprendere. Come mai la Banca Centrale Europea non è in grado di fornire queste cifre. C’è un bilancio per tutta l’Eurozona, ma si rifiuta di consegnare i singoli dati dei singoli Stati partner, sapere se sono in più o in meno. Insomma un atteggiamento che si avvicina al falso in bilancio.
    All’interno della Germania non vi sono solo perdenti, vi è anche chi ci guadagna. Le aziende esportatrici tedesche che commerciano con l’eurozona e che fanno grandissimi guadagni. Quando una ditta tedesca esporta in Spagna o in Italia dove l’inflazione è del 20% superiore a quella tedesca, la ditta venditrice otterrà facilmente dei prezzi più alti. Facendo maggiori guadagni. Globalizzazione, europeizzazione, Euro sono tutti termini che hanno a che fare con l’abbattimento dei confini. L’allargamento ad altri Paesi porterà l’avanzo commerciale a diventare un disavanzo: è un semplice calcolo aritmetico. Ci troveremo ad essere confrontati oltre che con l’inflazione interna con la svalutazione dell’Euro verso le altre monete e saremo confrontati con l’inflazione d’importazione. Insomma l’Euro non alleggerisce la crisi ma rende tutti più poveri. Non so cosa succederà so solo che di questo passo finiremo in una catastrofe.
    Per salvare il salvabile, per i tedeschi ma anche per tutta l’Europa: reintroduca il Marco.

  12. maumen says:

    Cinque anni fa guardate cosa scrivevo:
    (Che brutto dover dire: i libertari anche in questo caso avevano ragione)

    Perchè reintrodurre il marco. Lettera aperta ad Angela Merkel.
    .
    5 giugno 2010 alle ore 2.39

    Omagio a Karl Schiller

    Riassunto sul tema D-Mark, Euro ed il contributo dei tedeschi all’Europa……

    C’è un nuovo scenario che ci si presenta. Fino dall’ora 0 dell’introduzione dell’Euro sono stato molto critico, come una voce nel deserto, ho continuato con analisi e ricerche in proprio. Studi che hanno rafforzato le mie convinzioni e che la situazione attuale va ulteriormente rafforzando e confermando. Cosa sarebbe successo nell’attuale situazione se vi fosse ancora il marco. Quando introducemmo l’Euro ed il Marco venne ritirato ci accorgemmo subito che la politica economica venne disarmata degli strumenti propri per contrastare una crisi, come quella odierna. Non si può più fare una politica dei tassi d’interesse in quanto abbiamo un tasso d’interesse europeo, il governo tedesco non può più fare una politica dei saggi d’interesse. Non si può più fare una politica sui cambi, in Europa abbiamo un cambio unico. Terzo lo stato non ha più autonomia di bilancio in quanto i ”budget” e i bilanci statali devono essere concordati con la Banca Centrale Europea e la Commissione Europea. In pratica è stata smantellata la politica economica ”de facto”. Questo è un grosso ”handicup” per uno stato che vuole proteggere i suoi cittadini. Karl Schiller lo disse fino alla sua morte che non si potevano gettare tutte le scialuppe di salvataggio fuori bordo.
    La seconda cosa è molto più pesante. La Germania ha un avanzo commerciale gigantesco. Stati come Irlanda, Portogallo, Spagna, Grecia, Francia, Italia ecc. vivono sopra le loro possibilità, creano deficit uno dopo l’altro
    e lo pagano con i guadagni dei tedeschi. Le faccio un esempio. Nell’ultimo anno la Germania ha avuto un avanzo della bilancia commerciale di 200 miliardi di Euro. Tutta l’Eurozona, i 15 Paesi che aderiscono all’Euro non hanno avuto un avanzo di 200 miliardi ma di appena 10 miliardi di Euro. Quando fa un conto e mi chiede dove sono finiti gli altri 190 miliardi, dove è rimasta la differenza fra 200 e 10 questo è il deficit dei vostri partner. In Germania non un politico, non un economista gli stessi istituti di ricerca si preoccupano di dire ai tedeschi che questi 190 miliardi e somme simili degli anni precedenti vanno perse. Importi che vanno effettivamente persi in quanto usati per coprire i deficit dei partner europei. Valori che vengono sottratti all’economia tedesca. Se non aveste questa pietra al collo di 190 miliardi avreste una crescita di 190 miliardi del patrimonio tedesco o maggiori riserve o maggiori crediti verso l’estero. Indubbiamente da questo flusso di soldi avreste dei tassi d’interesse più bassi per cui risulterebbero maggiori investimenti aumento dell’occupazione. La rivalutazione del Marco avrebbe reso tutto più conveniente, i prezzi sarebbero diminuiti, la benzina sarebbe meno cara, gli alimentari le ferie. Ora abbiamo una rivalutazione dell’Euro e non del Marco e ne profittano soprattutto i Paesi dai deficit giganteschi. Importano molto di più in quanto le merci risultano più convenienti e questo le spinge a creare ulteriore deficit. Ai tedeschi non rimane che continuare ad esportare. Su tutta la linea, la rinuncia al Marco, vuol dire per la Germania trainare un carico mostruoso rappresentato dall’Europa. Sembra una riparazione bellica a cui nessuno vi dirà mai grazie. Un’altra cosa che non capisco e mi risulta difficile comprendere. Come mai la Banca Centrale Europea non è in grado di fornire queste cifre. C’è un bilancio per tutta l’Eurozona, ma si rifiuta di consegnare i singoli dati dei singoli Stati partner, sapere se sono in più o in meno. Insomma un atteggiamento che si avvicina al falso in bilancio.
    All’interno della Germania non vi sono solo perdenti, vi è anche chi ci guadagna. Le aziende esportatrici tedesche che commerciano con l’eurozona e che fanno grandissimi guadagni. Quando una ditta tedesca esporta in Spagna o in Italia dove l’inflazione è del 20% superiore a quella tedesca, la ditta venditrice otterrà facilmente dei prezzi più alti. Facendo maggiori guadagni. Globalizzazione, europeizzazione, Euro sono tutti termini che hanno a che fare con l’abbattimento dei confini. L’allargamento ad altri Paesi porterà l’avanzo commerciale a diventare un disavanzo: è un semplice calcolo aritmetico. Ci troveremo ad essere confrontati oltre che con l’inflazione interna con la svalutazione dell’Euro verso le altre monete e saremo confrontati con l’inflazione d’importazione. Insomma l’Euro non alleggerisce la crisi ma rende tutti più poveri. Non so cosa succederà so solo che di questo passo finiremo in una catastrofe.
    Per salvare il salvabile, per i tedeschi ma anche per tutta l’Europa: reintroduca il Marco.

  13. Francesco says:

    Caro Poloni lei dimentica le basi sulla quale è stata costruita questa Europa farlocca, zoppicante perché priva di una costituzione e di una politica fiscale comune, che a mio parere non riusciremo mai a raggiungere privi come siamo come popoli di una identità europea, così come da italiani siamo privi di una identità italiana. L’Euro sarebbe dovuto essere il completamento di questo percorso, si è voluto usarlo come collante per tenere uniti gli Europei, siamo partiti dal tetto dimenticando le fondamenta. in ogni caso c’è da chiedersi sempre: l’Euro è una moneta sovrana per i popoli o per le banche?

  14. Albert Nextein says:

    Senza default, senza una scossa che produca una tabula rasa non cambierà un tubo.
    C’è poco o nulla da salvare.
    Non l’unione europea.
    Non la sua valuta.
    Non la politica nazionale e sovranazionale.
    Non la burocrazia nazionale e sovranazionale.
    Non le banche centrali e commerciali.

    Capisco che uno sconquasso del genere metterebbe sul lastrico molta gente , e che si accompagnerebbe a sconvolgimenti e rivolgimenti anche violenti.

    Ma se si va avanti come finora, scusate il francesismo, ce lo infilano fino alla prostata.
    E poi ci impongono di pensare anche che ne siamo felici.

  15. fabrizioc says:

    Sana e svalutazione nella stessa frase sono un ossimoro (contraddizione)

  16. pippogigi says:

    Nell’articolo ci sono diversi errori.
    Il primo è riferirsi agli italiani, gli italiani sono un popolo con la loro economia, i padani sono un altro popolo con una economia diversa. Le due economie sono diventate antagoniste, quello che va bene per una danneggia l’altra e viceversa.
    Quindi se in base alle tesi dell’autore dell’articolo, restare nell’euro va bene per l’italia è evidente che non va bene per la Padania.
    Ieri ci sono state ampie discussioni sull’adozione per la Padania, di un altra valuta, il franco svizzero ed evidente questo amministratore d’azienda non non ne ha letto neppure un rigo.
    Il secondo errore è riferirsi alla permanenza nell’euro per pagare il debito pubblico. Il debito pubblico, che in realtà va chiamato “debito politico” (perché è tutto fuorché pubblico) è italiano, non padano. Gli italiani lo hanno fatto, gli italiani ne hanno beneficiato, gli italiani se lo pagano se possono o se vogliono. La Padania non ha debiti. Il debito è politico in quanto non è servito per sviluppare il paese (basta guardare alla strade ed autostrade liguri per capirlo, alla banda larga, alla ricerca, ecc) ma bensì per finanziare sprechi, lussi e consenso politico (i 30.000 forestali siciliani, i falsi invalidi, le pensioni sociali, il milione di dipendenti pubblici in più sono stati più o meno pagati con il debito pubblico). Essendo nato ad uso e consumo dei politici, il debito se lo pagano i politici, al massimo lo pagano gli ultra sessantenni che ne hanno in parte beneficiato e ringraziano continuando a votare PD e Forza Italia (il M5S ha il 50% di consensi sotto i 30 anni…..).

    La Padania potrebbe in parte accogliersi una parte di debito politico italiano, diciamo un 30% (pari alla quota detenuta dalle banche tedesche e francesi) solo e sottolineo solo in cambio di un immediato (immediato vuol dire oggi) riconoscimento della sua indipendenza e dell’illegalità dell’occupazione italiana “fin dalle origini”.
    Il 30% del debito politico italiano, su un 120% di debito pubblico, con la Padania che ha il 50% del pil dell’entità geografica chiamata italia, corrisponde più o meno al 60% di debito sul Pil padano.

  17. Fiero Evasore says:

    Ma anche no, se questo porta al mantenimento dello statoladro socialista.

  18. Marco Mercanzin says:

    Se uscissimo dall’€ avremo un default come quello argentino? Balle !!
    L’Argentina aveva il suo debito denominato in $ , ergo, uscendo dal cambio fisso col dollaro e svalutando, comunque i suoi debiti rimanevano in dollari.
    Nel caso dell’Italia, il debito verrebbe ridenominato nella nuova valuta, essendo esso per il 95% sotto legge italiana.
    Quindi, nessun default.
    Altra balla : i tedeschi sono sempre stati leader.
    Ma de che ?
    Chi scrive probabilmente nn si ricorda che prima dell’€ , la Germania era il malato d’Europa, e che solo il meccanismo del cambio fisso, spiegato nell’articolo, le ha permesso di accumulare il surplus di export che vediamo ora;
    Infatti, se esistesse un mercato dei cambi fra i paesi dell’€, il surplus di export tedesco, avrebbe inevitabilmente causato la rivitazione della sua moneta, raffreddando notevolmente il suo export.

    • El problema par łi veneti ke łi vol łeberarse da ła Tałia no lè l’Ouropa, ła Xermagna e l’Euro ma ła Tałia, el so stado castual e łi tałiani ladri.

      Naltri veneti endependentisti no podemo credar de salvarse co ła Tałia, ma ła nostra salvesa ła riva co ła Tałia ła ndarà a ramengo.

      Xa 150 ani endrio a ghemo fato l’eror de apoxar łi moti tałiani (orkestrà da l’enperialeixmo savoiardo), par łebararse da l’Aostria, ma l’espariensa ne ga ensegnà ke sarisimo sta mejo, çento ‘olte mejo se no ghesimo fato sta sielta e fusimo stà co l’Aostria: no a garismo vesto ła granda migrasion, la I goera mondial, el degrado moral, ła cołonixasion tałego-roman-teronega e el so enfame sfrutamento e co łi ani a se garismo gagnà on federałeixmo xvisaro.

      Marco Marcansin mi no so tałian ma veneto e se ła Tałia ła va a ramengo a so contento.

      Veneti entel Mondo
      http://www2.regione.veneto.it/videoinf/periodic/precedenti/02/1/merlo.htm

      ARGENTINA: UNA SPERANZA CHIAMATA VENETO

      Ricardo Merlo, presidente del CAVA (Comitato Asociación Venete Argentina) descrive la grave crisi che sta attraversando il Paese nel quale risiede la più numerosa comunità veneta all’estero: le cause del tracollo economico, le responsabilità, le prospettive per superare questa fase, gli aiuti che si chiedono al Veneto

      Un tasso di disoccupazione di circa il 20 per cento, la dichiarazione di “default” internazionale, il succedersi di cinque presidenti in sette giorni, la violenza degli attivisti dell’estrema sinistra nelle strade, una netta svalutazione del “peso”, la moneta nazionale, che significa irrimediabilmente perdita del potere d’acquisto reale degli stipendi: sono alcuni degli elementi che compongono l’attuale complicato panorama politico, economico e sociale dell’Argentina, paese che sta vivendo una delle fasi più drammatiche della sua storia.

      Quella argentina è la seconda economia dell’America del Sud, con il PIL pro capite più alto del subcontinente, ma, dopo nove anni di un sistema economico imperniato sulla parità tra peso e dollaro, che per un lungo periodo ha garantito un grande successo, con una crescita economica reale del 35,8%, il modello é entrato in crisi. Le principali cause del tracollo sono attribuibili all’assoluta irresponsabilità nelle spese da parte dello Stato e alla richiesta di finanziamenti internazionali per finanziare queste spese, alla mancanza di una rete di aiuto sociale, soprattutto del secondo governo Menem (1996-1999) e l’assoluta inettitudine negli ultimi due anni del governo di centro-sinistra che ha dimostrato una volta ancora la totale incapacità di governare la Repubblica Argentina.

      “L’Union Cívica Radical” (UCR) e il “Frepaso” sono i principali responsabili di questa situazione. Nel 1999, quando “La Alianza Ucr-Frepaso” é salita al potere c’era ancora tempo per rimediare agli errori degli ultimi anni del menemismo. Le riserve monetarie erano ancora sufficienti, c’era fiducia internazionale e interna. I problemi cominciavano a manifestarsi ma, ma esisteva ancora un margine per poter apportare le correzioni necessarie al fine di evitare il peggio.

      É importante sottolineare quale é stato il problema fondamentale del fallimento della parità peso-dollaro: i governi non hanno avuto disciplina fiscale ed hanno finanziato il deficit pubblico con prestiti internazionali. Questo é stato possibile nel periodo di crescita economica (fino al 1998) ma insostenibile nel periodo di recessione (1999-2001).

      • Marco Mercanzin says:

        Berto, mi vujo che vaga a farse£o metare in cu£o sia l’Italia de merda assassina, sia Brussel !!
        Li xe’ tuti do’ dei parasiti dei nostri popo£i.
        E no se pol aver indipendensa, sensa anca l’indipendensa economica.
        L’€uro £o vol anca tuti i partiti taliani: no te vien da domandarte parche’ ?
        Date na svejada, che te si drio parlare par gnente da un toco.

  19. gianpaolo says:

    Quando i genitori guadagnano 1000, in quella famiglia non è possibile spenderne di più altrimenti si fa debito. In parole povere si rischia di mangiare la casa. Deve allinearsi a questo concetto anche lo Stato. Che senso ha in questo paese tenere 100.000 e passa leggi invece di 7.500 della Germania? Ovviamente per dimostrare che siamo i più furbi! Che senso ha tenere 1000 parlamentari quando poi alla fine tutti o quasi, devono allinearsi e approvare quello che dice il segretario del partito? Non ne basterebbero solo una 50^ di loro al parlamento! E così con altri esempi possiamo continuare fino a domani…. ma in definitiva è più comodo dare la colpa alla Germania.

  20. lory says:

    il fallimento dell’Italia sarebbe positivo a quel punto l’indipendenza e la resa dei conti sarebbe dietro l’angolo, altro che negativo.

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