“RESSA” PER ACQUISTARE I RICORDINI CAMERA DEI DEPUTATI!!!

di GIUSEPPE CALABRESE

Alcuni anni fa, per ottenere la disponibilità di Palazzo Theodoli-Bianchelli (situato al centro di Roma tra via dell’Impresa, via del Parlamento e via del Corso), l’amministrazione della Camera dei Deputati ingaggiò una lotta all’ultimo ricorso contro le commesse (che alla fine persero) della storica sede del negozio di abbigliamento “Luisa Spagnoli”. Le motivazioni di tanta urgenza? La sede era assolutamente necessaria per svolgere le attività parlamentari.

Oggi, attraverso  le numero vetrine fronte strada, si possono osservare oltre ai tanti commessi/e che si aggirano nei saloni desolatamente deserti, i gadget della famosa linea “Camera dei Deputati”,  ospitati all’interno di uno dei punti vendita più esclusivi della zona: il Punto Camera della Camera dei Deputati, gestito dalla Fondazione della Camera dei deputati tramite una società esterna, Qualità Italiana.

L’assortimento dei gadget è assolutamente ricco e costoso come si conviene ai prodotti di alta gamma. Il target teorico di tutto questo ben di Dio: comuni cittadini desiderosi di portarsi a a casa un ricordino griffato CdD.

L’assortimento dei prodotti con il marchio della Camera è davvero completo e spazia dal cappellino ai segnalibri, dalle penne biro agli evidenziatori (?!), dai blocchi appunti ai quaderni, fino ad arrivare a coppe e ciotole ricordo, alle stilografiche Omas con pennino rodiato in oro 18 carati,  agli orologi Locman con cassa in titanio e quadrante in argento e marchio dell’istituzione, ai cristalli.

D’altra parte, chi di noi, dovendo spedire da Roma a parenti o amici una cartolina ricordo, la comprerebbe in una normale cartoleria? Chi acquisterebbe per il proprio pargolo, per ripararlo dal sole, un cappellino a soli 3 euro, invece di comprarne uno simile a quello indossato dall’ ex presidente Casini?

Ma – ci chiediamo – è possibile conoscere i volumi delle vendite effettive di questi prodotti? Magari al netto di quelli che vengono regalati alle scolaresche in visita alla Camera dei deputati e che magari figurano come quantità acquistata dalle scuole o da altre istituzioni pubbliche? E non sarebbe male conoscere anche il costo di questi pregevoli oggettini, il costo per la Camera ovviamente.

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