RESPONSABILITA’ DEI GIUDICI: PASSA EMENDAMENTO LEGHISTA

di REDAZIONE

A scrutinio segreto, con 264 voti a favore e 211 contari, con il parere contrario del governo, la Camera ha approvato l’emendamento alla legge comunitaria, presentato dal leghista Gianluca Pini, che prevede modifiche relative alla responsabilità civile dei magistrati.

La norma prevede che “chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento giudiziario posto in essere dal magistrato in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato e contro il soggetto riconosciuto colpevole per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivino da privazione della libertà personale. Costituisce dolo il carattere intenzionale della violazione del diritto. Ai fini della determinazione dei casi in cui sussiste una violazione manifesta del diritto, deve essere valutato se il giudice abbia tenuto conto di tutti gli elementi che caratterizzano la controversia sottoposta al suo sindacato con particolare riferimento al grado di chiarezza e di precisione della norma violata, al carattere intenzionale della violazione, alla scusabilità o inescusabilità dell’errore di diritto. In caso di violazione del diritto dell’Unione europea, si deve tener conto se il giudice abbia ignorato la posizione adottata eventualmente da un’istituzione dell’Unione europea, non abbia osservato l’obbligo di rinvio pregiudiziale ai sensi dell’articolo 267, terzo paragrafo, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, nonchè se abbia ignorato manifestamente la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea”.

Il testo rivede la legge del ’98 e dal 1988 ad oggi, su 400 cause avviate, ci sono state solo 4 condanne di giudici. Questo è quanto sostiene Enrico Costa (Pdl) dopo il sì dell’Aula: “Di queste 400 – aggiunge Costa – 253 sono state dichiarate inammissibili, 49 attendono pronuncia di ammissibilità e 70 attendono l’impugnazione per la decisione di inammissibilità. 34 risultano ammissibili, ma di queste 16 sono pendenti e 14 respinte”.

Casini, dopo il voto, fa il cerchiobottista: “È una cosa giusta messa nel posto sbagliato. Non era questa la sede”. Secondo Casini, inoltre, “la norma andava formulata in modo migliore”.

Ovvio che la vicenda avrà ripercussioni politiche. Lo fa capire Dario Franceschini, che a nome del Pd ha detto: “Un voto che avrà conseguenze”. Il capogruppo Pd ha definito “grave l’atteggiamento del Pdl che si era impegnato con il governo» sul ritiro dell’emendamento ma poi in aula ha fatto l’opposto”. Prima del voto, Bersano aveva affermato pubblicamente che avrebbe votato contro l’emendamento leghista.

Il voto il voto in questione ha momentaneamente staccato il Pdl dalla maggioranza che sostiene il governo Monti.  I giudici, come tutti le altre persone, devono pagare per i loro errori. Silvio Berlusconi ne aveva fatto uno dei suoi cavalli di battaglia e così, nonostante il Pdl avesse firmato insieme con Pd e Terzo Polo un ordine del giorno che impegnava il governo a trattare la materia in un provvedimento ad hoc, ad avere la meglio è invece un emendamento presentato dalla Lega e approvato, con il voto segreto, da una maggioranza più ampia della sola sommatoria Pdl-Lega ed ex Responsabili. Lo stato maggiore di via dell’Umiltà mette subito le mani avanti chiarendo che il voto di oggi non è contro il governo: «Chi sbaglia paga, anche i magistrati», sottolinea il segretario del partito Angelino Alfano evitando di dare una connotazione politica alla votazione. Questo, anche se proprio diversi dirigenti pidiellini guardano oltre e intravedono nel voto di oggi un modo per tenere alta la tensione sulla giustizia e mandare un messaggio all’esecutivo: È un modo per evidenziare il ‘pesò dei nostri numeri, ragionano i malpancisti. Le colombe invece evitano retropensieri mettendo l’accento sul risultato: Si tratta una norma di civiltà – è il leit motiv – e soprattutto allinea l’Italia agli altri Paesi europei. L’ordine di scuderia impartito dallo stato maggiore del partito è poi mettere in evidenza come il responso delle urne certifica una maggioranza molto più ampia: «A sinistra c’e grande indignazione, però a scrutinio segreto almeno 50 di loro hanno votato a favore della norma», sottolinea Alfano riassumendo un concetto che per tutto il giorno avevano ripetuto molti deputati del Pdl. Ecco perchè sono in pochi quelli a sperare che il voto sull’emendamento leghista rimetta insieme i pezzi della vecchia maggioranza che sosteneva Berlusconi in modo continuativo. Se infatti il Cavaliere ribadisce che la fiducia al governo non è in discussione oggi leghisti alla Camera facevano notare come «qualsiasi altro governo sarebbe caduto per un voto del genere». La battaglia ora è rinviata al Senato dove l’auspicio del governo è che la legge sia corretta. Un obiettivo a cui mira anche il Pd che ha fatto recapitare il suo malumore proprio all’esecutivo invitandolo a ‘chiarirè i rapporti con il Pdl. E sempre a palazzo Madama il Popolo della Libertà si preparà a condurre la battaglia per modificare il testo sulle liberalizzazioni. Dopo la serie di incontri tenuta da Paolo Romani a capo della task force pidiellina con le categorie chiamate in causa dal provvedimento oggi i tecnici del partito hanno fatto il punto in una riunione aggiornata a martedì prossimo per la stesura del pacchetto di emendamenti.

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5 Comments

  1. druides says:

    Speriamo sia il prologo del foglio di via definitivo.

  2. Alberto Lembo says:

    Suggerirei di riprendere in esame la proposta di legge Trantino (XIV legislatura) che avevo redatto per lui e che, dopo la presentazione e l’assegnazione alla Commissione giustizia, è stata debitamente insabbiata dai berlusconiani che la controllavano…..

  3. iris says:

    Ci vorebbe Sciadurel, il parere di Sciadurel!!!

  4. cecco says:

    Grande Pini!!! Alè Lega! Siamo di nuvo uniti con La Russa e gli amici del Pdl! Alè che torniamo!!!!! Grazie Bobo!

  5. luigi bandiera says:

    Era ora fermare la sacra inquisizione.

    E non ironizzo.

    Manca che dovrebbero essere eletti… se vogliono assolvere o condannare in nome del popolo.

    O l’IPOCRITA GIUSTIZIA CONTINUA..??

    amen

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