Responsabilità dei giudici, basta ghigliottine

di BRUNO DETASSIS

Può piacere o non piacere, la Lega, e magari può pure non stare simpatico quell’onorevole Pini che pure ha un vissuto con la magistratura per via delle sue attività all’estero, e forse era il meno indicato per alzare un manifesto giudiziario (almeno per evitare l’accusa di conflitti d’interesse e per buon gusto) ma la questione sollevata dall’emendamento della Lega alla legge comunitaria che introduce la responsabilità civile dei magistrati, e che ha battuto il Governo per sette voti, è una questione vitale per il diritto e per la democrazia.

Chiunque la sollevi, ha ragione. Il testo è passato con 187 sì e 180 no. Il M5S, così come diversi deputati di Sel, si è astenuto sulla votazione il cui esito è stato salutato con un applauso dalla Lega. Peccato, perché dai 5 Stelle si aspettava magari più coerenza anche se l’astensione non è un segnale da mandare a quel Paese. Politicamente però, sul brandello giudiziario non si può stare zitti.

Senza scomodare avvocati e costituzionalisti, al cittadino della strada e delle piazze, non necessariamente e per forza forcaiole, gira bene questo ragionamento: il giornalista sbaglia? Viene processato per diffamazione, paga. Il diritto di cronaca non lo autorizza ad avere immunità.

Il politico viene rinviato a giudizio? Il politico deve andare a processo, non è giusto che a lui e solo a lui sia riservato un tribunale speciale, fatto da suoi simili, la giunta per le autorizzazioni a procedere, che decide se può essere sottoposto o meno a processo.

Il medico che commette un errore sanitario deve pagare, va processato e l’ordine professionale procede.

L’avvocato che truffa e si appropria indebitamente del denaro dei suoi clienti va espulso dalla faccia della terra. Processato e ingabbiato, se serve.

Perché il magistrato non deve rispondere se non a un consiglio di autodisciplina, dei suoi errori e dei suoi accanimenti?

Quanti “facili” ed evitabili rinvii a giudizio, quanti processi e costi inutili per inettitudine del potere giudiziario? O sono tutti perfetti? Invece la progressione di carriera, che si sia dei geni o degli asini, procede comunque. Il potere assoluto dei pm che ingabbiano i cittadini e li mettono in isolamento con accuse da brigate rosse, tranne poi scoprire che per il tribunale del riesame quelle accuse erano infondate, è un potere da temere come una catastrofe cosmica.

Non bastano gli 80 euro, caro Renzi, per dire che giustizia sociale è fatta. Non bastano le strette di mano a Bruxelles con la Merkel per dire che adesso questa Europa deve cambiare.

Il Paese non ha bisogno di una casta, ma di una “elite” illuminata e coerente con il mandato della sovranità popolare. In nome del popolo sovrano per il quale emettono sentenze, vadano sottoprocesso anche coloro che abbagliati dalla prestazione a tutti i costi, diventano strumento di governo e non di giustizia.

La politica torni a fare politica, e la magistratura cessi di essere per il cittadino il potere supplente per amministrare il governo delle città. Occhi aperti, per non cadere nella trappola della ghigliottina.

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5 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    Esprimo un po’ di perplessità riguardo all’illuminazione delle elite, da quando ho passato i 50 tendo a credere poco ai lumi culturali delle classi dirigenti. Apertura di credito comunque per il redattore, non ultimo anche per il suo beneaugurante cognome.

  2. Malgher says:

    Ma non avevamo fatto un referendum sulla questione della responsabilità dei giudici? ?
    Essere a favore non ha forse superato lo 80%, e perchè adesso si deve ancora discutere del principio a gran voce richiesto?

  3. pippogigi says:

    Immagino che ne vedremo delle belle. L’italia è il paese dove il Ministro della Giustizia, la Cancellieri, faceva uscire dal carcere amici di famiglia, dove l’antitrust commina multe per cartello alle aziende, questa fanno ricorso al Tar del Lazio che regolarmente le annulla, dove ci sono stati diversi casi di corruzioni di giudici per ribaltare sentenze di primo grado.
    E’ il paese dove vige il processo indiziario, non ci sono prove ma un colpevole ci deve pur essere ed ecco fabbricare le false prove contro un ingegnere veneto (unabomber), andare avanti con processi, carcere preventivo sperando che l’innocente confessi.
    Quindi come si valuta la responsabilità civile del Magistrato?
    Occorre arrivare alla sentenza di terzo grado, sperare che tutte le sentenze siano concordi, oppure dopo quella di primo grado scatta la denuncia? Il paradiso degli avvocati, ma d’altronde la città di Roma ha più avvocati dell’intera Francia, si devono pur far lavorare….

  4. Albert Nextein says:

    Gli ordini professionali sono da abolire.
    Chi svolge attività di qualsiasi genere si assicura, e in ogni caso risponde personalmente di quello che fa in scienza e coscienza.
    Idem per i magistrati.
    Riconosco la totale inutilità del Csm.

  5. radetsky says:

    Maggistrati… ma li avete visti, sentitio discettare (vedi Esposito), accusarsi uno con l’altro, vacanze e salari migliori d’Eusopa, lì grazie a concorssi truccati, perlopiù. Fano il bello e il cattivo tempo, non sbagliano MAI e sono praticamente ilicenziabbikli.ò E chi li paga, sti luminari: Lombardia,Piemonte, Veneto ed Emilia. E ne troate uno originati di quelle reggioni, che li pagano? sobn sob sob. Che paese di m.er…da

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