Residuo fiscale: l’Italia tratta il Veneto come l’Ue tratta Roma. Di che si lamenta il Governo?

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di MASSIMO VIDORI – L’Italia è un contribuente netto dell’Unione Europea. Risulta particolarmente significativa per un indipendentista veneto questa asettica definizione utilizzata dai sovranisti italiani per accreditare la loro posizione contrattuale con l’U.E. Ogni anno l’Italia versa oltre 14 miliardi di euro all’Europa per riceverne indietro 11 in termini di servizi, finanziamenti, agevolazioni.

Sono quindi 3 i miliardi di saldo positivo che dovrebbero consentire al Governo di alzare i toni  nell’interlocuzione con la Commissione Europea, infischiandosene delle regole e dei patti sottoscritti. Giusti o sbagliati che siano, non entrerò nel merito, ma sono convinto che i governi seri e le persone per bene, se abbiano preso degli impegni li rispettino, eventualmente discutendoli democraticamente. Tutto il resto è bullismo.

Tornando al tema economico, ribalto sul Veneto la prospettiva. Da anni si parla del nostro “residuo fiscale” con l’Italia: esso quantifica il differenziale tra quanto versiamo di tasse complessive (circa 70 miliardi all’anno) e quanto riceviamo complessivamente in termini di servizi, finanziamenti, agevolazioni (circa 50 miliardi all’anno). Ebbene il Veneto è un contribuente netto dell’Italia per circa 20 miliardi all’anno: 7 volte tutta l’Italia in Europa.

 

Qui entrerò nel merito perché sono inevitabili alcune considerazioni.

Innanzitutto:  praticamente “i diritti” per stare in Europa all’Italia li paga il solito“Pantalon” Veneto!

Poi: visto che possiamo pagarli per tutto il carrozzone si dimostra matematicamente che il Veneto indipendente non avrebbe alcun problema a stare in Europa. Anzi, in Europa potremmo alzare i toni ben più credibilmente di questa banda di bulli italiani che sbatte la scarpa sulla scrivania del commissario europeo rappresentando un Governo evidentemente non serio.

Infine: se 3 miliardi di euro potessero mai giustificare tutto questo, cosa potrebbe fare il sovranismo veneto nei confronti di un oppressore fiscale e culturale qual è l’Italia?

Per fortuna questi manifestazioni cialtronesche non  rappresentano chi, come me, persegua l’indipendenza veneta in applicazione del diritto di autodeterminazione dei popoli. Persone che rispettano le regole, che venerano la democrazia e si confrontano pacificamente. Persone che pretendono un referendum per esprimersi, sapendo di avere i titoli per farlo. Persone per bene, non bulli.

 

Massimo Vidori

Indipendentista Veneto

 

 

 

 

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2 Comments

  1. giancarlo says:

    Staremo a vedere se ZAIA saprà farsi valere a roma e se l’attuale governo avrà il coraggio di accettare l’autonomia del Veneto con il 90% delle imposte che restano sul nostro territorio.
    Che l’Italia sia un paese cialtrone lo sappiamo, che l’Italia sia un paese che nega a noi Veneti la nostra prerogativa di Popolo Veneto lo sappiamo, che l’Italia si sia dimostrata sempre nei confronti dei Veneti restia a concedere la benché minima cosa, che ci abbia sfruttato fiscalmente, che ci abbia negato la nostra lingua, storia, cultura, letteratura, etica, buon governo, efficienza lavorativa ed imprenditoriale, e ci sono altri mille etc…etc…etc…etc… è un dato di fatto, ma che il nostro residuo fiscale possa in eterno continuare ad essere dilapidato dal “sistema italiano”, ebbene è impensabile !!!!
    Sono finiti tutti gli imperi, persino Gesù Cristo fu ucciso dagli uomini, addirittura la democrazia è stata uccisa e trasformata in oligarchia dai politici di quasi tutti i paesi, ma che essi possano pensare che si possa continuare all’infinito, sinceramente, non lo credo. Tutto cambia perché nulla cambi, ma alla fine tutto cambierà veramente è la storia del mondo a dircelo e dimostrarcelo. Studiare la storia farebbe bene ai politici per ricordargli quanto sono anche loro effimeri e di passaggio.
    Quindi ad ogni buon conto, l’indipendenza del Veneto resta il fine ultimo di ogni azione di ogni pensiero e soprattutto di ogni tentativo a livello internazionale per denunciare e contestare il trattato di Vienna che ci ha letteralmente sottratto illegalmente e con la truffa la nostra Patria Veneta che resta e resterà sempre dei Veneti che che ne credano o meno gli italiani. WSM

  2. caterina says:

    ebbene, quel referendum invocato per l’indipendenza lo abbiamo già fatto nel 2014 e sotto il controllo dell’OSCE, per cui dobbiamo prima di tutto essere noi Veneti a rivendicarne l’applicazione e spero lo faremo appena Stati amici ci appoggeranno in forza, tenendo anche conto che saremmo più efficaci nel migliorare i rapporti con tutte le regioni della penisola a favore di chi ci abita se potessimo gestirci noi quei 20 miliardi che invece Roma sperpera… se fossero le Regioni nelle loro occasioni di esprimersi ad appoggiarci invece che ignorare il fatto, il vantaggio sarebbe di tutti….

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