Requiem per la Corneliani di Mantova. Al Nord la politica ha tagliato tutti i ponti

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di STEFANIA PIAZZO – E’ un nome che evoca la storia di un territorio ed è un altro pezzo di economia, di identità che sta sparendo. La notizia choc la leggiamo dalla prima pagina della Gazzetta di Mantova, è  la crisi che ha soffocato anche la Corneliani. Difficile spiegare per chi non è della bassa cosa riecheggi nel suono così elegante di un colosso ma è evidente la tragedia economia, sociale, l’impatto da tsunami su un pezzo di terra mantovana dove ogni posto di lavoro è un terno al lotto, una lotteria vinta se si conserva. Figuriamoci 130 esuberi. E’ un effetto domino di un sistema che in piedi non sta più. Perché si regge sul teorema delle tasse che il Nord deve pagare in virtù di una storica superiore capacità fiscale data da imprese e lavoratori che vivrebbero in un fantomatico Bengodi del benessere e della sicurezza sociale. Così non è. Ma che il muro venga giù solo a Mantova è una bugia. Il governo non sa come inventarsi una politica industriale di rilancio. Il tira e molla sulla Whirlpool… il caso devastante dell’Ilva di Taranto, che è la pietra tombale dell’alleanza elettorale Pd-5Stelle…
 Che si fa, si risolve tutto col reddito di cittadinanza e la favola delle tre proposte di lavoro in alternativa al sussidio? Perché, come si sa, nel mantovano il lavoro abbonda. Le infrastrutture stanno benone, come riporta il fotone centrale della Gazzetta ricordando che a San Benedetto Po il fiume si attraversa a nuoto. E mentre i sovranisti urlano prima gli italiani, e vanno in tv a contare quanti immigrati siano sbarcati dopo di loro e il diluvio, e la sinistra corre dietro al nulla, a Mantova i mantovani non possono neppure diventare migranti economici. Al Nord hanno tagliato tutti i ponti.
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2 Comments

  1. FIL DE FER says:

    L’autonomia al VENETO ..ma subito….potrebbe indicare una strada da percorrere per rendere sempre più competitivo un territorio rispetto ad altri e così dimostrare che è un sistema costituzionale degno di essere perseguito. Ma come sempre siamo in Italia dove ormai i politici del Sud credono che la mucca del Nord possa dare latte in eterno. Sbagliano perché loro, ripeto loro stanno ammazzando la mucca e dopo cosa credono di poter fare senza la mucca che da il latte ???
    La stupidità ormai regna sovrana a roma come in diverse altre regioni italiane e senza le autonomie la vedo dura che questo paese riesca ad uscire da una crisi ormai diventata strutturale e con politici non più all’altezza dei compiti e che pensano solo ai loro partiti e alle loro posizioni personali.
    WSM

  2. giancarlo RODEGHER says:

    La verità è che il ceto medio in italia è stato assassinato e quindi le conseguenze si vedono.
    Se la Corneliani non vende più come una volta è perché è venuta sempre meno la clientela abituale di un marchio famoso e di prestigio e forse anche all’estero è sempre più difficile competere se non si è nell’alta gamma del lusso.
    Riconvertire e ripartire è l’unica strada. Gli esuberi sono necessari per non continuare a perdere risorse finanziarie che servono a ben altro per salvare l’azienda.
    Ma inutile ricordare certe cose…..in tutta italia ormai si sta giocando una partita del mors tua e vita mea cioè per morte si intende quella delle aziende o dei cittadini e per vita si intende quella della famosa Repubblica delle banane………
    WSM

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