Renzi vuole identificare il dna dei clandestini morti in mare: costo 20 milioni. I morti di fame italiani possono aspettare

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di MARCELLO RICCI – A  Porta a Porta, Matteo Renzi ha annunciato che  disporrà il recupero del barcone affondato circa un mese fa tra la Libia e Malta con numerosi clandestini e che si procederà all’identificazione degli stessi con il DNA. Costo previsto 20 milioni di euro interamente a carico dell’Italia.
Notizia che merita molta attenzione, ponendo la stessa seri dubbi sulla sanità mentale dell’imposto premier. I morti nel mare, tradizione vuole, che nel mare siano sepolti. Recuperare quanto resta di loro, identificarli con il DNA a che serve? La morte tragica e irreversibile, desta solo profonda pietà, in questo caso doppia perché estesa anche a chi ci specula. Ammesso che si voglia procedere, una volta estratti i DNA con quali campioni verranno confrontati per dare un nome  ai cadaveri?                                                                                                                                          
Per evitare altre tragedie, come giusto e doveroso, occorre distruggere i barconi vuoti nei porti libici, bloccare i migranti, identificare i richiedenti asilo  per separare i rifugiati politici dai migranti economici. Ai primi dovrà essere garantito l’asilo e ai secondi il lavoro obbligando le multinazionali a esportare le risorse del ricco continente africano dopo  una prima parziale lavorazione in loco.                                                                    
L’Italia ha il problema di avere un capo di governo in stato mentale confusionale che intende sperperare oltre 20miloni di euro in un recupero inutile, sottraendoli all’esercito di poveri italiani, le cui fila crescono ogni giorno.  Può essere richiesto per Matteo Renzi il trattamento sanitario obbligatorio e a chi compeTe?
 
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4 Comments

  1. RENZO says:

    T.S.O….di corsa!
    Aspettiamo con ansia il pupazzo per il referendum. …..un bel NO!
    WSM

  2. Michele says:

    Nell’articolo leggo che ai rifugiati politici “dovrà essere garantito l’asilo”. Non sono d’accordo per due motivi.

    1) Se dovessimo accogliere tutti i rifugiati politici che potenzialmente ci sono nel mondo e che vogliono restare qui da noi non avremo più scampo. Se in casa loro ci sono le guerre fomentate dall’Occidente, si li prendano in custodia i guerrafondai che le hanno provocate. Se invece colà ci sono guerre intestine allora, mi spiace, ma sono “affari” loro. Grandissima parte di noi già da tempo si trova nelle condizioni di dover espatriare e chiedere asilo politico per fuggire da questi paranoici mentecatti al governo. Ma mica lo facciamo… se non in casi (per ora) marginali. Sono cavoli nostri e sta a noi ribellarci per costruire il nostro futuro senza interferenze esterne e senza scappare.

    2) Siamo già in tantissimi e densi come sardine in scatola. Dobbiamo al più presto scendere di numero. Siamo profondamente addolorati, ma non c’è più posto per nessuno.

  3. giancarlo says:

    Siamo già alla demenza senile? Così giovane ?
    Povera italia, ma spero che i Veneti sappiano fare ciò che va fatto!!
    Cioè andarsene a vele spiegate da un paese mafioso e corrotto dove ormai è inutile tentare alcun che per cambiarlo.
    WSM

  4. Amedeo says:

    È un modo come un altro per prendere in giro gli Italiani e fare sparire dei soldi pubblici per passarli nelle mani dei suoi amici, ma certamente anche con dei vantaggi personali.

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