Renzi vuol dire fiducia cieca. Panettone, Colle poi elezioni

di BENEDETTA BAIOCCHImatteo-renzi-lingua-278683

Della legge elettorale….. se ne parla ma la questione è: Renzi vuole chiudere il primo giro mentre è in vantaggio, prima di finire i 5 anni di maratona governativa? I segnali ci sono tutti. Il vaccheggiamento del patto del Nazareno, il fatto che il centrodestra non sia sufficientemente ancora organizzato per affrontare il voto, con troppi aspiranti leader in corsa: Salvini, Tosi e lo stesso Berlusconi… Perché la sinistra dovrebbe perdere questa opportunità, soprattutto con Grillo che ha perso lo smalto e una Lega che fa da utile argine populista alla concorrenza di opposizioni meno gestibili…?!

Fiducia cieca

Poi ci sono i numeri. Guardiamo ad esempio la fiducia ai governi. Nel 4° esecutivo Berlusconi, ce ne furono 46 in 1.287 giorni: una ogni 28 giorni. Con il governo del professor ‪‎Monti‬ ce ne furono 29 in 529 giorni, una ogni 18 giorni. Con il giovane ‪‎Letta‬ ce ne furono 12 in 300 giorni, una ogni 25 giorni.

E con lo Sblocca Italia del governo Renzi, i voti di fiducia sono 26  ‬ in 255 giorni, la bellezza di una fiducia ogni 9,8 giorni. Un attivismo decisionista che mostra tutti i suoi limiti, non solo la fretta di approvare le leggi che piacciano o non piacciano all’opposizione. L’opposizione non serve, basta la maggioranza.

 

Pd, Forza Italia, Lega. Come stanno?

Il Pd sta bene? Renzi ha già perso l’ala sinistra del partito, quella sindacale e quella all’opposizione del premier segretario. Se Renzi li anticipa, può ancora giocarsi la carta del “fuori dal Pd” perdete la poltrona.

Forza Italia non vede l’ora di stracciare la pochezza alfaniana, l’inesistenza caratteriale e carismatica di un ministro opaco e ininfluente. Berlusconi, che lo si voglia o no, è ancora l’uomo più potente con Renzi sulla scena politica.

La Lega non vede l’ora di prendersi la rivincita, ha fatto subito un partito per il centro-sud; e la veloce discesa in campo di Tosi e Maroni, sono lì a dire che spazio ce n’è però anche al di fuori di Salvini, nel centrodestra meno lepeniano. Lo stesso governatore, gira voce negli ambienti pirelleschi, che preferirebbe “cadere in piedi” durante la sua silenziosa guida lombarda e riprendere il cammino per le elezioni politiche, sfilandosi così dalle rogne dell’amministrare una regione. Guarda quanti guai sono arrivati…

Insomma, un favore a tutti, per rottamare l’avversario politico in casa, quello interno, più che per credere ad un nuovo miracolo “italiano”. Dopo il semestre europeo, si porrà la questione dell’avvicendamento di Napolitano, e poi rompete tutti le righe. Quando arriveranno gli 80 euro anche per i pensionati a fine mese, convocheranno le sezioni elettorali. Troppo semplicistico?

 

 

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