Renzi-Vaticano, colloqui su depositi bancari. Antiriciclaggio, Ior e Deutsche Bank. Quando Bankitalia bloccò i bancomat “tedeschi”

di CICALAvaticano

Non solo Svizzera… e poi Montecarlo…. Cadono i segreti bancari. Mentre tutti corrono al riparo chiedendo udienza a Malta, è notizia di questi giorni il fatto che siano stati avviati colloqui tra lo Stato italiano e la Santa Sede in materia di depositi bancari e questioni fiscali.

Beh, non è una novità che in Vaticano vi siano anche soldi  che girano, versati e prelevati. E’ uno Stato! Forse non tutti ricordano che nel gennaio 2013 Bankitalia scrisse al Vaticano dopo un’ispezione…

I fatti furono questi: Banca d’Italia non  concesse alla principale banca tedesca (Deutsche Bank Italia) l’utilizzo delle macchinette conosciute dai cittadini come terminali POS pagobancomat nello Stato della città del Vaticano. La notizia sicuramente passò in secondo piano, stante il periodo di campagna elettorale. Ma perché via Nazionale bocciò l’installazione dei terminali per i pagobancomat in Vaticano? Il documento che vi riproponiamo,  è molto chiaro: nello Stato del Vaticano non c’era la stessa nostra  regolamentazione bancaria, ma soprattutto per l’allora mancato adeguamento alla terza direttiva europea recepita dalla Stato Italiano con la Legge 231/2007 – l’antiriciclaggio.

Però, proprio una  bella cosa avevano fatto i panzer bancari germanici, prima installano le macchinette, poi – dopo una ispezione di Bankitalia – ne chiedevano la sanatoria.vaticano1vaticano2

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