RENZI TRAVOLTO, VINCE Il NO! IL PREMIER SE NE VA! SI E’ DIMESSO! IL NORD FA LA DIFFERENZA COL RECORD DI VOTANTI

 

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di ROBERTO BERNARDELLI – Il messaggio è chiaro. Il popolo ha deciso di non volere più il governo dei non eletti,  delle tasse, delle banche, del terrorismo psicologico finanziario…. Il Nord ha segnato il record di affluenze nel paese. Qualcosa ancora è vivo e si ribella al sistema di Roma. La prima volta che Renzi va al voto, che si mette alla prova del consenso elettorale con la “madre di tutte le sue battaglie”, il risultato è chiaro: bastonato!

L’alta affluenza fatta segnare a casa nostra ci dice anche che gli imprenditori, quelli veri, non quelli che omaggiano il premier, che la gente comune, che a fine mese non ci arriva con le idee della Boschi, di Franceschini, di Padoan, e di tutti gli altri, chiede un’alternativa reale, non chiacchierata, per tornare ad avere lavoro, speranza, pensioni, scuola, e tasse più basse. Il NO mentre scriviamo si attesta intorno al 60%, il SI sul 40%.

Il britannico Financial Times, che negli ultimi giorni aveva ripetutamente lanciato l’allarme sulle possibili conseguenze economiche della vittoria del no in Italia, apriva dopo le 23 di domenica 4 dicembre l’edizione on line con un titolo impietoso: “Dagli exit poll italiani una batosta a Renzi…un risultato che potrebbe portare il primo ministro italiano alle dimissioni” scrivono il corrispondente James Politi ed il collega David Ghiglione ricordano che “benché in passato gli exit poll si siano rivelati inaffidabili in Italia, (i numeri) lasciano intendere che ci sia un ampio margine di sconfitta per il si’ alle riforme sostenute da Renzi. Il premier parlerà al Paese a mezzanotte”.

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E infatti ha parlato. E dice: “Ai leader del No “oneri e onori a iniziare dalla responsabilità di proporre la legge elettorale, ci aspettiamo proposte serie e credibili”. “Io ho perso e lo dico a voce alta. Il No ha vinto in modo straordinariamente netto, ai leader del No le mie congratulazioni e gli auguri di buon lavoro, nell’interese dell’Italia e degli italiani.  Non ce l’abbiamo fatta, abbiamo ottenuto milioni di voti che sono impressionanti ma insufficienti. Mi assumo tutte le responsabilita’ della sconfitta, dico agli amici del Si’ che ho perso io, non voi. Voi volevate riavvicinare i cittadini alla cosa pubblica, avete fatto una campagna elettorale casa per casa, voi non avete perso.  Il mio governo finisce qui”. Bene.

E nel frattempo la stampa incalza la sconfitta.  Il britannico Daily Telegraph apre l’edizione on line con il titolo : “In base agli exit poll Matteo Renzi si avvia verso una pesante sconfitta al referendum italiano”. Nel pezzo Barney Handerson ricorda che “l’esito del referendum era seguito attentamente all’estero per vedere se l’Italia sarebbe diventato il prossimo Paese a respingere lo status quo. Il premier Matteo Renzi aveva detto che si sarebbe dimesso se le sue riforme fossero state respinte”. Il sito del quotidiano conservatore ha deciso di seguire con un live la nottata politica italiana.

Ora si scatena la resa dei conti del Pd, il castello di carta può cadere se c’è un’alternativa possibile dall’altra parte fatta di libertà, di autonomia, di sovranità territoriale. Altrimenti si ripete ancora quanto abbiamo visto e subito negli ultimi 25 anni. Il nostro progetto è chiaro e coerente: essere padroni a casa nostra. Chi ci sta? Chi crede in un progetto che non vuole fare dell’Italia il paese del partito unico nazionale ma di partiti che siano la voce del Nord?

 

Presidente Indipendenza Lombarda

 

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4 Comments

  1. Luciano Aguzzi says:

    FILASTROCCA DEL NO
    (improvviso d’occasione sul referendum)

    Per questa filastrocca
    cerco una rima in Renzi,
    trovo solo i silenzi
    e le smorfie di bocca.

    Forse gli è andato a male
    un disegno ingegnoso,
    un sogno portentoso
    di progetto imperiale.

    La costituzionale
    mirabile schiforma
    ha perso ogni sua forma
    nel brago elettorale.

    Lui dice che il “cialtrone”
    non ha capito niente,
    del popolo la mente
    respinto ha l’affarone!

    Come un fiume gonfiato
    di pioggia a catinelle,
    le proposte più belle
    di Renzi ha rifiutato.

    Quell’onda catrastrofica
    ha portato già a valle
    centomila e più balle
    di cacca filosofica.

    E il NO ha straripato
    per campagne e città,
    nella sua asinità
    il SI è morto affogato.

    Il “popolo ignorante”,
    che non è mammalucco,
    ha capito che il trucco
    era per lui allarmante.

    E dunque, in fin dei conti,
    ha deciso che fare:
    Renzi non delegare
    sui propri tornaconti.

    Democrazia vuol dire
    liberi d’esser liberi,
    non schiavi o semiliberi
    e di tasse soffrire.

    Il No vuole anche questo:
    dire no se il governo
    per noi è solo inferno,
    tiranno e disonesto.

    Di Renzi l’arroganza
    il popolo ha respinto!
    La ribellione ha vinto…
    purché si cambi danza!

    [Luciano Aguzzi lunedì 5 dicembre 2016 scritto ore 0,45]

  2. Alessandro Guaschino says:

    Vorrei segnalare che quando Renzi ha visto i sondaggi ha letto che il sud avrebbe votato in massa per il no. E’ seguita la mancia elettorale senza coperture per cui chi assumerà nel mezzogiorno lo farà con decontribuzione. Poi però si è visto che il Nord, quello in cui Renzi pensava di poter prendere voti, è andato massicciamente alle urne ed ha votato per li no.
    Se magari per le mance elettorali Renzi avesse pensato a quelle regioni massacrate di tasse, con bassa evasione fiscale, quelle che mantengono il resto del paese ora non saremmo qui a festeggiare per il pericolo scampato. Meglio così, esiste ancora una provvidenza divina…..

  3. caterina says:

    certo che spicca Milano con la sua vittoria del SI… è tutto dire! quanto conta la fedeltà a chi ti ha offerto la città e non ti ha chiesto i conti dell’EXPO… e a chi ti ha appoggiato in extremis perché conta e molto uno stipendio a vita per scranni a rotazione in un parlamento elefantiaco e inaffidabile…
    a Roma tutto da rifare… ci penseranno quelli che verranno…
    Ma Milano non è Lombardia? ahimè, la partenza per un’ipotesi di libertà per il Nord nasce zoppa…
    A Venezia è tutta un’altra cosa! non ha creduto ai fiumi de schei che sarebbero arrivati… dignità e spirito libertario hanno prevalso…
    Sono stata alla finestra… è stato più forte di me!… ho voluto dimenticare di avere ancora una carta d’identità italiana, ora che ho una carta d’identità della Repubblica Veneta!

  4. lombardi-cerri says:

    Hanno chiaramente perso gli incapaci e i chiacchieroni.
    Se sto per annegare non mi devi venire a dire di cambiare il costume da bagno: mi devi dare un salvagente!

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