Ponte di Legno e Temù han votato: nessuna fusione tra i comuni

di TONTOLO

I popoli padani sono pazienti e sopportano tanto, ma quando si arriva al limite scattano e allora sono dolori. Avevamo scritto, ad agosto, delle innumerevoli sceneggiate politiche che hanno avuto per palcoscenico a Ponte di Legno. E’ arrivato perfino l’ incantatore di serpenti Matteo Renzi quassù in montagna – dove osano solo le Ape-car – accolto peraltro al grido di Padania libera.

Il primo passo avanti dei poteri più o meno oscuri verso mete più o meno chiare doveva essere quello di fondere forzatamente due Comuni: Ponte di Legno e Temù, cancellando tutte le tradizioni e i poteri del secondo Comune. Il giorno 28 ottobre, data forse non proprio scelta a caso dai fautori della fusione, si è svolto il referendum su unione sì-unione no. I cittadini di Temù, nonostante la propaganda martellante, addirittura casa per casa hanno risposto con un sonoro NO e , quindi la “marcia su Ponte” è fallita. Anche i cittadini di Ponte di Legno, nonostante il bellicoso Sindaco, hanno sfiorato il NO invece di un plebiscitario SI’, come il Sindaco si attendeva.

Credo che questo piccolo esempio dovrebbe servire da monito, unitamente alla massiccia astensione dei siciliani, ai politicanti da strapazzo, indicando loro chiaramente che  il limite di sopportazione è stato raggiunto. Non cerchino di superarlo perché si potrebbero verificare fatti oltremodo spiacevoli tipo “brioches” fuori stagione. Naturalmente – qui in valle – spaghettate e sciampagnate di trionfo sono state sospese, con i fautori della fusione, in preda a scene farsesche di disperazione, scene svolte in presenza dei divertiti cittadini.

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