Renzi: l’Italia riparte da Napoli. Di certo così non riparte il Nord

di BRUNO DETASSISNapoli

C’era una volta “vedi Napoli e poi muori”. Ora c’è: Renzi va a Napoli e dice che da Napoli l’Italia riparte. Di certo, non riparte il Nord, da Napoli. Napoli è un mondo a parte. Parlate con i salernitani, chiedete a chi vive al di sotto di Napoli e avrete una sola univoca risposta: per carità di Dio. Porre Napoli a emblema di una rinascita solo perché a Ponticelli c’è  “una start up che e’ all’avanguardia mondiale su ingegneria e elicotteri. Anche questa e’ NAPOLI. L’Italia riparte”, come scrive su Matteo Renzi in visita a Napoli, non si capisce se sia peccare di ingenuità o se sia il cercare un bacino elettorale deluso dai primi sei mesi di governo. “Una visita significativa che da’ nuove, concrete speranze al Sud che vuole ripartire: ora non ci sono davvero piu’ alibi per la classe dirigente locale”. Ha persino detto Leonardo Impegno, deputato del Partito democratico, a margine della visita del presidente del consiglio. “La decisione del premier di cominciare il suo tour nelle regioni meridionali da una azienda del territorio campano ha un significato preciso: il governo ha attenzione per un Sud che, nonostante il ritardo storico del suo sviluppo, non e’ tabula rasa – ha spiegato l’esponente del Pd – Il Mezzogiorno, di cui l’ultimo rapporto della Svimez ha messo in evidenza tutto il disagio economico-sociale, non riparte da zero: bisogna sostenere le sue eccellenze, a cominciare dai poli tecnologici, e fare leva sulla sua risorse piu’ importante, i giovani”. D’accordo, però con i soldi di chi? Italia Oggi, 1998, era il 30 gennaio (sic!): “Napoli batte tutti sui trasferimenti statali. Il capoluogo campano, con quasi un milione e 200 mila lire di contributi pro capite, è ancora una volta in testa alla graduatoria dei capoluoghi di provincia. Lo seguono altre città meridionali: Cosenza (929 mila lire), ecc….”. In un recente studio, Il federalismo fiscale si avvicina ai primi traguardi, di Luca Antonini, del Dipartimento di Diritto Pubblico Università degli Studi di Padova, si legge che “Se si escludono i Comuni delle Regioni a statuto speciale, si osserva che fra i Comuni con un più  elevato tasso di trasferimento spicca Napoli,  con 1.050,8 euro pro capite”. Poi c’è il Nord, staccato:   gli enti lombardi (287 euro pro  capite) ed emiliano-romagnoli (287,8 euro pro  capite), contano su risorse trasferite che superano  di poco il 65% di quanto mediamente ricevuto dagli altri comuni. Considerando, invece, i dati sui trasferimenti ai singoli Comuni capoluogo di Regione, oltre al caso di Napoli, degni di nota sono L’Aquila e Ancona che rivelano dei dati anomali rispetto al quadro tracciato, con rispettivamente 315,3 euro pro capite e 375  euro pro capite, risultando così gli unici Comuni capoluogo di Regione a non raggiungere il  livello medio nazionale”. Ma tanto a tirar su la media ci pensa Napoli. Nel viaggio a ritroso, si arriva nel recentissimo 2009 ed ecco la scoperta pubblicata dal Corriere del Mezzogiorno (16 gennaio 2009): “Palazzo San Giacomo ha fatto registrare 1.416 euro pro-capite alla voce «trasferimenti». Un dato incredibile, tanto più se si estrapolano i 687 pro-capite destinati ai trasferimenti in conto capitale (destinati agli investimenti) da quelli correnti (per le spese di funzionamento). Un dato dal quale emerge che un cittadino napoletano riceve di più di un romano, un milanese e un torinese messi insieme (677). Il tutto, in presenza di un Comune che si piazza malissimo nell’economicità della spesa per sostenersi. In pratica: spende troppo. È la fotografia, Bilanci alla mano, scattata dalla Fondazione Civicum”.  Ma non sono casi sporadici. Anno 2006, Anci e Cgia incrociano i loro dati e trovano accordo sul fatto che Napoli, a fronte dei tagli, si salva sempre il culo. “Si profila un taglio del 6,5% nel 2006 per i trasferimenti dello Stato ai Comuni capoluogo italiani. A denunciarlo e’ un’elaborazione dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha incrociato dati del Ministero dell’Interno con le disposizioni previste dalla Finanziaria 2006 in materia di trasferimenti.     In termini assoluti, sono i Comuni del Sud ad avere i trasferimenti pro capite piu’ elevati. Guida la classifica dei Comuni italiani Napoli, con 589,60 euro a cittadino nel 2006″. Ah ecco. Erano gli anni, quelli, in cui ancora si parlava di Federalismo fiscale. Così, ancora, la Cgia di Mestre: “La CGIA di Mestre ha messo a confronto autonomia finanziaria, spese per il personale e i trasferimenti dei Comuni capoluogo con più di 100.000 abitanti nel periodo 2005-2007. Bortolussi: “Subito il federalismo fiscale”. Hanno meno autonomia finanziaria degli altri, più spese per il personale e quindi la necessità di avere maggiori trasferimenti dallo Stato centrale. E’ questo, in linea generale, l’identikit dei Comuni del Sud con più di 100.000 abitanti  che emerge dall’analisi condotta dalla CGIA di Mestre. Un esempio ? Napoli ha un’autonomia finanziaria (indicatore che misura l’incidenza delle entrate proprie sul totale delle entrate correnti) pari al 51,9%: la più bassa tra il campione analizzato. Ha una spesa per il personale sul totale della spesa propria più alta di tutti pari al 65,7% (in termini assoluti 456,8 euro per ogni residente nel comune partenopeo) e riceve ben 659 euro pro capite tra trasferimenti correnti dallo Stato centrale e dalla compartecipazione all’Irpef. La gran parte dei Comuni del nord, invece, presenta un risultato di segno opposto. Prendiamo Brescia. Registra il valore più alto relativo all’autonomia finanziaria  (92,8%). Una spesa del personale sul totale della spesa tra i più bassi  pari al 39,1% (342,9 euro pro capite) ed ha trasferimenti che non superano i 241 euro pro capite. La stessa situazione spetta a Forlì piuttosto che a Modena. Solo i grandi Comuni del Nord, chiaramente per le loro dimensioni, presentano risultati meno in linea con il dato medio nazionale. “A fronte di questi dati – commenta il segretario Giuseppe Bortolussi della CGIA di Mestre – è sempre più necessario accelerare sul fronte del federalismo fiscale”. Ora, non se ne parla più di Federalismo.  Ha vinto Napoli. D’altra parte, destra, sinistra, Lega, tutti insieme, hanno sputtanato questo principio e questo progetto. Vince il più forte, come sempre. Il partito del Sud.

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7 Comments

  1. luca says:

    Piu` deleteri dei napoletani per il nord si sono rivelati solo i varesini..

  2. luigi bandiera says:

    STORIA VERA

    Mio nipote (ereditato) cittadino israeliano ma proveniente dal Q8 dove lavorava per non fare il militare in Israele e da anni perche’ ingegnere in costruzioni climatiche e ma diventato italiano dopo aver sposato mia nipote, parlando tra noi mi disse: quando arrivai all’aeroporto di Napoli credevo di essere in un paese arabo perche’ il loro parlare era uguale o simile all’arabo. Pero’ era leggermente differente tanto che pensavo fosse un dialetto arabo appunto. Lui parla 7 lingue.

    Io non ebbi parola. Mi mutoli’… Come potevo replicare se confermava quello che io pensavo da diversi anni?

    Capii che tra lì e qui l’unita’ era una vera BARZELLETTA. Infatti, non puo’ funzionare e non funziona.

    Possiamo volerci bene fin che vogliamo ma lì si agisce in un modo e qui in un altro.

    Se non la capiamo perderemo solo tempo.

    Dispiace ma la SECESSIONE o l’INDIPENDENZA per tornare alla vecchia ma NUOVA SERENISSIMA REPUBBLICA VENETA diventa INDISPENSABILE..!

    Altrimenti SOCCOMBEREMO..!

    PER LEGITTIMA DIFESA: SECESSIONE..!!

    Amen

  3. Lorenz says:

    Non c’è da preoccuparsi, Renzi ha fatto vista alla campagna di Draghi dova ha potuto vedere con i suoi occhi come crescono i soldi sugli alberi. Hanno stimato che nel campo dei miracoli sono in maturazione circa mille miliardi.
    I primi 400 potranno esser raccolti in autunno per rilanciare alla grande la nostra economia. Se questo non dove bastare Renzi ha pronto il pacchetto (di prugne) sblocca Italia che ci farà correre a velocità supersonica con conseguente crescita vertiginosa della occupazione dei c…i.

  4. davide says:

    Comunque a giudicare dalla “calorosa” accoglienza credo si sia trattato solo di un tentativo per cercare di recuperare un po’ di consenso personale…
    .
    http://www.tzetze.it/redazione/2014/08/buffone_buffone_renzi_accolto_cosi_a_napoli/

  5. Ezzelino says:

    Guarda in che situazione siamo messi! E il bello poi é che trovi in giro tanti nordici che sono cosi coglio#i da issare in giardino la bandiera di mafialandia! Ma cosa hanno di simile un napoletano e un bergamasco oltre al fatto che il primo fotte il secondo???? Dio se esisti ti prego con un bel terremoto spezza la crosta terrestre all’altezza di Grosseto…non voglio che fai morire nessun meridionale anzi voglio solo che li metti nella condizione di godersi in santa solitudine il sole del sudde componendo canzoni tra un bicchiere di marsala e un bel cannolo… State tranquilli noi in mezzo alla fredda nebbia ce la caveremo anche da soli

    • Venetkens says:

      Ezzelino, come fai ad essere così ingenuo?! se tutta questa m3rda la vedi esclusivamente come una cosa etnico/territoriale, mi sa che non hai capito nulla di come funziona la baracca itaglia.

  6. tok says:

    Paga paga pantalone….

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