Renzi, l’illusione del salvatore di un paese disintegrato

di CLAUDIO ROMITI

Dunque, con la presa di Palazzo Chigi da parte di Matteo Renzi, il rottamatore per antonomasia cessa di essere un “nuovista” di lotta e di governo. A breve egli entrerà nella tanto agognata stanza dei bottoni. E lo farà sull’onda lunga degli auspici delle sue molto interessate -soprattutto alle poltrone- truppe cammellate. Tutta gente che per agguantare un posto al sole non si fa certo scrupoli nel raccontare ai quattro venti radio-televisivi l’arrivo del grande taumaturgo, decantando le sorti certe e progressive di un Paese di Pulcinella finalmente in mano ad un timoniere coi fiocchi. Ma che ci credano completamente o meno, costoro stanno contribuendo a creare nell’immaginario collettivo di un popolo cresciuto a pane e statalismo un colossale delirio costruttivista. Un delirio che induce i più sprovveduti, con sono tanti ahinoi, ad attendersi ogni miracolo dalla politica.

Ovviamente, per le cassandre liberali che non hanno mai prestato fede alle utopie di Platone, di Campanella o More l’idea che un uomo politico, per quanto loquace e scaltro possa essere, sia in grado di cambiare radicalmente il volto della società suscita un forte scetticismo, a metà tra la sconsolata ilarità e la preoccupazione per gli ulteriori danni che simili aspettative possono produrre all’interno di un sistema sostanzialmente già fallito. Dato che, come gli individui più saggi e riflessivi hanno ampiamente potuto verificare, ogni forma di pianificazione di governo ha sempre miseramente fallito i suoi obiettivi, se per avventura il prossimo premier avesse in mente di realizzare in positivo solo il 10% dei suoi edificanti propositi, la condizione generale del Paese non potrebbe che peggiorare ulteriormente.

Renzi o non Renzi, una economia praticamente disintegrata da una forma progressiva di collettivismo strisciante non sopporterebbe una ennesima infornata di interventi pubblici, sostenuti questi ultimi dalla ben nota impostazione keynesiana e redistributiva in salsa fiorentina. Se la scossa nuovista che il giovane segretario democratico consiste in una mitragliata di interventi ad hoc, finanziati da nuove tasse e nuovi prestiti (da questo punto di vista ci troveremmo di fronte ad un nuovismo assai vecchio), lo scenario che ci attende non sarà certamente quello di un giardino fiorito. Se Renzi e i suoi consiglieri economici non hanno compreso che l’unica strategia per salvare un sistema oramai giunto alla canna del gas (segnaliamo che anche il 2013 si è chiuso, nonostante anni di annunci ottimistici da parte dei governi di turno, con un calo del Pil che sfiora il 2%) non può prescindere da una impopolare politica di forte abbattimento della spesa pubblica e delle tasse, non resta loro che accomodarsi sulle ambite poltrone del governo ed attendere l’arrivo degli elicotteri della Troika. La strada delle illusioni è veloce, ma non porta molto lontano.

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3 Comments

  1. susanna mura says:

    quanto tempo ci metterà il PD a rottamare il rottamatore?

    • Castagno12 says:

      La sorte di Renzi risulta essere un problema di grande interesse, di fondamentale importanza per i grulli che non ritengono di dover pensare a se stessi, che non intendono contrastare gli impresentabili che ci procurano danni quotidiani.

      Lorsignori si sono scelti Monti, Letta ed ora il giovin fiorentino.
      Hanno risparmiato inutili spese elettorali che comportano sempre le scelte (da tifosi) che i cittadini fanno in funzione di ciò che non conoscono.

      I Media non informano a dovere, tacciono i problemi fondamentali, l’elettore non si informa a dovere e va a votare spensierato, fiducioso ed irresponsabile.

      Quindi decide sempre L’IGNORANZA, il non sapere.

      E LA REALTA’ CONFERMA il nostro stato DI DISGRAZIA !

  2. Castagno12 says:

    Renzi ha rovesciato tanti progetti e fantasiose soluzioni sugli italiani disinformati e sempre in attesa del “salvatore” che non può esistere.

    Infatti Renzi è stato “pescato” dopo gl’inevitabili e scontati fallimenti di tuttii quelli che lo hanno preceduto in questi anni.

    E i “signori” (si fa per dire) del Bilderberg, dopo aver piazzato i due membri Monti e Letta, ora stanno alla finestra a guardare.perchè Renzi non ha mai parlato del Problema Fondamentale “Emissione di Valuta a Debito”. Per Loro va bene Renzi che di fatto,ha gia fallito prima ancora di incominciare.

    Quindi siamo PUNTO E A CAPO !

    E’ quello che vogliono Lorsignori che sentitamente ringraziano gli italiani per la loro sopportazione e relativa dabbenaggine !

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