Renzi, le tasse e la paura fottuta di perdere davanti a Salvini. E ai poteri forti sponsor

di BENEDETTA BAIOCCHIDutch Euro Coins Readied for Distribution

Non mi accodo allo stuolo di commenti su Renzi ballista che promette un patto fiscale nuovo e cioè meno tasse, a cominciare da quelle sulla prima casa. Tutti i politici sono in qualche modo ballisti, non vedo la novità. L’elemento nuovo semmai in questa mossa del premier è la paura. Perché un presidente del consiglio che gioca con ampio anticipo su temi così sensibili, è un presidente che è in palese, evidente grande difficoltà. Sono anzi convinta che troverà il modo per tagliuzzare qua e là, nonostante la fondatezza delle critiche di chi lo critica per i ritardi patologici dei rimborsi fiscali dovuti alle imprese.

Ma Renzi ha bisogno di riconquistare consenso e toccando la tasca degli italiani sa di poterci ancora riuscire. Di errori, il premier ne ha fatti. Errori di nanismo politico, perché non è piaciuta la sua mossa, nella crisi greca, di stare accanto a Tsipras prima e di scaricarlo poi; non è piaciuta ai piani alti della finanza la sua smania di affiancare la Francia e la Germania, tanto che ne è rimasto fuori. Che Renzi abbia di recente abbassato la testa davanti ai poteri veri che dominano la politica lo si è visto nella successione alla Cassa Depositi e prestiti. Via Bassanini, è arrivato un uomo di area Goldman and Sachs.

Roba che non ha nulla a che vedere con le pensioni da ritirare in Posta o con la missione sociale di una grande banca finanziatrice di Stato  che alimenta le casse degli enti locali. Insomma, un po’ scaricato dai poteri forti Renzi lo è in questo ultimo periodo, diciamo che almeno gli avvertimenti sono arrivati.

Il sistema guarda con maggiore interesse al nuovo che avanza sulla scena e che è sorretto da un consenso mediatico importante. Renzi inizia a temere Salvini. Non solo perché se la cava bene con la dialettica politica, ma, senza nulla togliere al segretario di via Bellerio, perché i consensi arrivano dai salotti buoni, dalla cerchia di chi prima appoggiava Renzi e ora gli sta facendo capire che non ci mette né due né tre per dare una mano ad aprire la strada all’avversario. Perché le leve le hanno in mano.

Insomma, Renzi ha paura del cambio di rotta di chi c’è dietro la politica. Si difende con le tasse, o almeno inizia a provarci.

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1 Commento

  1. antonio says:

    Ma se non e stato eletto da nessuno cosa gliene
    Frega perdere consensi? Che strano paese…

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