Renzi a Brescia con i vip dell’industria lecchini inginocchiati

di GIULIO ARRIGHINIle cavallette

Torna a Brescia il Presidente del Consiglio, dopo  la visita del 6 settembre scorso.  Oggi visiterà altre tre industrie, dopo una puntatina all’assemblea annuale della Confindustria locale. E’ facile prevedere che ancora una volta,  l’assise degli industriali bresciani  si spellerà le mani per i consueti  quanto banali commenti  del parolaio fiorentino. Avvenne anche  nel  2006    con Luca Cordero di Montezemolo che venne invece fischiato dagli industriali vicentini che gli preferirono Amato perché vicino alle istanze degli imprenditori medio piccoli. Filogovernativi sempre,  anche quando si  vota per il centrodestra o ci si dichiara apertamente fascisti, come accade ai piani alti della Associazione bresciana degli industriali. Una sudditanza che non ha mai impedito il saccheggio del lavoro bresciano, ne ha mai riconosciuto la dignità dello stesso. Fosse avvenuto una sola volta, che il vendersi si fosse rivelato redditizio! Il declino dell’economia bresciana è come in altri territori, sotto gli occhi di tutti. I capannoni sono vuoti, le macchine sono ferme, la disperazione degli imprenditori che domani non accoglieranno Renzi è tanta quanta la disoccupazione della provincia lombarda.  Renzi  terrà, di fatto,  quattro comizi, in aziende che hanno investito e non soffrono la crisi e le tasse che lui ha imposto, ma starà  ben lontano dalle aziende in crisi, quelle che non ce la fanno più, che hanno i lavoratori in casa integrazione, quelle i cui proprietari non si annoderanno la cravatta  e il vestito della festa per andarlo a vedere da vicino e farsi fotografare con lui.

Il Presidente del Consiglio non ama confrontarsi con la realtà. Gli riuscirebbe difficile fare il grande di fronte a tanta disperazione e solitudine. La solitudine di imprenditori che sono stati abbandonati  da tutti, a cominciare da quel centrodestra che li ha vezzeggiati, illusi e poi li ha fatti aggredire da Equitalia, una creatura del governo Berlusconi.

Industriali, imprenditori, artigiani e commercianti lombardi traggano le conseguenze di quanto avvenuto negli ultimi anni nella politica nella quale si riconoscevano, prendano atto che la via di uscita non starà nel prossimo leader del centrodestra  che verrà prontamente sfoderato appena prima delle prossime elezioni. La via d’uscita è l’indipendenza da un paese che ci sfrutta, ci ammazza di tasse e, come se niente fosse, viene a farsi applaudire a casa nostra.  Belle facce toste!

A rendere più discutibile e farsersa la passeggiata bresciana di Renzi, c’è un altro dato di fatto. Ovvero la concomitanza con la prima seduta della “nuova” Provincia. I media locali hanno riportato di un probabile taglio di trasferimenti per 12 milioni di euro, il che significa tagliare i servizi di deleghe che la Regione lascerebbe al nuovo ente. Il presidente ha dichiarato che se così fosse (dopo essere stato a Roma con i presidenti di provincia e sindaci) le scuole saranno al freddo.  Renzi si terrà lontano anche da li, nonostante il neopresidente sia del PD. La mano sinistra non sa quello che fa la destra del potere.

Segretario Indipendenza Lombarda

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2 Comments

  1. luigi bandiera says:

    IL PALAZZO POGGIA DA SEMPRE VERSO IL… BASSO..!

    Detto cio’ chi si aspettava di vedere un komunista (in italia esistono solo i KOMUNISTI e di DX e di SX, anche SXSX, e di CNT) che CENASSE alla MENSA dei POVERI operai o meglio lavoratori. I POVERI NON SONO MAI PIACIUTI A NESSUNO e men che meno ai sedicenti KOMUNISTI D’ITALìA. Dicevo, aspettava, beh, aspettarsi di vedere i POVERI aiutati dai RICCHI… cosi’, senza in cambio chiedere o dare nulla: missione impossibile, si direbbe alla film maniera. Qua in italia poi…

    E’ norma che il “PALADINO” dei POVERI vada alla mensa dei RICCHI SFONDATI e sfondrati. Lì trova voti e ricchezza liquida.

    Nemmeno con gli aiuti di stato agevola i POVERI: si devono rialzare con le loro miserabili forze..! Pare che questo fosse il segnale..?

    Cosa volete, aiutare i VERI POVERI non fa notizia, non fa entrate e in voti e in pecunia… i POVERI VERI vanno GHETTIZZATI, come avviene OGGI con i KOMUNISTI AL GOVERNO, IN TUTTI I POSTI DI COMANDO, per avere un minimo di spesa.
    Beh, se si da’ ai poveri bisogna togliere ai RICCHI e chi e’ gia’ ricco si opporra’ di sicuro e nomn votera’ piu’ quel “paladino” dei poveri.

    Beh, una delle tantissime corti ha gia’ detto, sentenziato, che QUEI DIRITTI ACQUISITI (dai ricchi) NON SI TOCCANO: si possono e solo toccare i “DIRITTI ACQUISITI” dei POVERI..!

    INFATTI le corti non pagano MAI nemmeno quando sbagliano. Mentre i POVERI, PAGANO SEMPRE SIN DALLA NASCITA..!!

    E’ proprio un mondo in contrapposizione quello dei BRIGANTI, RAPINATORI, SASSINI E MANTENUTI e quello dei POVERI, i VERSANTI SEMPRE.

    Il male e quindi il brutto e’ che la banda dei quattro aumenta sempre piu’ e in numero di elementi e in ESIGENZE VENALI.

    Bisogna per forza di cose andare a pescare sul mondo dei POVERI… i quali saranno resi sempre piu’ POVERI..!!

    Serve dirlo a voce o cantando..??

    Un tempo (una volta) si diceva: ve lo devo dire o cantare per farvelo capire o entrare in testa..??

    Sim sala bim…

  2. Rodolfo Piva says:

    Bravissimo Arrighini a fare il quadro chiaro e preciso della situazione industriale bresciana e lombarda. Nel paese italiota, oltre al grande partito (trasversale) dei parassiti, che non ha eguali in Europa, c’è quello dei “proni” formato dagli industrialotti bresciani pronti a genuflettersi davanti a “Sua Eminenza il casciaball” Renzi, in arte presidente del consiglio mai eletto che continua a sostenere di avere il sostegno del 41 % dei cittadini italioti quando sa molto bene che, alle ultime elezioni europee, lui ha ricevuto il 41% del 58% dei votanti. Ciò significa il 23,78 % degli elettori votanti e significa anche che il 76,22 non ha creduto alle sue proposte politiche.

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