Renzi frena sul catasto, le tasse farebbero cadere subito il governo

di REDAZIONEtasse casa

Pare che Matteo Renzi voglia bloccare la riforma del catasto. Pare che si sia accorto che con il nuovo sistema le tasse sulla casa rischiano se va bene di raddoppiare, nonostante la promessa dell'”invarianza di gettito”. Pare. Ricapitoliamo: la riforma, che prevede la tassazione non in base ai vani ma ai metri quadri (oltre a una sfilza di nuovi parametri delegati ai comuni, tipo posizione degli immobili, destinazione, livelli di mercato, numero di compravendite, eccetera) dovrebbe servire come base per una futura, ennesima tassa sulle abitazioni e sulle costruzioni, la Local Tax. Per inciso, saremmo all’ennesimo mutamento dell’imposta: dall’Ici all’Imu, dall’Imu alla Tasi, oltre a Tarsu e simili. Ma l’assunto iniziale era, appunto, la famosa invarianza di gettito. Questo gettito e’ pero’ stimato a livello nazionale, e nel 2014 ha raggiunto il record di 42,1 miliardi, circa tre punti di Pil. Che significa “invarianza”? Banalmente che ci dovrebbe essere chi paga di meno, e chi di piu’. Molto di piu’. Sia su base locale, sia su base nazionale.

E fin qui siamo nel campo di una, seppure discutibile, redistribuzione. Il fatto pero’ e’ che le prime simulazioni di Local Tax basate appunto sul nuovo catasto, centrato a sua volta sulla superficie degli appartamenti, stanno dando risultati a dir poco allarmanti. Aumenti in ogni parte d’Italia, dal Nord al Sud: per appartamenti di taglio medio e in categoria A2, a Bologna si pagherebbe il 100% in piu’ sia in centro sia in periferia; a Palermo il 152%, a Cagliari verrebbero particolarmente penalizzate le case semicentrali (piu’ 81%), come a Roma (piu’ 222%), mentre a Milano il salasso riguarderebbe di nuovo centro e periferia (piu’ 310%) cosi’ come a Napoli (piu’ 223%). Una analisi a tappeto sulla Toscana non evidenzia nessun ribasso: per le abitazioni attualmente A2 gli aumenti andrebbero dal 60% di Livorno al 131 di Firenze al 198 di Lucca. E la situazione non cambia per le tipologie economiche, attualmente A3: anzi, non e’ previsto nessun aumento inferiore al 200%. E nessuna diminuzione.

Certo, siamo alle stime. Ma dov’e’ l’invarianza di gettito? Anni fa l’Italia aveva una tassazione sugli immobili tra le piu’ basse d’Europa. Con il governo Monti e l’emergenza finanziaria ci siamo portati al top nel continente. Senza contare gli altri disagi per i contribuenti costretti dai comuni a estenuanti fai da te per i calcoli (e multe in caso di errori). L’edilizia e’ un’industria portante del Paese, una di quelle tra l’altro che cre piu’ occupazione immediata. Meglio fermare le macchine prima che sia troppo tardi. (Renzo Rosati-Il Velino)

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