Serve conferma? Renzi è politicamente morto. Indagato il padre a Roma per gli appalti della pubblica amministrazione

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Tiziano Renzi, padre dell’ex presidente del consiglio Matteo Renzi, è indagato dalla Procura di Roma nell’inchiesta sugli appalti Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione. Tiziano Renzi avrebbe ricevuto oggi un invito a comparire nel quale si ipotizza il reato di concorso in traffico di influenza. I pm di piazzale Clodio intendono sentirlo a breve, forse già la prossima settimana.

Concorso in traffico di influenze. E’ questo il reato contestato a Tiziano Renzi, padre dell’ex presidente del consiglio Matteo, indagato dalla procura di Roma nell’inchiesta sugli appalti in Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione. I carabinieri gli hanno notificato nel comune di residenza, a Scandicci, in Toscana, un invito a comparire convocandolo a piazzale Clodio per l’interrogatorio. Non e’ escluso che l’atto istruttorio possa avvenire gia’ all’inizio della prossima settimana. Il papa’ dell’ex inquilino di Palazzo Chigi ha confermato di aver ricevuto l’avviso di garanzia dai pm capitolini. “Ammetto la mia ignoranza ma prima di stamattina – ha commentato – neanche conoscevo l’esistenza del reato di traffico di influenze che comunque non ho commesso essendo la mia condotta assolutamente trasparente come i magistrati – cui va tutto il mio rispetto – potranno verificare. I miei nipoti sono gia’ passati da una vicenda simile tre anni fa e devono sapere che il loro nonno e’ una persona perbene: il mio unico pensiero in queste ore e’ per loro”.

Il procedimento all’attenzione dei pm capitolini e’ uno stralcio dell’inchiesta avviata a Napoli e inviata a Roma per competenza territoriale. Nell’inchiesta risultano indagati anche il ministro Luca Lotti, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette e il comandante della Legione Toscana dei carabinieri, il generale Emanuele Saltalamacchia. Nei loro confronti la Procura contesta i reati di rivelazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento. Il reato di traffico di influenze, contestato a Tiziano Renzi in concorso con altri, e’ stato introdotto nel codice penale nel 2012. Mira a colpire anche il mediatore di un accordo corruttivo al fine di prevenire la corruzione stessa. Nell’indagine, che di fatto viene coordinata da due Procure, il focus principale degli inquirenti e’ rivolto alla gara d’appalto, bandita nel 2014, denominata Fm4 (facility management) del valore di 2,7 miliardi di euro e che era stato suddiviso in una serie di lotti. In questa vicenda risulta indagato l’imprenditore napoletano Alfredo Romeo, con il quale Tiziano Renzi avrebbe avuto dei contatti sui quali si concentra ora l’attenzione degli inquirenti. I magistrati intendono anche approfondire i rapporti tra il padre dell’ex premier e l’imprenditore toscano Carlo Russo, coinvolto nell’inchiesta Consip e in contatto con Romeo. Agli atti dell’indagine anche decine di intercettazioni telefoniche acquisite nel filone napoletano dell’inchiesta tra Romeo e l’ex deputato Italo Bocchino, “consulente” dell’imprenditore: secondo i pm di Napoli l’esponente politico avrebbe dato, come si legge in un recente decreto di perquisizione, “indicazioni a Romeo su quando e come pagare e su come compiacere i rappresentanti della ‘cosa pubblica’ con denari e altre utilita’”. Circostanza seccamente smentita da Bocchino.

Per l’inchiesta Consip, nel dicembre scorso, dopo aver ricevuto gli atti da Napoli, i pm capitolini hanno ascoltato il ministro dello Sport Lotti e il comandante generale dell’Arma, Del Sette. Entrambi hanno respinto le accuse, sostenendo di non aver mai rivelato ai vertici di Consip l’esistenza di indagini. In particolare Lotti, interrogato il 27 dicembre scorso, ha affermato di “non avere mai saputo nulla di indagini” relative alla Consip. Riferendosi all’amministratore delegato della societa’, Luigi Marroni, che sentito come persona informata sui fatti dai magistrati di Napoli aveva fatto il nome dell’allora sottosegretario, Lotti ha detto di “non frequentarlo” e di “averlo visto solo due volte nell’ultimo anno”. (Ansa-Marco Maffettone)

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4 Comments

  1. giancarlo says:

    Dobbiamo prendere atto che siamo in balia di una classe dirigente italiota dedita al furto, alla corruzione e vicina alla mafia di vecchio stampo.
    Di cosa dovremmo meravigliarci ancora ? Prima o poi, sarà un caso ?,, vengono tutti indagati o ricevono avvisi di garanzia.
    Non posso nemmeno pensare che la magistratura non abbia altro da fare che indagare i politici. In qualche caso è accaduto e accadrà, ma nella maggioranza dei casi qualcosa sotto sotto c’è sempre.
    Generalizzare si sbaglia sempre, ma pensare male ci si azzecca quasi sempre.
    Ricordo anche la Boschi che disse che si dimetteva e lasciava la politica se le sue riforme costituzionali sarebbero state bocciate dal ” popolo”. E’ ancora lì per la pagnotta !?
    Ma sì, tanto adesso va di moda dichiarare ai magistrati che inconsapevolmente, senza esserne a conoscenza, con sorpresa immensa, siamo all’scuro di tutto etc…etc.. vengono misteriosamente intestate a politici: case, polizze, terreni, automobili etc..e.tc..
    insomma siamo nel paese dei misteri o delle miserevoli affermazioni di politici che da molto tempo non tengono nemmeno più vergogna. L’importante è finire…….il lavoro per cui sono stati votati, cioè fare gli interessi loro e dei loro partiti. E’ così.
    Nemmeno quel poco, pochissimo che viene fatto in favore degli italiani o del paese che è talmente minimo, ridotto, insignificante, difronte allo sfascio generalizzato costruito in anni e anni di disinteresse della cosa pubblica , vale a risollevare le onorabilità dei politici i quali lo vediamo anche adesso sono protesi, allungati, stirati per raggiungere l’agognata fine legislatura. Il resto è il nulla !!!
    WSM

  2. guglielmo says:

    Complimenti a Marco Travaglio ed al Fatto Quotidiano,che per primi anno parlato dell’appalto Consip dove risulta indagato anche il ministro Luca Lotti comunemente chiamato il LAMPADINA in quel di Firenze

    Caporali Guglielmo

  3. lombardi-cerri says:

    Non ci vuole molto a capire di che pasta siano fatti Renzi e la sua famiglia!
    Andatevi a vedere un mio articolo di circa 5 anni fa , pubblicato sull’Indipendenza nuova, quando era semplice sindaco di Firenze ed era venuto , a Ferragosto, a fare l’imbonitore a Ponte di Legno

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