Renzi dia ai militari l’ordine di partire per difendere i confini. Come si fece con l’Albania

di BENEDETTA BAIOCCHIalbania-mappa

Un fallimento. Dal vertice del 23 aprile scorso l’Italia è tornata a casa con un sacco di patate vuoto. Dice il documento dei professori europei che   “la nostra priorità immediata è evitare altre morti in mare”. Hanno aumentato le risorse ma da qui a fermare gli sbarchi e a evitare l’espandersi di una vera e propria guerra, ce ne passa. L’Italia ha perso. In un recente e lucido, oltre che condivisibile editoriale su Sussidiario, l’ex ministro della Difesa, Mario Mauro, spiattella verità incontrovertibili sul fallimento.

“L’Unione Europea da anni autorizza vere e proprie operazioni militari in tutto il mondo per combattere la pirateria in difesa del sacro principio di libera circolazione delle merci e di accordi internazionali miliardari”. Bene, è vero. L’Europa però non si scalda così tanto per portare a casa  “una vera azione militare sulle coste della Libia. Senza annunci e senza giustificazioni. Quelle sono rese più che evidenti da una situazione di emergenza assoluta. Epocale”. L’esercito, senza se e senza ma. Intervenire militarmente contro l’esodo in mano ai criminali, agli schiavisti. L’altro giorno anche i vertici vaticani hanno bocciato la fetecchia dell’accordo tra Renzi e l’Europa.

L’Osservatore romano in prima pagina titolava:  “Avanti divisi”. “Eppure – scrive Mario Beontti sul giornale Vaticano – il Governo italiano ha salutato con favore anche questo primo e timido passo: l’Ue si impegna a triplicare i fondi per la missione Triton – arrivando però a spendere in tutto quello che la sola Italia ha speso per l’operazione Mare Nostrum – salvo poi portare i profughi nel Paese più vicino, quindi di nuovo l’Italia”.
E il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano,  in Veneto per una lectio magistralis, affermava che la strada intrapresa dall’Unione europea “è quella giusta, ma deve continuare con il coinvolgimento di tutti i paesi”, anche al di fuori dell’Unione europea, dato che il problema di fondo riguarda la pace e la guerra in terra africana.
Sulla stessa linea la Cei, tramite la fondazione Migrantes.
“L’Europa ha dimostrato che ci si può sedere attorno ad un tavolo per affrontare un problema che riguarda tutti però non ha avuto il coraggio di andare fino in fondo”, afferma il presidente, il cardinale di Agrigento Francesco Montenegro.

E, ancora: “L’Unione Europea ancora una volta non ha messo al primo posto la necessità di salvare la vita a persone in fuga da guerre e persecuzioni”, afferma il Jesuit Refugee Service. Il centro Astalli, a Roma, definisce “incredibilmente deludenti” i risultati della riunione straordinaria del Consiglio d’Europa.

E cosa afferma al proposito ancora il cattolico Mario Mauro?

“Le operazioni di salvataggio devono servire appunto a salvare delle vite. Non a recuperare cadaveri in mare. E salvare la vita a quelle migliaia di disperati significa non permettere loro di partire. E significa soprattutto che l’Unione Europea deve tirare fuori quel coraggio che da troppo tempo dimostra di non avere. Troppo generico, come spesso accade, il documento finale. Ciò significa soltanto che l’Italia non ha saputo far comprendere a tutti gli Stati europei qual è la posta in gioco e che cosa rischia il Vecchio continente se ognuno di loro non percepisce la minaccia dei confini italiani come la minaccia alla propria capitale, alla propria identità e alla propria storia. Non si tratta di erigere un muro di Berlino in Sicilia. Non si tratta di eliminare un fenomeno ineludibile come quello dell’immigrazione. Si tratta di agire tutti insieme e combattere una guerra, forse un po’ atipica, ma pur sempre una guerra, contro criminali senza scrupoli che hanno già mietuto migliaia di vittime”.

Chiaro, no? Salvare le vite, difendere i confini. Combattere la guerra che non si vuole riconoscere essere in atto, una guerra di aggressione mascherata da tratta di schiavi.

“Prendere misure sistematiche per individuare, fermare e distruggere le imbarcazioni prima che siano usate dai trafficanti”. Questo c’è scritto nelle conclusioni del vertice Ue. Ma queste non sono cose che si annunciano. Non servono più vertici, accordi e comunicati stampa. Serve un’azione militare coperta molto simile a quella compiuta vent’anni fa dal nostro Raggruppamento subacquei e incursori sulle coste dell’Albania nella quale riuscimmo a distruggere rapidamente numerosissime imbarcazioni utilizzate dagli scafisti. E per una volta, almeno per una volta (in barba alle regole non scritte della politica), per amore della vita dei migranti trattati come bestie, Renzi ci faccia il sacrosanto piacere di stare zitto e dare ai nostri militari l’ordine di partire.

Forse è venuto il momento per l’Italia di darsi un Governo di peso. Martedì potrebbe essere una data decisiva con il voto sull’Italicum”.

Incredibile ma qualcuno non ha perso la memoria: come accadde un quarto di secolo fa, quando gli scafisti vennero bloccati con tutti i mezzi a disposizione, senza far tanta caciara. E allora, anche il voto sulla legge elettorale, sul cammino ducesco di Renzi che non trova ostacoli perché alla fine tutti acconsentono, non è escluso che il prezzo del pessimo accordo sul futuro del Mediterraneo, paghi con la giusta moneta un governo che traballa in balia di un uomo solo sulla tolda di comando.

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5 Comments

  1. michelelfrer says:

    Buona (credo) notizia Girgio , che Trieste possa rivendicare un autonomia vera .
    Sono ignorante in merito….. Ma se si finanziasse un movimento autonomista dalle tue parti , riuscìresti ad ottenere qualcosa?

  2. Sergio says:

    Se partissero anche tutti i generali che abbiamo avremmo una forza d’urto spaventosa anche senza armi .
    se uno scafista con un semplice fucile riesce ad impaurire i militari di una motovedetta armata come pensate si possa fare una vera guerra ?
    Perché quei Pavidi non hanno affondato il natante ?
    Forse perché i nostri militari sono solo dei badanti ad eccezione di pochi elementi .
    D’Alema per diventare primo ministro ha dovuto bombardare la Serbia ; Renzi ,essendo già premier aumenterà solo le tasse e continuerà a prendere tutti quelli che arriveranno in Italia (profughi e non ).
    Alla faccia dei poveri e dei disoccupati italiani !

  3. Giorgio dal Territorio-Libero-di-Trieste says:

    Colgo l’occasione di questo articolo della signora Benedetta Baiocchi per ricordare ai cittadini della cosidetta “repubblica italiana” – (nata dalla resistenza, . . . bla . . . bla . . . bla, MA INNEGABILMENTE FIGLIA DEL REGNO D’ITALIA E DELLA SUA “CONSORTE” REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA (detta di Salò) – che lo stato italiano NON HA ALCUNA SOVRANITÀ sul Territorio-Libero-di-Trieste (e ciò in base al Trattato di Pace firmato dall’Italia ed entrato in vigore il 15 Settembre 1947). E precisamente la zona A del Territorio-Libero-di-Trieste nel 1954 è stata data PROVVISORIAMENTE in “amministrazione fiduciaria” al Governo della Repubblica Italiana, non allo Stato Italiano!
    Noi autentici triestini ci rendiamo conto che la quasi totalità dei cosidetti “italiani” non sa nulla a questo proposito! Non ce l’abbiamo con questi cittadini che ignorano la verità. Capiamo che nessun giornale italiano, con consueta abitudine mafiosa, ne parla. MA VOGLIAMO CHE SAPPIANO CHE QUESTA VOLTA ANDREMO FINO IN FONDO!
    (Certo, ci dispiace che anche il Quotidiano on line del Lombardo Veneto l’IndipendenzaNUOVA CANCELLI DI SOLITO i nostri commenti.)
    Intanto più della metà dei poliziotti italiani immigrati nelle nostre terre sono già stati dislocati a Milano per l’expo’. Già RADDOPPIATO in un mese (!) l’ingresso dei clandestini dalla balcanica Slovenia . . . . (Amica dell’Italia, bla . . . bla . . . bla … ) e dalla balcanica Croazia ( che “aiuterà” l’ Italia con l’invio di una nave nel
    Canale di Sicilia . . . FIGURARSI L’IMPATTO ! TUTTA L’AFRICA STA TREMANDO DI PAURA!)
    LEGGETE ATTENTAMENTE QUANTO VI HO SCRITTO: È PERFETTAMENTE IN TEMA CON L’ARTICOLO DI BENEDETTA BAIOCCHI (anche se a prima vista non lo sembra).
    Il Territorio-Libero-di-Trieste verrà RIATTIVATO! È questione di mesi ! . . . non di anni!
    PREPARATEVI, POLITICANTI ITALIANI !

    • Stefania says:

      Gentile lettore, grazie per il suo ampio commento. Quanto agli altri che avremmo cancellato, ricordo a tutti che la libertà d’espressione non deve mai sconfinare in altro. Se i temi e i toni del confronto sono aperti e pacati, questo giornale non ha motivo di ignorarli. A volte l’enfasi di chi scrive fa dimenticare che vi sono regole molto strette e severe che passano non tanto per la censura preventiva quanto per l’esperienza di chi, in questo mestiere, conosce quei paletti che, se sconfinati, portano chi firma un commento o un testo, diritto diritto davanti ad un giudicante italiano. Non è lì che vogliamo portare i nostri lettori e noi con loro.

  4. Rodolfo Piva says:

    Dunque, con il potenziamento dei mezzi militari, messi a disposizione da alcuni paesi europei, aumenterà il numero dei “traghetti militari” che recupereranno barconi di clandestini per trasferirli sul territorio dello stato italiota. Un bel successo !!! Il pentolaro fiorentino meglio avrebbe fatto a stare a casa invece di andare al Consiglio de’Europa per portare a casa questo risultato.
    Un altro prelato vaticano ha poi dichiarato che il Vaticano è contrario all’affondamento dei barconi prima che partano utilizzando droni dell’esercito italiano che, piccolo dettaglio, non sono dotati di sistemi offensivi. Probabilmente l’alto prelato ha in mente una operazione di intelligence vaticana: commandos di seminaristi armati di succhiello per fare buchi negli scafi dei barconi.

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