Renzi cala il suo “tris” di assi… e il “Caimano” sorride

di DANIELE VITTORIO COMERO

Anno nuovo, vita nuova per il fresco segretario PD, che parte in quarta proprio sulla legge elettorale con un intervista a tutta pagina su Il Fatto di ieri, dove si apprende delle sue nuove proposte e del metodo che intende proporre. Renzi sta per inviare, o ha già inviato, non si è capito, ai leader degli altri partiti una lettera con questo messaggio esplicito: “Volendo in qualche ora si chiude tutto. Confronti bilaterali dalla prossima settimana“. Sul tema lavoro è un po’ più vago: “Il 16 gennaio discuteremo del job act nella direzione del partito”.

Il sindaco di Firenze sulla legge elettorale ha le idee chiare: Nella lettera che vi allego in anteprima, fedele al rapporto particolare che ci lega ormai da 380 e-news, propongo tre possibili soluzioni alle altre forze politiche sulla legge elettorale. Togliamo gli alibi agli altri: sono tre soluzioni molto diverse l’una dall’altra ma tutte e tre con la fondamentale caratteristica di rispettare il mandato delle primarie dell’8 dicembre che costituisce il riferimento fondamentale mio e del PD”. 

Già è difficile digerire la faccenda delle mancate proposte sul lavoro, che sono ancora in alto mare dopo aver occupato paginate intere sui giornaloni di regime, che ne descrivevano le possibili meraviglie. Resta da capire che cosa centri la riforma elettorale del Parlamento con le  primarie per la segreteria del PD, è un mistero che è meglio non indagare. Comunque, i tre modelli proposti da Renzi sono:

  1. riforma elettorale sul modello della legge elettorale spagnola, divisione del territorio in 118 piccole circoscrizioni con attribuzione alla lista vincente di un premio di maggioranza del 15% (92 seggi), ciascuna circoscrizione elegge un minimo di quattro e un massimo di cinque deputati, soglia di sbarramento al 5%;
  2. riforma elettorale utilizzando il vecchio Mattarellum, con delle varianti pesanti: 475 collegi uninominali e assegnazione del 25% dei collegi restanti attraverso l’attribuzione di un premio di maggioranza del 15% e di un diritto di tribuna pari al 10% del totale dei collegi;
  3.  riforma sul modello del doppio turno di coalizione utilizzato per i sindaci: chi vince prende il 60% dei seggi e i restanti sono divisi proporzionalmente tra i perdenti (che superano il 5%), da definire se con liste corte bloccate, o con preferenze, o con collegi.

Grillo gli risponde di restituire quel miliardo di rimborsi elettorali che il PD si è preso in questi anni, mentre è più morbido il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, del M5Stelle, sulla sua pagina face-book, fa sapere che voterà “per il ritorno alla Legge Elettorale Mattarellum, quella del 1993, l’ultima costituzionalmente valida e senza `mutazioni genetiche´ su misura per i partiti». «Se Renzi ha paura di perdere le prossime elezioni con il Mattarellum, lo ammetta. Perché a quanto vedo sta facendo di tutto per cucirsi il vestito su misura”.

Sorride il Caimano per l’insperata chiamata in causa, per cui coglie con “positività il metodo proposto dal segretario del Pd Matteo Renzi” sostenendo l’ipotesi di un election day “per garantire un’alta partecipazione”.

A breve alla Camera prenderà il via il lavoro della 1° Commissione Affari costituzionali sulla legge elettorale, con l’incognita delle motivazioni della Corte Costituzionale che ha abrogato alcuni dei pezzi più controversi del Porcellum: le liste bloccate e il premio di maggioranza.

Da sinistra a destra parlano di bipolarismo, ma sono tutti insieme al Governo da tre anni, con danni incredibili all’economia e alle famiglie italiane. In un sistema politico composto da tre o quattro poli in declino, parlare di sistemi elettorali bipolari è una presa in giro, se non fosse per un retro-pensiero che spiega tanta insistenza: parlare di competizione bipolare è l’unico modo per chiudere i Palazzi del potere, con una blindatura tecnica che consentirà solo a loro di entrare, indifferenti alle richieste degli elettori di apertura e modifica dell’iniquo sistema di governo di questo nostro sfortunato Paese. Eppure le cose in se sono molto semplici. Non c’è ragione di ingigantire una situazione con mille formule: basta e avanza quel che rimane del Porcellum, ora che è stato depurato dai principali vizi di nascita. C’è solo da curare alcuni dettagli legislativi. Roba da specialisti.

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7 Comments

  1. giancarlo pagliarini says:

    Il “premio di maggioranza” è una truffa. Infatti in Svizzera non c’è.

  2. Rodolfo Piva says:

    Una sola osservazione. Il cicisbeo Renzi è il portatore del nuovo vento che è quello del potere politico ai “quarantenni”. Peccato, ed è grave, che non abbia capito che non è l’età che conta ma quello che c’è nella testa.

  3. Giuseppe d'Aritmaticea says:

    Mi limito a commentare il fotomontaggio: azzeccatissimo! Renzi ha perfezionato il percorso “americano” di Berlusconi prima e di Grillo poi, e fallito da Uòlter Veltroni, con troppo poco sale in zucca: pensare a li cazzi sui e affidare a terzi (nel caso di Renzi, a McKinsey) quel simulacro di pensiero, anch’esso ormai inesistente nelle ignorantissime mafie dei partiti, che è necessario per conquistare e guadagnare a mani basse soldi veri nel mercato elettorale. Nel frattempo la struttura, esterna e mafioseggiante viene pagata dai sudditi…

  4. Due suggerimenti.
    Evitare nomignoli “sinistri” come “caimano”, l’Indipendenza non è Il Fatto.
    Più importante poi sarebbe che finalmente i giornalisti de l’Indipendenza facessero loro le interviste senza riportare pezzi da altri media.

    • Giancarlo says:

      “Caimano” gli dà un’aura da cattivone o da Joker a Gotham City che non rende affatto il lato farsesco e guitto del personaggio, “Banana” è il nome degno di lui nei secoli dei secoli e così sempre sarà. E’ un nome sinistro? Pazienza, ce ne faremo una ragione. Tu per caso hai nomi destri da proporre? Perfetto, sono i benvenuti, però ricordati sempre che gli indipendentisti sono quattro gatti, i liberali in Italia non esistono perché ci sono solo libbberali, la Lega Merd ha sputtanato nell’estremismo di destra nobili manifestazioni del pensiero come l’autonomismo e il federalismo, quindi se volete guadagnare alla causa qualche “sinistro” vedete di cambiare un po’ di parametri nel pensiero indipendentista. Più che altro per fare numero, direi.

  5. giovanni(LPCr) says:

    se dovessi obbligatoriamente discuterne, aprirei un dibattito sulla proposta 3 ma assolutamente senza nessun sbarramento. tutti devono poter partecipare alle elezioni; sono i due vincitori del primo a dover formare la coalizione e il programma per il secondo turno e convincere gli elettori che il loro programma e’ il migliore da votare. poi decideranno gli elettori….

    • Fausto Scarpato says:

      Mi pare una osservazione ragionevole circa la proposta 3, a differenza di troppi commenti sarcastici e velleitari ( sui difetti dei politici si discute sino da almeno il VI secolo AC e sovente chi ne discute non sa dirti cosa si dovrebbe fare in alternativa…)
      Sono perplesso sull’eliminazione dello sbarramento, ma solo per evitare inutili sprechi di risorse per consensi da prefisso telefonico.

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