Renzi vatti a nascondere, guarda che stipendi in Svizzera

di BRUNO DETASSISdemocrazia digitale

Caro Renzi, con le tue 80 euro e il tuo nulla di fatto in Europa (di te parlano solo i giornali italiani, all’estero nessuno della stampa ti fila) perdi il confronto con chi il lavoro lo rispetta e paga come Dio comanda.

Scendendo dalle mie montagne verso la zona pedemontana, lo sguardo mi è scivolato sui declivi dei cugini svizzeri. Volevo capire come vivessero appena superata l’invisibile barriera del confine. I lavoratori elvetici, frontalieri compresi (quelli che restano, ormai…), hanno stipendi di tutto rispetto. E’ vero, poi devono pensare da sè all’assicurazione, alla sanità… a tutti questi pilastri, come li chiamano i nostri politici. Intanto però abbiamo tutto da imparare.

Sono andato a vedere su un sito, carriera.ch, e ho trovato un mare di numeri e offerte di lavoro, compresa una bella panoramica dei salari in Svizzera.

E così, scopro che – lo scrivono proprio loro – il salario lordo mensile nel Canton Ticino è di 5121 franchi.

Poi arrivano molte tabelle, a partire dai  salari medi nel Canton Ticino per quelli che loro indicano come i venditori e le venditrici che effettuano la vendita al dettaglio. I commessi, insomma.

Poi offrono diverse statistiche dei salari suddivise per diploma conseguito,  per permesso di lavoro e per professione. Infine mostrano i salari dei Top Manager in Svizzera nel 2012.
Alcuni esempi: vendita al dettaglio

Coop (Contratto collettivo)
Venditore/venditrice: ~3800 CHF/mese
Vendita al dettaglio: ~4000 CHF/mese
Amministratzione: ~4100 CHF/mese
Migros (contratto collettivo)
Venditore/venditrice: ~3800 CHF/mese
Vendita al dettaglio: ~3900 CHF/mese
Amministrazione: ~3900 CHF/mese
Lidl (contratto collettivo)
Venditore/venditrice: ~3800 CHF/mese
Vendita al dettaglio: ~3900 CHF/mese
Amministrazione: ~4000 CHF/mese

Kiosk (contratto collettivo)
Venditore/venditrice: ~3800 CHF/mese
Vendita al dettaglio: ~3900 CHF/mese
Amministrazione: ~3900 CHF/mese

Aldi
Venditore/venditrice: ~3800 CHF/mese
Vendita al dettaglio: ~3900 CHF/mese

 

Renzi, che te ne pare?

Ed ecco i salari nel Canton Ticino suddivisi per diploma

Le statistiche mostrano gli stipendi medi in funzione del diploma conseguito. “Dalle statistiche si può evincere che esiste una relazione diretta fra la formazione e il salario lordo mensile.

Nel caso di una formazione specifica (es. vendita al dettaglio) il salario lordo si aggira sui 4000 franchi al mese. Anche se l’attività lavorativa fosse di tipo manageriale, la media si aggira sui 5000 franchi (20% in più).

Nel caso invece di una formazione universitaria il salario medio si aggira sui 7400 franchi mensili.
Se l’attività lavorativa è di tipo manageriale lo stipendio lordo mensile medio supera i 10’500 franchi (30% in più)”.

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Salari nel Canton Ticino suddivisi per permesso di lavoro. Ebbene, i lavoratori con permesso L, B oppure C guadagnano in media meno degli svizzeri. La differenza si aggira fra il 10% e il 25%.

Tuttavia, per le posizioni manageriali, i non Svizzeri guadagnano in media il 10% in più. Pertanto, scrive la redazione di carriere.ch, la formazione, l’esperienza e le capacità manageriali hanno il sopravvento sulla “nazionalità”.

Ogni media per permesso di lavoro è rappresentata da 3 colonne:

– la prima è la media dei salari (colonne blu),
– la seconda (rosso) è il salario medio per le donne
– mentre la terza colonna (verde) è il salario medio per settore per gli uomini.

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Salari nel Canton Ticino suddivi per attività di lavoro

Vediamo le altre categorie come se la passano.

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3 Comments

  1. mr1981 says:

    Certi articoli bisognerebbe scriverli avendo maturato un’esperienza propria, non scopiazzando da Internet senza verificarne l’esattezza (da siti “pattumiera”): è`un giornalismo proprio squallido, ancora peggio per una testata che si vuole rilanciare.
    Che cosa significa “frontalieri compresi (quelli che restano, ormai”? Il numero dei lavoratori frontalieri continua a crescere, recentemente ha sfondato quota 60’000 e nel giro di 5 anni sono aumentati del 50%; non sono proprio una razza in via di estinzione, tutt’al più sono in estinzione i lavoratori ticinesi nel settore terziario, dove i frontalieri non avrebbero niente da cercare, essendoci abbastanza manodopera indigena (sono quei posti di lavoro nella vendita al dettaglio, per riprendere l’articolo). Però gli italiani arrivano ad imporre un dumping salariale, la maggior parte di loro si accontenta di 2’000 euro lordi di stipendio al mese, alla faccia dei 3’800-4’100 franchi elencati nell’articolo. E questi soldi sono esentasse in Italia, in Svizzera viene prelevata una minima imposta alla fonte, che nella misura del 38% viene rigirata ai comuni confinanti italiani ogni anno. Quindi anche sobbarcandosi la trasferta, risulta essere molto vantaggioso: chi guadagna sui 1’750 euro netti in Italia?
    Basta leggere le edizioni del Corriere di Como, il Ticino viene descritto come l’Eldorado; ci sono stati un paio di commenti molto negativi qualche mese fa quando in Svizzera non è stato accettato lo stipendio minimo di 4’000 franchi al mese obbligatorio. Sarebbe stata un’ulteriore manna, una coppia che lavora in Ticino si sarebbe portata a casa oltre 6’000 euro al mese puliti!

  2. Anthony Ceresa says:

    Scrivete la realtà per i disinformati.

    LA REALTA’ STORICA DI UN PAESE IN PRECIPITOSO DECLINO.
    La storia di Cappuccetto Rosso, di Arlecchino, Pulcinella, dei Tre Porcellini, di Biancaneve e tante altre, che il tempo ha sbiadito con infinite interpretazioni e colori, riflettono la lunga storia Politica del nostro Paese, con tanti sceneggiatori ben rimunerati che si dilettano come in un teatrino di borgata, con rappresentazioni giornaliere eseguite da attori dal delirio Politico sognando la ripresa, i quali dopo aver distrutto il Paese continuano a sognare inceppati mentalmente nelle varie storielle e opere artistiche che hanno glorificato l’Italia in altri tempi, e non si intrecciano minimamente con le generazioni Politiche contemporanee, masturbate ideologicamente come se la Roma Imperiale di 2000 anni fa abbia fermato il tempo, dove ogni Presidente della Repubblica o del Consiglio dei Ministri, si sente un Cesare Augusto o un Socrate del sapere dal linguaggio facile, schiavizzando i propri fratelli e i propri sudditi.
    Nell’ultimo messaggio al mondo del nostro nuovo Capo di Governo Matteo Renzi, in occasione dell’inizio della Presidenza Europea del Semestre spettante all’Italia, tanto per dimostrare la grandeur che fu dell’Impero Romano, censurando la realtà attuale del Paese e riversando tutti i nostri errori sui ferrei regolamenti Europei, sfoggiando un insieme di parole sempre le stesse prive di contenuti costruttivi e dice:
    La fotografia di queste ore ci consegna l’immagine di un’Italia stanca, impaurita, rassegnata. Sembra che il nostro tempo migliore sia alle spalle e che cambiare sia uno sforzo più impossibile che difficile. Non è così (dice Lui). Chi crede nella politica, nel valore e nella dignità della politica, (sempre dice Lui), sa che non è così, non può essere così. Ci meritiamo di più. E tocca a noi cambiare verso. Dobbiamo affrontare la paura con il coraggio, la stanchezza con l’entusiasmo, la rassegnazione con la tenacia. (Quello che gli Italiani fanno già da 70 anni). Dobbiamo sapere che la crisi che stiamo vivendo, crisi economica, finanziaria, occupazionale, ma è anche e soprattutto la crisi generata da un modello di valori che va finalmente cambiato, è la più grande opportunità che noi abbiamo per restituire il futuro all’Italia. Questa crisi non va sprecata, (considerando che la crisi Italiana inizia nel 1970), noi non vogliamo sprecarla. È una crisi destinata a cambiare il senso di parole come benessere, lavoro, appartenenza. La sinistra vince solo quando costruisce il futuro, non quando si chiude sul presente.
    Queste belle parole sentite e risentite nel sostenere l’ideologia del cambiamento (con l’apparente desiderio di non cambiare, altrimenti lo avrebbero già fatto senza tanta propaganda), non solo i vari gruppi dirigenti che hanno prodotto questa sconfitta, ma anche e soprattutto le idee Politiche che non hanno funzionato, le scelte che hanno fallito, i metodi che ci hanno impedito di parlare a tutti, (considerando che il Capitale Umano disponibile nel Paese, viaggia ad una velocità di gran lunga superiore della inqualificabile dignità e disonestà delle Istituzioni in diretto contatto con la cittadinanza).
    Da questo quadro molto critico e scarso di contenuti costruttivi Sociali e Umanistici, è giusto pensare che vi sono due Italie, quella di un Governo con tutte le sue Istituzioni sbrindellate dove lo Stato con la sua Giustizia e i suoi programmi è sempre assente, e l’altra Italia formata dal Capitale Umano, con la volontà del fare, frenato, boicottato dalle Lobby e Istituzioni dello Stato, senza possibilità di ricorso al buon senso, alla Giustizia.
    In sostanza, manca quel ponte di contatto fra l’Autorità preposta e il cittadino, scoraggiato dal comportamento inqualificato delle Istituzioni dello Stato.
    Il nostro bravissimo Presidente del Consiglio da buon Toscano, nel suo discorso all’Europa e al mondo non si riferisce a Cappuccetto Rosso ormai senza stimoli, non ricorre nemmeno all’esempio dei grandi uomini di merito del passato che tanto hanno dato all’Italia, come ad esempio il Fiorentino Niccolò Macchiavelli (1469/1587) o al Primo Presidente della Repubblica Napoletano Enrico De Nicola (1877/1959) e tanti altri, ma il nostro Presidente Matteo Renzi va molto indietro nel tempo e prende spunto da Mitologie fiabesche molto antiche appartenenti alla letteratura Greca, richiamando alla memoria niente di meno: Ulisse, Telemaco, il cane Argo, i Proci, (dimenticando i Porci che dilapidarono le ricchezze Nazionali) e prosegue con quello che non avrebbe mai detto: all’Italia non serve la crescita, noi stiamo bene così come siamo nella (M) per abitudine, senza approfondimenti sulla crisi che miete continue sofferenze, suicidi e riempie le Prigioni per mancanza di dignità umana con esempi che provengono dall’alto – furti Istituzionalizzati che ingrassano la Kasta continuando ad aumentare il debito Pubblico – lo sviluppo del Turismo a ritroso, sostenuto dall’immigrazione di massa di disperati e dalla Clandestinità che popola il Paese – le Industrie che chiudono creando disoccupazione allarmante – importando le nostre necessità dall’estero per sostenere la ricchezza di altri Paesi – (stiamo bene così) senza programmi per una ripresa, noi non chiediamo nulla all’Europa, i milioni di giovani disoccupati e senza dignità presente e future, (non importa), la Casta sta bene così.
    Sta di fatto che se i Cittadini Italiani, portassero i vari Governi che si sono alternati alla guida del Paese in proporzioni di uno all’anno (65 Governi in 16 Legislature), dinnanzi alla Corte di Giustizia Internazionale, dovremmo innalzare molte croci per eliminare le mele marce, con l’odore nauseante della morte che si rifletterebbe per chilometri oltre i Confini, superando la Rivoluzione Francese del 1789.
    Stiamo bene così, dalla poltrona di comando parlano tutti con il medesimo linguaggio, intanto nel Paese non cambia nulla in positivo, aumentano le tasse e il costo della vita, aumenta il debito Pubblico, aumentano i suicidi e le sofferenze, ma loro continuano con i medesimi auspici di speranza e di imminente ripresa, come un marchio di fabbrica di un prodotto di prima necessità che riempie i piatti a pranzo e a cena, paga gli affitti, le bollette gonfiate, i Medicinali, la Scuola e la dignità delle persone, delle famiglie.
    Un tizio, forse un Marziano o forse un uomo di grande esperienza, sostiene che il nostro problema Nazionale proviene dalle inutili scuole di filosofie Politiche, le quali a suo avviso servono soltanto a ingrassare gli arrampicatori, oltre a creare rivendicazioni e guerre, deviando dal principio fondamentale di una società evoluta formulata sull’onestà, il saper produrre in modo concorrenziale e fare di conto, cioè saper contare e risparmiare.
    Il concetto di aumentare le tasse per far fronte agli sperperi dello Stato, fa chiudere le Industrie e le attività, aumentando la disoccupazione, quindi serviranno sempre maggiori Tasse per far fronte alla situazione, sino al default finale.
    Il tentativo Politico di deviare dal peso insostenibile del debito pubblico, un atto accusatorio che impedisce la ripresa, non l’hanno creato i cittadini, e va rimborsato rovesciando le tasche dei Partiti Politici che hanno Governato il Paese sino ad oggi.
    Bisognerebbe iniziare dal correggere in modo concreto la situazione interna di contatto con le Istituzioni, eliminare le posizioni e le spese inutili dello Stato, eliminare la Polizia Locale che crea ingiustizie e continui ricorsi ai Giudici di Pace, contare su un corpo di Forza Pubblica unificata che provenga da una scuola, livellare gli stipendi e le pensioni, eliminare quella Camera dormitorio con Senatori a vita, sottomettere le Regioni, Province e Comuni alle Leggi dello Stato, eliminare i Consiglieri, i cittadini sono i migliori consiglieri, eliminare l’impunità Parlamentare, tante cose da fare invece di continuare a farneticare cambiando le pedine con pedine dello stesso colore, stesso criterio, mentre il Paese soccombe sempre più sotto al peso della Mafia e delle Lobby Politiche in diretto contatto con la Comunità.
    Una volta pagavamo le bollette bimestrali della Luce e del Gas sui consumi reali, mentre da quando il Governo ha nominato un Garante, le Bollette si sono improvvisamente gonfiate con consumi stimati e ulteriori Bollette gonfiate per i consumi a consuntivo.
    I costi dei trasporti pubblici Comunali, sono raddoppiati per oliare i Partiti Politici.
    Il costo delle abitazioni è scoppiato, per ingrossare il PIL in sostituzione di un sistema Industriale morente.
    L’Energia, vi sono sistemi che riducono i costi del 90% eliminando le importazioni.
    Tante cose da fare mentre si continua a respirare auspici utopici.
    Anthony Ceresa.

  3. renato says:

    1° non chiamare cugini gli svizzeri, perché quelli non ci
    vogliono neanche come parenti molto, molto alla
    lontana

    2° la Svizzera, come forma mentis, è ai nostri antipodi pur
    essendo geograficamente ubicata ad un tiro di fionda.

    Ne consegue che i tentativi di paragone risultano difficili e più spesso arbitrari mancando comunanza non solo di intenti ma anche di capacità realizzatrice.

    Limitiamo le nostre ambizioni al realizzabile e concentriamo i nostri sforzi nella unificazione degli obiettivi e delle rappresentanze. Gli alti stipendi, i servizi efficienti, una giustizia più o meno giusta, una burocrazia accettabile, sono tutte cose che hanno dei presupposti che in Italia devono ancora essere creati. In riferimento al Veneto, spero tanto che ce la faccia ad ottenere l’indipendenza. E’ una prova dura, e ci sarà da sputare sangue. Ma quale benessere fu mai raggiunto senza sacrificio fuori del parassitismo ?

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