Reguzzoni: Non è vero che tutte le religioni vogliono la pace. Ma lo fa credere il Vaticano II, causa della nostra debolezza

vaticano

di GIUSEPPE REGUZZONI – Spunto di riflessione rapido, che, poi, eliminerò, come una libellula che fluttua per poche ore … Bergoglio è coerente quando dice che tutte le religioni vogliono la pace, coerente con l’ermeneutica modernista del Vaticano II. Ovviamente non è vero che tutte le religioni vogliono la pace (anche i sacrifici umani degli Aztechi? o la dea kalhì o, appunto, certe sure del Corano?), ma questo è secondario. Per non equivocare l’affermazione, sarebbe bastata farle seguire una piccola nota chiarificatrice della Sala Stampa Vaticana, che non c’è stata, giusto per non indurre in confusione con l’indifferentismo (tutte le religioni sono uguali). Del resto, non c’è mai stata nessuna nota chiarificatrice successiva alle ormai celeberrime affermazioni begogliane dall’aereo (effetto muro del suono?).

Ha vinto la chiesa del progressismo e il conservatorismo cattolico cede in ritirata, causa equivoco sull’autorità del papa. Questo significa, tra l’altro, che il Vaticano II è stato davvero “di rottura”, con venti secoli di Traditio. Diversamente, basterebbe una semplice dichiarazione di una riga e mezzo: “Nessun documento del Vaticano II può essere interpretato in contrasto con i venti concili precedenti”. Occorrerà tirarne le conseguenze. Di sicuro, di rottura lo è stato e lo è, nella parte oggi vincente nella chiesa conciliare, in direzione dell’indifferentismo religioso.

Sull’Islam religione di pace, non occorre essere degli specialisti per ricordare che cos’è la Taqqya, o Dissimulazione, un dovere per i fedeli sottomessi (mussulmani) in situazione d’inferiorità (di minoranza). Ma quando diventano maggioranza le cose cambiano, come ricorda il Corano: “Non siate dunque deboli e non proponete l’armistizio mentre siete preponderanti. Allah è con voi e non diminuirà [il valore del]le vostre azioni.” Il problema più grave, in ogni caso, non è l’Islam in sè ma: 1) chi usa l’islam a fini di potere (USA, Arabia Saudita, Israele) 2) la debolezza della Cristianità (parola inventata da Lutero, così non mi si accusa di cristianismo o di ipercattolicesimo, anche se, in tal caso, mi troverei in buona compagnia con qualche migliaio di santi, papi, credenti, nel lungo periodo dei venti concili che hanno preceduto l’ubriacatura buonista-dialoghista del Vaticano II).

Il modernismo, in tutte le sue forme, soprattutto in quella moderata e filovaticana è la causa della nostra debolezza. E dunque va combattuto, come si combattono la menzogna e il male. Dio abbia pietà di noi e ponga fine a questo periodo di prova.

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One Comment

  1. caterina says:

    Bergoglio e la Clinton da comunicatori politici pensano che gli si debba credere a prescindere, perché lo dicono loro…
    Le maggiori religioni diffusesi nel mondo dando l’impronta a miliardi di uomini si fondano rispettivamente su testi ritenuti sacri… i cristiani, di qualsiasi confessione, cattolici protestanti ortodossi che siano, hanno il Vangelo, anzi, i Vangeli come pietra miliare, cioè la vita e la testimonianza di Cristo che non ha mai ammazzato nessuno e semmai è stato ammazzato…un perdente? no, perché è risuscitato da morte!
    Beh, se dobbiamo dimenticarcene per andar d’accordo con quelli che invece o non ci credono o aspettano ancora il messia o danno ascolto a chi ordina di ammazzare i nemici come ha fatto Maometto che si riteneva il capo inventando una nuova fede che ti premia con sette mogli nell’aldilà se fai come ha fatto lui, lasciamo pur perdere i discorsi sulla fede, di chiunque, e consideriamo solo i comportamenti, i quali si devono attenere ad altri principi che le comunità e gli stati si sono dati… lasciamo perdere discorsi di fede, così ciascuno coltiva in cuor suo o insieme con altri quella che gli è stata tramandata, o che più gli piace, o che sceglie per convinzione! ripeto: in cuor suo, perché i comportamenti del vivere in società invece soggiacciono ad altre regole che valgono per tutti!
    La giustizia è un bisogno primario, in questo mondo, non nel prossimo… e i politici questo sono chiamati a garantire!.

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