Reguzzoni e Bernardelli: i burocrati ci vogliono fermare! Escludere il Nord è una chiara scelta politica! Ma la nostra maratona è appena iniziata

grande nord

Imboscata dei burocrati sulle liste di Grande Nord al Senato in Lombardia. Il tempo per il ricorso sui cavilli è  ristretto ma i vertici di Grande Nord non demordono.

In una lunga conferenza stampa presso l’hotel dei Cavalieri a Milano, i fondatori Roberto Bernardelli e Marco Reguzzoni hanno ribadito che “tutti i simboli del territorio che esprimono il bisogno del Nord di autonomia, di libertà, sono dentro Grande Nord. Escludere per futili motivi, per cavilli burocratici i candidati di Grande Nord significa quindi impedire questa espressione di democrazia per ragioni politiche! Vuol dire mettere fuori dalle istituzioni la nostra protesta”.

“Ho chiamato il Quirinale – ha spiegato Reguzzoni – ho affermato che non c’è legge che tenga o burocrate che tenga nel momento in cui la Costituzione dice che siamo in democrazia. Abbiamo certificato 15mila firme, un  burocrate non può fermarci!  La democrazia è una cosa seria, il presidente Mattarella batta un colpo, è in gioco il futuro del nostro paese!”.

“La legge elettorale regionale è stata modificata 15 giorni fa – ha aggiunto Bernardelli – E’ come giocare a poker, danno le carte poi cambiano le regole. Ma noi siamo pronti per le amministrative di maggio, è un processo che va avanti”.

Anche il candidato di Grande Nord in Regione Lombardia, Giulio Arrighini, ha specificato che “è solo l’inizio. La campagna elettorale ha avuto un tempo ridotto, noi siamo nati mesi fa, ci siamo dotati di una struttura, l’importanza del risultato c’è, le firme ce le siamo raccolte noi, e sono 11mila, uno sforzo immane! Il nostro sforzo prosegue e intende fermare chi fino ad oggi ha prodotto disastri, senza doversi scomodare di raccogliere una sola firma!. Presente in sala anche il candidato Claudio Bizzozzero e l’avvocato Sandrin, nota come Siora Gina. “Vogliamo completa autonomia fiscale, di spesa, amministrativa, vogliamo mettere i conti a posto, le nostre liste sono la rappresentanza dei lavoratori, della gente, dei pensionati, non siamo professionisti della politica. Siamo gente che ha lavorato, questo ci distingue da tutti gli altri”.

“Il nostro sogno si sta realizzando – ha aggiunto Roberto Bernardelli,– Siamo il movimento-sindacato che difende il nord, che è la genesi della Lega nord. Non entro in polemica con felpetta (Salvini ndr). Si presenta a Reggio Calabria. Bene, bravo. Ci lasci una pianura da occupare, noi la conquisteremo”.

Il caso del Piemonte è emblematico: hanno dichiarato “illeggibile” la firma del certificatore, il consigliere comunale di Milano Matteo Forte, senza neppure guardare le firme raccolte. “Non ci siamo lamentati finora perché volevamo dimostrare la nostra forza, ma adesso diciamo che la legge elettorale è più che una porcata, è una boiata pazzesca fantozziana fatta dalla casta per mantenersi in sella – denuncia Marco Reguzzoni – facciamo appello al Capo dello Stato Sergio Mattarella affinché vigili sull’eccesso di burocrazia e consenta l’esercizio della democrazia rappresentativa. Senza Grande Nord torna la secessione”. Reguzzoni e Bernardelli non sono tra i candidati: “Non abbiamo intrapreso questa sfida per ottenere una poltrona, ma per portare a Roma un gruppo di parlamentari da usare come una clava, come diceva Gianfranco Miglio, per scardinare il sistema romano”.

 

 

31/01/2018 RAI 3 Ore 19.35 TGR LOMBARDIA

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