Reguzzoni a l’Espresso: Bossi? Non lo darei per spacciato

di REDAZIONE

“Umberto Bossi e’ un’icona. E le icone non bruciano. Quante volte hanno dato per spacciati lui e Berlusconi e poi s’e’ visto che non era vero? Ci andrei cauto, capita a volte che i giochi si riaprano all’improvviso”. Cosi’ Marco Reguzzoni in un’intervista all’Espresso. L’ex capogruppo della Lega Nord alla Camera, ritenuto un tempo molto vicino al senatur, non e’ benevolo con l’attuale gruppo dirigente del movimento, ma difende Roberto Maroni definito un “uomo delle istituzioni”. “Ce l’ha nel Dna. Lui almeno e’ capace di fare il ministro, molti altri attorno a lui lo imitano senza averne le qualita’”.

“Il guaio lo aveva gia’ chiaro, fin dall’inizio, Gianfranco Miglio: a differenza della Lega delle origini, che veniva dalle professioni – sostiene Reguzzoni -, molti” degli attuali dirigenti “hanno abbandonato il mondo reale vent’anni fa. Sono diventati ceto politico, vivono ormai solo di politica, riciclano se stessi. Io non ho mai avuto truppe mie, il mio commercialista non l’ho piazzato neanche in una bocciofila, non ho parenti nei cda di banche e fondazioni come Giorgetti (capogruppo alla Camera, ndr.). Ma tutte le volte che mi sono presentato ho vinto: dalla politica sono uscito invitto. Loro la spuntano in un congresso di militanti. Poi pero’ perdono le elezioni…”. Quanto alle intenzioni di Bossi, Reguzzoni non vuole pronunciarsi. “E’ inutile chiedere al ‘capo’ che diavolo ha intenzione di combinare: lo conosco, ti risponde quello che vuoi sentirti dire o che gli va di dire in quel momento, poi magari cinque minuti dopo butta tutto all’aria e fa l’esatto contrario. Si e’ sempre comportato cosi’. Con me, con Maroni, con tutti”.

L’ex capogruppo poi ripercorre gli alti e bassi del rapporto tra Bossi e Maroni. “Quando li ho conosciuti davvero, nel ’94 anche se ero gia’ segretario di Varese e in Lega ci stavo dall’86 – racconta -, Maroni aveva appena siglato il patto elettorale con Mario Segni e il giorno dopo Bossi lo aveva smentito stringendo l’accordo con Berlusconi. Il gatto e la volpe, Bossi e Maroni, allora come in tutti i periodi in cui i due andavano d’accordissimo. Passa meno di un anno ed eccoli azzannarsi, Maroni accusa Bossi di portare la nave dritta sugli scogli quando fa cadere il primo governo Berlusconi, Bossi prima lo caccia come un reprobo poi lo riprende facendogliela pero’ pagare cara…”. Nega, Reguzzoni, di essere stato lui, in quei mesi, a chiedere l’espulsione di Maroni: la richiesta ci fu, “ma non fu ne’ mia ne’ di Bossi, piuttosto di tutti gli altri dirigenti e militanti, all’unanimita’”. “In linea di massima, i due andavano d’accordo quando Bossi faceva il politico, inventandosi una genialata e magari un colpo basso al giorno ma efficace, e Maroni faceva il ministro”. Se il senatur e Bobo litigavano, racconta, “era certo per diversita’ d’intenti e di linea politica, ma anche perche’ appena Maroni alzava un po’ troppo la testa Bossi finiva per bastonarlo”. Ricambiato appena possibile: “Non mi sembra che quanto e’ successo negli ultimi mesi deponga a favore di una fervente e sincera amicizia di Maroni per il ‘capo’, le pare?”.

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17 Comments

  1. braveheart says:

    BASTA CASTA LEGHISTA!!!!!!!!!!!

  2. Roberto Colombo says:

    ma come fa Marco Reguzzoni a dire “io non ho parenti nei cda”?
    Nel 2007 ero stato proposto alla VicePresidenza di un C.d.A. per la Provincia di Varese e Reguzzoni, ai tempi Presidente della Provincia, stralciò il mio nome per mettere dentro… chi? Lo vuole dire lui, chi? Vuole anche pubblicare il curriculum di quella e delle altre altre nomine da lui fatte quando poteva?

    La proposta (meglio: l’invito) vale se L’Indipendenza si rendesse disponibile ad ospitare il nutrito elenco, benisteso: sarebbe un bel segnale di trasparenza che avevo già chiesto (parlando senza essere minimamente ascoltato) al congresso provinciale della Lega Nord di Varese nel 2009.

  3. Giorgio. says:

    Bossi ha certamente un valore residuo, nel senso che con il suo innegabile carisma può ancora raccogliere un minimo di consenso tra i fedelissimi, ma a che pro??

    Se non è riuscito nel suo intento quando il consenso era grande di sicuro non riuscirà ora che è minimo.

    Servirà solo a dividere il fronte autonomista/indipendentista che sia. A tutto vantaggio dello stato centrale…

    Dividi et impera.. dicevano i latini e ha sempre funzionato…

    • Miki says:

      Bè con quel minimo di consenso (8-10-12% a seconda del periodo) sono arrivate devolution,modifiche su quote latte (giuste o sbagliate che fossero),decreti attuativi sul federalismo poi messi in quarantena (ma ancora effettivi); se solo ci fosse un presidente della repubblica bananiera più vicino eticamente a quest’area del paese,quella che tira fuori i soldi.
      E’ lecito pensare che con il 25% dato a Grillo, anche le riforme Leghiste sarebbero state maggiori e NON negoziabili (ad esempio con leggi salvapreviti e lodo Alfano)?
      Se anzichè ‘o fenomeno, che loda l’operato “integerrime” delle fiamme gialle, ci fosse presidente uno Zagrebelsky, questo paese sarebbe già adesso uno stato federale? Domandare è lecito.

  4. Sotto zero says:

    In vino Veritas…che squallore!

  5. balabiott says:

    Icona o no, sta di fatto che anche i bossiani di ferro stanno facendo il salto della quaglia giusto per non perdere la cadrega.
    In Piemonte è notizia di questi giorni che il Bossiano di ferro cota ha abbandonato la nave per andare in quella di Maroni.
    In cambio ha ottenuto tutte le espulsioni che vuole senza passare dal federale e quindi dai ricorsi, il tutto per un posticino alle europee al posto di Salvini.
    e questo sarebbe il nuovo che avanza?????

  6. Miki says:

    Bè Reguzzoni non ha ricevuto ridicole ramazzate in quel di Bg: perchè contava poco o perchè proprio non si potevano appigliare a nulla gli 0.2? (o meglio a qualcosa si dovrebbero appigliare ma temo che se lo scrivessi verrebbe censurato)
    Padania Libera
    Umberto Bossi SUBITO.

  7. Veritas says:

    Eh, ti pareva…. I giornali di regime si approfittano dei personaggi che ritengono piu’ utili a danneggiare la Lega. Dopo lo stesso Bossi, Reguzzoni, ma che bravi!!
    Proprio quello che catapultato a Roma dopo un anni di governo della provincia di Varese, ha creato la maggiore zizzania.
    Proprio quello che, ritiratosi dopo le ultime politiche, ha continuato a punzecchiare il movimento via facebook etc.
    fino a farselo proibire.
    Proprio uno di quelli che si sono approfittatri maggiormente della fondamentale bontà di Bossi.
    Quello che si descrive immacolato ma se ben ricordo qualcosa come un capannone da 5 milioni l’ha venduto alla Fincantieri, di Busto Arsizio come lui.
    E qui mi fermo, sperando che si fermi anche lui, come aveva promesso.

    • Marco says:

      Perchè non dici il tuo nome, così ti aggiungo alla querela per diffamazione assieme a chi si è inventato la questione inesistente del capannone? Forza, io sono abituato ad assumermi responsabilità. Ma i codardi la faccia non la mettono mai. Coraggio…

  8. lucafly says:

    Al peggio non c’è mai fine sto parassita si vanta pure di essere entrato in LegaNodde nel 1986.

  9. Giacomo Consalez says:

    Caro Reguzzoni, sono convinto anch’io che le icone in servizio permanente effettivo nei ranghi dello stato romano non brucino, o brucino solo a bagnomaria. Chi agonizza tra i tizzoni dell’inferno siamo noi, i non garantiti, i titolari della sovranità secondo la Carta da cesso che non vi siete mai sognati di riformare. Noi schiacciati dal peso di uno stato idrovora che serve solo a sé stesso e a mantenere ignobili e icone a libro paga tra gli agi e le mollezze finché nostro Signore non se li porti dove ritierrà più appropriato.

  10. Sotto zero says:

    Strade separate appena prima del voto, oramai è inevitabile…

  11. Alterego says:

    Chiacchiere mah.

    Casta partitica leghista già visto, e se anche tornasse bossi per fare cosa?

    La lega 1.0 e 2.0 sono morte e sepolte dobbiamo guardare avanti.

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