Regione Lombardia: nulla di fatto al primo vertice fra Pdl e Lega

di REDAZIONE

Si e’ concluso con un nulla di fatto sulla scelta del candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lombardia il primo incontro tra i vertici regionali di Pdl e Lega. Come largamente atteso, la riunione di oggi tra il coordinatore e la vice coordinatrice lombardi del Pdl, Mario Mantovani e Viviana Beccalossi, con il segretario della Lega lombarda, Matteo Salvini, e’ stata di carattere “interlocutorio” ed e’ servita a preparare il campo in vista di un possibile ritorno dell’alleanza tra i due partiti che hanno governato insieme per 12 anni, sotto la presidenza di Roberto Formigoni. Ora il Pdl vuole incontrare l’altro candidato, l’europarlamentare Gabriele Albertini, che ha minacciato di stracciare la tessera se il partito appoggera’ la corsa del leghista, Roberto Maroni.

Nell’incontro, in un ufficio privato, nella zona nord di Milano (terreno neutro rispetto alle due sedi, via Bellerio e viale Monza), Salvini ha ribadito la linea del Carroccio. “Ho detto a Mantovani che, a nostro avviso, il candidato piu’ apprezzato e’ Maroni”, ha spiegato, “e che se, vogliono confrontarsi, noi siamo disponibili alle primarie di coalizione”. I rappresentanti del Pdl hanno preso atto e rimandato la discussione alla prossima settimana. “Ci vogliamo riservare di valutare la candidatura di Albertini”, ha detto Mantovani, che conta di incontrare l’ex sindaco di Milano nei “prossimi giorni”. Quanto alle primarie di coalizione e’ presto per considerarle una soluzione, per un Pdl che deve risolvere ancora questo nodo a livello nazionale. “Qualora non si addivenisse a una candidatura condivisa” con la Lega, ha pero’, precisato Mantovani, “le primarie di coalizione resterebbero all’orizzonte”. E’ probabile che proprio di questo Mantovani voglia parlare con Albertini: vedere se c’e’ una possibilita’ di convincere l’ex sindaco di Milano a parteciparvi.

Difficilmente, pero’, il nodo lombardo si sciogliera’ prima di un chiarimento tra Maroni e i vertici nazionali del Pdl sull’alleanza a livello nazionale, che potrebbe avvenire gia’ nei prossimi giorni. Mercoledi’ il segretario federale dei ‘lumbard’ ha avvertito gli ex alleati che, con loro che sostengono Monti a Roma, ogni futuro accordo in vista delle politiche sarebbe “contro natura”. E c’e’ chi ha letto l’avvertimento come un modo per alzare l’asticella nella trattativa su un eventuale sostegno alla sua candidatura in Lombardia, in cambio del ritorno dell’alleanza a Roma (in questo Maroni sarebbe favorito dalle crescenti ipotesi di electon day). Mantovani e Salvini, invece, hanno concordato su una serie di punti e regole, in vista delle regionali: in primo luogo, sulla valutazione positiva del “buon governo” degli ultimi anni insieme, oltre che sulle modalita’ di scelta dei futuri candidati al Consiglio. “Le parole d’ordine dovranno essere liste pulite, rinnovamento, limite ai doppi mandati e sottoscrizione di un codice etico”, ha spiegato Mantovani, aggiungendo che entrambi i partiti considerano fondamentale l’apporto di eventuali liste civiche.

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2 Comments

  1. Beppa says:

    Maronini e Berluschini pensano di potersi spartire la Lombardia senza che i lombardi gli guastino i piani di lottizzazione. La credibilità del carroccione è ai minimi storici con le sezioni che quando non chiudono sono vuote o mezze piene di ruffiani ex pidiellini. I leghisti, quelli di una volta, non esistono più.

  2. Paolo75 says:

    Aiutatemi a capire:
    *maroni vuole l’ election day
    *maroni aspetta il pdl a sostegno della sua candidatura alla presidenza della regione lombardia(vedi titolo “la Padania del 21 novembre)
    *maroni non si vuole alleare alle politiche 2013 con il pdl
    *maroni all’interno della stessa cabina elettorale vuole essere alleato e avversario del Pdl ?

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