Regione Lombardia, in liquidazione la Nerviano Medical Sciences. 600 lavoratori sul piede di guerra

di STEFANIA PIAZZOnms2

La strada era in salita, già da mesi. L’assemblea andata deserta lo scorso 16 dicembre per l’approvazione del bilancio della Nerviano Medical Sciences, e il rimandare al voto di lunedì 22 dicembre la decisione ultima sul futuro della tormentata vicenda su una delle acquisizioni, se non l’acquisizione più infelice della Regione Lombardia, aveva già detto quale sarebbe stato il finale. E così il braccio scientifico della Regione, la Fondazione biomedica, con il direttore generale dr. Aldo Tagliabue, avrebbe espresso la volontà della Regione con la sua giunta: capolinea. La Regione non intende mettere soldi per coprire i problemi ereditati, peraltro, dalla stessa Regione quando Formigoni acquisì da ambienti vaticani la struttura. Ma il cerino in mano è tra le dita di Roberto Maroni.

Come il nostro quotidiano aveva già scritto nei giorni scorsi, il 2013 si era chiuso con un “problema” da 235 milioni. Quest’anno, l’esposizione finanziaria netta da coprire era di 194,8 milioni di euro.

La struttura, che arrivava dalla gestione della  Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, quando passò di mano, sembrava essere sana, anzi, in utile, pareva, di 9 milioni di euro. Invece no… I bilanci, dopo una più attenta analisi, dicevano altro. Chi bisogna ringraziare?

Come può la Regione, aver acquisito una bomba ad orologeria?

Lo scorso anno la Giunta Maroni aveva approvato e sostenuto il piano di rientro dai debiti con 35 milioni di euro e ora si trattava di metterne altri 23. Ma i 23 milioni di euro quest’anno non sarebbero arrivati. E’ tempo di vacche magre. Da qui l’impossibilità di procedere ad approvare, così com’era, il bilancio. Quindi: messa in liquidazione. E’ una bella responsabilità per il governatore. Il problema infatti non finisce qui perché non si tratta di “affari di carta”, di finanza creativa, di azioni comperate e poi rivendute. Il Centro ha centinaia di dipendenti, tecnicamente su una strada.

Il Centro di Nerviano è infatti controllato mediante lo strumento scientifico della Fondazione regionale per la Biomedica, accanto alla  Fondazione della Nerviano Groups.

La Regione ha preso tempo ma alla fine il tempo ha preso per il bavero la Regione imponendole una scelta: o resta aperto o si liquida.

Natale amaro per un fiume di ricercatori, se non ci sono passi indietro, nella Lombardia che vorrebbe somigliare alla Baviera, e che oggi ha un inno in più, quello alla disoccupazione. Altro che “grande terra mia”.

 

 

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2 Comments

  1. Albert Nextein says:

    Mi sembra la solita porcheria all’italiana.

    Le fondazioni vanno chiuse.
    Liquidate, e gli assets ceduti sul mercato.

    La società va messa in bonis dagli azionisti, poi dagli obbligazionisti.
    Se non ce la fanno, la si pone in liquidazione volontaria.
    Sul mercato , in vendita.
    Se non ci sono interessati in un tempo di un anno, chiude baracca.

    Altrimenti fallisce.

    I dipendenti , dopo essersi debitamente informati, vanno a casa dei vari responsabili e chiedono loro una soluzione ai loro problemi lavorativi ed economici.
    Richiesta fatta con le buone, o con le cattive.

    I responsabili devono partecipare al pagamento dei conti con i loro patrimoni personali.
    Non è ammissibile che una società fallisca o cada in disgrazia da sola.
    Gli amministratori e i vari gestori avranno un nome e cognome, ed avranno anche padrini politici.
    Devon esser chiamati necessariamente alla cassa.

  2. Giueppe iano says:

    Salve
    POVERA ITALIA.
    BISOGNA USCIRE DALLA NATO, perché ci costa 100 milioni di euro ……..al giorno.
    Ma con chi lo vogliamo fare?
    Con un pagliaccio come RENZI, che ,servo di OBOMBA, lascia ancora i nostri soldati in Afganistan perché lo pretende Il Killer nazista OBOMBA.
    OBOMBA è l’Hitler del 21o Secolo .
    E gli americani, a detta di loro studiosi sono i nazisti del 21o secolo
    Con tutto quello che ci costano.
    Solo l’uscita dalla NATO ci può salvare dalla BANCAROTTA.
    La signora Le Pen lo farà a breve, L’UKIP anche; possibile che solo noi italiani dovremo restare nella trappola? Senza avere speranza alcuna di potercene FINALMENTE liberare?

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