Regione Lombardia: il primo giubilato è proprio Formigoni

di GIANLUCA MARCHI

Roberto Formigoni, sicuramente molto nervoso anche se lo dissimula bene essendo divenuto un abile teatrante della politica, se la prende con la “solita Lega ribaltonista” e le dà l’ultimatum: se entro oggi conferma la posizione assunta dal Consiglio federale, cioè elezioni in aprile insieme alle politiche, la Lombardia andrà al voto il più presto possibile (prima di aprile) una volta modificata la legge elettorale con la cancellazione del listino bloccato e l’approvazione della legge di bilancio. Il segretario del Pdl Angelino Alfano che invece di prendersela con Maroni, molla il governatore al suo destino e lo invita ad avviare le procedure per il voto anticipato al Pirellone. Il segretario leghista Roberto Maroni che lancia le primarie nel prossimo week-end con l’intento di scegliere il proprio candidato per la corsa alla Regione: e si fa largo il nome del sindaco di Varese Attilio Fontana.

Questo è il quadro ufficiale a stamattina delle posizioni politiche che ruotano intorno alla Regione Lombardia. Con l’aggiunta di qualche annesso e connesso: quel che resta del Pdl (ormai sempre più sfasciato, econ gli ex An dati ormai prossimi all’uscita o a rimanere sulla zattera alla deriva se il Cavaliere farà la Lista civica per lanciare Flavio Briatore) che vorrebbe puntare sulla candidatura tattica a governatore dell’ex ministro Maria Stella Gelmini. Mentre i ciellini, che a questo punto si sentono assediati e sotto scacco, tentatono disperatamente di uscire dall’angolo puntano su un nome di prestigio come quello dell’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini.

La scacchiera lombarda è così composta, con il Pd che al momento non ha alcun candidato ufficiale, nonostante potrebbe trarre un inopinato vantaggio da elezioni super-anticipate, cioè che dovessero cadere prima di Natale. Senza dimenticare il Movimento 5 Stelle, il quale rischia di fare bottino pieno anche se è destinato a rimanere fuori dai giochi di maggioranza.

Ma cosa è successo fra venerdì e sabato da far modificare l’apparente accordo di giovedì sera quando nella conferenza stampa di Roma Formigoni, Maroni e Alfano hanno annunciato l’azzeramento della Giunta lombarda e dunque il proseguimento dell’alleanza Pdl-Lega? Beh, innanzitutto l’incontenibile Formigoni ha cominciato a sparare dichiarazioni a destra e a manca che avrebbe rifatto una Giunta tutta nuova e snella per arrivare al 2015. Il Celeste ha forzato la mano, presentandosi come una sorta di vincitore della partita in atto, probabilmente perché ha capito che Alfano e Maroni lo stavano cucinando a fuoco nemmeno troppo lento, decisi a lasciarlo in sella ancora qualche mese e pronti a giubilarlo in abbinata alle elezioni politiche del 2013, quando il Pdl si sarebbe finalmente liberato di un personaggio divenuto ingombrante e insopportabile e la Lega avrebbe forse ottenuto la candidatura a governatore per un proprio uomo.

Con un Formigoni che urlava ai quattro venti che sarebbe rimasto fino al 2015, la Lega è entrata in fibrillazione con la propria base non più disposta a ingoiare rospi, così come è avvenuto in passato con il governo Berlusconi. Ecco, dunque, l’entrata in scena di Matteo Salvini che ha trainato il Carroccio verso la rottura: continuare a tenere bordone al Celeste era diventato impossibile e su questa posizione non ha potuto che dare la propria benedizione anche Maroni.

Risultato? Tutto si complica, soprattutto per Formigoni, che difficilmente otterrà le elezioni regionali in tempi strettissimi, perché i partiti hanno davanti due impegni, legge elettorale e legge di bilancio, grazie ai quali possono allungare il brodo. Nel frattempo Maroni e Alfano possono ricominciare a tessere la loro tela, avendo ottenuto il primo risultato a cui puntavano: chiudere in anticipo la stagione “celestiale”.

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11 Comments

  1. max says:

    Ci stanno mettendo con le spalle al muro,questo non è un attacco a Formigoni,al pdl,alla lega questo è l’ultimo colpo per affossare l’economia del nord poi toccherà a piemonte e veneto,l’europa,la bce,monti, draghi hanno questo mandato renderci più poveri e schiavi dello stato centrale,se non ci opponiamo con il voto facciamo una brutta fine.

  2. misultin del lac says:

    Il Trota, la carta vincente è il Trota!!! E magari affiancato dalla Lussana o dalla Rizzi!

  3. lucafly says:

    Ci mancava anche Briatore,non vuoi metterci un Fede o un Mora……come siamo caduti in basso.

  4. Mauro Cella says:

    Come ho già detto ieri solo Formigoni stesso è una scelta peggiore della Gelmini.
    Albertini è ancora ancora presentabile (e solo visto il livello medio degli altri papabili) ma le sue possibilità sono ridotte al lumicino.
    Briatore è troppo “squalo” per cascare nella trappola del Cavaliere. Se non vede un cospicuo tornaconto personale (con precise garanzie di poterlo portare a casa a fine mandato) non si muove.
    Fontana è un’altra scelta opinabile. Non perché sia un disastro, ma poiché la maggior parte degli elettori non ha la minima idea di chi sia. A Varese è sindaco, a Brescia e a Mantova è un Carneade.

    A questo punto lo dico: ma perché Maroni non candida Salvini? Se l’offerta del PdL è tutta qui, Salvini, pure con tutti i suoi difetti, è una spanna sopra. Se vuole fare vedere ai suoi elettori che le cose sono cambiate, abbia il coraggio di dire in faccia a Berlusconi e al “delfino” Alfano che i loro candidati sono impresentabili e che è meglio dare un totale taglio al passato.

    Chiusa la parentesi PdL è ora il caso di affrontare il caso PD. Se Atene piange, Sparta non ride. Il PD è in crisi oramai cronica di identità e di figure carismatiche, cosa che ha permesso a Renzi di divenire una figura tanto popolare tra un elettorato che non sa più dove voltarsi. In Lombardia vi è inoltre il problema che il PD oramai è “geneticamente” programmato ad aspettarsi di finire all’opposizione in Regione. Mancano le figure di peso (Penati è fuori dal giro da tempo a causa delle sue “marachelle” e di certo con EXPO 2015 alle porte non si può chiedere a Pisapia di candidarsi), mancano le idee e manca pure la visibilità mediatica. In diciassette anni Formigoni è stato incontenibile: ha azzerato i suoi stessi alleati e l’opposizione presentandosi ovunque come la “faccia” della Regione. Il PD ha una buona dose di colpa: l’opposizione non è mai stata efficace e mai c’è stata una figura che potesse essere identificata come il “volto” dell’opposizione.

    L’elezione sarà senz’altro molto, molto combattuta. E non in bene.

    • Ferruccio says:

      Abbiamo in panchina dei grandi giocatori come lo STUCCHI……….e tanti…. ma tanti giovani rampicanti, un ottimo candidato potrebbe essere il Grimoldi sponsorizzaro da tutti i suoi ragazzi… per non parlare del Fava… (non il Luciano di Finmeccanica )…….
      Potrbbe esserci il Garavaglia…….Massimo (non l’Attilio di fFnmeccanica) sarebbe un grande gladiatore……ecc.ecc..
      Non dimentichiamoci del nostro asso nella manica il mitico Calderolo…

    • Nibbio says:

      Caro Cella,
      Salvini può piacere ad una parte dei militanti (molti lo osteggiano, ricordando il suo ex portaborse) ed avrebbe molta difficoltà a convincere l’elettorato: è in pista dal 1993 ed ha scodinzolato per lunghi anni sotto la tavola dell’Umberto, finchè….

      Molti ritengono comunque che il suo abbigliamento sarebbe consono all’incarico: dopo Formigoni anche il Tecoppa sembrerebbe un dandy,!

      Quello che il raffinato ‘elettorato leghista però non gli perdona è la pessima “rosetta” che porta al lobo sinistro: un bel taglio Anversa gli darebbe più tono !

  5. Celestino says:

    Briatore ? Gelmini ? Albertini ? Fontana ?

    La Lombardia tornerà al centrosinistra !

    • Veneto per un Veneto libero says:

      QUESTI I XE TUTI IMBRIAGHI, XE MEIO SARAR BARACA E BURATINI SCUMIZIANDO DA QUEI DE A LEGA

      • Veritas says:

        Purtroppo lo penso anch’io: il centrosinistra , aiutato da certi editori sinistrorsi, ha fatto una guerra totale e coninuativa sin da piu’ di un anno fa a Formigoni. Si capiva che avevano lo scopo di aggiudicarsi la regione.

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