Regionali, quel centrodestra troppo sicuro di sè. Veneto in bilico, bruciato il consenso ligure

Veneto in bilico…veneto zaia

I sondaggi per le Regionali del 31 maggio si intensificano e continuano a portare pessime notizie per Forza Italia, ma anche per il centrodestra in generale. Soprattutto torna clamorosamente in bilico il Veneto dopo la scissione nella Lega tra Matteo Salvini ed il sindaco ex leghista di Verona Flavio Tosi. Per Ipr il candidato di Salvini, Luca Zaia, appoggiato anche da Forza Italia, è al 38%, due punti sopra Alessandra Moretti del Pd, mentre Tosi con la propria lista e appoggiato da Ncd-Udc prenderebbe il 12. Al grillino Jacopo Berti andrebbe il 10%. Un altro istituto, Tecnè, dà un risultato ancora meno rassicurante per il fronte moderato: Zaia 38%, Moretti 37,5, Tosi 11, Berti 11. Fa notizia che Zaia, da anni tra i governatori con maggior gradimento, rischi di perdere la partita. Altrettanto evidente appare l’errore di Salvini con l’espulsione dal Carroccio del sindaco di Verona, aggravata dal commissariamento lombardo della Lega Veneta, da sempre gelosa della propria autonomia.

Il paradosso ligure

La situazione è ancora più paradossale in Liguria. Fino a ieri il candidato leghista Edoardo Rixi ha tallonato da vicino Raffaella Paita del Pd, separato da appena il 2 per cento. L’accordo Tra Silvio Berlusconi e Salvini, però, ha provocato il ritiro di Rixi a favore di Giovanni Toti, consigliere politico del Cavaliere. La campagna andrà totalmente reimpostata e quella che appariva una partita aperta, o quasi, rischia di chiudersi a favore del centrosinistra. In Toscana il governatore uscante del Pd, Enrico Rossi, è intorno alla maggioranza assoluta, seguito dal grillino Giacomo Giannarelli e dal leghista Claudio Borghi. Sommati, però, i consensi previsti per Giannarelli e Borghi non raggiungono il 30%. Quanto a Forza Italia, è al 7% rispetto al 18 circa ottenuto dieci anni fa, al 20% ottenuto all’inizio dell’avventura politica di Berlusconi, ma anche nel 2000, quando contro la sinistra venne candidato l’ex ministro Altero Matteoli, di area An. In Puglia continua il caos tra berlusconiani e fittiani. Un problema che sta condizionando pure la Campania, che appariva a portata di mano.

Lega, 13% lusinghiero ma fine a se stesso

Questa situazione, proiettata a livello nazionale, mostra un Pd più o meno stabile intorno al 37%, comunque al di sotto del 40 e oltre ottenuto alle Regionali, la Lega che esaurisce la propria avanzata fermandosi ad un 13%, lusinghiero sì ma potenzialmente fine a se stesso, e FI ancora in retromarcia, quotata intorno al 12. A beneficiare della situazione dovrebbe essere un redivivo movimento 5 Stelle, che tornerebbe secondo partito. Dopo le Regionali si tireranno le somme e le due maggiori forze di centrodestra rischiano di pagare pegno, soprattutto se la Lega perderà il Veneto e se i problemi in Forza Italia precipiteranno. Alcune previsioni esaminate a Villa Certosa, dove Berlusconi ha trascorso la Pasqua, parlano di un partito sotto al 10 per cento, depurato però di tutti gli scissionisti. Si tratta di capire se potrà essere una base per ripartire, magari con quel ricambio generazionale che tutti, a parole, chiedono; oppure se sara’ un ulteriore passo verso la liquidazione. (Renzo Rosati – Il Velino)

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9 Comments

  1. Paolo says:

    Se entra in gioco anche Morosin é difficile pronosticare un eventuale vincitore. A questo punto si riapre la partita.

  2. Viola says:

    Zaia, falla finita. Facci votare per l’Indipendenza del Veneto! Fra qualche anno non ti ricorderà nessuno. Fallo anche per te, non solo per noi. Passeresti alla storia.

  3. luigi bandiera says:

    In veneto italiano (da non confonderlo col SERENISSIMO) purtroppo ha un misioto di gente che vede l’indipendenza come un mostro da abbattere.
    I piu’ nemici dell’indipendenza dei serenissimi veneti sono proprio loro: i veneti italiani.
    Adesso che le bilie sono agitate al massimo e hanno assunto una posizione, Tosi, Zaia e altri, di scontro gli aventi il diritto, nell’una e indivisibile, di scegliere non sanno con chi stare e quindi votare.
    Se votano tizio o caio e’ solo per inerzia.
    Quindi sara’ tutto da scoprire.
    In Liguria la scelta su Toti e’ dall’origine sbaglata. Poi certamente si vedra’ dai risultati.
    Tornardo in veneto italiano e giammai indipendente o secesso, la lotta e’ tra un partigiano e un collaborazionista.
    Vedete, collaborare col nemico non e’ proprio cosi’ facile anche se l’OCCUPANTE ti spiana la strada con la RUSPA (tanto di moda oggi. In altre occasioni c’erano i CARRI ARMATI dei SERENISSIMI. Vedono tutto quel che serve a loro sti gran occupanti per non dire altro) per farti occupare un bel trono che sara’ sicuramente a suo favore.
    Anche da queste BANDE (non dei quattro) o parti il popolo ha di fronte BARABBAS e il GIUSTO..!!
    Vuoi vedere che per sorteggio e non per intellighenzia scegliera’ BARABBAS e non il GIUSTO..??
    Quando si parla di demos kratia e si vuol far sceglire chi deve governare al popolo, vuol dire volere IMBROGLIARE..!! PROPRIO IL POPOLO..!
    Il popolo, gli analfabeti in tutto e per tutto (la maggioranza anche oggi) non puo’ essere all’altezza di poter scegliere il GIUSTO..!!
    Smettiamola di usare questi metodi detti DEMOKRATIKI e non democratici.
    Ma si sa, l’intellighenzia e’ formata dalla madre dell’intellighenzia per cui i suoi figli saranno si intellighenti ma DI PARTE..!! Volenti o nolenti..!!
    Ecco perche’ e’ da una parte e non al di sopra come sarebbe giusto data, per tutti gli appunti, la loro intellighenzia..!!
    Invece non pensano minimamente al bene NOSTRUM ma AL MEO… e mao… mao…
    Perche’ nei poteri vi e’ inserita anche la grande famiglia delle toghe..??
    Se il POTERE E’ DEL POPOLO TUTTE LE ALTRE BRANCHE, ASSO e quant’altro dovrebbero RISPONDERE ALL’UNIKUM SOVRANO: IL POPOLO..!
    Invece..? L’e’ tutto sotto sopra..!!
    Si impone o no una RIVOLUZIONE possibilmente pacifica, SI O NO..??
    La RUSPA va bene per certi campi, ma anche per la strabenedetta (per loro) una e indivisibile.
    .
    Salam
    .
    Aspettando l’isis che ha visto come si puo’ fare da queste bande o parti… Milano docet… piu’ di una telenovelas… piu’ di un corso di laurea…

  4. Nello says:

    L’errore è stato non avere buttato fuori prima Tosi. Io lo avrei fatto subito appena divenuto sindaco e quando ha esposto la foto di napolitano e indossato la fascia tricolore. erano segnali molto precisio della sua insicurezza di fondo, codardia, e italianità di base.
    Tosi non c’entra nulla con il Veneto e Verona è la meno veneta delle province venete.
    Ora, si paga il prezzo per non avere provveduto subito all’espulsione di Tosi.
    Senza considerare che il Tossi ha eliminato ed espulso a mani basse tutto lo zoccolo duro indipendentista e venetista.
    Tosi rappresenta una minoranza in via d’estinzione in Veneto, non ha alcuna probabilità di crescita e la scelta di candidarsi a governatore è in assoluto CONTRO il Veneto e i Veneti.

  5. sandrin says:

    Finchè nei sondaggi del Veneto non compare uno dei due indipendentisti con buona percentuale possiamo ritenerli invalidi/nulli/pilotati.

  6. Paolo says:

    Io in Veneto voterò Indipendenza Veneta, anche se dovesse prendere solo il 5%. PErchè non viene citata in questo articolo?

    • Stefania says:

      L’articolo tratto dal Velino, come chiaramente indicato, riporta i sondaggi di due agenzie che hanno preso in considerazione alcuni partiti piuttosto che altri ma che comunque fotografano l’orientamento dei partiti che si fanno tra loro la guerra. La domanda va quindi girata a chi effettua i sondaggi pre-elettorali.

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