Regio Insubrica: Gobbi chiede più autonomia all’Italia

di REDAZIONE

Cambio di guardia tra Norman Gobbi (Canton Ticino) e Daniele Nava (Lecco) al timone della Regio Insubrica, la cui Assemblea generale è andata “in onda” nel fine settimana a Villa San Remigio, a Verbania.
Una riunione molto partecipata con la quale ha avuto luogo il passaggio di consegne tra il presidente uscente, il Consigliere di Stato Norman Gobbi e Daniele Nava, presidente della Provincia di Lecco, che sarà nei prossimi 12 mesi a capo del Comitato direttivo della comunità di lavoro transfrontaliero.
Nel suo intervento Gobbi ha posto l’accento su come, a conclusione di un anno in cui dominante è stato il tema dei ristorni, la Regio debba riflettere sui limiti posti a una collaborazione estesa ed efficace agli aspetti fondamentali di una crescita comune dal vigente ‘macrosistema’ economico e istituzionale.
“Le differenze in termini economici, di ricchezza e di costo della vita sono un handicap per una sinergia stretta e paritetica – ha detto Gobbi -. Il Canton Ticino non ha interesse nel richiamare sempre più capannoni e lavoratori dall’Italia, ha interesse che le sue zone confinanti acquisiscano nuova competitività. L’Italia è poi un Paese dalla forte impronta centralista: palese dunque lo squilibrio di competenze tra i due fronti, con l’aggravante che le Province vivono un futuro di grande incertezza. La buona volontà di tutti i partner della Regio non basta, serve che da parte italiana vengano concesse ai territori più ampie competenze istituzionali e finanziarie, più autonomia”.
Più indipendenza dallo Stato centrale, insomma. In modo di avvicinarsi almeno un po’ al federalismo elvetico che lascia ampio margine di manovra e di iniziative al Cantone elvetico. Che da solo, in termini di collaborazione insubrica, non può nulla.
RAFFORZARE LE PROVINCE
“Ritengo che la nostra proposta di riassetto istituzionale delle Province, accolta in questi giorni dal Governo, sia un’opportunità per ottenere risultati in questo senso – ha detto Massimo Nobili, presidente della Provincia di Verbania -. Lavoriamo a una rielaborazione territoriale degli enti ma anche a un loro sostanziale rafforzamento, chiedendo vengano ampliate funzioni e competenze”.
Nobili ha poi fatto notare che la partnership insubrica si è comunque mossa a vantaggio del territorio:”Integrazione dei servizi della Navigazione Lago Maggiore, accesso ai fondi Interreg e poi tutta la grande partita dei ristorni e del frontalierato vanno visti in quest’ottica”, ha concluso.

HA RAGIONE NORMAN GOBBI
“Da Italiano, orgoglioso di esserlo – ha evidenziato nel suo discorso di insediamento il neo presidente Daniele Nava – non posso che associarmi a quanto ribadito dall’On. Gobbi. Ci sono fortissimi elementi ostativi al pieno conseguimento della missione della Regio. E’ un momento complesso e delicato per l’Europa, lo è per l’Italia, lo è più che mai per i nostri territori e questo ci deve spronare a lavorare con coscienza e fervore affinché il Governo ci ascolti. Abbiamo una visione della realtà delle cose che sfugge a chi ci guarda da Roma. Il mio mandato sarà improntato alla continuità con la linea Gobbi, dando priorità ai temi socio-economici, chiedendo che le decisioni di interesse per questi nostri territori vengano assunte da coloro che sono stati delegati dai cittadini a rappresentarli. E questo deve essere un punto imprescindibile per il futuro”.
All’Assemblea è stato inoltre illustrato nelle sue finalità il rinnovato portale on line ‘Lakes and Alps’, un’azione di promozione integrata dell’offerta turistica delle cinque province italiane e del Canton Ticino. Un sito che nella sua completa implementazione verrà presentato alla BIT a Milano il prossimo febbraio.
UN’UNICA PIAZZA FINANZIARIA
In chiusura d’incontro la presentazione da parte del professor René Chopard, Direttore del Centro Studi Bancari di Lugano, dell’Avv. Stelio Pesciallo, già responsabile giuridico dell’UBS Ticino e della Prof.ssa Ilaria Capelli dell’Università dell’Insubria di una prima fase dello studio commissionato dalla Regio e mirato a comprendere la strada per consentire a imprenditori italiani di accedere a linee di credito presso banche svizzere. “Se non vi è filiale in Italia, oggi questa possibilità è sottoposta alla discrezionalità della Banca d’Italia. Un limite che nell’era digitale, dove le divisioni geografiche tendono a neutralizzarsi, va superato rivedendo il concetto di confine giuridico” hanno puntualizzato gli autori dello studio incontrando il favore della platea.
DARIO GALLI:”SERVE COMPETIZIONE FINANZIARIA”
“Chopard ipotizza che tra quindici anni possa esistere un’unica piazza finanziaria tra Lugano e Milano. Una visione che ci incoraggia ma bisogna fare presto, perché – ha voluto sottolineare il Presidente della Provincia di Varese Dario Galli – bisogna tamponare d’urgenza l’emorragia imprenditoriale che colpisce queste nostre province di confine. Dobbiamo individuare la strada da percorrere, nel rispetto di tutte le regole e con le garanzie dei consorzi fidi di riferimento, per rendere possibile questa interazione tra imprese capaci di stare sul mercato e banche svizzere interessate a lavorare con loro: un po’ di sana competizione agli istituti di credito italiani, che stanno soffocando l’imprenditoria locale, non può che essere positiva. Toccherà poi alla politica fare la sua parte per giungere alla modifica delle disposizioni di legge che oggi ci impediscono questo scambio, quanto mai necessario “.

Fonte originale: www.ininsubria.it

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3 Comments

  1. Trasea Peto says:

    Daniele Nava: “Da Italiano, orgoglioso di esserlo(…)”

    Dario Galli: “bisogna tamponare d’urgenza l’emorragia imprenditoriale che colpisce queste nostre province di confine. Dobbiamo individuare la strada da percorrere(..)”

    La strada è l’indipendenza dell’Insubria dallo Stato italiano, ma con gente che è orgogliosa di essere italiana si sa che per loro tutte le strade portano a Roma…

    • Lucafly says:

      Daniele Nava è stato eletto nel PDL.ma viene da Alleanza Nazionale Statalisti baciapalle dei Romani in pratica un Finiano.

      Voci di corridoio la danno in partenza per il Cantone con la sua Azienda…..altro che italiano orgoglioso.

      • Trasea Peto says:

        I peggiori sono quelli che oltre i confini di Stato si dichiarano italiani. Se trasferisce la sua azienda in Svizzera ha ragione, ma quando si dichiara italiano crea un danno agli insubri.

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