Referendum, voto SI! L’autonomia difende il sudore della mia fronte

bandiera lombardia nuova
di GIORGIO BARGNA – Da tempo rifletto sul Referendum abbastanza farlocco del 22 ottobre sull’indipendenza della Lombardia. Di seguito il testo che a mio avviso, per legge,  non porterebbe da nessuna parte se accolto:

Volete voi che la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all’articolo richiamato?

La classica castronata fumosa di chi l’Indipendenza non la vuole per davvero e che sta bene così, seduto sui bamchi di Roma e Milano.

Tendenzialmente il 22 Ottobre sarei andato non al mare, vista la stagione, ma comunque in gita, vista la pochezza della posta in gioco, se mi dovessi basare sul testo e sulla sostanza, ma giorni su “La Provincia di Como” ho letto un testo sul tema, firmato Marco Bassani, che mi ha portato a una riflessione.

Luigi Marco Bassani  è uno studioso che si è occupato principalmente della tradizione americana (da Thomas Jefferson a John C. Calhoun) e delle questioni teoriche che riguardano il dibattito sul federalismo, è stato collaboratore del professor Gianfranco Miglio all’interno della Fondazione Italia Federale, attualmente insegna Storia del pensiero politico contemporaneo ed è professore ordinario di Storia delle Dottrine politiche alla facoltà di Scienze Politiche, Economiche e Sociali dell’Università degli Studi di Milano.

Io ho avuto il piacere di conoscerlo durante una cena in cui nacque il progetto del “Fronte di Liberazione Fiscale” e  di rivederlo in seguito in alcuni appuntamenti di questo movimento, ma torniamo al concetto.

Sono anni, decenni, che in Lombardia a parole e con i voti si invoca l’autonomia…i fatti purtroppo non hanno ripagato…chi eletto su queste aspettative non ha ancora ripagato vent’anni dopo e non credo che abbia intenzione di farlo neppure oggi. Ultimo esempio concreto il Governatore Maroni che ci aveva promesso che il 75% delle tasse lombarde sarebbero rimaste sul territorio e che oggi rilancia con questo pseudotesto referendario.

Ma la politica non è basata solo sui fatti avvenuti, la politica è anche quanto gli elettori vogliono malgrado le azioni degli eletti. Gli eletti lombardi spesso hanno promesso autonomia e questo si aspettano probabilmente i loro elettori.

Di fatto questo Referendum ha un valore puramente simbolico,  eppure proprio qui casca l’asino.

Il deserto alle urne, oppure una vittoria del no, tarperebbero le ali al sogno indipendentista lombardo.

Roma rimarcherebbe il proprio potere e chi ci crede resterebbe senza argomenti. Già la Spagna, l’Europa lo fanno sui sogni Catalani che sono anni luce più avanti, figuriamoci sui Lombardi, sul Lombardoveneto.

Ci sono dei motivi validi però per andare a votare si, se si è Indipendentisti, se si è Federalisti, se si è Lombardi, contribuenti lombardi.

Innanzitutto si tratta di una conta, una vera…una conta che direbbe la verità a Roma e ai Lombardi…un grande numero di si o un grande numero di no avranno un peso enorme nel futuro prossimo in tema di Autonomia o Federalismo. Avranno un grande peso sul nostro futuro.

Poi ci sono i numeri dei soldoni e del sudore della fronte.

La Lombardia ha un bilancio di 23 miliardi e un residuo fiscale di 53 miliardi l’anno, in pratica regala a Roma un miliardo alla settimana. Trattenerne anche solo la metà significherebbe diventare la regione più sviluppata e moderna al mondo. Pensate che si potrebbe ad esempio abolire i ticket sanitari, tenere in ordine strade e scuole, aumentare i servizi sociali volti ai più bisognosi; senza andare a parlare  degli aiuti che potrebbero essere rivolti alle imprese, con beneficio per i titolari e per le maestranze. Pensate che la pressione fiscale automaticamente si abbasserebbe nel giro di pochi anni. Maggiore autonomia, quindi, significa più sviluppo e benessere per tutti.

Il mio sistema ideale è quello svizzero, un sogno praticabile negli anni se, veramente, gli abitanti di Lombardia e Veneto ci credessero convintamente.

Per tutte queste ragioni io voterò SI il 22 Ottobre ed invito voi a fare altrettanto, nel nome del vostro futuro, ma soprattutto nel nome di quello dei vostri figli.

Il referendum di Barcellona probabilmente non porterà ad una Autonomia immediata, ma oggi il mondo ha preso coscienza della questione catalana. Anche il meno informato oggi sa ormai riconoscere la bandiera della regione più ricca della Spagna. Il Referendum del 22 Ottobre è il primo passo per arrivare a questo.

VOTATE SI!!!

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One Comment

  1. giancarlo says:

    SI’, SI’, SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII’ !!

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