Referendum vietato nella democratica Italia. E i plebisciti truffa?

di ETTORE BEGGIATO

Bene. Abbiamo capito che nella “democratica” Italia non si può convocare un libero referendum attraverso il quale il popolo veneto possa democraticamente esprimere la propria opinione sul proprio futuro. Ce l’hanno spiegato dotti costituzionalisti con argomentazioni, per la verità, non proprio convincenti. Peccato che nella nostra, cara, vecchia Europa nel 2014 si terrà un analogo referendum in Scozia, e saranno solo gli scozzesi a votare per decidere il futuro della Terra di Braveheart.

Nella patria del cavillo e del “combinato disposto” sarebbe però interessante capire come gli stessi costituzionalisti “giustifichino” il plebiscito-truffa del 21-22 ottobre 1866, con il quale il Veneto passò sotto il Regno d’Italia.

Ho acquistato proprio in questi giorni un prezioso documento dell’epoca; è un manifesto con il quale si convoca il plebiscito per i giorni 21 e 22 ottobre e nel quale si “intima” di votare SI; non c’è nessun altra opzione: la “democratica” Italia, fin da allora, non lasciava alcun spazio per esprimere liberamente il proprio voto. Proprio come al giorno d’oggi. Ma vediamo il contesto nel quale si scrisse una pagina fondamentale per il futuro dei Veneti, una pagina che la stragrande maggioranza dei Veneti ignora (e d’altra parte che interesse avevano la  scuola e la cultura italane a spiegarci come sono andati i fatti, non si sa mai…):

1- Alla fine della III guerra d’indipendenza, l’Austria si rifiuta di “passare” il Veneto a quell’Italia che aveva pesantemente sconfitto per terra (Custoza) e per mare (Lissa). Lo “gira” alla Francia affinchè “sotto riserva delle popolazioni debitamente consultate” come sta scritto nel trattato di pace, venga organizzata una libera votazione: in questo momento sono i Veneti i protagonisti del loro futuro. Viene riconosciuto al popolo veneto quello che al giorno d’oggi si chiama “diritto all’autodeterminazione”;

2- Il plebiscito viene convocato il 21 e 22 ottobre 1866;

3- Due giorni prima del voto, la nostra Terra veneta passa dalle mani del plenipotenziario francese ai Savoia rappresentati dal generale Genova Thaon di Revel;

4- I veneti vanno a votare quando i giochi sono già stati decisi, fra intimidazioni e brogli pesantissimi, con schede di colore diverso e con manifesti di convocazione come quello allegato.

E Indro Montanelli, che non era un pericoloso indipendentista veneto, parla di “plebisciti-burletta”.

Come giustificheranno i “nostri” costituzionalisti i vari plebisciti-truffa con i quali nacque il Regno d’Italia? Era il 1866 e nella nostra Europa c’erano una ventina di stati…oggi sono più del doppio: è un processo irreversibile, ieri a Barcelona due milioni di persone hanno giosamente manifestato chiedendo l’indipendenza, nel 2014 la Scozia andrà al voto, poi toccherà anche al Veneto, in maniera altrettanto pacifica e non violenta.

E’ solo questione di tempo, si può già iniziare a scommettere quando finirà la parentesi italiana nel Veneto.

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27 Comments

  1. Trasea Peto says:

    http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2012-007453&language=IT

    28 agosto 2012 Risposta di José Manuel Barroso a nome della Commissione:

    La Commissione conferma che, ai sensi dell’articolo 20 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), la cittadinanza europea si aggiunge alla cittadinanza nazionale (ossia la cittadinanza di uno Stato membro dell’UE) e non la sostituisce. La Commissione conferma inoltre che, nel caso ipotetico di una secessione in uno Stato membro, si dovrà trovare e negoziare la soluzione ricorrendo all’ordinamento giuridico internazionale. Altre considerazioni sulle conseguenze di tale eventualità sarebbero di carattere meramente congetturale.

  2. giovanni salemi says:

    Gentile Signora Prosperini,perchè dice queste cose?Forse Lei ritiene che l’attuale sistemazione di Venezia e del Veneto sia quella ideale e lo sia stata quella d’epoca sabauda?Lasci perdere Cina o Arabia,Venezia e il suo territorio,ossia la antica Serenissima,meritano ben altro ruolo che quello di qualunque provincia agli ordini di un prefetto mandato da Roma: in altre parole il popolo veneto ha diritto ad auto amministrarsi e ad avere la sua indipendenza .Io non sono veneto,ma dico quel che dico,poichè sento sulle mie spalle tutto il peso del servaggio che anche a noi “regnicoli” del Sud ci fu imposto,più o meno nello stesso periodo e con lo stesso iganno e la stessa violenza .

  3. Emma letizia Prosperini says:

    Cari veneti, avete dimenticato Campoformio,ma non vi preoccupate,ci tornerete,ma questa volta non per essere assegnati all’Austria civile,bensì alla Cina, all’Arabia Saudita o all’Africa Nera, E’ il destino degli staterelli.

    • meglio tedesco che italiano says:

      C’e’ l’europa ah ah 🙂
      insieme a Olanda e Austria ah ah 🙂
      i soldi ve li dara’ la Ue (forse) a voi abissini 🙂
      il Veneto ci guadagna voi ci perdete
      ah ah 🙂

    • caterina says:

      Signora Prosperini, è ridicolo quanto scrive perchè non succede che i parametri richiesti a uno stato perchè possa esistere siano nè la superficie nè il numero degli abitanti… ce ne sarebbe un’infinità che secondo Lei non dovrebbero esistere, tipo Montecarlo, Liechtestein, Città del Vaticano, San Marino, Slovenia, Montenegro, Albania, solo per restare nelle vicinanze…
      Un giorno, con sua buona pace, anche il Veneto tornerà nuovamente ad essere Stato, nonostante Campoformio…
      Se teme i cinesi, gli africani o gli arabi, consideri che a Venezia, quand’era la Serenissima, sono sempre venuti ma non hanno mai fatto perdere al popolo veneto le sue peculiarità, una delle quali e non ultima è la grande apertura verso gli altri popoli.

    • Domenico says:

      non diciamo cretinate. La Svizzera è forse un grande stato? Eppure per lei non si prospetta certo la nostra fine. Il territorio della penisola finirà islamizzato, ma per l’imbecillità e la vigliaccheria dei popoli che la abitano, oltre che per la malafede dei politicanti eletti dai popoli suddetti, nonostante adesso sia un ‘grande’ (ah! ah! ah!) stato

    • Giuseppe Zaro says:

      I Veneti non chiedono di essere annessi a nessun altro Stato, chiedono solo sia loro restituita l’indipendenza che fu trafugata 146 anni fa. Meglio “staterelli” come l’Olanda, la Danimarca o il Lussemburgo che regioni del vampiro Italiano.

  4. milo says:

    dovrebbe sorgere un apposito comitato, composto da esperti del diritto internazionale, che porti la questione davanti a tribunali internazionali, dato che una norma come quella della costituzione che definisce l’Italia “una ed indivisibile” è un’offesa alla libertà dei popoli. Tale articolo è contro il diritto delle genti, e la Carta dell’Onu sancisce il pieno diritto alla libertà di quei popoli o gruppi che siano oppressi dallo stato che li ospita, anche se l’annessione è avvenuta prima del 1945. ci viene negata la nostra storia (l’insegnamento nelle scuole è boicottato), siamo rapinati quotidianamente, e non abbiamo voce in capitolo sul governo del nostro territorio.

  5. Preciso per l’ennesima volta, che il PRINCIPIO DI AUTODETERMINAZIONE si è affermato nel 1945. TUTTE LE RIVENDICAZIONI STORICHE E NOSTALGICHE DEL 1797, 1866…ecc…ecc…. SONO MERAVIGLIOSE, CI POTREI SCRIVERE DA ROMANTICHE TEORIE A FARNETICANTI POESIE E MIGLIA DI LIBRI CON I DATI RACCOLTI NEGLI ARCHIVI …MA LA SOSTANZA E’ UNA O SI CAMBIA LA COSTITUZIONE, O SI FA LA RIVOLUZIONE !!! L’ideale visionario del referendum pacifico, è la classica baggianata perditempo di aspiranti politici “caregari.” E’ solo una invenzione partorita da ingegneri in corto circuito, senza nessuna base giuridica e legale; insomma il classico spot politico, la novità del momento per la PLEBE IGNORANTE CHE POLITICAMENTE LI DOVREBBE SOLO VOTARE, PERCHE’ FAREBBERO IL REFERENDUM ….SIGNORI MIEI, NESSUN GOVERNATORE ITALIANO DI REGIONE (enti amministrativi italiani), può indire un referendum del genere (che non sarebbe vincolante), pena la perdita della sua carica, reato contro l’unità dello stato aggravata dal fatto di rivestire una funzione pubblica. Ma a cosa servono questi avvocati nei partiti ???? A RACCONTARE BARZELLETTE !!!

    LA STESSA COSA PER LA SARDEGNA VALE PER IL VENETO, PURTROPPO VA CAMBIATA LA LEGGE, MA SOPRATTUTTO ANDREBBE RISCRITTA LA COSTITUZIONE ITALIANA !!L’Ufficio del referendum, presieduto dal dott. Giangiacomo Pisotti, ha ritenuto che la richiesta violasse manifestamente i limiti previsti dalla legge e, specificamente, contrastasse con l’ordinamento generale e i principi fondanti la Repubblica italiana, di cui la Regione Sardegna è parte integrante, alla luce dell’interesse esclusivo dello Stato, tutelato costituzionalmente, essendo rivolta a discuterne il carattere unitario e indivisibile. Tale principio è sancito nell’art. 5 della Costituzione (“la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”) nonché nello Statuto speciale per la Sardegna il cui art. 1 afferma che “La Sardegna con le sue isole è costituita in Regione autonoma fornita di personalità giuridica entro l’unità politica della Repubblica italiana, una e indivisibile, sulla base dei principi della Costituzione e secondo il presente Statuto” .

    PRINCIPIO DI AUTODETERMINAZIONE – Esso è diviso in “interno” ed “esterno.” L’Italia come la maggioranza degli stati riconosce solo quello esterno, sviluppatosi nella dottrina per favorire alle colonie il processo di decolonizzazione e diventare stati indipendenti. Quello interno è molto discusso in dottrina, in quanto entra in conflitto, con un altro principio quello dell’integrità territoriale di uno stato già esistente e firmatario di trattati e convenzioni internazionali. Dal principio dell’integrità territoriale discende il rispetto della domestic iurisdicition di uno stato, e il pieno rispetto della sua sovranità da parte di interferenze esterne, in quanto stato de iure e de facto, con sovranità interna ed esterna. ME DOMANDO MA STE ROBE QUA NON LE SA MIGA I GRANDI AVOGADORI DE COMUN MORO-XIN E CANTARUTEI ??? GOI DA DIRVELE MI CHE NON SO GNANCA AVOGADRO ITALIAN ….PAR FORTUNA !!! Un esempio di quanto affermo è la negazione del principio di secessione da parte del diritto internazionale, di un territorio rispetto ad uno stato esistente (es. caso del Québec). In dottrina si fa la distinzione tra dichiarazione di indipendenza e atto di secessione. Sono due cose ben distinte anche per il caso “VENETO.”

    • caterina says:

      a mio avviso le Costituzioni si fanno dopo guerre o capovolgimenti per dare un qualche fondamento ad una società in fieri, perciò è da considerarsi uno “strumento” e pertanto passibile essa stessa col tempo di modifiche.
      Se non avvengono diventa come un totem preistorico avulso dalla società, e viene usata e interpretata a piacimento dal potere per tenere sottomesso il popolo.
      Se poi pensiamo agli inganni con cui è nato questo stato che chiamiamo Italia, e l’articolo ben lo illustra, e come si è poi trasformato col caos postbellico più totale nell’attuale repubblica, non si può non convenire che una revisione dei suoi fondamenti sia quanto mai necessaria, salvo che non si voglia trasformare la costituzione in un Moloch cui sacrificare i popoli.
      Del che sarà contento il Principe Arcigallo, ma non lo possono essere nè i veneti nè quanti altrove anelano a riaffermare la loro storia e la loro identità .

      • Con le vie politiche italiane non otterremo mai nulla. Solo altri “caregari” che si ergono a paladini della giustizia, ma che sono italiani e si devono piegare alla costituzione !!!

        L’unica via è solo quella giuridica da imporre e da far rispettare. Quando avremo raggiunto lo “STATUS” di popolo Veneto e la massa critica per contare, allora potremmo parlare di diritto, stato veneto, referendum di autodeterminazione, partiti politici ecc…ecc….

        Finché la gente non scenderà nelle piazze a protestare, finché non ci saranno dichiarazione di indipendenza contro lo stato italiano, decisioni congressuali del popolo che si “autocertifica-storicamente Veneto”, relazioni diplomatiche, ricorsi a corti internazionali con giudizi vincolanti, la libertà per i Veneti sarà sempre un miraggio.

        Gli imbonitori della politica, i cazzari, i parolieri, i falsari di autografi, i millantatori di cifre, i rivoluzionari da tastiera, le scimmie urlatrici, le coaching markettare della cause perse: <>

        Di personaggi frustrati che fanno politica tenendo i piedi in due posti, e fanno politica a tempo perso (tanto sono imprenditori) solo per rivalsa di ex-compagni di merende, giocando da ignoranti incompetenti e principianti sulla spalle dei veneti per un messaggio propagandistico di Indipendenza, per creare altre utopie e sogni padani ….<>

        Se la politica INDIPENDENTISTA divide nel suo messaggio per personalismi e spot personali vari, con il solo fine di prendere decisioni NON unitarie, NON congressuali per il bene pubblico e collettivo, meglio restare pateticamente italiani.

        Se la politica INDIPENDENTISTA, ha a cuore solo i numeri, l’esaltazione dei pochi per una nuova casta politica veneta massona imprenditoriale indipendentista e senza valori, che punta solo ai numeri, ai guadagni e al profitto economico (tipo indipendenti, ricchi, contenti e pieni de schei), alla passività del popolo per fare i propri interessi, meglio emigrare e cambiare stato; questo vorrebbe dire uccidere il Veneto, la sua tradizione, storia e cultura.

        • caterina says:

          Principe Arcigallo, Lei resti pure “pateticamente italiano” ma non se la prenda almeno con gl’imprenditori veneti, per lo più gente che lavora ventitrè ore su ventiquattro per cercare di tirare avanti la baracca, e non per amore “dei schei” ma per la voglia di realizzare, a beneficio della propria famiglia e di quanti lavorano con loro, e alla fine soccombono per gli sperperi e l’esosità di uno stato ladro, difeso da tutti quelli che, senza sapere che cos’è il lavoro e la fatica. vivono alla grande sulle spalle del popolo bue.

          • Lei è solo una politicante populista delle cause perse !!! E una ignorante del diritto internazionale come i suoi padroni dagli autografi falsi, e gli avvocati massoni fermi al 1998, con le risoluzioni fantasma !!!

            Pensi lei a lavorare, prima di giudicare o sparare sentenze su persone che non conosce.

            D’altronde è risaputo per stessa ammissione della sua padrona che siete dei principianti della politica.

            Non siete altro che delle veline mediatiche da avanspettacolo di Busology, senza Dio e senza sentimenti; pronti a tutto pur di arrivare, ingannando pure il popolo.

            Saluti cara Caterina ….seu Regina Cornaro :))

            • Cara Caterina dictus Regina Cornaro …o altro !!!

              Pensi lei a lavorare e creare un futuro per i giovani. Dove era nel 2008, 2009 e nel 2010 …. in quale partito ???

              Quelli che lei chiama imprenditori e venditori di sogni politici, come sono arrivati dove sono arrivati ? Con quali mezzi ?

              Impariamo prima di giudicare a guardaci in casa, nelle nostre case, prima di voler insegnare agli altri, far la morale o altro. Si faccia autocritica, indipendentista dell’ultima ora !!!

              Ben pochi vivono di Pane guadagnato con il frutto del proprio lavoro !!! Tanti vivono con i soldi di Tessere altrui 🙂

  6. nicola says:

    Mi digo che el problema nostro xe che i tosati ma anca i grandi,non savendo la vera cultura Veneta i se fa trasportar da falsi patriotismi dei ocupanti…. ghe voe cultura a scola prima de tutto

  7. Trasea Peto says:

    Prima che lo Stato italiano occupasse le Venezie gli italiani poterono gestire un referendum pagliacciata, all’italiana.
    Ora che le Venezie sono state annesse allo Stato maccheronico i referendum per i veneti sono vietati…forse perché le pagliacciate non si possono più fare, o forse perché sarebbero capaci di superarsi? Mah…
    In ogni caso un referendum per il ritorno all’indipendenza delle Venezie non dovrà essere gestito dagli italiani…è per quello che non ha senso chiedere il parere di “Roma” e delle leggi di Stato italiane.

  8. luigi bandiera says:

    La vedo dura perche’ la intellighienzia talibana ci da’ dentro ne’: DEVE FARE TALIBANI..!

    Comunque sono d’accordo su quanto hai scritto.

    WSM

  9. giorgio lidonato says:

    Proprio così… La Catalogna ha manifestato per l’indipendenza. Un milione e mezzo in piazza!… I Catalani hanno capito che Madrid li ha rapinati e non ne vogliono più sapere dello stato spagnolo. Altro che la coglioneria dei lombadro-veneti!… Quando i politicanti italiani li avranno ridotti in mutande si accorgeranno che la rapina dello stato italiano non era nemmeno confrontabile con il misero prelievo spagnolo.
    I plebisciti sono stati una farsa. La dabbennagine di queste popolazioni è un’autentica tragedia.

    • Stefano says:

      Si ma li non sono scesi in piazza (solo) per ragioni economiche. In Catalogna negli ultimi 30 anni hanno coltivato l’identità, la cultura e la lingua locale. Qui si para solo di aspetti socio-economici, e i vari Zaia, Tosi e via dicendo hanno paura di parlare di lingua o di nazione veneta. I soldi sono importanti, ma solitamente le nazioni non nascono solo da ragioni “socio-economiche” ma nascono dall’identità dei popoli, aspetto che forse è stato volutamente tralasciato dalla Lega in nome del progetto Padania…

      • michela verdi says:

        I due aspetti sono ovviamente collegati. Ma nè l’uno nè l’altro vengono agitati da questi schiavi, che evidentemente si meritano la schiavitù che hanno.

        Comunque, l’aspetto più importante, Stefano, è proprio quello socioeconomico. Perchè ti possono dare qualsiasi diritto culturale quando ti portano via più della metà di quello che produci. E ti lasciano parlare anche la lingua bantu…

      • Dan says:

        Parole sante. Adesso stanno cercando di creare un’Europa unita a livello politico dimenticandosi proprio quel piccolo particolare che i finlandesi non hanno niente da spartire con i greci

  10. Dan says:

    E’ possibile avere una scansione del manifesto ?
    Comunque c’è poco da fare: non esistono diritti naturali ma solo quelli per i quali s’è disposti a combattere in tutte le sedi e con tutti i mezzi possibili.

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