Referendum Veneto: un nulla di fatto in Consiglio regionale

di GIANLUCA MARCHI

Nulla di fatto sul referendum per l’indipendenza veneta. Il Consiglio regionale del Veneto, su richiesta di 20 dei suoi componenti, sia di maggioranza che di opposizione, si è riunito oggi per discutere la richiesta di indire un referendum consultivo regionale sull’indipendenza del Veneto. La richiesta di dibattere la possibilita’ di chiedere ai veneti “Vuoi che il Veneto diventi una Repubblica indipendente e sovrana?”, e’ contemplata nel progetto di legge presentato da Stefano Valdegamberi e dai consiglieri della Lega, ed e’ stata sottoscritta anche da Remo Sernagiotto (Pdl), Diego Bottacin (verso Nord) e Pietrangelo Petteno’ (Federazione Sinistra Veneta). Alla fine di quasi cinque ore di dibattito non c’è però stato alcun voto, perché la conferenza dei capigruppo non aveva convocato la seduta consigliare  sul progetto di legge, ma genericamente sulla questione referendum: insomma, i molti presenti alla seduta, coloro che si sono collegati sul sito del Consiglio e quelli che hanno ascoltato il dibattito attraverso Radio Padania hanno dovuto incassare l’ennesima delusione.

Il dibattito si è incentrato su una questione sostanziale: il progetto di legge in discussione riguarda la decisione di dare ai veneti il diritto di esprimersi sulla propria indipendenza e non sulla scelta fra indipendenza sì o indipendenza no. Questa sarebbe la scelta successiva, una volta indetto il referendum. E tuttavia la sinistra in Consiglio regionale, dichiarandosi da sempre contro ogni forma di indipendenza, ha cercato di spostare il dibattito dalla possibilità di esprimersi del popolo veneto direttamente alla dichiarazione di favore o no all’indipendenza, cercando in tal modo di mettere in difficoltà il presidente Zaia, che invece nel suo intervento si è detto favorevole all’indizione del referendum, nel rispetto però di tre condizioni: la legalità internazionale, la legalità nazionale e la copertura finanziaria affinché il voto non pesi sulle casse pubbliche.

Sui tre principi/condizione invocati da Zaia è tornato il consigliere Mariangelo Foggiato, di Unione Nord Est, secondo il quale la legalità internazionale e la copertura finanziaria sono questioni superabili, mentre il vero ostacolo rimane quello della compatibilità del referendum con la legalità nazionale. Oggi questo passaggio non è ancora superato e Foggiato ha osservato che l’abilità e la capacità del Consiglio sarà quella di trovare una via di uscita su questo fronte. L’ex esponente leghista non ha poi mancato di stigmatizzare il comportamento di alcuni movimenti indipendentisti che hanno presentato la giornata di oggi come storica, quando invece dal punto di vista istituzionale non è ancora stato compiuto alcun passo in avanti rispetto a sei mesi orsono. Da qui il dubbio che all’esterno del Consiglio regionale vi siano esponenti politici che stanno cavalcando la questione referendum per riposizionarsi e, nel 2015, cercare di tornare a sedersi in Consiglio regionale. Foggiato ha dunque messo il dito nella piaga già sollevato da diversi osservatori: che la questione indipendenza del Veneto venga strumentalizzata da qualcuno solo per finalità politiche personali.

Accodandosi al discorso di Foggiato sull’assenza vera di novità in questo consiglio, l’esponente del Pd Lucio Tiozzo ha invece sfidato il governatore Zaia a ripresentarsi in consiglio subito dopo le vacanze estive con un vero progetto di legge per l’indizione del referendum, senza nascondersi dietro pareri di saggi ed esperti, in modo tale che ciascuno si prenda le proprie responsabilità di fronte all’opinione pubblica.

Il progetto di legge, dal 2 aprile all’attenzione della competente commissione Affari istituzionali, non ha ancora completato la fase istruttoria, perche’ si attende il pronunciamento della commissione speciale di giuristi, istituita dal presidente della Regione, Luca Zaia, e dal presidente del Consiglio Clodovaldo Ruffato. La commissione dei sei giuristi (Mario Bertolissi, Luigi Benvenuti, Luca Anzano Cantarutti, Andrea Favaro, Maria Patrizia Petralia e Alessandro Rota) chiamati a valutare la percorribilita’ istituzionale e la compatibilita’ giuridica di un referendum che investe il principio costituzionale dell’unita’ della Repubblica, non e’ ancora pervenuta a conclusioni condivise.

Proprio ieri il presidente del Consiglio Ruffato aveva fatto avere ai consiglieri regionali il verbale riepilogativo – trasmesso dal presidente Zaia – dei lavori della commissione, insediatasi il 19 marzo scorso. Il documento riassume l’attivita’ svolta e le diverse opinioni sulla materia espresse dai sei consulenti, ma non perviene ad una sintesi condivisa. E nemmeno la commissione Affari istituzionali  ha deciso il da farsi sulla proposta di legge 342 che chiede di sondare la volonta’ di autodeterminazione dei veneti. E resta in attesa che la commissione dei sei ‘saggi’ si esprima in modo chiaro sulla compatibilita’ costituzionale del referendum e sulla percorribilita’ dell’istanza indipendentista: tuttavia è difficile che i saggi pervengano a una conclusione condivisa e dunque la decisione sulla fattibilità o meno del referendum è interamente politica. L’assemblea consiliare, se dovesse dare l’ok allo svolgimento, sa che sarebbe solo l’inizio di un percorso difficile in quanto si aprirebbe un contenzioso con lo Stato italiano, che si opporrebbe sicuramente alla votazione.

Ma per ora tutti questi discorsi restano solo accademici in quanto, nonostante le attese, oggi non è stato compiuto un solo passo in avanti.

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67 Comments

  1. Ariadineve says:

    E’ unutopia pensare che lo stato e i politici lascino il VENETO diventare indipendente e come avere il biglietto della lotteria vincente e non incassare il premio

  2. LELLA says:

    Non capisco perché DOBBIAMO FAR LE COSE secondo la LEGGE ITALIOTA. E’ ovvio che non ci riusciremo mai. Lo STATO ITALIANO non è LEGITTIMATO e lo sappiamo benissimo. Pertanto abbiamo il sacrosanto diritto di DICHIARARE la NOSTRA INDIPENDENZA e il nostro DIRITTO all’AUTODETERMINAZIONE. Dopodiché ci daremo una forma di governo propria, secondo i desideri, le tradizioni e la volontà dei NOSTRI POPOLI. E’ inutile che continuiamo a FAR RIFERIMENTO all’ ITALIA. Per noi l’ITALIA NON ESISTE !!!
    Se non ci è chiaro questo, vuol dire che stiamo solo dicendo un sacco di BALLE per tener buono il popolo che intanto viene MASSACRATO dalla DITTATURA ROMANA. Il tempo è SCADUTO.

  3. ermanno says:

    ” Mariangelo Foggiato,
    non ha poi mancato di stigmatizzare il comportamento di alcuni movimenti indipendentisti che hanno presentato la giornata di oggi come storica, quando invece dal punto di vista istituzionale non è ancora stato compiuto alcun passo in avanti rispetto a sei mesi orsono. ”

    nessun passo istituzionale in sei mesi =
    10 miliardi di euro evaporati dalla tasche dei Veneti in sei mesi …

  4. Nazione Toscana says:

    Sottoscrivo il commento di giorad.
    Aggiungo che il referendum serve a contarci.
    E’ fondamentale verificare se c’è la volontà popolare.
    Dalla lega serve aiuto concreto all’iniziativa.
    Verificheremo al prossimo consiglio regionale il comportamento del governatore.
    Il direttore ci terrà informati.
    Aggiungo che il PD e’ il nostro nemico n.1.
    Il loro popolo e’ solo quello a cui trovano lavoro.
    Altro che indipendenza!

  5. giorad says:

    “Zaia, che invece nel suo intervento si è detto favorevole all’indizione del referendum, nel rispetto però di tre condizioni: la legalità internazionale, la legalità nazionale e la copertura finanziaria affinché il voto non pesi sulle casse pubbliche.”

    Mi sembra chiaro che a Zaja ‘sto referendum non interessa o, probabilmente, ha troppa paura (di cosa, esattamente?) del farsene carico.

  6. gino lucetti says:

    Forse Zaia vuole anche che a Roma gli offrano su un piatto d’argento l’indipendenza…
    Magari anche con una medaglia e i pasticcini.
    Peggio per lui. Finira’ dimenticato come tutte le mezze s…. del suo partito.
    Molte indipendenze sono state dichiarate dai consigli locali. Poi la gente ha seguito. Peggio per l’Italia irriformabile. Si sfascera’ presto.

  7. Alfag says:

    Non riesco a capire come sia stato possibile che, quando Thomas Jefferson scrisse la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America, nessuno si sia accorto che era incostituzionale.

    Ci fosse stato il Consiglio Regionale Veneto, con viva e vibrante solerzia, avrebbe sicuramente bloccato una così anacronistica e ridicola perdita di tempo.

    E pensa che questi non avevano nemmeno fatto un referendum… Che furi sti americani.

    • SUPERDOGE says:

      FORSE PERCHE’ TESTINA, LORO HANNO UN ORDINAMENTO DI COMMON LAW E NON DI CIVIL LAW.

      L’INGHILTERRA NON HA UNA COSTITUZIONE SCRITTA, E UNA CORTE COSTITUZIONALE, QUINDI LA DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA, NON POTEVA ESSERE INCOSTITUZIONALE….SVEGLIA !!!

      • mv1297 says:

        allora dobbiamo tenerci stretta la Corte costituzionale italiana, perché lo dice un pezzo di carta? Sveglia te invece, che sei ancora ancorato a dettati giuridici alquanto poco democratici.
        Vada a rileggersi bene cosa dice la Costituzione italiana: non ci vuole un dottorato per capire che ci sono palesi contraddizioni (non serve che glielo dica, si informi, per Dio).
        In primis si parla di sovranità del popolo (ma subito dopo dic ein conformità ai limiti imposti dalla Costituzione).
        Ebbene ci troviamo di fronte al fatto che lo Stato sia superiore al popolo, questo si evince da quel pezzo di carta. Lo ritengo mostruoso perché chi ha il potere in Iytalia, sicuramente non è il popolo (veda anche il fatto che chi viene elettto non ha obbligo di mandato, sic!)
        Allora cosa vuole continuamente sputtanare chi invece vuole darsi più libertà, anche a chi invece come Lei, crede che sia tutto inutile combattere per il proprio destino solo perché qualcosa ci impone di non poter modificare nulla sullo status quo attuale.
        Ma stiamo scherzando? Si rilegga quali evoluzioni ci sono state nella Storia umana, e scoprirà che ci sono stati dei rozzi, barbari, analfabeti che sono riusciti a cambiare il mondo.
        Lei invece, dall’alto della sua continua supponenza, pretende che gli altri stiano sotto un regime dittatoriale camuffato di tante belle paroline democratiche.
        Continui così, perché il Suo modo di scrivere e pensare mi dà molta più forza per combattere l’ignoranza imperante di cui Lei, crede di esserne invece esente.
        Lei in una parola: un superpoveraccio!
        Svegliaaaaaaa!
        WSM

      • Alfag says:

        Uno dei principi fondamentali della costituzione del Regno Unito è la sovranità del parlamento, secondo la quale gli statuti approvati dal parlamento rappresentano la fonte suprema e definitiva delle leggi. Da ciò segue che ogni legge approvata dalla maggioranza del parlamento ha implicitamente valore costituzionale. Nel Regno Unito, perciò, non esiste differenza tra legge ordinaria e legge costituzionale.

        Ahhhh… Ma forse Jefferson non lo sapeva, e ha dichiarato l’indipendenza ugualmente….TESTINA

        • SUPERDOGE says:

          Sono gli organi di controllo a determinare la validità di una dichiarazione di indipendenza.

          Tuttavia, gli Stati Uniti erano troppo distanti da controllare, e soprattutto erano in armi, finanziati dalla Francia. Uno dei motivi per i quali andò in bancarotta grazie a Necker, creando il presupposto iniziale che porterà successivamente alla rivoluzione francese.

          Tutte le rivoluzioni, ribellioni ecc….armate o meno, violente o meno, sono nate dalle CRISI ECONOMICHE.

          Per quanto riguardo il caso inesatto preso ad esempio degli stati uniti. Ricordo, che il Quebec si è visto, rifiutare e riconoscere il principio di autodeterminazione nei confronti del Canada pur essendo in un sistema di CIVIL LAW, per il semplice fatto che il Canada non è d’accordo. E la corte suprema gli ha negato la secessione.

          La Scozia (forse) è l’unica che nei fatti sarà indipendente ( di fatto lo è già, gli manca solo la politica estera, e ha già un suo primo ministro), per il semplice fatto che ha l’avallo di Londra e il consenso della Gran Bretagna per il referendum.

          Domanda e il Veneto rispetto all’Italia? Esatto, non si può dire, che il Veneto possa diventare indipendente e degli altri chi se ne frega (del resto dell’Italia). QUESTE SONO LE CAZZATE, MESSE IN GIRO DA QUEI TELEPREDICATORI AMERICANI DA MARKETING DI BUSATO-BELLON-PIZZATI ….e i soliti Veneti bauchi ci sono cascati. Imparate ad analizzare i progetti per come vengono detti, e in base alle fonti vere del diritto e non soffermatevi alle apparenze, titoli, lavori italici di venditori di fumo ….PREGO !!!! I VENETI E MOLTI ALTRI CHE HANNO CREDUTO IN QUESTI PROGETTI INCOSTITUZIONALI….SONO PROPRIO DEI BOCCALONI !!!

          Il Veneto potrebbe aspirare a diventare come il Kosovo superando lo scoglio della costituzionalità, ma l’autodeterminazione sarebbe solo esterna ( se altri paesi ci riconoscessero), interna e definitiva solo se l’Italia ci riconosce. Infatti, il Kosovo esiste solo come protettorato americano che la Serbia, non ha mai riconosciuto….e pronta a riprenderselo appena gli americani levano le tende.

          CAPITO TESTINA !!!!

          MV1297….VADA E CONTINUI A VENDERE FUMO COL PLEBISCITO DITTATORIALE….FALLITO !!!

  8. Alfag says:

    Non riesco a capire come sia stato possibile che, quando Thomas Jefferson scrisse la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America, nessuno si sia accorto che era incostituzionale.

    Ci fosse stato il Consiglio Regionale Veneto, con viva e vibrante solerzia, avrebbe sicuramente bloccato una così anacronistica e ridicola perdita di tempo.

    E pensa che questi non avevano nemmeno fatto il referendum… Caspita erano veramente fuori di cranio questi americani.

    • LELLA says:

      HAi ragione Alfag … CI VUOLE UN PO’ DI CORAGGIO, ma questi politici lo lasciano negli spogliatoi quando entrano nelle STANZE DEL POTERE. Sai qual è il vero problema : HANNO PAURA DI PERDERE LO STIPENDIO !!!

  9. della scala \ von der leiter says:

    porca la puttana vaca !!!!!!

    Lo savea che la finiva così !!!!

    incompetenti tonti conta bale italioti !!!!.

    questi non iè boni de far naroba come la ga da esar fata e in più se penso a bellon e comagnia e que altri de VS me vien ancora piasè rabbia no se pol afidarse a nesuni !!!
    a parte che ghe vol un bel corajo a fidarse dela LEGA se in vent’ani non i ga fato un caxo cosa volio che i faga in qualche mese !?!?!?

    ORA BASTA VENETO NAZIONE RIVOLUZIONE !!!!!

    altro che rivolta fiscale ne a tor zaia e comapany dale sò caraeghe e butemo a peà in tel culo anca i quei de la sinistra che no i xe boni de far na bega me sà che ie anca pexo de Forza nova che le tuto dir !!!!

    rivolta de piaxa adeso altro che fisco !!!!!!!!

    ciapemoli sti maedeti porci schifosi leghisti e comunisti stesa merda !!!

    • Bortolo Manin says:

      A Settembre approveranno a velocità siderale perchè i sentori di quello che dovrà accadere probabilmente saranno già nell’aria.

      Sappiano costoro che stavolta ci dovranno delle spiegazioni.

      Dovranno necessariamente rendere conto al popolo della paralisi “oscura” che li ha pervasi, di ogni singolo minuto perso, di ogni maledetto colpo di remo non dato, OGGI, sulla rotta della salvezza.

    • mv1297 says:

      ok, la rivolta fiscale non serve, ma prima di passare alla lotta fisica, con il quale siamo già messi male in fatto di mezzi (armi), credo che una lotta non fisica sia quella possibile ed a questo punto auspicabile.
      mi creda, se vuole andare in piazza, vengo anch’io ma solo dopo averle provate tutte.

  10. giorad says:

    Se in Veneto menano il torrone a sto modo, mi deprimo al pensiero del cipiglio con cui un Maroni porterebbe avanti l’istanza di Color44 una volta che, con xx.xxx firme in tasca, un – che so io – Bruno Galli lo proponesse al Consiglio regionale Lombardo.

    Se Zaia e Maroni, due dello stesso partito “indipendentista”, non giocano le carte oggi essendo simultaneamente al governo di Lombardia e Veneto – non so quando mai capiterà un’occasione analoga… Per portare avanti l’istanza indipendentista in modo “pacifico e democratico”.

    Che alternative vi sono?…

    Sciopero fiscale? Certo, sarebbe efficace per piegare Roma al tavolo negoziale – ma chi lo organizza? Per non essere perseguiti dai magggistrati “assolati” ci vorrebbero migliaia di aderenti (potenzialmente non impossibile, a mio parere). Maroni e Zaia lo organizzerebbero – lo sciopero fiscale?

    Ma mi faccia il piacere…

    Sigh, sob sob.

  11. Marco Mercanzin says:

    Possibile che si faccia di tutto, tranne che lavorare veramente per l’indipendenza tramite l’unico modo possibile, e cioè la crescita della consapevolezza della gente, attraverso una capillare, continua, precisa, documentata azione di informazione e consapevolezza politica, fatta sul territorio, casa per casa, quartiere per quartiere ?
    Troppo lungo? Tropo difficile? Bhe se partivamo 10 (. 2003) anni fa, a quest’ora …..
    Ma evidentemente questo metodo comporterebbe solo fatica e poca visibilità, e molti veneti, su questo, sono peggio dei romani.
    Ergo, vi pestano? Vi derubano? Vi colonizzano? Evidentemente ancora poco !!!
    Correre dietro al primo capopopolo che si presenta, sia esso un avvocato, o un economista di derivazione mericana, e’ molto facile, ma anche molto stupido.
    Smettere di essere pecore guidate dal solito pastore, e prendere finalmente in mano, secondo le proprie possibilità e non di più, la propria coerenza, mettendola a disposizione di una causa superiore a noi stessi, e’ l’unica strada.
    Ne partiti, ne elezioni, possono darci quello per cui non siamo disposti a combattere e a sacrificarci.
    Per i ns figli, per i ns cari, per amore della libertà .
    Insomma, gavi’ roto i totani, co barufe, sputanamenti, monade, elesion da zero virgoa, bastaaaaaaa !!!!

    • giorad says:

      Bravo Mercanzin, ma in pratica che si fa?

      • Marco Mercanzin says:

        Per costruire, prima bisogna sgombrare le macerie e spianare il terreno da tutto ciò che ostacola la nuova costruzione.
        Nel ns caso, porre come pre condizione, che tutto quello che è stato fatto finora e’ sbagliato e da nn ripetere.
        E parlo sia di lega che degli altri movimenti indipendentisti.
        Ripartire da un manifesto indipendentista fondante e minimo, di 4 punti max, che riporti i fondamenti per una battaglia indipendentista, attorno al quale, costruire i consenso trasversale, attraverso una capillare azione divulgativa casa per casa, con una struttura orizzontale, senza capi o tessere.
        Rifiutare di partecipare e disconoscere formalmente le elezioni italiote, a qualsiasi livello.
        E lavoro, tanto lavoro sul territorio, con incontri, convegni, divulgazione di studi economici, storici, socio/politici che sostengano le ns ragioni, manifestazioni di protesta in difesa di volta in volta delle singole vittime dell’Italia.
        Insomma, meno dichiarazioni alla stampa di capi o capetti, e pedalare, ma pedalare tanto.
        Così da costruire, o come minimo da riseminare una coscienza comune nei ns popoli.

        • Francesco says:

          Ma se sull’indipendenza del veneto fanno una conferenza a sera ogni giorno in un comune diverso…
          Proposte concrete?

          • Marco Mercanzin says:

            Si ciao, credeghe.
            E comunque si tratta di un partito, che per definizione divide, e che ha già perso credibilità per i risultati elettivi.
            Ti consiglio di capire ciò che leggi. No partiti. No elezioni.

  12. MAX says:

    ZAIA NESSUNA CONDIZIONE REFERENDUM E BASTA!

    Non riesco proprio a riavvicinarmi alla Lega, ma lo fate apposta?

    Bobby Sand insegni qualcosa, Zaia almeno un centesimo del suo coraggio lo trovi?….

    Piemont Liber

  13. Francesco says:

    e quindi? mica era uma data storica sto 30 luglio? è finito tutto in niente?

  14. Gabriele Perucca says:

    Veneti, gli italiani vi hanno occupato sbeffeggiandovi 147 anni fa e ora sperate che vi restituiscano la libertà? Sveglia…io non pago più un Euro di tasse allo stato occupante italiano e mi sono già dichiarato cittadino di nazionalità Veneta senza che me lo concedano gli italiani.

    Mi oppongo a tutti gli atti amministrativi italiani con il difetto assoluto di giurisdizione e per quello che vale la mia opinione il referendum via Consiglio Regionale Veneto-Italiota é la seconda più grande presa per i fondelli per i Veneti dopo il Plebiscito 1866.

    Veneti, siete già Veneti. Risvegliati dal torpore culturale e cerebrale in cui vi ha fatto precipitare lo stato occupante criminale colonialista italiano.

    Gabriele Perucca
    Patriota Veneto

    • mv1297 says:

      mi spieghi, come ha fatto a non pagare più tasse in Italia
      se Lei fosse veramente un patriota veneto, allora organizziamoci a portare avanti una rivolta fiscale o comunque più soldi a Roma.
      Iniziamo io e Lei? Qualcuno vuole unirsi invece di sfogarsi davanti ad una tastiera?
      Mi sembra che nei paraggi ci sia un certo Dan che spesso e volentieri invoca la stessa cosa. Facciamo tre?
      Avanti gli altri allora, organizziamoci.
      Non sto scherzando.

    • ermanno says:

      “non pago più un Euro di tasse allo stato occupante italiano”

      si si certo 😀 😀

      “Mi oppongo a tutti gli atti amministrativi italiani con il difetto assoluto di giurisdizione ” anche da dietro le sbarre …

  15. elio says:

    quelli del PD sono fascisti, inutile sperare che qualcosa di buono esca da quella manovaglia fascista

  16. alex75 says:

    Agli ignavi Dante riservava un posto terribile tra i peccatori dell’inferno. Questo sono ZAIA E C., oltre che bugiardo, vi ricordate il suo solgan PRIMA IL VENETO!, si quando c’e’ da mettere prima i veneti, fa il notabile del c…! Ha il mandato del 60% degli elettori, deve decidere per il bene del suo popolo, non di altri, mi ha deluso, e’ vergognoso! Merita di fare la fine di tutti gli altri leghisti, a casa e per sempre!
    Solo lui in questo momento potrebbe veramente fare qualcosa come governatore, dobbiamo portare pazienza e continuare a lottare. Mi sa veramente che solo un consiglio regionale a larga maggioranza indipendentista potra’ lottare contro Roma. Intanto lasciamo che la crisi svuoti ancora le tasche dei nostri concittadini, che a mio parere stanno ancora troppo bene per lottare per una vera causa comune, ognuno pensa per se’….purtroppo.
    COMUNQUE CHE DOBBIAMO PAGARCELO IL REFERENDUM, DOPO TUTTO QUELLO CHE CI RUBANO, E’ UNA COSA DA MAFIOSI!!!!
    QUALCUNO DOVRA’ PRIMA O POI DIRGLIELO IN FACCIA AL GOVERNATORE, COSA E’ DIVENTATO!!!
    Lotteremo piu’ di prima!!
    X LA LIBERTA’

  17. Nazione Toscana says:

    Brutta pagina. Rimprovero anch’io a Zaia mancanza di responsabilità politica. Bisognava decidere oggi!
    Spero che lo faccia domani e sicuramente lo farà.
    Non perdersi d’animo e andare avanti cmq.
    Restare tutti uniti e niente polemiche.
    Non ci sono alternative al referendum.

  18. daniele quaglia says:

    Niente di nuovo e nulla da meravigliarsi.

    Nessuno di lorsignori ha fretta perchè nessuno di loro vive il disagio dei Veneti sempre più senza lavoro, senza soldi e un carico fiscale che aumenta continuamente.
    La vita del politico offre vantaggi che i cittadini nemmeno si sognano e i politici fanno di tutto per non perderli.
    L’indipendenza è il primo passo anche per la revisione totale di tutti i privilegi che la politica offre.
    Perchè dovrebbero essere tanto veloci ed accellerare il processo di riduzione dei loro benefici.
    Tirano a campare e fingono di non capire che l’indipendenza del Veneto è un evento ineludibile e quando verrà dovranno rendere conto del loro comportamento al Popolo Veneto

  19. Tito Livio says:

    Purtroppo il disegno di legge non aveva nemmeno completato l’iter ma sopratutto non sono chiari i punti legati alla legittimità costituzionali perchè qualora non lo si fosse capito nessuno, NESSUNO si prenderà la responsabilità di decisioni i cui effetti politici non si potrebbero prevedere con assoluta certezza. Io non capisco una cosa molto semplice direi basilare: IV e VS prima erano partiti dicendo di conquistare la “Regione” (e mai a Roma, pur essendosi presentati entrambi a scopo informativo ,dissero). Ma lo vogliamo dire che i veneti che vogliono l’indipendenza sono pochi oggi? e che forse era logico agire per la formazione di una base sociale su cui costruire un qualcosa nel prossimo decennio? ma no c’è la crisi bisogna fare le cose in pressa (di fretta), xe drio sarar e aziende! mi dispiace ma non vedo coerenza su punti che fino a non meno di 2 anni fa erano considerati basilari per la strategia indipendentista. Per non parlare delle elezioni in cui i partiti indipendentisti hanno fatto fatica ad arrivare all’1% (globalmente in Veneto), quando si vedranno Prato della Valle, Piazza S.Marco, l’Arena a Verona piene di migliaia di veneti sul modello catalano vuol dire che c’è un popolo che vuole l’indipendenza e non poche migliaia (ad essere ottimisti) e per favore lasciamo perdere i vari sondaggi scientifici….

    • pietro says:

      si campa cavallo….per quello ci vogliono decenni di propaganda venetista istituzionalizzata (=insegnamento del veneto e della storia veneta nelle scuole)…cosa che la lega comandando in regione poteva iniziare a fare, ma ha pensato bene di pensare ai tricolori (vedi tosi), e a occupare poltrone…
      ci sono comunque realtà, come la scozia, che sono indipendentiste pur senza fare manifestazioni oceaniche…e altre diventate indipendenti senza una vera coscienza nazionale, proprio come il veneto.
      E comunque ogni tentativo è buono, l’importante è provarci e andare avanti

    • pietro says:

      e poi comunque la lega, che fino a ieri era indipendentista, ha preso il 35%, quindi una base indipendentista in parte c’è

      • Tito Livio says:

        I leghisti non sono tutti indipendentisti, anzi la maggioranza è indipendentista nel senso che: manco schei de tasse, via i stranieri ecc ecc.

  20. Trasea Peto says:

    Indipendenza vuol dire diventare Stato straniero all’italia e di conseguenza diventere stranieri anche ai partiti italiani, PD, Pdl, Lega Nord, Movimento 5 stelle, Sel, etc.. tuttii! Vuol dire che le loro opinioni e gli affari che hanno fatto finora non saranno più possibli.
    Quasi tutti i politici veneti di tutti i partiti sono dei cani che scodinzolano al loro padrone italiano, il padrone li coccola in qualche modo e i cani difendono in ogni modo il loro padrone.

    …bisogna ammettere che i politici veneti del PD si sono fatti furbi.

  21. FabrizioC says:

    Per me invece non è tutta energia sprecata. Se ne parla,e se ne riparlerà quando la voteranno…il resto lo darà la crisi…

  22. eridanio says:

    “Zaia, che invece nel suo intervento si è detto favorevole all’indizione del referendum, nel rispetto però di tre condizioni:
    la legalità internazionale,
    la legalità nazionale e
    la copertura finanziaria affinché il voto non pesi sulle casse pubbliche”

    Caro Zaia, Ponzio Pilato è stato meno viscido, ma cosa vuoi “il coraggio uno non se lo può dare”.

    Coloro che, con tutto il rispetto di questo mondo, vengono a chiedere di fare un’indagine circa il consenso attorno a se sia opportuno prendersi in carico responsabilmente in un prossimo futuro la propria autonomia non mi potevano nemmeno lontanamente sembra degli incivili buzzurri ai quale opporre condizionamenti e moniti circa il rispetto delle norme nazionali ed internazionali nascondendosi inoltre sotto le gonne della corte dei conti per i presunti danni erariali.

    La gente mantiene multipli livelli amministrativi compreso quegli organi internazionali che la sanno lunga in fatto di diritti umani, l’Unione Europea, uno stato centrale, le regioni, le province, i comuni, le parrocchie e tutte le opere di volontariato sociale e culturale, le famiglie.

    Hai paura di rispondere di una accusa fasulla?
    Che fai prendi le distanze? Hai paura di rimetterci rispettabilità? onore? Dobbiamo metterci la grana? Ma che novità?

    Dai Zaia… dai un bel colpo di reni. Dai che qui si muore di pellagra.

    • Tito Livio says:

      Zaia sarà viscido sicuramente ma prendere per i fondelli la gente promettendo cose che non si possono raggiungere non è una gran cosa.

    • elio says:

      attacca i rinnegati sinistri in modo di liberare zaia dalla zavorra sinistra, com’è possibile che tu sia così ottuso

  23. Druido Lombardo says:

    Ci avevano raccontato che la risoluzione 44 avrebbe portato il Veneto al voto in ottobre. Passano i mesi ma continua il rimpallo tra il consiglio regionale e vecchie e nuove commissioni, tra l’imbarazzo del PDL e la poca (o nulla) convinzione della lega.
    Continuare a invocare il referendum a suon di firme online e appelli a partiti non indipendentisti significhera’ rimandare di anno in anno, senza decidere mai nulla.
    Condivido Lombard, servono partiti indipendentisti in consiglio regionale!!! Anche in Lombardia

    • pietro says:

      in teoria c’è la Lega che ha preso il 35%, e che sempre in teoria era fortemente autonomista e indipendentista….ma a quanto pare ha completamente tradito la propria missione

  24. Dan says:

    Mi viene da ridere al pensiero de “ve l’avevo detto che finiva così”

  25. Simone T. says:

    Di certo le mie idee non cambiano e non mi perdo d’animo, la strada è piena di ostacoli, ma non mi fermo e nemmeno torno indietro!
    Sono più determinato di ieri e questo auguro a chi è indipendentista!

  26. pietro says:

    Mi fa ridere Zaia che vuole un referendum senza spese, la legalità internazionale e la legalità costituzionale italiana. Quest’ultima è impossibile per definizione, dato che la costituzione parla di paese indivisibile (come tutte le costituzioni). Ma quindi ci avete preso per i fondelli per 20 anni, parlando di indipendenza di Padania o Veneto (a seconda della convenienza del momento)…??

    • Tito Livio says:

      Non tutte le costituzioni parlano di indivisibilità territoriale per il resto è vero 20 anni di prese in giro ma bisognava accorgersi 10-15 anni fa chi erano i leghisti: l’armata brancaleone.

  27. Lombard says:

    Chissà quando si capirà che servono degli eletti nel Consiglio Regionale indipendentisti e che siano votati apposta per quello.
    Quello sarà il vero primo plebiscito come in Catalogna.

    Chissà cosa dirà color44 adesso :))))))

    SCENDERE DALLE NUVOLE AMICI

    • SUPERDOGE says:

      EH SI COME NO….LI VOGLIO PROPRIO VEDERE AD ESSERE COMMISSARIATI DA ROMA !!

      SVEGLIATI TU !!!

      • Lombard says:

        Chissà perchè in catalogna non hanno commissariato nessuno nonostante la costituzione dichiari la spagna indivisibile.
        PERCHE’ C’E’ LA VOLONTA’ POPOLARE E NESSUNO PUO’ PIEGARLA.

        Cosa che manca in Veneto e in Lombardia.

    • pietro says:

      si campa cavallo…
      in catalogna ci sono la maggior parte degli eletti indipendentisti perché c’è una forte propaganda catalanista da decenni (anzi, da più di un secolo), abbracciata dalla maggior parte della popolazione…
      poi in teoria, la lega, che nel suo statuto parla di INDIPENDENZA, ha preso il 35% dei voti, e volendo, potrebbe imporre il referendum agli alleati, ma evidentemente non c’è questo interesse….

      • SUPERDOGE says:

        FINIMOLA DE RACONTAR BAE E FARE CONFRONTI VENETO-CATALANI. EA CATALUYNA XE INFOGNA’ COA COSTITUSION SPAGNOEA PUR AVENDO AUTONOMIA E PARLAMENTO CATALAN….I VENETI NON GA NE PARLMENTO DEI VENETI E MANCO CHE MANCO AUTONOMIA. BASTA BUXIE E CIACOLE AL VENTO AI VENETI !!!

        Infatti, la vicepresidente spagnola ha spiegato che per poter presentare ricorso contro la dichiarazione di sovranità catalana, il Consiglio di Stato deve confermare che il testo “ha contenuti incostituzionali” ed è “ricorribile”, e ha lasciato intendere che sarà così. A questo proposito ha assicurato che l’Avvocatura dello Stato considera che riconoscere il popolo catalano come soggetto sovrano va contro quattro articoli della Costituzione spagnola, tra cui l’art. 1, che stabilisce che la sovranità risiede nel popolo spagnolo, l’art. 2, che parla di “indissolubile unità della Nazione spagnola” o l’art. 9 che i cittadini sono “soggetti alla Costituzione e all’ordinamento giuridico”.

        http://it.helpcatalonia.cat/2013/03/il-governo-spagnolo-portera-la.html — con Cortello William e altre 2 persone.

  28. mv1297 says:

    Si stanno dimostrando per quelli che sono e cioè italiani.
    Sentire certe giustificazioni che hanno portato ad un nulla di fatto, questo mi fa andare in bestia.
    Credo che ormai si capisca quanta paura e pavidità ci sia fra alcuni consiglieri nel dare la parola ai cittadini.
    Lampante e chiaro il modo come viene interpretata la parola DEMOCRAZIA, cioè non dare libertà di scelta ai cittadini.
    Ci vuole il piano B: rivolta fiscale.

    • Simone T. says:

      E ben venga il piano B, continuare a pagare per restare in questa situazione che senso ha?
      Ci vogliono portare proprio in strada, altro che percorso democratico e civile….sono loro che non ti danno la possibilità di essere civile e democratico!
      Cari parlamentari italiani, crogiolatevi nei vostri stipendi e nella mondanità in cui vivete, i vostri tempi stanno per finire, ma voi siete temerari, non avete paura di nulla. Ma sapete cosa vi aspetta?? Cercate di ricordare la rivoluzione francese…teste di c……….
      Pagherete, oh siiiiii se pagherete.

    • SUPERDOGE says:

      MA STAI ZITTO …CORRI A PIANGERE DAI SAPIENTONI CAZZARI ….BUSATO-PIZZATI-BELLON…SPARA CAZZATE !!

      VE LA DARANNO LORO L’INDIPENDENZA UNA VOLTA ELETTI….CREDAGHE AI UFO…MUAHAHAHAH…AHAHA !!

    • Dan says:

      >> Ci vuole il piano B: rivolta fiscale.

      Meno parole e più fatti.
      Finchè non si fa per davvero non si è migliori di quei “saggi” là chiusi nelle rispettive torri d’avorio

    • Tito Livio says:

      Tosi xe 20 ani che se sente parlare de rivolte fiscai e de no pagar el canone dea Rai ma semo senpre la.

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