Referendum Veneto, subito fattibile attraverso l’intervento dei Comuni

di FABRIZIO DAL COL

I legali rappresentanti del Pd e una parte del Pdl, ovvero i consiglieri regionali del Veneto in quota ai partiti nazionali, hanno finalmente gettato la maschera e dimostrato a tutti i Veneti di essere esclusivamente i rappresentanti politici fedeli ai partiti tradizionali nazionali. Rinviando alla Prima Commissione del Consiglio regionale, quella degli Affari Istituzionali, il progetto di legge numero 342 per l’indizione del referendum consultivo sull’indipendenza del Veneto, si sono dimostrati sensibili agli interessi dei rispettivi partiti prima ancora che agli interessi dei Veneti. Se mai ce ne fosse stato bisogno, la decisione del rinvio si è dimostrata essere una vera beffa ai danni dei Veneti, i quali si sono visti privati di una risposta a causa della melina del rinvio messa in campo dai politici. A onor del vero, chiedendo il parere all’avvocatura regionale, il presidente Zaia ancora mesi orsono,  aveva preso tempo e tergiversato sulla possibilità di indizione del referendum. Una mossa, quella del presidente, che lasciava già trasparire le reali intenzioni della politica, ma che in molti decisero invece di sottovalutare preferendo  leggerla da un punto di vista più ottimistico.

In realtà, il Presidente del Veneto oggi  non sa che pesci pigliare, teme un calo dei consensi  per le elezioni europee e anche un calo per quello che più lo riguarda: le elezioni regionali del  2015. Invece, vista la cosa da un’altra angolatura, avrebbe tutte le carte in regola per dimostrare ai Veneti di essere un Veneto che ama la propria terra, e di poter addirittura divenire un vero leader indipendentista, se solo avesse il coraggio di decidere che è giunta l’ora di staccare la spina alla politica romana. Non voglio certo essere io a lanciare appelli a Zaia, ma suggerirei a tutti gli addetti i lavori di prendere il toro per le corna, dimostrando così al governatore Veneto che, davanti a sè si è presentata una opportunità che non può e non deve perdere: realizzare il sogno del popolo Veneto con l’approvazione del referendum per l’indipendenza. Il tempo ora sta giocando a suo favore, ma per i Veneti diventa di enorme importanza sapere quanto prima quale siano le sue vere intenzioni circa il s referendum. Ed è altrettanto giusto che i Cittadini Veneti gli facciano sapere anzitempo di non essere all’ultima spiaggia, anzi, di avere ancora delle carte più pesanti da giocare.

Un probabile diniego regionale circa la proposta di legge 342 va tuttavia messo in conto, e questo non per motivi futili, ma per ciò che ancora potrebbe accadere se l’inasprimento della situazione politico-economica nazionale diventasse una cruda realtà. Infatti, una situazione peggiorativa dell’Italia sul fronte economico farebbe passare in secondo piano la possibilità di celebrare il referendum, in quanto, anteponendo ad esso le eterne priorità in cui si dibatte l’Italia, lo farebbe finire ai margini del dibattito o forse anche definitivamente scordato. Ma come abbiamo detto sopra, non sarebbe l’ultima spiaggia, anzi. Si potrebbero ancora utilizzare gli enti locali e concedersi addirittura il lusso di imporre il referendum manu popolari all’istituzione regionale del Veneto. Come? Utilizzando la via delle approvazioni di delibere comunali, predisposte all’utilizzo dei capitoli sulla partecipazione popolare prevista dallo statuto Veneto.  In sostanza, una bocciatura della Regione degli atti deliberativi comunali, finirebbe col causare la violazione dello Statuto Veneto, provocando così la reazione automatica dei Comuni che, in caso di necessità, potrebbero anche decidere di mettere in mora la Regione avanti a tutte le istituzioni, ivi comprese quelle internazionalmente riconosciute, o addirittura assumere il ruolo dei commissari prefettizi straordinari, che in caso di inadempienza della Regione, nel pieno rispetto dello statuto Veneto, avrebbero la titolarità di sostituirsi nell’approvazione delle proprie delibere o addirittura potrebbero impugnare gli atti per lo scioglimento di tutto il consiglio regionale.

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

26 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Dal Col scrive tra l’altro:
    “I legali rappresentanti del Pd e una parte del Pdl, ovvero i consiglieri regionali del Veneto in quota ai partiti nazionali, hanno finalmente gettato la maschera e dimostrato a tutti i Veneti di essere esclusivamente i rappresentanti politici fedeli ai partiti tradizionali nazionali.”

    Finalmente che si parla chiaro. Noi quando andiamo a votare non votiamo i NOSTRI RAPPRESENTANTI ma i RAPPRESENTANTI DI PARTITI O SQUADRE O SINDACATI (c’entrano anche loro) .

    Come e’ orchestrato il sistema “democratico” in itaglia noi non si votera’ MAI e poi MAI i NOSTRI RAPPRESENTANTI..!

    Per votare i nostri VERI RAPPRESENTANTI non dovrebbero esistere le OOPP o OOSS.

    E’ duretta da digerire (e’ la verita’ e fa molto male spesso) ma osservando bene i fatti e’ cosi’.

    La societa’ democratica si e’ da sempre organizzata in modo tale da favorire la nascita delle kaste, delle asso,
    degli ordini, delle liste piu’ o meno civiche e cosi’ via. Ma mai per dare la sovranita’ al POPOLO. La carta igienika lo dimostra all’art. UNO..!

    Va da se che gli aderenti (scelti per essere candidati) una volta eletti risponderanno a queste organizzazioni, le varie asso, e non a chi li ha votati.

    E’ per questo che tra cittadini ed eletti c’e’ un baratro, non c’e’ COMUNICAZIONE. Provate a scrivere a un parlamentare qualsiasi… o al presidente della repubblica…
    Agli assessori comunali o ai sindaci dei vostri paesi.

    PROVARE PER CREDERE..!

    Si parlano tra di loro e nelle sedi (per carita’ aperte al pubblico) a loro congegnali. Anche nei consigli comunali si parlano tra di loro dato che le baruffe sono fatte prima e i cittadini, salvo le decine di persone interessate, non sanno nulla.
    Qualcuno starnazzava: faremo i consigli in piazza per appunto stare vicino ai paesani votanti. Ma campa cavallo…

    Oho, si, i cittadini si possono informare magari adoperando i mass media… PER NON CAPIRE COME VERAMENTE GIRA.

    La rivoluzione bisogna farla nella testa degli intellighenti… che se ne inventano per non far capire nulla ai meno intellighenti per tutti gli appunti.

    Salam

    Continua

  2. Boniver says:

    Bisogna pubblicare la Lista dei Comuni veneti che hanno approvato la risoluzione 342 e i nomi dei loro coraggiosi Sindaci e Consiglieri

    In questi Comuni il referendum può già cominciare, anche con un formulario internet (come sta facendo Eva Klotz in Tirolo) come previsto e autorizzato dalla Comunità Europea (formulario standard per le petizioni dei Referendum europei)

    Basta fornire i propri dati e il numero di un documento di identità – non serve la firma . I Comuni possono verificare automaticamente con l’anagrafe che i dati inseriti non sono falsi

    … siamo nel 2013, ci sono i computer e gli smartphone …

    Stato Veneto
    – Verona –
    passaporto veneto n.049

    • pierino says:

      dimentichi a quanta gente hai già dato il tuo numero del documento d identità. dai gestori corrente gas acqua, alle compagmie telefoniche, assicurazioni, ospedali, …
      senza scomodare l anagrafe stessa.

      stai certo che ci sarà già chi ha votato per te. o per chi non ha votato. deja vu di un 150 anni fa

  3. Valerio Carli says:

    Caro Marco Fabrini , se tu ed altri 1.000 aveste fatto 1% di quello che ha fatto Pento saremmo già liberi .Fatti non parole .

    • marco fabrini says:

      Valerio Carli, Alberto Pento, stesso modo di pensare stesse parole. Che non sia anche la stessa persona? Comunque una cosa di giusto dice: Fatti e non parole. Perchè non risponde alla domanda: cosa ha fatto lui che insulta tanto gli altroi? Non basta dire “se aveste fatto l’1% di quello che ha fatto Pento saremmo liberi” per dimostrare che ha fatto qualcosa: parole parole parole: ragli e cialtronate.

  4. Valerio Carli says:

    Son sicuro che Zaia, al momento opportuno…. E QUANDO ? ASPETTA FORSE ALTRI 1.000 SUICIDI IMPICCATI O FORSE QUANDO TUTTE LE AZIENDE SARANNO AL SICURO IN AUSTRIA ? 🙂 Ma pensi davvero che abbia le palle ?

  5. Valerio Carli says:

    Onore a Sernagiotto ? ahaha 🙂 🙂 ma dai ….

  6. caterina says:

    ieri sera a Focus Zaia ha detto che è rispettoso della democrazia nel Consiglio Regionale, senza rendersi conto o facendo finta di non vedere che i consiglieri non si preoccupano di rimanere o sembrare insensibili alle richieste del popolo che li ha eletti, arrampicandosi sugli specchi al punto di passare per ottusi, giusto per usare un eufemismo, ma si preoccupano solo di eseguire i dictat dei partiti romani di riferimento… se in tempi brevi non saprà venirne a capo, rimarrà travolto con tutta la classe politica che è da rottamare, e l’unica speranza rimarranno i sindaci: sempre più numerosi infatti si stanno esprimendo per il referendum, promosso e caldeggiato da formazioni che muovono dal basso.

    • MIGOTTO SANDRO says:

      Ancora lei volutamente non comprende o fa volutamente confusione.

      Fabrizio in questo articolo spiega quello che tentiamo di farvi capire da anni. Non serve a nulla la vostra mozione dei 70 sindaci di sollecito a Zaia….. E’ un atto dimostrativo ma non serve a nulla.

      Serve invece fare quello che propone Fabrizio: mettete i Sindaci con le spalle al muro; si dichiarino con il loro Consiglio Comunale a favore dell’autodeterminazione.
      Bastano 10 Comuni che approvino tale delibera (Uno peraltro lo ha gia’ fatto..Jesolo 2010) e Zaia sara’ obbligato a indire tale referendum.

      Chieda all’Avv. Morosin, all’Avv. Cantarutti, al Prof. Bernardini, al Prof. Lottieri, al Dott. Pizzati, a Comencini, a Raixe Venete se quanto affermo corrisponde al vero.

      Chieda altresi’ a questi Signori se e’ vero o meno che Zaia puo’ in qualsiasi momento indire un referendum informale.

      Sono anni che si prende per il culo i Veneti con strade impercorribili. Il perché lo sapra’ anche Lei il prossimo anno – europee – e nel 2015 – regionali.

      • caterina says:

        gli diamo ancora fiducia per un po’ … quello che Lei suggerisce sarà il piano B o C di Paolo il Dolomitico che scatterà se non andrà in porto il piano A… le alternative sono pronte, importante aver fermo l’obiettivo.

      • Alberto Pento says:

        STATUTO REGIONALE VENETO

        Art. 27 – REFERENDUM CONSULTIVO.

        1. Il Consiglio regionale può deliberare l’indizione di referendum consultivi delle popolazioni interessate su provvedimenti o proposte di provvedimenti di competenza del Consiglio, quando lo richiedono il Consiglio regionale o cittadini o enti locali, secondo quanto previsto dalla legge regionale.
        2. Se alla votazione ha partecipato la maggioranza degli aventi diritto, il Consiglio è tenuto ad esaminare l’argomento entro novanta giorni dalla proclamazione dei risultati e a motivare le decisioni eventualmente adottate in difformità.
        3. Non è ammesso referendum consultivo nei casi previsti dall’articolo 26, commi 4 e 5.
        4. Sono sottoposti a referendum consultivo delle popolazioni interessate, secondo quanto previsto dalla legge, i progetti di legge concernenti l’istituzione di nuovi comuni e i mutamenti delle circoscrizioni o delle denominazioni comunali.

        …………………………………………………

        Art. 26 – REFERENDUM ABROGATIVO.

        b) NON MENO DI VENTI CONSIGLI COMUNALI CHE RAPPRESENTINO ALMENO UN DECIMO DELLA POPOLAZIONE REGIONALE;

        4. NON E’ AMMESSO IL REFERENDUM PER L’ABROGAZIONE :

        b) delle leggi e degli atti regionali i cui contenuti costituiscano adempimento di obblighi costituzionali, internazionali, europei;

  7. Costa Conchiglia says:

    ” I legali rappresentanti del Pd e una parte del Pdl, ovvero i consiglieri regionali del Veneto in quota ai partiti nazionali, hanno finalmente gettato la maschera e dimostrato a tutti i Veneti di essere esclusivamente i rappresentanti politici fedeli ai partiti tradizionali nazionali ”

    Ovvio.

    ” Referendum Veneto, subito fattibile attraverso l’intervento dei Comuni ”

    I comuni son filo-italiani.

  8. Roberto Porcù says:

    Non mi gratifica essere monotono, ma vorrei che tutti capissero, ad iniziare da Fabrizio Dal Col altre volte così sensato. Tutta la penisola è in mano ad una associazione a delinquere di stampo politico-burocratico. Alcuni ne sono ben coscienti, pagano “lu loro pizzu” e finanche lo lodano, ma poi partecipano alla spartizione della refurtiva, altri ancora, detti utili idioti, pagano solo “lu pizzu” per il dovere sociale al quale sono indottrinati.
    La via più semplice per liberarsene è andarsene portando altrove la propria professionalità o la propria azienda.
    Rimanere e sperare per via democratica, di farsi prima autorizzare ad indirlo e poi con un semplice referendum contrastare la più subdola delle associazioni mafiose, che di democratico ha solo l’attributo che si è data per meglio abbindolare gli utili idioti, è pura illusione e perdita di tempo. Nel caso specifico del Veneto, esso fu conquistato con le armi e furono poi i fucili puntati che indussero i veneti ad accettare il plebiscito. Fu conquistato in “neutralità disarmata”, senza che nemmeno provasse a difendersi ed in “neutralità disarmata” i veneti continuano oggi a subire.
    L’altro giorno ho sentito su Radio Veneto 1 la notizio di un raduno nazionale di paracadutisti a Treviso. Questa associazione non è come quella degli Alpini, è guidata da un generale, ha nella Folgore il suo riferimento, gli inviti alla Patria si sprecheranno e così i tricolori ad ogni lampione: che sia un caso o sia da mettere in relazione al tentativo di referendum?

  9. Mauro da Mestre says:

    Son sicuro che Zaia, al momento opportuno, fara’ una scelta radicale, importante, decisiva. Dategli del tempo e, con il suo contributo, ci dara’ quello che vogliamo…io lo capisco, non puo’ esporsi in maniera troppo evidente, ma solo gradualmente per non compromettere e vanificare il tutto. Il suo apporto come Governatore del Veneto e’ indispensabile e le pressioni che, io penso,stia subendo da Roma sono impressionanti. Anzi…se tutto andra’ bene lo vedrei come futuro leader del Veneto indipendente… pensate solo se fosse costretto a passare la palla del comando a Tosi..solo per una mossa sbagliata! Addio referendum e indipendenza!!

  10. Giorgio da Casteo says:

    Onore a Sernagiotto (pdl) che ha votato a FAVORE quindi non è un servo di Roma !
    Ora il pallino ce l’ha Xaia e i Comuni (sono piu’ di 30 n. minimo richiesto)) che hanno aderito all’indizione del referendum.
    Che non dovra’ essere piu’ consultivo, ma UNILATERALE per avere l’indipendenza diretta e prima possibile.
    Basta melina del tipo PaTreVe ha ribadito Xaia (era il 18 settembre ore 23). La conurbazione veneta è una grande “metropoli in estensione” che ha tutti i requisiti per divenire con l’indipendenza una delle aree piu’ forti d’Europa. W San Marco

    • Roberto says:

      riguardo a Zaia però, ti faccio presente che non ha detto assolutamente NIENTE di indipendentista o venetista…lui sarebbe decisivo in un percorso indipenentista, ma mi sembra che purtroppo non ci si possa contare…troppo legato anche lui alle logiche italianiste del suo partito

  11. Yuri says:

    Ricordo che Pettenò ed altri hanno votato a favore, qualche volta sarebbe meglio ricordarlo. Non sono tutti uguali.

    • Fabrizio says:

      Complimenti a loro. Una lampante dimostrazione del diverso, ovvero la conferma di appartenenza alla propria terra, prima ancora che al proprio partito.

  12. Paolo says:

    Qualche lettore segue le vicende dell’indipendenza veneta, per fortuna: http://italians.corriere.it/2013/09/19/veneto-non-capite-che-ce-ne-vogliamo-andare/

  13. Alberto Pento says:

    Basta ciacole e basta legulej!
    Basta venditori de gnente, li xera mejo coeli de na olta ke li pasava col caretelo a pie, en bici o col museto sigando: stràse, osi, fero vecio!
    Basta fanfaroni!

Leave a Comment