Referendum Veneto: per i saggi non è vietato. Ora palla alla politica

di GIANMARCO LUCCHI

Oggi avrebbe dovuto tenersi la seduta straordinaria del Consiglio regionale del Veneto per discutere sull’indizione del referendum consultivo per l’indipendenza. Ma, rispetto agli annunci delle scorse settimane, così non è stato. Bisognerà pazientare ancora qualche settimana, pare. Invece in giornata si è tenuta la riunione conclusiva della commissione giuridica nominata da Luca Zaia, che aveva il compito di valutare la fattibilità del referendum.

Circa questa riunione, un comunicato di Indipendenza Veneta informa che i ” giuristi che la compongono hanno dato all’unanimità parere favorevole al nulla osta sull’indizione del referendum, affermando il principio democratico da tutti condiviso sulla possibilità per i cittadini veneti di potersi esprimere in un referendum per l’indipendenza del Veneto, che quindi non è vietato da alcuna normativa”.

In linea di principio, dunque, il referendum si potrebbe fare, anche se la commissione si è invece divisa sulle modalità e sulla fattibilità del percorso successivo, che è poi quello che conta, trattandosi della realizzazione del referendum stesso. Si legge infatti nel comunicato di IV: “I giuristi si sono confrontati sulle modalità e sulle fattibilità del percorso successivo, che sarà quindi definito attraverso una relazione strutturata che sarà redatta da Andrea Favaro e Luca Azzano Cantarutti. Il documento sarà strutturato e comporrà le diverse opinioni, alcune nettamente favorevoli alla fattibilità del percorso (Cantarutti e Favaro), altre contrarie (Benvenuti e Rota), mentre Petralia si è astenuta dall’esprimersi e Bertolissi ha sostenuto la possibilità di esprimere scelte multiple”.

Come si suol dire adesso la parola spetta alla alla politica. Sulla base del documento secondo cui il referendum per l’indipendenza del Veneto non è vietato, i consiglieri regionali potranno individuare il percorso più adatto per l’indizione della consultazione. Il prossimo appuntamento è ora per il 2 luglio presso la 1° commissione regionale Affari istituzionali e presumibilmente verso metà luglio per il Consiglio regionale straordinario che sarà chiamato a discutere e votare il progetto di legge regionale 342/2013 per l’indizione del referendum di indipendenza del Veneto, progetto di legge che fra l’altro indicata la data del 6 ottobre 2013 per la consultazione popolare. Presumibilmente la discussione in Consiglio sarà  accesa e molto ruoterà intorno ai costi del referendum e alla loro copertura.

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47 Comments

  1. fabrizioc says:

    Ho come la sensazione che , a giudicare dal prezzolato italiota “serenissimo primcipe”, l’Italia ha deciso di alzare il livello di guardia anti-veneto…

    • Non preoccuparti, se la minaccia è un referendum farlocco, che comunque non faranno (o forse sì, visto la quantità di denaro che potrebbero fregarvi per indirlo, e sareste pure contenti)… la DIGOS con questi dorme sonni tranquilli…

    • E se non lo sapevi, il livello di guardia “anti-veneto” è ai livelli massimi dal 1866… infatti da noi sono venuti prima ancora che partissimo a far qualcosa, chi è sulla strada giusta loro lo sanno, molto più di quelli che si riempiono la bocca (ma soprattutto le tasche) di indipendenza… finché pensate di liberarvi con le x a matita, vi ritroverete in mezzo a una lotta di liberazione come “perdite civili”, meglio svegliarsi prima

  2. Paolo Bampo says:

    “Pacta sunt servanda”
    La Costituzione non può impedire il referendum sull’autodeterminazione del popolo veneto perché ha siglato il trattato di New York e non può venir meno alla firma di quel patto internazionale perché ha siglato anche il trattato di Vienna del 23 maggio 1969 che, al comma b) dell’articolo 2 della prima parte, dove viene indicato il significato dei termini adottati , recita:
    “b) le espressioni “ratifica”, “accettazione”, “approvazione”, e “adesione” significano, in ogni caso, l’azione attraverso cui uno Stato stabilisce sul piano internazionale il proprio consenso ad essere vincolato dal trattato”
    Ciò vuol dire che i trattati internazionali sono sovra ordinati al diritto interno (e quindi anche alla Costituzione) degli stati che li hanno sottoscritti. Questo principio sottoscritto dal governo di Roma dovrebbe bastare a zittire chiunque, perché taglia la testa al toro in merito a quale debba essere l’ordinamento prevalente, ma ovviamente (per il momento) siamo nel paese dei pulcinella e dei voltagabbana e quindi, anche se l’Italia si è scavata la fossa con le proprie mani, tutto può essere stravolto, rinnegato, tradito ecc
    Governi italioti del passato hanno internazionalmente perso la faccia in più occasioni…una più o una meno….per fortuna che l’ONU questa volta potrebbe non stare lì solo ad osservare.

    • IL SERENISSIMO PRINCIPE FA SAPERE...... says:

      SI VEDE, CHE NON CONOSCI I MECCANISMI DI ADATTAMENTO DEL DIRITTO ITALIANO AL DIRITTO INTERNAZIONALE….STUDIA IL DIRITTO INTERNAZIONALE PRIMA DI FILOSOFARE A VANVERA !!!

      Adattamento del diritto interno al diritto internazionale
      Procedimento volto a introdurre nell’ordinamento giuridico di uno Stato le modifiche necessarie a conformarlo alle norme di diritto internazionale in vigore per lo Stato stesso.
      Le più compiute formulazioni teoriche in argomento si devono a quei giuristi (Triepel, Anzilotti) che, agli inizi del 20° secolo, hanno configurato l’ordinamento internazionale e quello interno come separati e distinti (dualismo o, data la pluralità di ordinamenti statali, pluralismo); detta concezione è tradizionalmente seguita nella dottrina italiana, a preferenza di quella (Kelsen, Verdross) tendente a ridurre a unità tutti i sistemi giuridici (monismo).
      Dalla separatezza e indipendenza degli ordinamenti giuridici discende che le norme prodotte in ciascuno di essi non hanno effetto negli altri e che uno stesso fatto può essere valutato, nei diversi ordinamenti, in modo non coincidente (relatività delle valutazioni giuridiche, per la quale è possibile, ad esempio, che una norma internazionale obblighi lo Stato a una data attività, che nel diritto interno non è dovuta o è addirittura illecita). Da qui, l’esigenza di adattamento del diritto nazionale, a evitare la violazione di obblighi internazionali dello Stato (Illecito internazionale). Poiché il diritto internazionale raramente impone l’adozione di un dato provvedimento interno, limitandosi, di regola, a prescrivere o a vietare agli Stati una certa condotta, l’adattamento non è, solitamente, adempimento di un obbligo internazionale, ma il mezzo per assicurarne o renderne possibile l’osservanza, mediante i provvedimenti legislativi, amministrativi o regolamentari occorrenti per dare attuazione interna ai trattati e alle consuetudini internazionali.
      Mezzi e procedimenti di adattamento. – Essi non sono stabiliti dal diritto internazionale, ma da quello interno, generalmente costituzionale. Così, l’art. 10, par. 1, della Costituzione italiana stabilisce che “l’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme di diritto internazionale generalmente riconosciute”. Questa disposizione si riferisce esclusivamente alle norme internazionali consuetudinarie; in relazione a queste, opera dunque un procedimento di adattamento automatico e permanente, implicante che l’ordinamento, nella sua interezza, si conforma costantemente al diritto internazionale generale e alle sue modificazioni.
      Quanto all’incorporazione dei trattati, la prassi italiana utilizza tanto il procedimento speciale dell’ordine d’esecuzione contenuto in un atto normativo ad hoc (che per i trattati la cui ratifica richiede – in base all’art. 80 Cost. – l’autorizzazione del Parlamento è spesso la stessa legge di autorizzazione), quanto il procedimento ordinario, consistente nell’emanazione di un atto normativo (legislativo o regolamentare, come richieda la materia disciplinata) di contenuto identico al trattato.
      Rango delle norme internazionali introdotte nell’ordinamento interno. – Un problema postosi nella prassi e nella giurisprudenza riguarda il rango delle norme internazionali introdotte nell’ordinamento interno, in particolare la loro prevalenza o soccombenza rispetto a norme posteriori incompatibili. Per quelle consuetudinarie, si ritiene che l’incorporazione mediante l’art. 10, par. 1, Cost., le provveda di garanzia costituzionale. Per quelle pattizie il rango è invece, in linea generale, quello stesso del provvedimento di attuazione (legge costituzionale, legge ordinaria, decreto, etc.), salvo riconoscere ad esse una speciale “resistenza”, atta a farle prevalere su norme successive di pari rango (secondo un principio di specialità sui generis, accolto nell’art. 117, 1° comma, Cost., come riformato dalla l. cost. n. 3/2001).
      È infine da ricordare che all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali concorrono, nell’esercizio delle rispettive competenze, tutti gli organi dello Stato (per la competenza delle Regioni, vedi art. 117, 5° comma, Cost.).

      • paolo bampo says:

        Bla bla bla
        la prassi, la costituzione, gli organi dello stato, le leggi interne….
        Bla bla bla
        L’Italia ha firmato un patto, anzi due e con il secondo si è impegnata a rispettare i patti firmati. Cosa le dà il diritto di venir meno agli accordi stipulati con una decisione unilaterale? Comunque da chi cambia alleati in guerra in corso ci si può attendere di tutto…soprattutto finchè trova servi sciocchi disposti ad avvallare le frodi e le truffe che commette a danno di un popolo
        Se io filosofo a vanvera, tu rifletti sulla tua correttezza morale e impara ad usare il tuo nome vero perchè la repubblica che tanto difendi ha cancellato i titoli soprattutto quelli falsi.

        • paolo bampo says:

          … e a proposito della mia ignoranza, quando fai il copia ed incolla (senza citare la fonte, che nel tuo caso è l’enciclopedia on line della Treccani), almeno leggi quello che vorresti far credere farina del tuo sacco. Ciò che riporti conferma ciò che ho affermato perchè i trattati citati (New York e Vienna) sono stati convalidati da leggi interne dello Stato che sono quelle riportate nel mio intervento: “pacta sunt servanda”…ma forse non sei in grado di capire ciò che incolli…baucco!

          • Per leggi “interne” intendi leggi ordinarie? Conosci la gerarchia delle fonti dello stato italiota (a cui ti riferisci come “Stato”, brutto dare per scontato che sia quello di riferimento). Comunque sappi che le leggi ordinarie sono inferiori ai trattati internazionali, quindi ratificare una legge internazionale con una ordinaria è una ridondanza inutile, ma in tipico stile italiota (un po’ come i referendum consultivi), inoltre entrambe sono inferiori alla costituzione italiota. In pratica la costituzione italiota è semplicemente in disaccordo con i trattati internazionali, ma andare contro di essa non è possibile, legalmente. Quindi il referendum si può richiedere senza problemi, ma viene bocciate in sede di indizione. Sic et simpliciter

  3. gianmarco venini says:

    Zaia, facci votare! Solo così ti assicurerai un posto nella storia. Altrimenti finirai neldimenticatoio come tutti gli inutili bellimbusti del tuo partito!

  4. giannarcixo says:

    In realtà la comissione giuridica dice poco o nulla, ma niente di nuovo sotto il sole. Le perplessità erano state espresse sin dall’inizio, quando avevamo visto i nomi dei partecipanti e quando avevamo constatato che non vi era nessun esperto di diritto internazionale. Ma il segretario Lodovico Pizzati volete si faccia fregare da Zaia? Er pomata aveva voluto la commissione giuridica per prendere / perdere tempo, niente di più e niente di diverso, gli serve una scusa per avere un qualche appiglio (al di là dei proclami) . Ma niente da fare, il piano B messo in atto ha già portato i suoi succosi frutti. Lo statuto regionale prevede che venga indetto un consiglio straordinario quando vi sia la richiesta di almeno 10 comuni che rappresentano almeno 20.000 cittadini. Ebbene siamo ben oltre quanto previsto dallo statudo della regione Veneto e quindi il consiglio straordinario per votare la proposta di legge referendaria 342 SI FARA’ , non ci piove.
    Nell’occasione della risoluzione 44 abbiamo potuto verificare che una larghissima maggioranza di consiglieri è favorevole all’Indipendenza Veneta.
    Ai nostri detrattori quindi dico che siamo al dunque, siamo consapevoli che la data del sei ottobre potrebbe slittare, ma siamo altrettanto consapevoli che il cambiamento è irreversibile e imminente.

    • IL SERENISSIMO PRINCIPE FA SAPERE.... says:

      CON QUALI FORZE ?????….MATITA E SCHEDA ELETTORALE ???? POVERI ILLUSI !!

      ME MANCAVA DE SENTIRE LA CASSADA EXTRA-ORDINEM !!!

      Il PRINCIPIO DI AUTODETERMINAZIONE TUTELA IN PRIMIS LA COSTITUZIONE ITALIANA. L’IMMISSIONE DI TALE PRINCIPIO NEL NOSTRO ORDINAMENTO NEL 1977 E’ A NORMA E FONTE COSTITUZIONALE …. QUINDI COME TUTTE LE LEGGI DI PARI GRADO, PREVEDE SOLO PER IL FUTURO E NON PER IL PASSATO FATTO SALVO L’ORDINAMENTO ATTUANTE TALE PRINCIPIO.

      NON ESISTE NESSUNA FONTE SUPER COSTITUZIONALE, SE NON IN FILOSOFIA DEL DIRITTO = CARTA IGIENICA PER PAROLIERI.

      NON ESISTE NESSUN REFERENDUM EXTRA-ORDINEM ….. NON VIVIAMO MICA SULLA LUNA !!!

      EXTRA-ORDINEM OSSIA CONTRATTAZIONE TRA PRIVATI ???? SOLO UN AVVOCATO FISCALISTA ECC…POTEVA SPARARE UNA CAZZATA DEL GENERE.

      Basta citare il caso del MONTENEGRO AD CAZZUM !!

      <> PREVISTO DALLA LORO COSTITUZIONE CONFEDERALE !!

      L’INDIPENDENZA DI UNA NAZIONE NON E’ UNA MERA ESPRESSIONE DI VOLONTA’ POLITICA ….MA DI UN POPOLO COESO, UNITO, FORTE CON LA BUONA E CATTIVA SORTE. LE ARMI CI VOGLIONO ANCHE SOLO PER AUTODIFESA, LE RISORSE CI VOGLIONO PER AFFAMARE LO STATO CENTRALE. I PARTITI COLLABORAZIONISTI CHE CHIEDONO PERMESSO AL PADRONE DI ESSERE LIBERI …..FARANNO LA FINE CHE MERITANO: “DISSENSO E OBLIO”.

      • Michele says:

        Infatti si è visto quanto hanno ottenuto i movimenti che cercano l’indipendenza con gesti eclatanti, o con la minaccia di forconi, o con l’istituzione di governi -regionali, o con ………..

        Siamo obiettivi: in poco più di un anno IV ha portato in consiglio regionale, e nei giornali che ti sono tanto cari, il problema della voglia di indipendenza (e più di qualche volta) …….

        Quindi smettila di remare contro solo per il gusto di farlo, mettiti il cuore in pace, ed aggregati a chi ha veramente ottenuto qualche cosa, anche se tu lo dovessi considerare poco (e che in ogni caso è sempre qualcosa in più del niente di tutti gli altri), se tieni veramente all’indipendenza (leggi libertà) ……

        Altrimenti continua a crogiolarti nel sentire la tua voce, ma lascia stare chi di indipendenza ne sente il bisogno …….

      • pippovic54 says:

        Caro Loris, moleghea de far el disfattista! Se anka ti te volessi davvero l’indipendenza del Veneto, te acetarissi queo, poco o tanto de bon, che riva da ste bande. Senò, fa ti na proposta CONCRETA e no ciacole disfattiste. Te parli come un infiltrato del “dividi et impera” messo qua solo par ronpere i bronbi. Su questo te si bravissimo!
        Serenissimi saluti. WSM. (questo no te lo dixi mia massa spesso…ke te sippi lekin o agente de dea pula?)

      • Chiara says:

        Se tu sei Veneto io sono Senegalese….
        comunque il Motenegro è diventato indipendente dopo un semplice referendum, per altro con il solo 55% di favorevoli all’indipendenza….le tue sono solo parole al vento per confondere le acque, dato che presumo che tu sia uno du quelli che “beneficia” dei soldi dei veneti…

        • Chiara non dormire sui peri..... says:

          Il processo di secessione è stato regolato dall’articolo 60 della Carta Costituzionale di Serbia e Montenegro che richiedeva almeno tre anni dalla ratificazione della costituzione prima che uno dei due membri potesse dichiarare l’indipendenza. Lo stesso articolo specificava che per tale dichiarazione era necessaria l’approvazione di un referendum, la cui legge sarebbe stata definita dallo stato membro. Inoltre la costituzione stabiliva che gli stati membri che si fossero separati dalla confederazione avrebbero ereditato tutte le prerogative del precedente stato in materia di appartenenza e accordi con organizzazioni internazionali. Nessuno stato poteva veder riconosciuta la propria dipendenza senza aver prima organizzato un referendum di approvazione.

  5. IL SERENISSIMO PRINCIPE FA SAPERE.... says:

    OSSERVIAMO LA COSA IN MODO ANALITICO….

    1- I saggi sono tutti unanimi nel dire, che la Costituzione (con questa costituzione), il referendum così come proposto….NON SI PUO’ FARE. E come sempre detto e dichiarato…è INCOSTITUZIONALE.

    2- Una consultazione potrebbe essere fatta, in quanto una cosa INCOSTITUZIONALE non è illegale; in poche parole questo referendum NON E’ VIETATO, solo che non si inquadra in nessuna fattispecie legale, non ha nessuna forza e nessun vincolo per nessuno. Ha lo stesso valore di un banalissimo referendum che potremmo fare in internet.

    3- La decisione FINALE dei 6 saggi, non è a UNANIMITÀ’:

    2 favorevoli ( Luca Azzano ecc… e Favaro);
    2 contrari (Rota e Benvenuti);
    1 possibilista su base volontaria ( ???? valore pari a zero);
    1 astenuta.

    Risultato un FALLIMENTO. Un referendum paragonato a primarie del PD autofinanziato ???? Ma che valore potrebbe avere in effettività, vincolo e legalità.

    INDIPENDENTISTI ….CIALTRONI DELLA LEGALITA’ POLITICA.

    DULCIS IN FUNDO —- Valdegamberi:

    ” Niente alibi, la decisione è politica e lo si sapeva già”.

    NON COMMENT ….DAVANTI A SI FATTE CORBELLERIE ….BRAVI INGEGNERI E AVVOCATI….AVETE PARTORITO:

    “IL REFERENDUM EXTRA-ORDINEM AD SCOPO PRIVATORUM …..COMPLIMENTI !!! BEA CASSADA !!”

    • fabrizioc says:

      Caro serenissimo della repubbblica Italiana,
      Stai mescolando le cose:

      1) il referendum s ipuo’ fare, con parere (PARERE) unanime.

      2) Il PARERE del percorso dopo il referendum, per due giuristi, e’ contro la costituzione italiana.

      Ma: la costituzione italiana e’ contro allo statuto albertino, che doveva essere perpetuo.

      Il dato positivo qui e’ che non ci sono obiezioni al fare il referendum, non ci sono appigli per i consiglieri per votare contro il fare il referendum.

      Per il resto, che l’indipendenza del Veneto sia contro o no alla costituzione itaiana (tutto da vedere, leggi articolo 10 e il precedente del trattato di Osimo), che ci importa?

      Si chiama AUTOdeterminazione dei popoli proprio perche’ il tutto e’ UNILATERALE! L’Italia non ha proprio voce in capitolo.

      Quando ci metteremo in testa questo, allora vorra’ dire che saremo usciti dalla mentalita’ di schiavi in cui siamo caduti dopo 150 anni di propaganda italiota.

      (piu’ ci penso alla via tracciata da IV, piu’ mi esalto, scusate 🙂 )

      Fab

      • IL SERENISSIMO PRINCIPE FA SAPERE.... says:

        SENTIMO N’ALTRO EBETE !!! CHE NON SA CHE OSIMO E’ DEL ’47, PRIMA DELL’ENTRATA IN VIGORE DELLA COSTITUZIONE DEL ’48 !!!

        • fabrizioc says:

          proprio un italiota prezzolato, se non si sa cosa dire si insulta…

          io saro’ un ebete, perche’ per 38 anni mi son fato fregare….hai ragione,

          pero’….

          http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Osimo

          sara’ wikipedia, ma il 1975 non e’ certo il 48.

          Inoltre, la costituzione non e’ mai stata sottoposta a referendum (fatta da una costiutente), ergo..per te’ siamo ancora sotto lo statuto albertino…

        • pippovic54 says:

          Te me senbri na vacca che da del cornuto al musso: il trattato di Osimo è del 1975, sotto governo Rumor…no sta fare senpre el sapiensoto ke prima o dopo na fangada sui denti te la ciapi anka ti. Serenissimi saluti. WSM

        • pippovic54 says:

          Ti si drio parlare come el bo (bue) che da del cornuto al musso! Il trattato de Osimo xe del 1975, firmato da Rumor, allora capo del governo. Parciò no sta fare massa el sapientelo, che te poi ciapar anka ti na viola sui denti, ogni tanto…De novo, Serenissimi saluti e WSM

          • fabrizioc says:

            quindi mi sarea el musso? 🙂

            • IL SERENISSIMO PRINCIPE FA SAPERE...... says:

              SIETE PROPRIO DEGLI ANALFABETI…..OSIMO E’ STATA LA PARTE CONCLUSIVA DEGLI ACCORDI.
              SE NON CONOSCETE LA DIFFERENZA TRA ACCORDI E RATIFICA FINALE ….STATE ZITTI ….PER FAVORE !!!
              GLI ACCORDI ERANO DEL ’47 !!! SVEGLIA !!!
              Esso concluse la fase storica iniziata nel 1947 con il trattato di pace, quando si decise la cessione alla Jugoslavia di gran parte della Venezia Giulia (Fiume e le isole del Quarnaro, la quasi totalità dell’Istria e gli altopiani carsici a est e nord-est di Gorizia) e la creazione del Territorio Libero di Trieste comprendente l’attuale provincia di Trieste e i territori costieri istriani da Ancarano (oggi in Slovenia) fino a Cittanova (oggi in Croazia)

              • fabrizioc says:

                Caro serenissimo della repubblica italiana, a parte che anche se tu avessi ragione, i contratti/accordi hanno valore da quando si firmano, non da quando (secondo te) si iniziano a discutere, in ogni caso nulla di quello che dici ha a che fare con il trattato di Osimo. Quest’ultimo illeggittimo e illegale, visto che il territorio libero era sotto la custodia, ma non legislazione italiana. Le zone libere erano accordi internazionali fra piu’ stati, non fra Italia e Jugoslavia. Non Osimo.
                E’ come se io ti vendessi una macchina, me la paghi, ma poi arriva pippovic54 e se la prende.

                Ma d’altronde cosa ti parlo a fare, dal tono che usi e’ chiaro che sei solo un provocatore prezzolato italiano, e come dici tu, io sono l’ebete (o il musso) che ti da retta.

                arrivederci nella Republica Veneta.

                Fab

                • IL SERENISSIMO PRINCIPIO FA SAPERE AI SUDDITI....SOMARI !!! says:

                  Il Memorandum di Londra (Memorandum of Understanding of London) fu un protocollo d’intesa sottoscritto il 5 ottobre 1954 fra i Governi d’Italia, del Regno Unito, degli Stati Uniti e della Repubblica Federativa Popolare di Jugoslavia, concernente il Territorio Libero di Trieste nel quale si stabiliva che la Zona A sarebbe passata all’amministrazione provvisoria civile italiana (con alcune modifiche confinarie a favore della Jugoslavia nei comuni di Muggia e di San Dorligo della Valle) e la Zona B a quella jugoslava. Il passaggio dei poteri dall’amministrazione militare alleata a quella provvisoria civile italiana avvenne il 26 ottobre 1954. Nel 1975 il trattato firmato a Osimo confermava il confine tra l’Italia e la Jugoslavia tuttavia in evidente difformità e contrasto con il Trattato di Pace del 1947.

                  MEMORANDUM, FIRMA ECC….SONO TUTTE PRASSI BUROCRATICHE DELLA DIPLOMAZIA TRA STATI…I VERI ACCORDI ERANO GIA’ STABILITI DALLA PACE DEL ’47…..CON PARIGI !!!!

                  EVITIAMO DI ILLUDERE LA GENTE, ANCHE CON TRIESTE !!!

                  http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_pace_del_1947

            • pippovic54 says:

              No, Fabrizioc, no la go mia dita a ti. La go el “serenissimo principe…..” che fa senpre el sapientelo e come ke dixe la sapiensa popolare veneta, queo ke sa tuto xe el m….. Forse te me ghe scambià ke la gavevo dita a ti, solo parkè el me post xe vegnuo fora dopo la to risposta. La go solo coi sapientoni! Serenissimi saluti. WSM

    • Michele says:

      Sbagliato, i “saggi” dicono in maniera unanime che non c’è nessuna legge che vieti questo referendum.

      Punto.

      Se fosse incostituzionale, non si potrebbe fare perché contro una legge della costituzione.

      I favorevoli, astenuti e contrari sono sulla fattibilità del percorso post-referendum; ma queste sono opinioni personali.

      Se tutto andrà come previsto per il referendum, il post referendum sarà in mano agli organi internazionali.

      Punto.

      • IL SERENISSIMO PRINCIPE FA SAPERE.... says:

        Leggete meglio, ….NON VIETARE…NON VUOL DIRE CHE SIA VALIDO…FALLITI !!!

        LEGGETE IL GAZZETTINO DI OGGI…. ANALFABETI !!!

        • Michele says:

          Tutto sta a vedere che cosa intendi per valido … cosa può essere non valido nel chiedere il parere su qualche cosa?

          Ed in quanto ai quotidiani … bhè, caliamo un velo pietoso: io sono di Noventa di Piave, quindi conosco la situazione, e mi basta vedere cosa hanno scritto sul raduno di fine settimana delle coppie scambiste …

          Se tu sei convinto che quello che viene scritto nei quotidiani sia oro colato, contento tu …

      • Miki says:

        Ma il referendum in questione sarebbe riconosciuto dagli organismi internazionali? Perchè se nella carta europea c’è qualche busillibus del tipo “le consultazioni popolari seguono le regole interne del paese in cui esse avvengono; l’unione europea detta solo i “principi guida” tipo il colore della matita copiativa (e altre amenità)” vuol dire che anche se passasse,silurato dall’itaGlia verrebbe per logica conseguenza cassato anche in europa,passasse anche col 99% dei si…
        Non è un’affermazione la mia: è che sono del tutto alieno ai ghirigori dell’europa e vorrei capirci qualcosa

        • fabrizioc says:

          il referendum sarebbe l’arma con cui il governo regionale potrebbe dichiarare UNILATERALMENTE l’indipendenza, e farla valere a livello internazionale….

          • IL SERENISSIMO PRINCIPE FA SAPERE .... says:

            TANTI PAESI HANNO GIA’ FATTO REFERENDUM CONSULTIVI SULL’INDIPENDENZA ….E SONO STATI FALLIMENTI. PER ESSERE INDIPENDENTI CI VOGLIONO CONTROLLO DELLE RISORSE E ATTI DI FORZA. SE ANCHE IL 100% DEI VENETI VOTASSE SI AL REFERENDUM CONSULTIVO A CHI GIOVEREBBE ????? UNA INDIPENDENZA SU CARTA….E’ UNA PRESA PER I FONDELLI E BASTA !! TUTTA QUESTO E’ UNA ARCHITETTURA CREATA AD HOC, PER POSPORRE E PERPETUARE LA POLITICA ITALIOTA POST-LEGA E DI EX-CAREGARI VOGLIOSI DI CAREGA; L’UNICA CHE GARANTISCE UNO STIPENDIO STABILE ANCHE AI LIBERI PROFESSIONISTI IN CRISI ECONOMICA PERPETUA DI QUESTI TEMPI.

          • EL PRINCIPE DE UN POPOLO BAUCO E SOMARO !!! says:

            LA BUFALA DEL DIRITTO E DELLA DICHIARAZIONE DI SOVRANITÀ

            Quindi mandare una dichiarazione – come vorrebbero i sostenitori della teoria della sovranità – agli organi dello Stato con cui si dichiara di non riconoscere la sovranità statale, non serve a nulla. Mandarla poi seguendo i consigli che vengono dati da chi si occupa di questa teoria, cioè firmandole con l’impronta digitale e scrivendo con inchiostro rosso, ecc., equivale a farsi ridere dietro e tutt’al più a gettare i presupposti per un TSO.

            LA DICHIARAZIONE UNILATERALE DI SOVRANITA’ DEVE COMUNQUE TROVARE ACCOGLIMENTO PRESSO ALTRI STATI, E/O l’ONU, ALTRIMENTI RESTA LETTERA MORTA. SE NON E’ PER PRIMA L’ITALIA A RICONOSCERE ED ACCETTARE LA DICHIARAZIONE UNILATERALE DI SOVRANITA’ DEL VENETO, SI RISCHIA DI FARE LA FINE DELLA CATALUNYA CON LA SPAGNA.

            UNA DICHIARAZIONE UNILATERALE DI SOVRANITA’ NATA DA UNA SECESSIONE, E NON DA UNA DISSOLUZIONE DEL SISTEMA ITALICO, IN CASO DI RICONOSCIMENTO DI TERZI E ALTRI STATI….SAREBBE UNA APERTA DICHIARAZIONE DI GUERRA ALLA SOVRANITA’ COMPIUTA E UNITARIA DELL’ITALIA. NESSUN STATO O POTERE TERZO PUO’ INTROMETTERSI NELLA SOVRANITA’ ITALIANA CHE COMPORTA UN POTERE EFFETTIVO E ORIGINARIO SU TUTTE LE SUE PARTI E LA SUA INTEGRITA’ TERRITORIALE.

            EVITIAMO DI RACCONTARE IL DIRITTO INDIVIDUALE E MODO NOSTRO O INTERPRETATIVO AD CAZZUM…COME STA FACENDO UN SEDICENTE PARTITO INDIPENDENTISTA VENETO.

            http://www.nexusedizioni.it/attualita/il-diritto-di-sovranita-individuale-santos-bonacci-la-bufala-del-diritto-e-della-dichiarazione-di-sovranita/

  6. Dan says:

    “affermando il principio democratico da tutti condiviso sulla possibilità per i cittadini veneti di potersi esprimere in un referendum per l’indipendenza del Veneto, che quindi non è vietato da alcuna normativa”

    E chi ha mai detto che è vietato “esprimersi” ? Se lo fosse, questo sito e molti altri neppure esisterebbero.

    Il punto però non è avere la libertà di dare fiato alle corde vocali, ma di passare al livello successivo, di trasformare le parole, le espressioni, in fatti.

    In quel momento lì i saggi faranno i paraculi tanto per ogni articolo che afferma una cosa ce ne sta un altro che introduce un principio uguale e contrario, la politica si schiererà con chi saprà pagarla meglio (ed è ovvio che tra uno stato esistente, operativo ed uno non, si fa in fretta a capire chi stacca gli assegni) e la gente che continua a temporeggiare sperando che saggi e politici si facciano veri patrioti invece che furbi continuerà a prenderlo in culo.

    • fabrizioc says:

      Ti do ragione,

      Forti del risultato positivo del referendum, stara’ alla classe politica veneta (consiglieri e Zaia), procedere coi passi successivi.

      Se non lo faranno, beh, bisognera’ cambiare i consiglieri e il presidente. Ma questo lo sanno anche loro. Voglio vederli dire a quelli chehanno votato si: be, comunque a noi l’indipendenza nova, abbiamo paura…

      Passo ancora successivo, per me fondamentale, sara’ creare un conto corrente regionale dove pagare le tasse.

      Fine degli stipendi per i parassiti italioti.

      Fab

      • Dan says:

        Se non lo faranno non si deve più stare a cambiare niente: vanno delegittimati in blocco non solo come persone ma come istituzioni e si deve procedere in maniera autonoma.

      • IL SERENISSIMO PRINCIPE FA SAPERE.... says:

        I primi a essere finanziati dall’Italia…sono i vostri professoroni caregari !!!

      • Gianmaro says:

        Ma non su una banca italiota che potrebbe confiscare i depositi e evsarli allo stato italiano.
        Meglio sarebbe, come ha fatto la Catalunya, che la Regione crei un apposito istituto di Credito, usato inizialmente per erogare i propri finanziamenti, come accade oggi ( ma con banche italiote). E questa sarà poi l’istituzione che diventà la cassa e deposito dello Stato Veneto (controllata dalla Regione)!!

  7. LUIGI says:

    Una presa per il “cesto” pazzesca. Un’ora prima (Convegno a Gallio) non si può fare (vari motivazioni) un ora dopo ( Conferenza stampa di tutti gli Ind Veneti) andiamo al Referendum, altra ora dopo ( Commissione esperti) si, ni, no non si può fare. I Buxiologi di IV continuano a far confusione e gli altri (digiuni di Costituzione, Accordi Internazionali, Diritto, e altro ancora) li seguono: ennessima perdita di tempo (di lavoro, schei, e di VITE) come Lega Nord docet, o la DC praticava. Via da stà I-talia (un nome un programma). WSMarco = par tera e par mar, SAN MARCO.

  8. fabrizioc says:

    Unanimita’ sul fatto che si possa fare. Poi le opinioni personali sul percorso, non ci interessa. Se i cittadini lo vogliono si fa. Questo ci dobbiamo tenere amente: l’indipendenza non viene concessa, ma presa. Autodeterminazione dei popoli non vuol solo dire che un npopolo non la deve chiedere all’esterno, ma anche che la deve chiedere all’interno.
    Se il referendum passa (i SI), tutti gli arzigogoli linguistici messi dall’Italia(consultivo, propositivo, etc) non avranno senso proprio perche’ non hanno a che fare con l’Italia, ma solo con il popolo Veneto. Ma questo deve essere chiaro al popolo Veneto. E anche ai suoi dirigienti. Ei dirigenti si possono cambiare. Questa e’ la sola cosa utile e costruttiva da fare, la vera rivoluzione. Non pacifica, ma ferma e determinata presa di coscienza e volonta che l’indipendenza dipende solo e unicamente da noi. E che in nostri peggiori nemici siamo noi stessi!

    Fab

  9. IL SERENISSIMO PRINCIPE FA SAPERE CHE..... says:

    unanimità[u-na-ni-mi-tà] s.f. inv.
    • Assoluta concordanza di opinioni all’interno di un gruppo di persone o di un organo collegiale: raccogliere l’u. dei consensi; l’insieme delle persone che si sono mostrate unanimi: l’u. dei votanti || all’u., in modo pienamente concorde: votare una mozione all’u.
    • sec. XVI

    DOVE, IN QUESTO CASO ???

  10. IL SERENISSIMO PRINCIPE FA SAPERE CHE..... says:

    Questa è tutta una montatura e cazzata pazzesca. Su quale basi giuridiche materiali e legali, poggia il referendum ?

    Le persone citate come favorevoli sono di parte, non imparziali. Non sono costituzionalisti, ne internazionalisti, ne procuratori della Repubblica o magistrati vari.

    DOPO IL REFERENDUM A COSTO ZERO…IL REFERENDUM SUPER-COSTITUZIONALE, E IL REFERENDUM EXTRA-ORDINEM ….INVENTERANNO IL REFERENDUM A NOSTRA INSAPUTA ????

    • Chiara says:

      La cazzata pazzesca è quella melma immonda che sostituisce il cervello in quel tuo cranio lurido.

      • IL SERENISSIMO PRINCIPE FA SAPERE...... says:

        Indipendenza Veneta” è il movimento politico che ha concepito il percorso legale e democratico per l’indipendenza del Veneto. NON POSSONO ESSERE VIOLENTI….QUINDI SE LA COSTITUZIONE, IL DIRITTO, LA PRASSI GLI DICE DI NO …E RENDE INVALIDO CIO’ CHE LORO SPACCIANO PER NON VIETATO, SI DEVONO IPSO FACTO SCIOGLIERE, PERCHE’ NON SI METTERANNO MAI ALLA TESTA DI MOVIMENTI ARMATI POLITICI E NON ….DI LIBERAZIONE NAZIONALE. IL LORO STATUTO LO DICE CHIARAMENTE, SE SEI DEMOCRATICO E LEGALE, NON PUOI ESSERE INCOSTITUZIONALE ED USARE LA FORZA. QUINDI UN REFERENDUM CONSULTIVO CHE NON GIUNGA AL VERO RISULTATO SPERATO, COMPORTA LA DISSOLUZIONE DEL PARTITO, E IL MANCATO RAGGIUNGIMENTO DELL’OBIETTIVO.

  11. gIANCARLO says:

    bISOGNEREBBE ESSERE PIù CHIARI SUI PRO E SUI CONTRO DEL PROVVEDIMENTO REFERENDARIO.

    • fabrizioc says:

      pro e contro?

      Il provvedimento referandario e’ un’altro passo verso l’indipendenza…
      Credo che i pro e contro dell’indipendenza siano chiari.

      Pro per il popolo Veneto (e il popolo Italiano ance), Contro per i parassiti Italioti

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