Referendum Veneto: parola alla politica, attenti a chi dirà di NO

di G.L.M.

Dunque adesso ci siamo: con un mese di ritardo rispetto alle indicazioni iniziali, è stato convocato il Consiglio regionale del Veneto con all’ordine del giorno la decisione sul referendum consultivo per l’indipendenza. In quell’occasione, che sicuramente catalizzerà l’interesse di gran parte dei veneti ma non solo, si capirà quali consiglieri e quali forze politiche si dichiareranno favorevoli a che i cittadini si esprimano con un sì o con un no circa l’indipendenza della loro Regione, e quali invece negheranno ai veneti questo sacrosanto diritto. In altri termini, dopo che la commissione dei giuristi voluta da Luca Zaia, ha in pratica aperto la strada alla celebrazione della consultazione popolare, ancorché consultiva, la parola passa ora alla politica.

E’ possibile prevedere fin d’ora il risultato della votazione che avverrà in Consiglio regionale ovvero sarà dato o no via libera al referendum? E’ una previsione molto difficile da azzardare. Lo stesso presidente di Indipendenza Veneta, Luca Azzano Cantarutti, fra l’altro componente della commissione dei saggi, da noi interpellato qualche giorno fa, ci ha confessato in tutta sincerità di non essere in grado di prevedere l’esito del consiglio. La Lega e altri consiglieri del gruppo misto, dovrebbero dire sì allo svolgimento del referendum, ma molte delle possibilità che il progetto di legge regionale n. 342 venga approvato stanno nelle mani dei consiglieri del Pdl, attualmente impegnati in una animata discussione sulla posizione da tenere, visto che da sinistra difficilmente verrà qualche aiuto.

Questo giornale ovviamente si augura con tutte le proprie forze che il Consiglio dia via libera al referendum e nello stesso tempo, nella malaugurata ipotesi che la consultazione venisse bocciata, farà di tutto per indicare ai cittadini del Veneto e agli indipendentisti  i nomi e i cognomi, oltre che il partito di appartenenza, di coloro che si assumeranno la responsabilità di negare alla gente il sacrosanto diritto di esprimersi. Se il Veneto potrà scegliere sulla propria autodeterminazione, siamo certi che un meccanismo di emulazione si estenderà ad altre realtà.

Come Indipendenza non vogliamo invece entrare ulteriormente nelle diatribe che si sono sviluppate fra alcuni schieramenti di Indipendenza Veneta – il movimento che ha lanciato e si è impegnato per il referendum – e fra questa e il comitato Plebiscito 2013. Se collaborazione o rottura debba essere fra le due anime, sia quel che sia: l’importante è che i litigi in corso non finiscano per  inficiare il cammino verso la votazione consultiva, sarebbe un peccato mortale.

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71 Comments

  1. L'Americano che gioca a fare il Veneto con stipendio italiano ..... says:

    L’INDIPENDENZA NON E’ UNA QUESTIONE DI DIRITTI, CONSENSO, PROPAGANDA ….L’INDIPENDENZA E’ GEOPOLITICA SONO INTERESSI STRATEGICI E ATTI DI FORZA….IN PRIMIS !!! NON DI PECORE VOTATI E BELANTI UNA PROPAGANDA BASATA SULL’IGNORANZA COLLETTIVA…. DI QUALCUNO CHE SI IMPROVVISA PRINCIPIANTE DELLA POLITICA ( Bellon’s docet).
    (es. altrimenti il Tibet sarebbe già indipendente ….che stupidi i tibetani a non aver pensato prima al referendum consultivo).

    LA GEOPOLITICA PARLA LA LINGUA DELLE ARMI …NON DELLE MATITE !!!

    IMMAGINARE PUOI !!! IMMAGINARE NON VUOL DIRE RACCONTARE SOGNI E FARE PROPAGANDA TANTO PER CREDERE IN QUALCOSA…..SUVVIA, NON SIAMO RIDICOLI E IRRISPETTOSI PER COLORO CHE HANNO STUDIATO E NON SONO CAPRE COME VOI !!!

    METIVEO IN TESTA NE ZAGLIA, NE PISSATI, NE BISATI, NE BELLOCIE VARIE POE INDIRE UN REFERENDUM INDIPENDENTISTA INCOSTITUZIONALE CONSULTIVO, ATTUATIVO, AUTOGESTITO, PLEBISCITARIO E/O IOCI CAUSA ….NEL CONTESTO DELLE STRUTTURE GIURIDICHE E LEGISLATIVE ITALIANE CHE ABBIA UN VALORE EFFETTIVO. PRIMA LO CAPITE E PRIMA VI SALVATE L’ANIMA….EL XE INCOSTITUXIONAE E SENSA VAEORE !!! EA XE NA TOLTA IN GIRO DE QUATRO EX-CAREGARI E NOVI CAREGARI CHE VOE TEGNERSE LA SEDIA TACA’ AL POPO. NESSUN PAEXE XE MAI DEVENTA’ INDIPENDENTE SE PRIMA NOL IERA CONFEDERATO COSTITUSIONALMENTE….E COMUNQUE SEMPRE FAXENDO UN ATTO DE FORSA E/O ATTO DE GUERRA….CHE NON SIGNIFICA VIOLENZA E MORTE. COMUNQUE UN ATTO DE FORSA GHE XE STA SEMPRE IN SLOVENIA E KOSOVO. IN MONTENEGRO GIA’ LA COSTITUZIONE PREVEDEVA LA SECESSIONE NELLA COSTITUZIONE CON LA SERBIA. IL CONFRONTO POI CON LA SCOZIA NON REGGE….SIAMO IN UN SISTEMA DI COMMON LAW…. E NON DI CIVIL LAW, COME IL NOSTRO !!!

    KOSOVO

    IL CASO KOSOVO INSEGNA: ” SENZA AUTONOMIA PARLAMENTARE VENETA E TUTELA, NON SI DIVENTA INDIPENDENTI.” INOLTRE LE ISTITUZIONI COLONIALI ITALIANE VANNO BOICOTTATE.

    Inizialmente l’etnia albanese reagì alla perdita dei suoi diritti costituzionali con la resistenza non violenta, guidata dalla Lega democratica del Kosovo (LDK) di Ibrahim Rugova. Gli albanesi boicottarono le istituzioni ed elezioni ufficiali e stabilirono istituzioni e scuole separate, dichiararono l’indipendenza della Repubblica del Kosovo (2 luglio 1990), riconosciuta solo dall’Albania (tornata da pochissimo democratica), adottarono una costituzione (settembre 1990) e tennero un referendum sull’indipendenza (1992), che registrò l’80% dei votanti con un 98% di sì (senza riconoscimento ma con osservatori internazionali).

    Nel 1999 scoppiò un conflitto armato vero e proprio, che vide l’intervento di diverse forze internazionali in protezione della componente albanese del Kosovo, presa di mira dal governo centrale di Belgrado.
    La pulizia etnica fu fermata, e le due parti, quella serbo kosovara e quella kosovaro albanese, furono invitate inutilmente a trovare una soluzione in comune.

    In base alle Risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite numero 1244 del 1999, il Kosovo fu provvisto di un governo e un parlamento provvisori, e posto sotto il protettorato internazionale UNMIK e NATO.

    Dopo la morte del presidente Ibrahim Rugova (avvenuta nel gennaio 2006), furono avviati i negoziati tra delegazione kosovara Serba e delegazione kosovara Albanese sotto la guida del mediatore ONU Martti Ahtisaari per la definizione dello status futuro della provincia serba. Nonostante numerosissimi incontri tra le diverse parti, il piano per lo status finale del Kosovo preparato da Ahtisaari non fu mai condiviso né dai serbi, che non volevano perdere la sovranità sulla provincia, né dai kosovari, che ambivano alla piena indipendenza.

    Lo status del Kosovo nella nuova Costituzione della Serbia del 2006

    Gli articoli 108-117 della Costituzione della Serbia garantiscono al Kosovo lo status di Provincia autonoma. Il 28 giugno 2008 è stata adottata dal Governo serbo la “Dichiarazione sull’istituzione dell’assemblea della comunità dei comuni della provincia autonoma del Kosovo-Metohija”. Un Ministero per il Kosovo-Metohije è istituito presso il Governo serbo.

    La proclamazione dell’indipendenza del 2008

    Il 17 febbraio 2008 il Parlamento di Pristina, riunito in seduta straordinaria, ha approvato la dichiarazione d’indipendenza del Kosovo letta dal premier Hashim Thaçi e ha battezzato i suoi simboli nazionali: la bandiera e lo stemma. Il discorso pronunciato dal premier parla di una Repubblica democratica, secolare e multietnica, guidata da principi di non discriminazione e uguale protezione da parte della Legge. Immediatamente dopo la proclamazione, il governo serbo si è affrettato a dichiarare illegittima tale affermazione,chiarendo che mai la riconoscerà.

    SLOVENIA

    Eccole qua le vie pacifiche della SLOVENIA …sempre guerra fu …di 10 giorni, ma pronti ad intervenire. Ripeto, l’Indipendenza si ottiene solo con il controllo e la forza di un territorio da parte di quel popolo sugli altri. Tutto il resto, sono barzellette e spot elettorali per fare caregari e basta !!! Informatevi sempre sulla storia, le guerre e i processi di Indipendenza territoriali, prima di sparare cazzate !!

    http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_dei_dieci_giorni

    MONTENEGRO

    Questi falsari di IV dimostrano tutta la loro ignoranza, il processo di secessione del Montenegro ad esempio, era previsto nella stessa costituzione di unione federale tra Serbia e Montenegro come successori dell’ex-stato jugoslavo. Il montenegrino come lingua è una variante del Serbo, come altre lingue e dialetti parlati nella ex-federazione jugoslava. Il Montenegro non ha chiesto osservatori all’ONU, per fare il referendum di secessione, in quanto previsto dalla stessa costituzione. Inoltre, questi fantomatici osservatori sono stati creati AD HOC, dagli americani per il caso KOSOVO (stato fantoccio), ma formalmente non esistono. Smettiamo di raccontare cavolate, al popolo bue e ignorante. Già Barroso ha risposto di No, l’ONU non prenderà minimamente in considerazione una lettera del genere. CITO quanto previsto dalla costituzione federale Serba-montenegrina: Il processo di secessione è stato regolato dall’articolo 60 della Carta Costituzionale di Serbia e Montenegro che richiedeva almeno tre anni dalla ratificazione della costituzione prima che uno dei due membri potesse dichiarare l’indipendenza. Lo stesso articolo specificava che per tale dichiarazione era necessaria l’approvazione di un referendum, la cui legge sarebbe stata definita dallo stato membro. Inoltre la costituzione stabiliva che gli stati membri che si fossero separati dalla confederazione avrebbero ereditato tutte le prerogative del precedente stato in materia di appartenenza e accordi con organizzazioni internazionali. Nessuno stato poteva veder riconosciuta la propria dipendenza senza aver prima organizzato un referendum di approvazione.IV è un bluff di indecenza, e ancora peggio il fatto, che la lega per continuare a sopravvivere stia sposando in toto le loro falsità e ignoranza ( cosa ben presente anche nella lega, visto gli esponenti).

    • ermanno says:

      tl.dr.
      ancora con sta ridicola storia di inconstituzionalià…

      • Il Serenissimo Principe fa sapere..... says:

        Il Veneto, regione italiana a statuto ordinario creato dalla costituzione italiana nel 1972, non erede di nessun stato Serenissimo, e sprovvista di autonomia, semplice ente amministrativo; uffici e basta per intenderci, dopo l’approvazione o meno della legge regionale che indice il referendum ( LEGGE REGIONALE Vs. GERARCHIA DELLA FONTI COSTITUZIONALI….RIUSCITE A CAPIRE ????) …..farà la fine del caso sardo. Auguri a tutti i pacifisti della cause perse…..pori falliti, l’indipendenza si prende ….non si domanda !!!

        http://www.unionesarda.it/articoli/articolo/296678

    • Vito says:

      Ma quanto gheto studià de più de staltri che ga studià pa scrivare tutta sta marea de monade copiae da qualche parte? Bisognaria informarse ben prima de scrivare. Riguardo ae piegore ignoranti e belanti, vardate na to someja, El dirito de voto indipendentemente dal risultato xe segno de democraxia che co e to paroe te neghi.
      PS: pa rispeto de tuti, scrivare in stampateo maiuscolo vol dire urlare: no xe par gnente educato e a frase anglo-latina (Bellon’s docet) che te ghe scrito dimostra che a to cultura xe de altissimo liveo. Boni studi futuri e Saluti cordiali.

  2. nino paladino says:

    BASTA ZAIA. FACCI VOTARE L’ANNO PROSSIMO!
    SOLO COSI POTRAI ENTRARE NELLA STORIA. ALTRIMENTI SARAI SOLO UNA SCOR…. NELLO SPAZIO.

  3. orazio says:

    non mi interessa niente di tutte le considerazioni giuridico legali di tanti commentatori.
    personalmente ho sempre visto imprese concrete partire dalla immaginazione .Veneti immaginiamo tutti assieme .
    immaginiamo di avere coraggio.immaginiamo di diventare uomini liberi.

    • mv1297 says:

      questo si chiama parlare (nel senso concreto del termine)
      Bravo (non detto in senso ironico, anzi!)
      Veneti tutti, dobbiamo svegliarci e credere di poter diventare veramente liberi dal giogo nazionalmafiofascistocentrale dell’Italia.
      A noi la parola.

    • Enea says:

      Concordo in pieno. Al di la degli aspetti legali, non riesco ad immaginare un paese occidentale negare il diritto di autodeterminazione di fronte a una vittoria di un referendum per l’indipendenza. Posso immaginare che cercheranno di impedire che il referendum venga fatto, che cercheranno in tutti i modi di convincerci che è meglio non andare a votare, ma se il referendum viene fatto con una dignitosa partecipazione e un chiaro risultato favorevole all’indipendenza, credo non ci saranno leggi, costituzioni, trattati che tengano… non siamo n’è in Russia ne in Cina, per quanto male ci ha abituato l’Italia. L’importante è crederci tutti! (anche perchè, almeno per ora, non esiste alternativa migliore)

  4. Roberto Porcù says:

    @ alex75 – premesso che Grillo l’ho votato anch’io come forza dirompente contro il magna magna della politica, anche se ti dirò che talvolta me ne pento.
    Penso che noi si aspiri alla stessa cosa, ma io rimango convinto che “se un referendum si facesse” i partiti inviterebbero ad andare al mare, e già in Veneto sono in tanti che del Veneto non gliene impippa un tubo (e di questo tu te ne rendi sicuramente conto), così il referendum servirebbe solo alla visibilità politica dei soliti, a perdere del tempo, a far dire che ai veneti piace essere cornuti e mazziati, … ed a spendere dei quattrini pubblici.
    “Siamo quasi fuori del tunnel”, “Si intravedono segnali di ripresa” … e quant’altro.
    Nella patria del comunismo facevano i piani quinquiennali, partivano da una situazione di disagio economico della popolazione, “ma l’anno prossimo ci sarà la ripresa”, “l’anno dopo il made in Italy andrà alla grande” … e, spacciate per certe quelle che erano solo speranze, la nomenklatura e la burocrazia dell’Urss ampliavano il loro potere ed il loro appetito.
    Torniamo in Italia, a fronte di vaghe speranze ai Cittadini, i partiti hanno incassato “subito” il finanziamento che si sono dati e non mancherà molto che un governo dichiarerà il fallimento per fare tutti i tagli che è necessario fare senza che i politici abbiano a rimetterci.
    Al fallimento seguirà un casino pazzesco ed immagino che scorrerà anche del sangue.
    Un po’ come nei fallimenti industriali nei quali il bene primario finisce frazionato, in quel momento noi dovremo essere pronti “e compatti” per tirarci fuori e far nascere quel Veneto libero al quale aspiriamo.
    Di altre strade non ne vedo.

    • ermanno says:

      i partiti invitano adandar al mare caorle ?
      il buon senso a votar si e tenersi isoldi per andar alle maldive tutti gli anni

  5. Nazione Toscana says:

    Se l’autodeterminazione del veneto e’ questione di interesse regionale ben può formare oggetto di referendum consultivo. Dov’è il problema?
    In ogni storia c’è un inizio e una fine e questo e’ solo l’inizio di una bella storia, consiglio regionale permettendo.
    Infatti il direttore si augura il successo dell’iniziativa e si impegna a tenerci informati sulle generalità dei consiglieri che dovessero, invece, farla naufragare.
    Ai 2 o 3 commentatori dell’articolo, che pensan d’esser ganzi, occorrerebbe ricordar che son dei bischeri.

    • ermanno says:

      il problema non cè.
      e se ci fosse se lo stan creando anche la Sardegna e la Lombardia. è un unione che fa la forza, il sistema italiaco non reggerà

  6. alessandro says:

    Replico il commento già inviato in forma di reply a Tito Livio, per rispondere alle numerose argomentazioni giuridiche, certamente interessanti, avanzate da non pochi lettori dell’articolo.
    Non entro nel merito delle stesse perché è evidente che, in ossequio al dettato Costituzionale, la Regione Veneto non può indire alcun referendum dai contenuti analoghi a quelli proposti. Qualora lo facesse, l’esito non apparirà formalmente vincolante per lo stato italiano. Ma andiamo! Vogliamo veramente continuare a credere che la politica, la grande politica, possa essere costretta entro i confini delle norme giuridiche, pur se di ordine costituzionale? C’è qualcuno che veramente non ricorda, invece, che la medesima grande, quella a cui stiamo assistendo e partecipando tutti noi indipendentisti (pro o contro il Veneto libero, la Padania libera, o qualsiasi altro processo di questa natura, ma sempre indipendentisti), quella politica che fa la storia; c’è qualcuno, ripeto, che non ricorda che, solitamente, la grande politica contribuisce a dettare le norme fondamentali? A nessuno, penso, è dato sapere come proseguirà il cammino intrapreso dal magnifico popolo veneto (e io Veneto non sono), ma ho il sospetto che il solco è stato tracciato e conduce verso l’agognata meta.

    • Tito Livio says:

      Ok, usciamo dal mondo del diritto italiano ed entriamo nel diritto internazionale, ossia dei patti tra Stati (rispettati e non dagli stessi) che si fa? si chiede agli Usa? alla Cina? all’Europa(che ha la consistenza politica di un ectoplasma)? quindi all’Onu in cui comandano i soliti noti con diritto di veto? e che fanno dichiarano guerra ad uno Stato membro come l’Italia che fa parte, ricordiamocelo, della Nato (quindi interessi USA)? l’indipendenza è un atto di forza, un momento fondativo che non potrà mai aversi in forza del diritto internazionale ! raccontare che arriverà l’Onu o l’Europa significa prendere in giro la gente, già vessata con tasse, senza lavoro e molto incazzata e disposta a credere al primo che arriva.

      • alessandro says:

        Prima di tutto la ringrazio per la risposta. Scrivevo della grande politica che fa la storia. Ora, le istituzioni sono meccanismi che servono a far rispettare le regole (Elster, I meccanismi sociali). Le istituzioni politiche assolvono con più evidenza a questo scopo. L’efficacia di uno stato-nazione, di una regione, di un comune o di una macroregione consiste nella loro capacità concreta di generare ordine sociale (attraverso la distribuzione di sanzioni e benefici). Non posso sapere ora, come scrivevo, quali ostacoli i Veneti incontreranno lungo il loro percorso di autodeterminazione. Spesso, vale la pena ricordarlo, gli ostacoli sono prima di tutto interni al popolo stesso. Ma sottolineavo la contraddizione emergente che non riguarda più, solamente, il popolo e lo stato, ma gli organi interni ad un medesimo stato-nazione. Questo fatto è importante: le istituzioni politiche devono funzionare per prevalere su altre potenzialmente concorrenti. Ben lo sanno i meridionali, perennemente chiamati a scegliere tra stato e mafia. Nel corso del tempo l’architettura istituzionale e le norme devono adeguarsi per poter conservare la capacità di generare ordine sociale. Già ora lo fanno. Infatti un atto come quello dell’indizione di un referendum per l’autodeterminazione, solo una cinquantina o anche meno di anni fa sarebbe stato impensabile: lo stato italiano avrebbe reagito mostrando il suo lato oscuro, violento. O avrebbe agito preventivamente (lo aveva fatto, ma la determinazione del grande popolo veneto a avuto la meglio) Oggi tenterà quasi sicuramente di dileggiare, di sminuire. Facendolo testimonia di essere, lo stato-nazione italia, già pienamente coinvolto in un processo entro il quale le istituzioni realmente funzionanti collaborano tra di loro e quelle desuete appassiscono o cambiano forma.
        caro Tito Livio le sue preoccupazioni legittime, sacrosante e degne di attenzione, sono accompagnate da ipotesi risolutive che appartengono ad un Europa ancora tecnicamente rudimentale.

  7. alex75 says:

    @porcu’
    Si vede che non hai capito niente, Grillo l’ho votato, la lega e’ finita.
    Vedi non vogliamo essere una zona franca come rivendica la Sardegna, noi abbiamo un residuo fiscale di 20 miliardi, il rating veneto sarebbe una tripla A se non fossimo in Italia, quindi noi economicamente siamo gia’ come uno stato europeo come l’Austria o l’Olanda.
    L’Italia e’ tecnicamente fallita (lo dice anche ilgrillo parlante), non possiamo provare a staccare una scialuppa e mettere dentro i nostri figli? O dobbiamo affondare senza battere ciglio? Allora non cii frega piu’ niente di chi comanda a Roma, puo’ farlo anche Riina, tanto e’ lo stesso, anzi piu’ ne combinano piu’ alimentano il nostro motore.
    Quindi giuristi o mafiosi, se non proviamo a rompere sul serio chi ci ascoltera’ piu’?
    In bocca al lupo, noi dobbiamo andare per la nostra strada, in modo o nell’altro, fatevene una ragione. TUTTI!!!
    Mi spieghi di liberta’, e’ una cosa troppo grande per discuterne cosi’, sappi che per ora mi accontenterei di essere libero dai parassiti che ci stanno facendo affondare.
    W San Marco

  8. alex75 says:

    @AMERICANO….
    Si vede che hai qualcosa di personale, sai…
    Cosa ci fai in questo sito? solo x sparare merda…boh
    Scrivi su quelli di Grillo, Bersani, e giu’ di li’, che e’ meglio; perche’ per come ti poni sembri un porta sfiga che ha studiato qualcosa per far vedere di sapere o contestare gli altri.
    Ma perdiana proponi qualcosa tu allora che pontifichi dal profondo del tua astio.
    E non ti ho offeso solo perche’ questi sono giorni di speranza per noi che cerchiamo speranze per il futuro dei nostri figli e gente come te ci ricorda solo che dobbiamo tenere duro.
    COPATE! CIAO
    W LA LIBERTA’

    • Roberto Porcù says:

      @ alex75 – se quel che dice il grillo parlante ti urta, tu schiaccalo sul muro e sai come ti troverai bene.
      Io concordo con americano che tu bistratti.
      L’associazione a delinquere di stampo politico-burocratico che gestisce l’Italia, già se ne fotte dei referendum abrogativi previsti dalla costituzione più bella del mondo e pensi tu che accetterebbe mai un verdetto di un referendum “consultivo” con solo valore statistico che mirasse a togliere loro il pane di bocca?
      La Lega ha la funzione di ingabbiare le aspirazioni di una parte della popolazione e farle sfogare senza far danno con diverse minchiate, tipo Pontida, l’acqua del Po, l’indipendena, l’autonomia, l’indipendenza, e un referendum, forse che si e forse che no, basta tirare in lungo ed, appunto, senza fare danno.
      La libertà è una cosa un po’ strana, se la vuoi te la prendi e la difendi con le unghie ché nessuno te la darà mai, perché nessuno te la può dare.

      • Enea says:

        Forse non hai capito… noi la libertà mica la andiamo a chiedere… Se al referendum vince il si, la libertà ce la prendiamo. Basta quello per andare all’ONU e farsi riconoscere come stato.
        L’ONU ha tirato le orecchie all’Italia per una espulsione che violava il diritto internazionale, pensi forse che se ne starà zitta e ferma se l’Italia non rispetta il diritto dell’autodeterminazione?

        • Tito Livio says:

          Scusi Enea ma posso chiederle da cosa deduce che portando all’Onu un “sondaggio” (chiamato referendum ) che bisognerà vedere come verrà organizzato e quanti veneti si recheranno a votare, si verrà riconosciuti come Stato? precedenti? fonti? no perchè altrimenti si rischia di prendere in giro gente in buona fede…

          • ermanno says:

            montenegro 2006 ? tanto per dire eh

          • Enea says:

            Scusi Sig. Tito Livio, ma lei coma fa a dedurne il contrario? Perchè usa parole che non vede comparse in questo articolo: chi mai ha parlato di “sondaggio”? Mi sembra che la regione debba discutere un referendum per propone l’indipendenza, e suppongo si vada a votare con una tessera elettorale e suppongo pure che sarà stabilito un quorum. Quindi suppongo che la parola “sondaggio” sia totalmente inadeguata.
            Ammetto che le mie conoscenze in materia siano scarse e che le mie convinzioni siano basate su un senso logico, comunque giro la domanda a lei: Come fa a dedurre che tale referendum non possa essere sufficiente per essere riconosciuto come stato. Ha forse qualche esempio di popolo in un paese democratico che abbia vinto un referendum per l’indipendenza senza che poi questa non venisse riconosciuta?

      • alessandro says:

        Una strana idea della libertà, che secondo il Porcù la si prende e la si difende con le unghie.
        Ma la si difende da chi? Semplicemente da chi te la vuole togliere? Non sarà che i sentieri che estendono le libertà individuali e che risultano nel tempo vantaggiosi per l’intera società, vengono battuti dalle persone migliori, le più sagge, le più intelligenti perché, nel percorrerli, ci si trova a dover pazientemente demolire, mattone dopo mattone, gli edifici costruiti dal potere politico che, appunto, della libertà è così spesso l’antitesi? Il referendum in Veneto non è forse una tappa (e che glorioso traguardo, un Gran premio della Montagna!) di questo percorso che vede noi tutti impegnati contro il dogma dell’indivisibilità dello stato-nazione? Il quale dogma, mi sembra, manifesta il limite attuale oltre al quale i principi democratici, la sovranità del diritto cui il potere politico deve sottomettersi, vengono invece calpestati. Il diritto infatti non è, banalmente, la Costituzione, ma la giusta e definitiva sentenza (lo ius) pronunciata autorevolmente. E quale pronuncia più autorevole, rispetto al destino del Veneto, di quella del popolo Veneto?

  9. diego says:

    A sinistra voteranno no e alla fine Berlusconi ordinerà il no anche al PDL.

  10. CARLO BUTTI says:

    Non entro nel merito delle delicate questioni qui dibattute. Dico soltanto che la parola “plebiscito” non mi piace per nulla: mi ricorda le democrazie bonapartiste, i famigerati plebisciti con cui si finse di consultare il popolo per accorpare al regno dei Savoia gli staterelli pre-unitari e soprattuttoil Sud “liberato” da Garibaldi con l’appoggio del governo britannico e il foraggiamento della massoneria internazionale. Sarà bene andarsi a rileggere certe amarissime pagine del “Gattopardo”. “Plebiscito” è parla irrimediabilmente compromessa, evoca brutture e manipolazioni, va gettata nella spazzatura. Nelle battaglie politiche anche le “parole d’ordine” sono importanti, per il loro significato evocativo.

  11. Gigio says:

    @chiara meglio topo di fogna che testa disabitata e leccaculismo imperante

  12. Tito Livio says:

    Auguro buona fortuna a chi ha lavorato alacremente per raggiungere questo risultato. Chiedo se è possibile esprimere dei dubbi a cui magari qualcuno potrà rispondere.
    Al di la della questione diritto internazionale diritto interno, materia complessa e purtroppo banalizzata, vorrei capire che significato giuridico avrà, se sarà organizzato, questa sorta di plebiscito. Posto che la regione è un ente derivato, cioè che “deriva” la propria legittimità e i relativi poteri dalla Costituzione della Repubblica Italiana, che tipo di referendum avrà luogo? abrogativo? immagino di no, “approvativo” di un disegno di legge Costituzionale? immagino di no e allora? le fonti del diritto sono quelle (purtroppo). Sembra che avrà luogo una consultazione che avrà il valore di un sondaggio, anche se potrebbe avere un sicuro risultato politico, quindi in sostanza giuridicamente nulla. Non capisco come potrebbero votare 5 milioni di veneti; mi spiego: la nostra Regione ha 4 862 581 abitanti cioè residenti compresi i minorenni che non possono esercitare ancora il diritto di voto, ora alle regionali del 2010 gli aventi diritto sono stati 3.903.199 come è possibile che votino 4 milioni e passa di persone? poi, voterebbero i residenti? oppure anche veneti di nascita in giro per l’Italia e per il mondo? (dubito nel caso in cui venisse organizzato un semplice sondaggio pur ammantato del carattere propagandistico di “referendum”). Ribadisco la mia non è una critica alla ragionevolissima intenzione di far decidere il “popolo” rispetto al proprio futuro, sono solo dei dubbi a cui nessuno mi ha ancora risposto.

    • Teresa says:

      Queste questioni sono disciplinate nel PDL 342 per l’indizione del referendum, i numeri non sono stati forniti, si parla di cittadini maggiorenni “iscritti nelle liste elettorali di un comune compreso nel territorio veneto”. Per il diritto dell’Unione Europea ciò significherebbe a mio avviso che avranno diritto di voto tutti cittadini degli stati membri dell’UE, che infatti possono votare per elezioni comunali del comune in cui risiedono, anche se non è nello stato di cui detengono la cittadinanza. il PDL comunque è soggetto a emendamenti in Aula.

      • Tito Livio says:

        Quindi essendo legge regionale sarebbe soggetta a tutti limiti costituzionali sopratutto se si infrangono i limiti espliciti ed impliciti alla revisione ma nel caso in cui venisse indetto un semplice sondaggio (quindi non infrangendo nessuna norma) e nel caso la maggioranza degli aventi diritto votasse (e magari a favore) cosa accadrebbe dopo? insomma chi ha il potere per far cosa? e il potere in base a cosa? in base alla consultazione, quindi si dovrebbe formare un comitato? oopure la Regione(le vedo dura in quanto ente-derivato italiana), o magari ci sarebbe un atto unilaterale tipo Kossovo-dichiarazione indipendenza?

        • ermanno says:

          han buttato un sasso grosso nello stagno e s’e’ formata un onda notevole.
          SE una grossa percentuale di Veneti vuol esser indipendente, per quanto l italia ‘nullifichi’ la legalità del voto è tardi. Non passerà inosservata la voglia d indipendenza che troverà la strada non sbarrabile.strada di diritto internazionale.

          e cmq la situazione italiana fa talmente schifo che tra un po qualche cosa succederà, come un non pagare piu nulla e quel che succede succede. meglio ce la concedino con le buone.

        • alessandro says:

          Gentile sig. Tito Livio, lei interviene nel dibattito ponendo alcune osservazioni di carattere giuridico. L’indizione del referendum da parte della regione Veneto mi pare più semplicemente un atto politico di rottura con lo stato italiano. E’ evidente la contraddizione che si manifesta e che lei ha puntualmente colto. Ma, andiamo, non vorrà mica farci credere che la politica, la grande politica come quella che in questi giorni abbiamo, noi indipendentisti, il piacere di veder esercitata, deve preoccuparsi veramente delle norme vigenti, pur se costituzionali. Sospetto invece che la medesima grande, quella che fa la storia, si componga di momenti gloriosi come quelli cui stiamo assistendo e partecipando

          • Tito Livio says:

            @Ermanno indipendenza come atto unilaterale, come momento fondativo è una cosa, altra è un sondaggio a cui partecipassero 1 milione di persone.
            Il punto è: quanti andranno a votare se verrà organizzato un sondaggio, perchè di questo si parla, non di un referendum legalmente riconosciuto dalla repubblica in quanto non esiste tale istituto. Diverso è il caso da lei paventato, milioni di veneti votano per l’indipendenza e si rifiutano di far parte dello Stato italiano, io questa marea di gente non la vedo ma magari mi sbaglio.

            @Alessandro La Regione è un ente derivato dello Stato italiano, se rompe con lo Stato il consiglio regionale, il presidente, la giunta vengono deposti e quindi tutti gli atti da loro posti in essere sono privi di qualsiasi valore legale, un altro paio di maniche sarebbe se vi fosse un comitato, votato da veneti, esterno alla Regione che goda di un’oggettiva popolarità. L’indipendenza è una situazione di fatto e non di diritto ergo un movimento che parla di indipendenza legale non sta dicendo le cose come stanno . Il diritto internazionale per sua stessa natura si basa sui rapporti di forza tra Stati i quali moltissime volte non hanno rispettato i patti da loro sottoscritti (non solo l’Italia eh ma anche USA, Francia Uk ecc) in virtù dell’interesse nazionale, figuriamoci se tali Paesi nel Club Nato riconoscessero ad una regione di una Paese partecipante l’indipendenza di fatto quindi dando luogo ad un precedente che potrebbe travolgere nel futuro loro stessi. In sostanza l’indipendenza è un atto di forza, rivolta pacifica o meno e non si ottiene con un foglio di carta in cui risulta che c’è stato un referendum/sondaggio. P.s all’Onu sappiamo bene quali sono i Paesi che hanno il diritto di veto (e quindi comandano ) e quali no.

            • ermanno says:

              @tito , è un referedum,non un sondaggio. già sbaglia qui,di tutto ha capito gran poco…

              • Tito Livio says:

                Caro Ermanno quando parlo di sondaggio intendo propio il fantomatico referendum che non avrebbe alcun valore legale internamente ne esternamente , perché? Il nostro statuto (veneto) parla di referendum consultivi ma non specifica le materie ma è’ ovvio che una Regione nell’ambito dei poteri attribuiti dallo Stato centrale non abbia la possibilità di rendersi indipendente con un voto ! (Almeno secondo il nostro ordinamento ) e dato che il diritto internazionale ( patti tra Stati sovrani) non ha una struttura -organo che lo possa applicare ( non mi si dica l’ONU perché sappiamo chi comanda e a chi fa riferimento) parlare di referendum previsti dal diritto internazionale secondo me è palesemente un discorso senza fondamento. Secondo la giurisprudenza non esiste un percorso fissato ma bisognerebbe agire unilateralmente come il Kossovo( indipendente grazie agli U.S.A) ma non può essere la Regione ! mi illumini caro Ermanno se lei conosce altre cose che mi sfuggono .

  13. Paolo Brembilla says:

    forza Veneti, pancia a terra e sotto a lavorare per il referendum … un occasione così (anche senza apparente valore legale) non capiterà più per 100 anni

  14. Gigio says:

    Crisvi va dove che te voi co chi te voi tanto aea fine no ghe ne frega gnente a nisuni. Te ghe fato casini drento Raixe Venete,ai tempi de Vs e puntualmente desso ,dove che ghe xe magagne te che si ti e Bisato,a meter zizagne e rompere i coioni si maestri,lodarve e farve bei xe el vostro passatempo preferio( perche’ si nullita’ che cerche’ de autoconvinserve de eser splendidi). In realta’ ve conose tuti e si na barzeeta continua. Pizzati podeva eser spasa’ via ai tempi dea storia de Massimo Rigato,soeo a deboesa de Raixe Venete ga evita’ questo. Voria pagar un jornaista che conose ben el nostro mondo de scriver un libro su 25 anni de venetismodei contenuti e de personaggi da teatro del assurdo ghe ne xe a iosa. Quasi quasi…

    • Chiara says:

      Adesso escono anche i ratti di fogna come questo topoGIGIO.

    • mv1297 says:

      Ho un gran rispetto per le persone che credono in quello che pensano, soprattutto se si basano su ragionamenti e pensieri solidi. Crisvi è uno di loro. Tu, Gigio, cosa hai da offrire? Solo lamenti? Per cui sei inutile alla società, ma utilissimo a te stesso per una semplice questione di autostima.
      Veda un po’ Lei cosa sia più importante.
      Crisvi l’ho seguito da tempo ed anche se non l’ho mai incontrato di persona, preferisco persone che abbiano come unico scopo attuale, la libertà del Veneto.
      Tutti gli altri, possono accomodarsi sulla vecchia poltrona italica. O continuare a lamentarsi come perfetti idioti.

  15. Giacomo says:

    Ricordo a tutti quelli che ceredono ancora nel triKoglione,che la storia ci insegna che gli stati non sono eterni! Anche se la costituzione non permette la separazione! Se c’e`la volonta popolare con le buone o con le cattive ci sara la possibilita di andarcene da questa nazione nata da un miscuglio di popoli! Vedi la jugoslavia!
    E chi votera NO vuol dire che ha solo voglia di smartellarsi i coglioni!

  16. Giorgio da Casteo says:

    Dopo il fallimento del 1997 questi nuovi pseudo-indipendentisti si stanno predisponendo per ricevere un nuovo calcio sui denti dal Popolo veneto.
    Un parere dei consiglieri regionali, ora, vale poco.
    Sondaggi e consultazioni elettorali recenti ci danno perdenti.Il quorum da raggiungere, dei 3 milioni circa di votanti, non ci da scampo. Seriamente prepariamoci per il 2015.Insieme allora voteremo il rinnovo del CR ed il referendum per l’Indipendenza. Quando il rischio della non partecipazione alla chiamata elettorale sara’ al minimo. Sara’ dura l’attesa , ma la realta’ ce lo impone a meno che…WSM

  17. Gigio says:

    Il Serenissimo principe xe Betti.. Aless.. caldegia’ da Giaret.. e da qualche altro frustra’ ai margini che voria fama ma che invese no vien tolto in considerasion da nisuni. El problema de tanti venetesti xe che i xe primedonne dei poveri,zente mediocre e fallita che fa un gran marketing de se stessi ma che in realta’ xe solo che fumo. Nei anni in cui go frequenta’ sto mondo sempre lontan dae beghe ma co un pie ovunque ne esco schifa’,poca organizasion e pianificasion,persone che se sopravaluta sensa motivo,poche risorse umane e materiali,troppi illetterati e sfigai. La fede in San Marco resta,el rispeto par tanta gente in bonafede anca,l’ odio atavico contro l italia aumenta ma tanti saluti,come dizeva un giornalista vicin al nostro ambiente “Capre”. L indipendensa no arivera’ par quanto xe justo lotar,el sistema ga prima da crolar globalmente,dopo parechio sofrir se ripartira’ dai teritori e dae cita’ stato e forse solo allora e Venesie ritrovera’ a propria dignita’-liberta’.

  18. Crisvi says:

    ” Come Indipendenza non vogliamo invece entrare ulteriormente nelle diatribe che si sono sviluppate fra alcuni schieramenti di Indipendenza Veneta – il movimento che ha lanciato e si è impegnato per il referendum – e fra questa e il comitato Plebiscito 2013. Se collaborazione o rottura debba essere fra le due anime, sia quel che sia: l’importante è che i litigi in corso non finiscano per inficiare il cammino verso la votazione consultiva, sarebbe un peccato mortale. ”

    In buona sostanza, sono d’accordo con te Marchi.

    Ci sono cose più importanti, di un gruppo di ambiziosetti, che vogliono scalare il potere nei modi e nei tempi che sono sotto gli occhi di tutti e che presto o tardi emergeranno in modo inequivocabile.

    Abbiamo un’Indipendenza da creare e serve lo sforzo congiunto di tutti, per raggiungere il traguardo.
    Ci penserà il tempo, a emarginare chi ha voluto creare una situazione del genere, poco prima del referendum.

    Da questo momento, mi pongo a disposizione di plebiscito 2013.

    http://plebiscito2013.eu/

    Persone che CONTANO, che REALIZZANO, che VALGONO !
    A cominciare dai nostri rappresentanti interni, ancora tesserati IV.
    Lodovico Pizzati e Gianluca Busato primi tra tutti, dal mio punto di vista.
    Persone eccellenti e geniali, ne ho avuta riprova più volte. Le chiacchiere per mediocri, che qualcuno esprime nei loro confronti, sono solo morcia di scarto, degna di chi la emette.

    Per il resto, non c’è storia in termini Indipendentisti.
    Circa sei mesi per accordare sei saggi, sono tempi vergognosamente italiani e non Veneti !
    Era il Novembre 2012 quando dalla sala magna dell’hotel Pigalle, si parlava d’imminente convocazione di una squadra di tecnici ( saggi ), che avrebbe sancito la fattibilità del referendum.
    Parlandoci chiari, per me ( ma non sono l’unico ), IV è ormai lo scheletro di ciò che era con il suo intero direttivo al completo.
    IV è in piccola parte anche una mia creatura e mi rimarrà sempre nel cuore, assieme alle tante persone perbene che ho conosciuto al suo interno.
    Ma qualcuno, un gruppetto di furbetti, ha voluto mettere il carro davanti ai buoi e io non collaboro, con chi non stimo.

    Vedremo cosa faranno i militanti, al rinnovo delle iscrizioni. Ho buone ragioni di ritenere che qualcuno avrà delle sorprese e questo qualcuno non sarò certamente io.

    Adesso, voltiamo pagina.
    Abbiamo l’Indipendenza da conseguire.

    Ad Maiora

    CrisV 🙂

    • L'Americano che gioca a fare il veneto.... says:

      CRISVI….SEI PATETICO ….VOI SIETE LA BIBBIA E LA COSTITUZIONE, VOI SOLO SIETE DOGMI DI VERITA’ !!

      L’ITALIA VI DIRA’ SICURAMENTE DI SI, E LA CORTE COSTITUZIONALE NON PROFERIRÀ NESSUNA SENTENZA GRAZIE ALLE GRANDE MENTI DI PIZZATI & BUSATO, LE DIVINITA’ IN TERRA DELLE CAUSE PERSE E DELLA MACERIE.

      Poco importano i nomi di quelli che si schiereranno per il SI o per il NO di questa legge regionale farsa, che sarà impugnata dalla corte costituzionale e spazzata via …con le vostre menzogne e bugie. IL REFERENDUM E’ INCOSTITUZIONALE QUINDI….NON HA NESSUN VALORE PER L’ITALIA E PER IL MONDO. Saggi’s docet !!

      Che poi NON sia vietato, è un’altra questione. Neppure avere cretini che scrivono tanto per scrivere è vietato….eppure quello che scrivono ha valore zero !!!

      IL PLEBISCITO 2013 POI….UNA CACCATA PAZZESCA !!!

      Le forme plebiscitarie di consultazione erano previste in dittatura ( IV è sempre stata una dittatura…altro che movimento trasversale e democrazia diretta ….caregari, macerie e basta), forse avete un pò di confusione in testa tra istituto referendario democratico e istituto plebiscitario dispotico….NON PREVISTO DAL NOSTRO ORDINAMENTO !!!

      Da quello che si intuisce, il plebiscito è autogestito !!! CHI LO FINANZIA ? CHI LO GESTISCE ? CHE VALORE HA ?

      MA NON VI RENDETE CONTO DI QUANTO IGNORANTI E RIDICOLI SIETE ???

      VOLETE L’INDIPENDENZA …PRENDETEVELA !!!

      “Con l’aiuto di una costante propaganda perfino il paradiso può essere presentato alle persone come un inferno e la vita più miserabile, come un paradiso”. In queste poche righe è racchiuso il pensiero di Hitler sull’importanza e la necessità di una comunicazione mirata nella sua ascesa al potere. NON VI RICORDA QUALCUNO ????
      ORA LA PROPAGANDA ….SI CHIAMA MARKETING !!!

      • Chiara says:

        -Neppure avere cretini che scrivono tanto per scrivere è vietato….eppure quello che scrivono ha valore zero !!!-

        principe dei buffoni dovevi sicuramente essere davanti allo specchio quando hai scritto questa frase.

      • mv1297 says:

        Il solo fatto che tu abbia la libertà di dire che non siamo liberi dal giogo nazionalfascista centralista romano, per una questione solamente di diritto (de che?) costituitosi con la violenza, fa vomitare.
        Tu, dall’alto della tua supponenza di persona sicura e coperta da empiriche discussioni di legalità (legittime?), non hai capito un c..o di come il mondo funziona.
        Ci risentiamo dopo che l’Italia sarà defunta. Ma mi sa che ti dovrai nascondere ancora dietro ad un nickname di provata ignoranza.

        • L'Americano che gioca a fare il Veneto con stipendio italiano ..... says:

          Di sicuro la VERITA’ NAZI-VENTISTA, è in mano alla triade Pisso-Bisato- Belloccia e una città che li adora ….Treviso !! SE GA VISTO !!!

          TRE-VISO—-TRE-FACCIE !!!

          Di sicuro bisogna avere profonde conoscenze per proclamare per mezzo di questo giornale:

          “DISPIACE AMMETTERLO …SIAMO PRINCIPIANTI DELLA POLITICA.”
          Ancora: “Pizzati? E’ stato l’elastico che ha tenuto insieme tutti, almeno finché è stato possibile – insiste a proposito la Bellon, che ammette siano stati commessi errori da ambo le parti. Nessuno di noi è perfetto e soprattutto nessuno è un politico di professione. Spiace dirlo, ma stiamo imparando a fare politica nel tempo libero”.

          Oserei dire ….se vede !!! E si legge !!

          http://www.lindipendenzanuova.com/chiavegato-bellon/

          http://www.lindipendenzanuova.com/blitz-a-verona-badii-contro-bellon-il-video/

  19. San Marco says:

    Ben detto!,pubblicare i nomi di chi voterà NO!.
    Che una volta tanto si assumano le loro responsabilità.
    Un grazie a L’Indipendenza.

  20. L'AMERICANO CHE GIOCA A FARE IL VENETO..... says:

    LA REGIONE NON PUO’ RIFARSI AL DIRITTO INTERNAZIONALE PER ANDARE CONTRO ALLA COSTITUZIONE CHE L’HA PARTORITA. SEMPLICEMENTE PERCHE’ LE REGIONI ITALIANE ( a statuto ordinario e speciale), ESSENDO ENTI AMMINISTRATIVI ( uffici e basta per intenderci), SONO SPROVVISTE DI PERSONALITA’ GIURIDICA INTERNAZIONALE; QUINDI NON SONO SOGGETTI ATTIVI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE. SVEGLIA COGLIONI …..CAZZARI !!!

    Una forma di controllo preventivo di costituzionalità era previsto anche nell’ordinamento italiano nel caso il giudizio innanzi alla Corte costituzionale fosse proposto con ricorso statale ed avesse ad oggetto una legge regionale. A seguito della modifica dell’articolo 127 della Costituzione, intervenuta con la legge costituzionale 3/2001 il controllo avviene ormai in modo successivo. Nell’ordinamento italiano resta però un’ipotesi di controllo preventivo: a seguito della riforma dell’articolo 123 della Costituzione, intervenuta con legge costituzionale 1/1999, è stato infatti introdotto uno speciale giudizio di costituzionalità ad iniziativa statale, avente ad oggetto gli statuti delle regioni a statuto ordinario e le leggi che li modificano. In verità la disposizione costituzionale si presta ad interpretazioni opposte e la dottrina si è divisa tra chi sosteneva il carattere preventivo del ricorso e chi invece lo riteneva successivo. La Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi sul punto, ha ritenuto che il giudizio debba essere inteso come preventivo (sentenza 304/2002).

    • fabrizioc says:

      AUTOdeterminazione dei popoli.

    • San Marco says:

      Toh! il serenissimo principe che fà il troll.
      Di indivisibile e immodificabile cè solo la demenza che alberga nel tuo cervello.

    • Antonia says:

      Parlami del Kosovo, genio

      • Tito Livio says:

        Kossovo? che è diventato indipendente in forza di un atto unilaterale ? senza referendum? che è ancora indipendente perchè gli U.S.A lo hanno stabilito? oppure il Montenegro che è diventato si indipendente tramite referendum ma previsto dalla Costituzione? La sovranità popolare è un bel principio se tutti, a livello internazionale, sono d’accordo (come la Storia insegna).

        • mv1297 says:

          ma che grANDE CAZZATA SCRIVI!
          La sovranità è un bel principio se tutti, a livello internazionale, sono d’accordo……….?????????????
          anche tu, non hai capito un c…o di come funziona il mondo.
          Sei un semplice burattino che crede di essere intelligente.

    • ermanno says:

      ‘a coso. uno stato veneto oggi non c’e’. stai scrivento un mucchio di boite.la regione può fareil referendum

  21. Bortolo Manin says:

    Quei nomi rimarranno scolpiti sulla pietra. Chi vorrà assumersi la reponsabilità di NEGARE al popolo Veneto di salvare sé stesso e la sua carne pacificamente e democraticamente, può stare certo che il suo nome e la sua espressa volontà non cadrà nell’oblio.

  22. giannarcixo says:

    Devo, perdonatemi, togliermi qualche sassolino dalla scarpa. Mi riferisco ai nostri detrattori ed in particolar modo a questo giornale dove anche ieri (leonardo) gettava fango su di noi.
    Tutte le iniziative che hanno portato a questo risultato sono state derubricate, da questo giornale, come fantasie (nella migliore delle ipotesi).
    Quanto vi deve bruciare! Vi sentite un po’ stupidini? Non riporto, per ragioni di spazio, la definizione che Gaber dava dei giornalisti su “io se fossi Dio”, ma a leggervi, credetemi, calza a pennello.
    Pennivendoli senza arte ne parte, pensate con la testa di altri pensatori.
    Ok, basta così (per il momento) mi godo il risultato frutto di un lavoro durissimo contro tutto e tutti e la mia goduria è doppia perchè siamo sicuri che il consiglio straordinario del Veneto previsto per il 30/07 p.v. fisserà la data dell’agoniato referendum.
    Ah dimenticavo: quando organizzere altri incontri con tutti i movimenti autonomisti / indipendentisti? Abbiamo voglia di ridere ancora, coraggio! TZ

    • Paolo Amighetti says:

      “Io se fossi Dio maledirei davvero i giornalisti, e specialmente, tutti… Che certamente non son brave persone, e dove cogli, cogli sempre bene. Immagini geniali ed interessanti di presidenti solidali e di mamme piangenti… Ma in questa Italia piena di sgomento come siete coraggiosi voi che vi buttate senza tremare un momento! Cannibali, necrofili, deamicisiani, astuti, e si direbbe proprio compiaciuti… Voi vi buttate sul disastro umano col gusto della lacrima in primo piano. Sì, vabbè, lo ammetto: la scomparsa dei fogli e della stampa sarebbe forse una follia, ma io se fossi Dio di fronte a tanta deficienza non avrei certo la superstizione della democrazia.” Un gran pezzo, anche se sarebbe meglio dedicarlo alle arroganti, servili firme della stampa italiana piuttosto che ai nostri Marchi e Facco. No?

      • Paolo Amighetti says:

        A metà seconda riga inserire: [Compagni giornalisti, avete troppa sete e non sapete approfittare delle libertà che avete. Avete ancora la libertà di pensare, ma quello non lo fate, e in cambio pretendete la libertà di scrivere, e di fotografare…]

    • Teresa says:

      mi è sempre sembrato un giornale molto amico di tutte le iniziative indipendentiste, con molta attenzione per il veneto.
      non diciamo pretestuose sciocchezze trolleggianti.

  23. roberto roman says:

    Lancio una proposta: ritrovo spontaneo nel primo pomeriggio di MARTEDI’ 30 LUGLIO davanti a palazzo Balbi con le bandiere di San Marco (Marciane) in mano. Dopo la Approvazione del Referendum propongo a tutti di andare insieme a festeggiare La Vittoria della Storia sulla burocrazia itagliana a Piazza San Marco !!!! sempre come singoli individui….ricordeve de portarve drio i botiglioni de vìn e tanta tanta Alegria !!!!!!

    Roberto Roman

    • Dan says:

      In caso contrario consiglio staccare le bandiere dai bastoni e scoprire che questi ultimi sono in realtà tubi d’acciaio di quelli che si usano per fare i collegamenti dell’acqua calda.

  24. Gino says:

    La sinistra si è sempre dimostrata molto sensibile alle vicende che riguardano altri continenti, appoggiando magari le rivendicazioni del più sperduto popolo dell’Africa, ma quando si tratta di Veneto o di altre realtà italiane non è molto democratica.

    • Franco says:

      guarda che il fascismo è nato dal socialismo e che viene collocato a destra solo a causa di un refuso storico

      quindi questi sinistrati che si strappano le vesti per l’euskadi o per il kurdistan si credono antifascisti ma sono peggiori dei fascisti

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