Referendum Veneto: lo straordinario peso politico del plebiscito digitale

di GIANLUCA MARCHI

Alla fine anche i giornaloni e le televisioni nazionali hanno dovuto cedere e concedere un po’ del loro spazio – spesso e volentieri dedicato a ciclopiche puttanate – al plebiscito digitale chiusosi ieri in Veneto. Sono arrivati buoni ultimi dopo che le emittenti e i quotidiani di altri Paesi europei si erano cimentati sull’argomento. Ma tant’è, siamo in Italia e dobbiamo sempre aspettarci il peggio…

Bisogna dare merito a Plebiscito.eu di aver creduto a questa iniziativa e di averla portata fino in fondo, fino cioè ad assumere un peso politico e anche mediatico che forse era persino difficile aspettarsi. A mio parere che i 2 milioni e 360 mila voti siano tutti, fino all’ultimo, reali e regolari poco importa: quel che interessa è la volontà di un popolo di dire ciò che vuole per il proprio futuro, e questo nonostante la scarsa pubblicizzazione mediatica che il referendum aveva avuto nella fase preparatoria. Sul fatto che circa il 90% si sia espresso per un Veneto indipendente non mi sorprende affatto: penso che questa sia una percentuale credibile che si verificherebbe anche nel momento in cui i cittadini Veneti fossero chiamati ad esprimersi in una consultazione con tutti i crismi dell’ufficialità e delle verifiche, eventualità che avrebbe il potere di chiudere per sempre la bocca ai soloni e ai commentatori che predicano un giorno sì e l’altro pure contro l’aspirazione alla libertà da parte della gente. E ora, statene certi – e bisogna attrezzarsi psicologicamente per la bisogna – comincerà l’opera di denigrazione e di demolizione al fine di spaventare i cittadini e di tenere lontano il più possibile un eventuale referendum incontestabile.

Detto questo, aggiungo la mia valutazione. Il plebiscito online può assumere un peso politico straordinario: non penso che, a partire da oggi, si possa aprire il processo di affermazione dell’indipendenza del Veneto sic et simpliciter (anche se mi augurerei di essere smentito seduta stante…); ritengo invece che il successo ottenuto dall’iniziativa possa e debba travolgere ogni titubanza delle forze politiche venete, e anche del governatore Luca Zaia, a discutere e votare in Consiglio regionale il famoso progetto di legge n. 342 per l’indizione del referendum consultivo sull’autodeterminazione del Veneto. Ora non ci sono più scuse per traccheggiare e per prendere per i fondelli un popolo che vuole decidere del proprio futuro. Qualcuno mi contesterà a questo punto che il popolo Veneto si è espresso proprio in questi gironi e non c’è bisogno di altro: vero, per noi indipendentisti sarebbe anche sufficiente, ma non così è per lo Stato italico che può essere messo al muro solo attraverso processi e numeri incontestabili. Ecco perché continuo a ritenere fondamentale un referendum indetto dalla Regione.

Sull’onda dello straordinario risultato di questi giorni, i politici veneti devono essere messi con le spalle al muro e votare per l’indizione del referendum, sapendo poi che Zaia e la Regione tutta dovranno avere la forza e le palle di reggere il contro-urto romano, così come Artur Mas e gli indipendentisti catalani stanno facendo con Madrid. E se invece il Consiglio regionale, rispondendo a logiche nazionali, dovesse negare ai Veneti il diritto di votare, allora sì che palazzo Ferro Fini meriterebbe d’essere assaltato forconi alla mano!

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81 Comments

  1. Stefano Spagocci says:

    Non si tratta di teorie genetiche, si tratta di studi pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche del settore.

    Non si tratta di basare l’indipendenza di un territorio sui dati della genetica, almeno non solo, non necessariamente e non esclusivamente.

    Rispondevo solo al signore che sosteneva l’esistenza di una “razza italica” di origini latine. E pretendeva di giustificare l’unità d’Italia su basi genetiche.

    Questa è una menzogna e lo sapevano bene persino gli estensori del Manifesto della Razza. Se lo si legge attentamente, infatti, in tale manifesto non si parla di comuni origini romane.

    Beninteso, non sto difendendo tale manifesto (visto che ho sempre rifiutato il concetto di italianità), sto solo dicendo che i nazionalisti italiani di oggi sono peggio dei fasisti di ieri.

    Non si tratta di 10 mila palafitticoli (la cultura palafittocolo-terramaricola ebbe termine 1000 anni prima dell’arrivo dei Romani!). Si tratta di milioni di Celti, Veneti, Reti e Liguri.

    Piaccia o no, in Italia ed Europa ciascuno può legittimamente dirsi discendente dei popoli preromani e la colonizzazione romana, geneticamente, ha lasciato poche tracce.

    Le tracce ci sono ma si confondono con il contributo neolitico, molto più consistente, ed in Padania hanno la stessa consistenza che in centro Europa.

    Le stesse invasioni germaniche, anche in Francia e persino in Inghilterra, hanno lasciato una traccia genetica rilevabile e quantificabile ma piccola.

    Detto ciò, la mia opinione (da libertario quale mi ritengo) è che qualunque territorio dovrebbe aderire ad uno stato, o costituirsi in stato, solo sulla base di un libero patto di associazione. Patto che contempli il diritto di secessione.

    Se dunque Verona, solo per fare un esempio, si ritenesse più celtica che veneta, nessuno dovrebbe obbligarla a rimanere in una futura repubblica veneta o ad associarsi ad essa.

    Personalmente, poi, ritengo che anche una libera associazione funzioni meglio quando i suoi componenti abbiano una medesima mentalità, o visione della vita o weltanschauung che dir si voglia.

    Spesso, ma non sempre, ciò corrisponde ad origini etniche comuni. Ciò spesso si riflette nelle mappe genetiche. Spiace dirlo (a me no ma a qualcuno probabilmente sì) ma nell’attuale Italia la parte civica ed europea (Padania e nord Italia peninsulare) è divisa da un netto confine, anche genetico, rispetto alla parte levantina.

    I Camuni, o qualunque altro, avrebbero diritto di non sentirsi Lombardi o Padani e voler fondare un loro stato? Certamente! E un futuro stato lombardo dovrebbe, in ogni caso, confederare i Camuni (o chiunque altro) e non obbligarli ad un nuovo regime centralista.

    Geneticamente l’attuale Italia è divisa in tre “macroregioni”, più la Sardegna, le quali rappresentano tre (macro) etnie tra loro del tutto separate.

    Almeno le macroregioni “nord” e “sud” sono poi divise in “est” ed “ovest”, ma queste sono divisioni che vengono dopo la divisione “macroregionale”.

    Delle suddivisioni interne all’area latina, o a quella celtica, o retica o quant’altro, non vi è geneticamente traccia, a quanto ne so, a parte le comunità alloglotte come i Cimbri, i Mocheni, i Walser ecc. D’altronde queste erano divisioni culturali, non genetiche.

    Detto ciò, per fare un esempio, dal punto di vista etnico (non politico) i Camuni sono contemporaneamente Europei, Padani, Lombardi, Lombardi Orientali, Camuni. Quale di queste identità decidano di valorizzare (per me meglio tutte, ma è solo un’opinione) è affar loro.

    Dal punto di vista pratico, comunque, tutti i processi di secessione in epoca moderna si sono spontaneamente arrestati alle dimensioni ottimali di qualche milione di abitanti.

    L’argomento della “secessione di condominio” mi sembra dunque praticamente irrilevante. Belluno, Rovigo, Verona (o Cividate Camuno per la Lombardia) difficilmente avrebbero la convenienza di aprire proprie ambasciate o ministeri.

    Credete infine che questi siano solo problemi del Veneto o del “nord Italia”? Niente affatto! I nazionalisti italiani che poi sostengono il diritto all’autodeterminazione di Scozia e Catalogna dimostrano una volta di più la loro ignoranza (nel senso etimologico del termine).

    Gli Scozzesi ritengono di essere Celti, in contrapposizione agli Inglesi. Ma, in epoca celtica, la Scozia non è mai stata unita e semmai si dovrebbe parlare di Celti britannici.

    A livello genetico, tra l’altro, si fatica a trovare un’etnia scozzese. Esistono divisioni genetiche nella Gran Bretagna ma non coincidono con il confine Scozia/Inghilterra.

    Esiste un netto confine culturale tra Lowlands ed Highlands. Gli Scozzesi del nord hanno sempre definito (spregiativamente) “sassoni” gli scozzesi del sud e gli Scozzesi del sud hanno sempre definito (spregiativamente) “gaelici” gli Scozzesi del nord.

    Poi ci sono le Orcadi, che si considerano una cosa a parte, in quanto hanno origine norvegese oltre che scozzese. Sono britanniche, scozzesi, norvegesi o orcadiane? Non parliamo poi delle Shetland.

    Geneticamente la Catalogna non si distingue per nulla dalla Spagna centro-settentrionale (eccettuato il Paese Basco). E storicamente la Catalogna, come la Serenissima, è risultata dall’espansione di un nucleo originario.

    Da quando dobbiamo considerare indipendente la Venetia? Ma da quando dobbiamo considerare indipendente la Catalogna? I dubbi non valgono solo per il Veneto!

    La Catalogna attuale esclude la comunità valenciana, le Baleari, Andorra e la Catalogna francese. Ma poi i valenciani esitano a definirsi catalani!

    Dunque è del tutto improprio pensare che fuori dall’Italia il diritto all’autodeterminazione sia del tutto pacifico ed invece i popoli dell’attuale Italia debbano essere condannati a vivere in questo scassatissimo stato uno ed indivisibile!

  2. Riccardo says:

    E poi cosa dirá l’Europa eh? E la Merkel , e Rai 3 , e Santoro, e repubblica , e napolettano , e de benedetti , e la camusso ? E crozza ? E la banca centrale ? E La consulta ? La magistratura , Befera ? E i super burocrati ? E la costituzione ? Niente non dicono niente e spariscono : se la paura bussa alla porta ed il coraggio si alzasse ad aprire . Se non saranno contenti , “stiano sereni , ce ne faremo una ragione “.

  3. caterina says:

    purtroppo mi pare che siamo sempre al concetto di popolo bue…la sua volontà non conta niente!…ma come è possibile non fare finalmente un salto di qualità e passare al concetto di vera democrazia diretta e partecièpata…il popolo come fonte primaria della diritto e della legge!

  4. Riccardo says:

    Mi dispiace ma la somma di concause reali che fanno insorgere il popolo esasperato contro soprusi e sfruttamenti non possono avere come contraltare le disquisizioni più o meno legalizzate ( e poi da chi ?) ; non possono permettersi egregio Marchi l’imprimatur di qualcosa di legittimante super partes che stabilisca il confine tra lecito, legittimo , utile, indispensabile , opportuno etc…Le variegate categorie della democrazia , con i propri organismi e rappresentanti , nonchè quelle della comunicazione e della modernitá hanno in sè aspetti di rilievo ma in sostanza alberga il vulnus della virtualitá : il cane invasore lo sa , e lascia tutto questo sfogarsi ed autodistruggersi nei distinguo e nelle paure dei bla bla bla . La storia leghista , l’autonomismo , l’indipendentismo non hanno valore se scollegati dalla cogenza e dalla prosaicitá dell’esigenza , del problema, dal reale . Hanno sempre fallito perchè mai in grado di fare concretamente ciò che è necessario : se una persona sta morendo dissanguata non la salvi col ballo del ventre , anche se morendo la fai sentire un pò più sollevata. Allora bisogna andare al sodo , sporcarsi le mani e sudare , passare ad atti concreti che interrompano il dominio dell’invasore : far chiudere le loro ambasciate , i loro presidi, destituire i loro funzionari di potere sul popolo , di possibilitá di coercizione in nome e per conto , quindi tribunali , prefetture , commissariati , polizie . Non basta bruciare simbolicamente le cartelle di equitalia , se la gabella mortale poi te la porta qualcun altro ! Per ricostruire libertá durevole bisogna azzerare il dinamometro , non riconsegnare la sovranitá a nuovi furboni : per poter veicolare comunicazione di vero trionfo occorre che ciò avvenga davvero .

  5. eddy says:

    Gli assassini di Cristo furono gli stesso ebreo.Pilato chiese agli ebrei chi condannare ed essi preferirono a Gesù un omicida.Ignorante studia oltre apla Storia anche la Bibbia.Di male in peggio.Teutoburgo cambiò la Storia è vero.Dell’Esercito romano non rimase che niente in quella battaglia.Però non vedo cosa c’entri con i Veneti e la genetica, di solito chi non ha argomenti risponde con cose insensate. Da qui si evince la vostra serietá.
    Apparte cercare di impressionarmi con il tuo dialetto, che mi lascia indifferente, “abbassati” ai livelli dei barbari colonizzatori e rispondi alle domande che ho posto, in primis quando ho chiesto i risultati del referendum per singola provincia.

  6. eddy says:

    Poi Scusate non so se è giusto, ma abche secondo i farlocchi risultati pare che Venezia, il Veronese, il Cadore e il Bellunese ce lo lasciate, senza parlare di Cortina e comuni limitrofi che vogliono andare in Trentino.Cosa fate, la Repubblica di Treviso e Padova? O meglio il Ducato di Padova e la Contea di Treviso?
    Comunque nob sono sicuro deo risultati quindi se ne avete di giusti, felice di essere smentito.

  7. eddy says:

    Comunque chi scrive qui da un’immagine dei veneti da rabbrividire.Date del “terrone” della merda e corrotta italia a tutti quelli che non la pensano come voi.Invece di dare la colpa a politici e criminali date la colpia a una nazione senza colpe in sè e a gente che si fa culo ogni giorno e le tasse le paga come voi.E questa gente non accetta insulti da.presunti venetisti che hanno visto napoli solo in televisione.

  8. eddy says:

    Secondo le sue teorie genetiche e dei suoi pseudo-scienziati il veneto dovrebbe essere diviso in reti, friulani, ladini e veneziani.La germania, mai stata unita prima del 1800, in goti, franchi, ostrogoti e burgundi.La Val Camonica via dalla Valtellina allora! Ha mai sentito parlare di Prima Globalizzazione? Era quella romana.Ma ovvio che 10.000 palafitticoli a fronte di milioni di latini possano essere ancora ben conservati oggi.Vada a dire le sue scemenze non qui, e torni a scuola.
    A proposito, lei è per caso del Lazio? Si considera facente parte dei Volsci, dei Latini, dei Sabini, degli Equi o dei Sanniti?

  9. Carlo De Paoli says:

    Belle le argomentazioni di Gianluca Marchi, ma non concordo con la chiusa.
    Zaia ed i suoi complici, per essere credibili, avrebbero dovuto PRIMA proporre il “Plebiscito”, ora, a giochi fatti, sembrerebbe un rincorrere il favore della gente che sulle proprie spalle e con i “propri mezzi” ha creato questa nuova situazione.
    Caduto il Duce il peggiore fascismo si riciclò nel peggior antifascismo: e sono ancora tutti la.
    Uno per tutti, Napolitano; ex gufista – GUF (Giovani universitari fascisti): a questi “eroi” era demandata la funzione di aggredire i “tiepidi” o coloro che apertamente erano contrari al Regime.
    La medicina era l’olio ed il manganello: un mio vicino di casa ricorda quando bambino un gruppo di questi “eroi” sfondò la porta di casa, fecero le scale di corsa e raggiunto il piano superiore, dove viveva la famiglia aggredirono e picchiarono il padre e gli fecero ingurgitare l’olio.
    Pochi mesi dopo, a fascismo caduto, il capo di questi vigliacchi si atteggiava ad …anti!
    Il mio conoscente, che non voleva che altri avessero a cadere nell’equivoco, lo seguiva nelle sue manifestazioni nelle piazze o nei luoghi ove si celebravano questi “Nuovi Riti” e gridava denunciando l’inganno.
    Risultato?: Pietro Ingrao lo faceva picchiare dal servizio d’ordine.
    Conclusione: da fascista picchiava gli “antifascisti o comunisti” da comunista picchiava i fascisti coloro i quali considerava i nuovi nemici di classe.
    I veneti sono cinque milioni di individui, non mi si dirà che in una massa così numerosa di cittadini non si trova qualcheduno che possa degnamente rappresentarci tutti?
    Considerato il coraggio civile degli attuali governanti della nostra Regione, hops Stato, non si potrebbe ricavar di peggio con un’estrazione a sorte dall’elenco telefonico.

    • luigi bandiera says:

      Carlo De Paoli,
      avalli il mio concetto: questi sono komunisti e di DX e di SX e di CNT. Cambiano a seconda del momento favorevole.

      Come l’ex sindaco di un certo paese… essi cercano careghe e di dx e di sx e di cnt. Sono investimenti.

  10. Stefano Spagocci says:

    Mi meraviglia sempre l’ignoranza dei patrioti italiani! Il signor patriota ci ripropone ancora la favoletta dell’esistenza di un popolo italiano di discendenza latina. Ma da più di vent’anni, con gli studi di Piazza e Cavalli Sforza, sappiamo che la mappa genetica dell’attuale Italia è sostanzialmente congelata all’epoca preromana! La colonizzazione romana, nelle parole degli autori, non produsse sostanzialmente alcun effetto dal punto di vista genetico! Studi recentissimi mostrano poi che l’attuale Italia è il “paese” europeo in cui esiste assolutamente più distanza genetica tra le sue varie parti. Il “nord Italia”, poi, assieme alla Toscana, è il territorio europeo geneticamente più isolato, dopo la Scandinavia. Bisogna risalire almeno al 300-500 a.C. per trovare parentele con il resto dell’Europa. Chiaro segno che tali parentele risalgono a Celti, Veneti, Reti e Liguri! Devo proseguire?

  11. Leone Marciano says:

    SELF-DETERMINATION
    Sovereignty, Territorial Integrity, and the Right to Secession.
    The right to self-determination has become one of the most complex issues for U.S. foreign policymakers and the international community at large. Confusion over the issue stems not so much from whether there exists a right to self-determination, which is included in many international human rights documents, but from the failure of those documents to define exactly who is entitled to claim this right—a group, a people, or a nation—and what exactly the right confers. At the same time, the international system, particularly in the post–World War II era, has steadfastly defended the inviolability of existing nation-states’ borders, regardless of how and when they were determined.

    Permettetemi di indossare i panni dell’avvocato del diavolo. Ma voglio evitare che nell’euforia dei risultati del referendum i Veneti si facciano incantare dalle sirene che hanno organizzato il referendum. E’ stata una iniziativa lodevole che ha permesso a tutti di contarsi e vedere in quanti si e’. Ma niente di più’.
    Chiedo quindi agli organizzatori di evitare di alimentare false speranze di ‘indipendenza’ immediata. Indipendenza immediata richiesta a gran voce persino da alcuni degli individui, con qualifica accademica, nel movimento. Più viene alimentata questa speranza di indipendenza immediata, maggiore sarà il dolore quando tale speranza si scontrerà’ con la realtà.
    Purtroppo la dottrina attuale e’ tale che nella scelta tra autodeterminazione di un popolo ed sovranità (ed integrità territoriale) della nazione in cui risiede tale popolo, viene sempre data la precedenza al principio di sovranità. A meno che non vi siano ragioni che inducano la comunità’ internazionale ad intervenire negli affari interni di una nazione e violarne la sua sovranità’ (eg Kosovo). Nel caso della Scozia, la secessione viene permessa dal governo centrale. Nel caso della Spagna, la secessione dei Paesi Baschi non e’ permessa da Madrid, e sebbene il desiderio di libertà abbia portato i Baschi a prendere le armi, la comunità internazionale non interviene in cio’ che e’ considerata una questione interna della Spagna.
    Quindi. Siamo pragmatici. Eventuale secessione Veneta avverrà’ solo e soltanto se Roma lo permette. E la comunità internazionale sarà pronta a sostenere Roma nel suo diritto di impedire la disgregazione territoriale.
    Quindi, non abbiamo alcuna speranza? La risposta e’ No. Vi e’ speranza (ma maggiori dettagli alla prossima puntata …).

    Nel frattempo, credo sia meglio che gli organizzatori utilizzino il risultato del referendum solo come “stima del numero di truppe”. Ma niente di più. Evitino di alimentare falsi speranze. Si dedichino invece con rinnovato entusiasmo a preparare un dettagliato percorso di viaggio da presentare al prossimo referendum. E si dedichino a creare regole per impedire che persone disoneste entrino tra i ranghi del movimento.
    Come disse Warren Buffett ad alcuni imprenditori (ed il discorso puo’ essere applicato a qualsiasi organizzazione): “Cercate sempre di assumere individui capaci, energetici ed onesti. Ma soprattutto onesti! Perché se sono capaci ed energetici ma disonesti vi distruggeranno la ditta!”
    Leone Marciano (Londra)

  12. raniero says:

    L’indipendenza???????
    ahahahahahahahahahaha!!!!!!!!
    Una persona poteva votare cento volte…
    Siete come i leghisti tutti rigoletti…

  13. luigi bandiera says:

    Mi co sento dir indipendensa e autonomia me vien da vomitar.

    LN, art.1: …per l’INDIPENDENZA DELLA PADANIA… e non anche per l’autonomia (sti leghisti i vol far proprio come i taibani).

    Per l’altro disk ormai rotto che gli itagliani o taibani no vede el referendum, saria grave se i lo vedese.

    I taibani vede soeo quel ke ea ditatura soa dixe de vedar.

    Ke kax de taibani sarissi mo se i fuse ko nialtri..?

    Ori ga ea kostitusion o karta ijenika ke ghe dixe kosa dir e far.

    Semo nialtri un fia’ foraposto ko ghe ndemo drio ai so pensieri e fati.

    Ndemo toxati del quindexe e disdoto proemo a far i patrioti davero.

    Sani e, PREGHEMO SAN MARKO.

  14. EuroUENato says:

    Per chi non l’avesse notato. Il referendum ha detto no solo all’Italia. Ha detto invece sì a: Euro, UE e Nato. Quindi Euro e Bruxelles rimarranno così come l’alleanza con Nato.

    • Eugenio says:

      A EuroUENato se non ha notato, questo Plebiscito (informativo)a fatto notare che la maggior parte dei Veneti è stufa dello Stato Italiano,poi da questo Plebiscito bisogna capire se sono veramente Stufi o se tanti hanno votato come Protesta (la cosa cambia) Per quanto riguarda la U.E, e L’Euro,non si sa ancora ,visto che il Popolo Veneto non ha ancora una Forza Politica che lo Rappresenta .IL Comitato del Plebiscito ,non credo che possa Rapresentare il Popolo Veneto,sono alcuni Partititi che si sono uniti per fare questo Plebiscito,ma sui vari problemi sono divisi

    • Aquele Abraço says:

      E dall’ONU non ti vuoi dissociare, cribbio!?

  15. Giorgio da Casteo says:

    Caro Marchi dello statino italico non ce ne puo’ intrigar di meno. Il progetto di legge n. 342 , per ancora tracheggiare con l’indizione di un fantomatico referendum consultivo (?), sara’ dichiarato dai lorsignori del piano disopra incostituzionale.
    Come è gia’ avvenuto. In barba a qualsiasi trattato internazionale sottoscritto da lorsignori.
    Zaia ed il suo fido scudier, con le buone o con le cattive, devono fare fagoto e sparire. W San Marco

  16. giuliano says:

    Eddy non ti risponderanno, sono cosi ottusi che se la suonano e se la cantano. L’indipendenza non e’ una scelta solo vostra visto che sono morti circa 600000 ragazzi provenienti da tutta Italia 10 della mia famiglia , non ci sono soldi sufficienti per ripagare tutto quel sangue, se non ci fosse questa crisi economica eravate tutti li a sventolar il tricolore. Parlare poi di popolo ed etnia veneta e assolutamente ridicolo tanto quanto definirsi celti da parte dei leghisti.

    • pierino says:

      se me nono e i so amici gà combatù contro i striaci non ne frega gnente. el passato zè andà, ghemo un italia presente che fa schifo e ghemo solo da pensare al futuro !

      e el futuro del taglia ze metri de merda fumante.

      i avi i riposa in pace ! mi son certo non i vole mia sto presente pa noialti, e i ne ze visin a voler el ben pa nojalti.

      • Michele Bendazzoli says:

        Ma de che morti sio drio parlare? De quei che se gà suicidà parché non i gavea bastansa schei par pagar le tase? Se quei i morti che te gonfia le peto de orgoglio par lo stato itaglian? O se el sangue dea catasta de morti che i carabinieri ga copà, sparandoghe sua schena quando che,mandà come carne da maselo in campo aperto contro i mitragliatori austriaci in sima ala colina, noi xera sta bastansa imbriagà par non tentare da scapare al suicidio – insulso e inutile – richiesto? Seo queo el sangue, con cui xe sta forgià el spirito dei itagliani?
        Sea la catasta de morti che inutilmente gà causà sto stato de merda che el xe bon solo che de robare che giustifica sta tirannia?

        Vedito anca mi go morti in fameia. Me zio el xera, un tosato del 99: el gavea gnaca venti ani quando che l’è morto in guera. I ghe ga da na croce de merito e meso nel cimitero degli eroi de Thiene dove che ghe xe scrito: “chi par la patria muor vissuto è assai”.
        Ma chi che more par difendare na matrigna bastarda, na bestia sanguixuga che xe nutre col sangue dei citadini nol xe visuo bastansa. Mi credo che se el podese tornare indrio e vedare cosa che xe lo stato itaglian, par cui el ga da lo so vita, el ghe spuaria su un ocio a quei che voria ancora tegnerme schiavi dea pegior tirannia che ghe sia sua facia dea tera. L’itaglia.
        Viva San Marco. Viva gli uomini liberi.

    • Sandi Stark says:

      Pensa te, anche la mia famiglia ha avuto diversi morti per difendere casa nostra dall’aggressione italiana.

      Perchè i suoi morti all’estero valgono più dei miei in casa propria?

      Se domani una banda di delinquenti rapisce i suoi figli, gli costringe a fare sanguinose rapine in banca col fucile nella schiena e se alcuni di essi muoiono, Lei cosa dirà? Che il sangue dei caduti legittima le rapine?

      “Una GUERRA DI AGGRESSIONE non è un semplice crimine internazionale ma il crimine supremo perchè racchiude in sè l’accumulo del male intero.” (Tribunale Internazionale di Norimberga, 1946)

      “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alle libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.” (art. 11 della Costituzione Italiana)

      Ora mi dica, se Lei è italiano, costituzionalista e democratico, come fa a conciliare la Sua Costituzione con le malefatte del suo Stato dal 1915 in poi?

    • radetsky says:

      Bandito Giuliano… tornatene sotto il Rubicone

    • Marta says:

      E’ appunto per questi 600000 morti che non possiamo e non dobbiamo accettare uno Stato Corrotto come quello che abbiamo.
      L’Indipendenza caro mio non è un fatto esclusivamente dei Veneti, movimenti indipendentisti ci sono in tutta Italia.
      Ma non sono gli indipendentisti che hanno rovinato il paese, sappiamo tutti chi è stato e come e perché non hanno saputo, non sanno e purtroppo mai sapranno governare.
      LORO dovrebbero mettersi la mano sulla coscienza per quei giovani 600000 morti, non noi che del loro mal governo e delle loro malefatte paghiamo e pagheremo raccogliendo solo le briciole e domani neanche più quelle.

      Questa consultazione è nei numeri davvero eccezionale,
      tra questi voti c’è anche il mio, dobbiamo però avere i piedi per terra e non lasciarci prendere da troppi entusiasmi, la via è ancora lunga e sarà ostacolata in ogni modo, come è naturale e prevedibile che sia, questo è solo un straordinario inizio, ma come dice Alessio Morosin, l’unica via possibile è quella istituzionale, più lunga ma più efficace, avremo bisogno del riconoscimento internazionale per essere considerati a tutti gli effetti uno Stato Indipendente e per ottenere questo la strada non sarà a mio avviso, né corta né semplice.

      Complimenti agli organizzatori di Plebiscito 2013 per il successo ottenuto che anche se non legale ha però una grandissima rilevanza politica. Si dovrà tenerne conto.

  17. Partito del Plebiscito says:

    Quanti poveri illusi, lo scopo di Bisato, era di raccogliere dati, per un nuovo partito da far votare alle europee.

    Fatalità, chi c’è nella lista degli eletti per il consiglio de X all’indipendenza ? Sempre i soliti noti, parenti amici, Panto, Pizzati ecc….ecc….

    Vedremo ad aprile, se ci sarà la lista e il partito del plebiscito alle europee, altrimenti sarò smentito. Ma nessun imprenditore finanzia un plebiscito per 2 mln di euro a fondo perduto. Per quanto riguarda dati/ firme…nessun problema sono sempre state tutte false !!!

  18. Albert Nextein says:

    E’ un bel pungolo, questo referendum elettronico.
    Vale molto più di qualsiasi sondaggio.
    Ha un peso tale che i politici, specie gli indipendentisti, non potranno schivare.
    Vediamo che faranno , vediamo Zaia stesso che farà.
    Vediamo se anche chi non si è espresso tra i sudditi prenderà coraggio.
    Vediamo se matura una protesta fiscale, allorché sia impedito un vero e proprio referendum consultivo regionale.
    Io nutro una fondata speranza che si proceda.
    Temo, però, che si arrivi ad un punto di stallo.
    Quel punto in cui la paura di far passi in avanti ulteriori è controbilanciata dalla prepotenza romana nazionalista.
    A quel punto che faranno i veneti?
    Quale azione intraprendono?
    Sarà il momento della protesta fiscale?
    Forza veneti, non arretrate.

  19. radetsky says:

    Rispetto l’equilibrio “pacifista” del Direttore Marchi, ma concordo con chi nota/ricorda che l’Italia mai accetterà pacificamente che un Veneto (per non dire Lombardia) se ne vadano. Significherebbe, dati alla mano, bancarotta e impoverimento delle popolazioni che in Italia rimangono (specialmente quelle assolate e legate ombelicamente al settore pubblico).

    Nello scenario Marchi passerebbero almeno 12-18 mesi prima di arrivare ad un altro voto e alla fine di esso avere uno Zaja e/o un Renzi ricordarci che lo Stato Italiano non ottempera a referendum “consultivi”. Quindi, un costoso (tempo perso e economia sempre + in vacca) cul de sac.

    Bisogna che chi sta dietro a Plebisciti.eu (i dieci saggi, altri… magari uno Zaja convertito alla causa all’ultimo secondo) si attivino per organizzare forme di disobbedienza (civile) che portino Roma a mandare i carri armati (mi faccia il piacere…) o a sedersi al tavolo negoziale. A quel punto, il neo-ricco Veneto dovrebbe essere disposto (real politik) a sborsare extra-sghei (es. acquisendo una porzione di debito pubblico in eccesso della quota parte) per andarsene.

    ZAJA SSSVVVEEEGGLLLLIIIAAA !

  20. Eddy says:

    Premetto solo una cosa…Rispetto la volontà popolare di chiunque,ma ritengo il referendum una farsa.Sì una farsa.E perchè lo ritengo tale basta guardare molte opinioni che già girano su Internet su questo referendum.
    La cosa,però,che non capisco…È come i Veneti,e sopratutto mi rivolgo ai Veneti qui presenti,possano considerarsi discendenti di un popolo pre-Romano contemporaneo agli Insubri e ai Reti.Infatti,per chi si intende minimamente di genetica,in seguito all’invasione romana e i sette-otto secoli seguenti di dominio e latinizzazione,lo scarso patrimonio genetico di poche popolazioni che vivevano perlopiù in piccoli agglomerati urbani possa essere resistito all'”invasione” genetica latina,e,di conseguenza,italiana.Da ciò,si può facilmente dedurre come il “popolo” veneto si possa identificare solo dalla Repubblica di Venezia,ma solo con status giuridico e legale.Il “popolo” veneto non esiste,esiste il popolo italiano veneto,cioè italiani del Veneto,che magari possono parlare una lingua,o dialetto,veneto con chiaro riferimento al latino e all’Italiano e con inflessioni dell’Est Italia(anche i triestini e zone limitrofe hanno molte affinità con il Veneto,vedasi il verbo essere espresso con “Xe”).Quindi,su cosa si basa il sentimento nazionale Veneto?Secondo il ragionamento del “Popolo” Veneto in Lazio il “popolo” dei Volsci dovrebbe chiedere la secessione dai Latini e dai Sabini,perchè di etnia diversa.O qui in Lombardia i Camumi dovrebbero chiedere la secessione da Reti ed Insubri.
    In quanto alla Repubblica di Venezia,su quella non ci sono dubbi che sia stata gloriosa,potente e perdurante nel tempo.
    Ma se ci si ispirasse,come mi pare,alla Repubblica di Venezia,il Padovano,il Trevisano,il Bellunese e sopratutto il Veronese dovrebbero esserne esclusi limitando il Veneto Indipendente alla sola zona di Venzia fino a Chioggia e fino al confine con il Friuli seguendo la Linea Costiera,perchè questi Territori furono conquistati con la violenza dalla Repubblica,territori dove il Veneziano non era mai stato parlato e assimilati sempre con la forza.Per non parlare del Bellunese,che gravitava nel Vescovado di Trento e rimase nella Repubbllica per meno di due secoli.
    Per finire,non dimentichiamoci Manin e i patrioti Veneziani che chiesero esplicitamente l’unione con il Regno di Sardegna allora impegnato nell’Unità d’Italia,morendo per fame dopo un anno di assedio asburgico con il Tricolore in Mano.E non dimentichiamoci dei 600.000 Italiani senza distinzione fra Nord e Sud Sacrificatisi per permette a Venezia di non essere una Colonia Asburgica.
    Io sono favorevole ad ogni Autodeterminazione,tanto che appoggio quella Scozzese e Catalana,ma solo quelle sensate e con basi fondamentali,quali l’etnia,il popolo e la Storia.E nessuno venga a dire che l’Italia non ha questi requisiti,perchè già al tempo della Colonizzazione Micena apparve nella Penisola il termine Vitelia,cioè “Terra dei Vitelli” da cui Italia.

    • PierV says:

      Eddy ti xe drio contar a favola de capussotto rosso…
      va la..manco ciacoe e varda el risultato..senza incapearte su robe pi grande de ti !
      di fatto i Veneti sono Veneti nell’animo e Veneto è chi il Veneto fa.. se te ti alsi dalla carega e ti vardi in alto ti podaressi deventar anca ti…ma la xe dura me sa..
      I veneti è un popolo che è chiaramente distinto da altre genti italiote..
      fidati..meglio che il Veneto abbia proprie istituzione e gestisca le sue risorse piuttosto che venir munto da una bolgia di buracrati centralisti italioti..

    • Eddy el ga scrito:

      22 Marzo 2014 at 3:14 pm #

      La cosa,però,che non capisco…È come i Veneti,e sopratutto mi rivolgo ai Veneti qui presenti,possano considerarsi discendenti di un popolo pre-Romano contemporaneo agli Insubri e ai Reti.Infatti,per chi si intende minimamente di genetica,in seguito all’invasione romana e i sette-otto secoli seguenti di dominio e latinizzazione,lo scarso patrimonio genetico di poche popolazioni che vivevano perlopiù in piccoli agglomerati urbani possa essere resistito all’”invasione” genetica latina,e,di conseguenza,italiana.Da ciò,si può facilmente dedurre come il “popolo” veneto si possa identificare solo dalla Repubblica di Venezia,ma solo con status giuridico e legale.Il “popolo” veneto non esiste,esiste il popolo italiano veneto,cioè italiani del Veneto,che magari possono parlare una lingua,o dialetto,veneto con chiaro riferimento al latino e all’Italiano e con inflessioni dell’Est Italia(anche i triestini e zone limitrofe hanno molte affinità con il Veneto,vedasi il verbo essere espresso con “Xe”).Quindi,su cosa si basa il sentimento nazionale Veneto?Secondo il ragionamento del “Popolo” Veneto in Lazio il “popolo” dei Volsci dovrebbe chiedere la secessione dai Latini e dai Sabini,perchè di etnia diversa.O qui in Lombardia i Camumi dovrebbero chiedere la secessione da Reti ed Insubri.
      In quanto alla Repubblica di Venezia,su quella non ci sono dubbi che sia stata gloriosa,potente e perdurante nel tempo.

      Eddy scuxame ma łi te ga tarocà el çerveło, te si on poso de (meteghe ti ła paroła ke te vol)… e de (meteghe ti ła paroła ke te vol)… , scuxame ancora tanto ma credo ke no te sapi purpio coel ke te dixi:

      0) Veneto:etimoloja, xenetega e storia
      https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4eEhyQXhaUXQxZzQ/edit?usp=drive_web
      https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4eEhyQXhaUXQxZzQ/image?pagenumber=1&w=138

      1) el Veneto lè entrà en rełasion statual co Roma suparxò entel 181 v.C. (co ła dedusion na cołogna de latini a Akiłeja nome çelto-veneto xa abità da sta xente) e ente 476 xe termenà el stado roman co ła depoxision de Romołeto da parte de i xermani = 650 ani

      Ani o secołi veneto-romani dal rivo dei cołogni latini a Akileja (suparxo o suxo 650 ani)
      http://www.filarveneto.eu/forum/viewtopic.php?f=135&t=593

      2) ente ła tera veneta no ghè na çità ke ła sipia stà fondasta dai romani o ke ła gapie ciapà el nome dai romani:

      Çità venete:
      http://www.filarveneto.eu/forum/viewforum.php?f=151

      Łe raixe de łe çità venete
      https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4bkthS2xLdFNBems/edit

      3) Pristoria e raixe ouropee e axiateghe de łe xenti venete – miłara e miłara de ani (miłegni e secołi ougagni e veneto-veneteghi)
      http://www.filarveneto.eu/forum/viewforum.php?f=134

      4) Ente ła tera veneta al scuminsio de łi ani diti a torto “romani” ma ke caxo mai se dovaria dir “veneto-romani”
      a ghe jera çentenara de miłara de omani:

      Na ‘olta, coanti omani ghe jera ente ła tera veneta?
      https://docs.google.com/file/d/0B_VoBnRLQEo4ODZ5UW42cGwtM28/edit

      Ła tera veneta come coeła etrusca ła jera tra łe pì evołveste de l’ara tałego-ouropea.
      http://www.filarveneto.eu/wp-content/uploads/2013/11/Copia-di-Copia-di-conp-XRejo1.jpg

      5) So ła coestion de ła łengoa me reservo de postar calcosa pì vanti,

      • bepi says:

        Ciò ma no ve fuma miga i sarvei co tuti sti rajonamenti storici? Mi digo na roba: a un referendum digital che xe sta quasi del tuto ignorà da la stanpa e da la television, sensa nisuna propaganda nome che el pasaparola, ga votà più de do milioni de veneti. Mi digo che se ghe fusse sta un fià de tenpo e de schei de più par manifesti e spot televisivi o par l’aradio, i saria stai tre milioni e anca mejo. Cossa vol dir questo secondo voialtri? Vol dir che semo un popolo! E che popolo, ostrega!

    • vox veritatis populi says:

      I Veneti non sono Italiani e non lo sono mai stati,certi vitelli si,ma forse mi sbaglio con i somari (in veneto mussi che suona assai meglio).

    • Giuliano says:

      Eddy, studia un po’ la storia prima di dire certe stronzate.

    • Aquele Abraço says:

      Il concetto di popolo o etnia che dir si voglia si basa più sugli aspetti storici e culturali (lingua, usi, costumi, tradizioni) che sulla genetica per cui i veneti non sono una razza pura come certe poplazioni umane che vivono isolate e non soggette a fenomeni migratori (pochi indios amazzonici e forse gli esquinesi) ma sono sicuramente e consapevolmente un popolo. Il fatto che in passato qualche esponente delle élite abbia avuto certe preferenze non può condizionare a distanza di 150 un popolo intero. I 600 mila italiani prevalentemente lombardi e veneti morti durante la grande guerra sono stati carne di macello per le mire espansionistiche dei Savoia, ti ricordo infatti che è stata l’Italia ad aggredire gli austrungarici per conquistare il Trentino. La civilissima Danimarca, dove tutti pagano le tasse (benché alte) fulgido esempio di welfare che funziona, ha poco più della popolazione del Veneto e come il Veneto non ha grandi risorse naturali, eppure non ha sofferto per la crisi economica rientrando con merito nel gruppo dei paesi nordici virtuosi. I democraticissimi danesi sono gli eredi di un regno che ha attraversato i secoli come la Repubblica di Venezia, dove per altro già esisteva una democrazia in nuce. Perché i veneti, che sono un popolo alla pari dei danesi, non dovrebbero vivere indipendenti e autogovernarsi nella terra dei loro padri?
      Forse perché alcuni pensano che il morbo italico abbia ormai degenerato e pervertito l’etico civismo veneto, che il contagio pelasgico sia divenuto ormai irreversibile e che i veneti, come gli italiani, sguazzino nella corruzione e nel clientelismo? Se fosse così, grazie Italia, ci avresti omologato alla merda. Ma non è ancora così (per quanto siano presenti qua e là sacche di corruttela) e la Regione veneta, unica nell’Italia intera, è risultata immune al malcostume politico imperante, mentre la sua sanità è un esempio di buon servizio, organizzazione e costi moderarti, tanto da essere considerata il riferimento per i costi standard nel Servizio Sanitario Nazionale.

    • Andrea says:

      Un lavoro genetico assai importante, ma sempre negletto per ovvie ragioni, mostrò alla fine degli anni ’80 come le identità genetiche dei popoli italiani avesse seguito perfettamente il percorso storico di ciascuno di essi. Era in un testo di Cavalli Sforza se non ricordo male. Venetia, in particolare, è l’unico lembo della penisola italica che non subì invasioni nei secoli cosiddetti “bui”. Persino Vienna fu assediata per decenni dai turchi, ma non Venezia! Non esistono razze pure, è ovvio. Ma il popolo della penisola meno contaminato dalle dominazioni a lui estranee è certamente quello veneto. Persino in epoca antica esso era “federato” a Roma, ma da essa autonomo. La lingua si muta, ciò è naturale. Assai meno inflessioni e cadenze. Sono certo che, potessi tornare nell’antichità, io sentirei parlare in veneto un’altra lingua, ma con identiche inflessioni e con la stessa cadenza.

  21. Aquele Abraço says:

    Andrea Romano, esponente di Scelta Civica, livornese di nascita, di fatto statale romanizzato dal 2009, commentando a Matrix le affermazioni dei partecipanti alla manifestazione spontanea in piazza dei Signori a Treviso dopo l’esito del referendum online indetto dal movimento Plebiscito, si meravigliava che ci fosse anche Andrea Viviani, uno tra i più giovani del gruppo indipendentista che nel 1997 assaltò simbolicamente il campanile di San Marco. Gli altri esponenti politici invitati al talk show prudentemente si limitavano a considerare il risultato del referendum, per quanto da verificare, un sintomo del malessere del Veneto (terra delle partite IVA e non solo) che va capito e cui urge dare delle risposte concrete. Con surreale candore Romano si chiedeva invece se al Viviani non fossero bastate la lezione e le bastonate che aveva ricevuto allora, insinuando nell’ascoltatore il retro pensiero che, se necessario, ci sarebbero pronte altre bastonate per lui e per quanti proseguissero cocciuti a inseguire questa strana idea dell’indipendenza veneta. Ecco il livello di democraticità di questo esponente, che si proclama centrista ma che rivela la sua natura profondamente fascista quando si mettono in discussione le fonti del suo reddito. Aveva un bel dire la padovana Gardini, unica veneta nel parterre riservato agli ospiti, e per altro esponente di Forza Italia, ricordando al Romano che gli assalitori simbolici avevano armi finte e un tank di cartone e che uno di loro è stato lasciato marcire in carcere dove è morto per l’inflessibilità della “giustizia italiana” che l’ha equiparato a un pericoloso ed eversivo criminale, terrorista e assassino. A maggior ragione i veneti devono star buoni, era il senso della risposta alla Gardini di questo infame cialtrone. Sono d’accordo con Marchi quando sostiene che ci vorrebbero i crismi dell’ufficialità dati da un referendum tradizionale, anche se ormai in molti paesi del mondo, elezioni e referendum sono fatti in modo digitale anche online. Allora, prima si prova con i metodi pacifici e democratici, ossia avere 31 voti trasversali su 60 in Consiglio regionale veneto per indire il referendum. Sarà bello allora vedere Roma negare ai veneti il diritto di esprimersi con un sì o con un no per la propria indipendenza. Il risultato di questo niet farà aumentare i consensi in regione ben oltre i 31 voti minimi necessari per l’approvazione del referendum. Di conseguenza il referendum sarà fatto lo stesso, seguendo la via catalana che ha già ignorato il divieto di Rajoy a riguardo. La squadra di calcio del Barcellona, tanto per far capire al governo centrale come stanno le cose, ha adottato il colori giallo-rossi, non quelli della Roma ma della Catalogna. Ovviamente, l’esito del referendum in Catalogna è scontato, come lo sarà anche quello in Veneto. Seppure indetto contro i voleri centrali da un organismo amministrativo locale di emanazione italiana (il Consiglio Regionale) una volta che il popolo veneto si sarà ufficialmente espresso, è fatta e non c’è costituzione nazionale che tenga. A quel punto o sarà ratificata la volontà di un popolo che ha preso piena conoscenza di se o vorrà dire che ONU e UE non contano niente e che l’Europa è ancora ferma al 1800, ma questa volta i carbonari insorgerebbero per disfare l’Italia.

    • Ernesto Furioso says:

      Condivido in pieno,in particolare che Romano è un fascista preoccupato solo per il suo reddito parassitario.
      Comunque caro Romano,buffone sarai tu e tutti i parassiti tuoi degni compari,la festa è finita,mettitelo bene in testa.
      Maremma buchaiola.

      • Toscano Redini says:

        “È stato direttore della fondazione Italianieuropei, presieduta da Massimo D’Alema, e fino al 2013 direttore dell’associazione Italia Futura, think tank presieduto da Luca Cordero di Montezemolo.” Wikipedia.
        No! è comunista, non fascista, anche se comunisti e fascisti son caratterizzati dallo stesso ottuso centralismo e dall’ossessiva negazione della libertà… Questo per la precisione e per chi ancora si perde dietro alle epidermiche differenze tra destra e sinistra…

        Secondo me poi ci son quelli che oscillano tra D’Alema e Montezemolo, col dito bagnato per aria per annusare dove c’è del buono, e il Romano è uno di questi, alla faccia di fascisti e comunisti.
        Maremma cignala!

    • Grazie Aquele, la penso come te.

  22. Mark says:

    Invito gli organizzatori di Plebiscito, e con l’occasione anche i presenti, di proporre ai 2 milioni di iscritti nel vostro sito, tramite sms e tam tam internet, di boiccottare le prossime votazioni nazionali o regionali che siano, di non andare più a votare!
    Quando vedranno che dal Veneto non sono arrivati voti, ben capiranno cosa intendiamo. La nostra volontà l’abbiamo già espressa, se lo ricorderanno.
    Cosa ne pensate?

    • pierino says:

      ovvio che non si votano i partiti italiani.

      tra cui cè lega e inpotenzaveneta….

      • bepi says:

        Ma ghe mancaria anca altro che ‘ndase a votar par un partito talian! Mi no so mai sta talian indrento al cuor e deso che la indipendensa la xe stada dichiarada manco che manco. Xe fora discusion, no se ghe ne parla. De seguro come de mi i la pensa più de do milioni de veneti, e no le xe fregolete par i colombi. I taliani deso i ga da imparar a lavorar anca lori se i vol magnar.

    • Penso sia un’ottima idea, il nemico saprà che non scendiamo più a patti, è finita l’elemosina delle caramelle.
      Basta votare per l’italia, non c’è miglior modo di ignorarla!

  23. Max dall'Emilia says:

    Il Veneto – di fatto – è già Libero, Indipendente e Sovrano! Lo ha deciso il popolo stesso. I politici veneti devo andarsene tutti perchè non contano più nulla!

  24. alessandro says:

    Tutto quanto è successo non riguarda solo il Veneto. L’indizione di un referendum istituzionale costringerebbe la Lega Nord a proporlo anche nelle altre regioni padane. Se il Veneto se ne va Lombardia e Piemonte non possono mantenere da sole lo stato italiano. L’Italia non ammetterà alcun referendum istituzionale. Una cosa è chiedere l’abrogazione di una legge, altra chiedere per via referendaria l’abrogazione di uno Stato! L’Italia non può essere disposta a suicidarsi con un referendum. Spagna e Inghilterra possono sopravvivere senza la Scozia e la Catalogna, l’Italia senza la Padania crepa.

    • Paolo says:

      L’Italia sopravviverà con Piemonte e Lombardia, ma senza il Veneto. Finitela di parlare di padania. Noi siamo Veneti, non leghisti.
      Viva San Marco

      • Padania, piccolo stato modellato come piccola italia, BASTA!

        • alessandro says:

          Mi dispiace deluderla, ma la Padania non è uno stato, non è neanche una regione. La Padania non è un’istituzione pubblica e neanche privata. E’ solo un’idea nella mente di qualche milione di persone, un luogo che queste persone amano. In genere gli affetti degli altri si rispettano, qualunque essi siano.

          • Veritas says:

            Alessandro ha ragione, ma solo in partel; La Padania esisteva prima della Lega anche come denominazione del Nord Italia (Fondaz,ne Agnellli).

      • alessandro says:

        Sono il Piemonte e la Lombardia ed Emilia che non sopravvivono con l’Italia. Mi sembra evidente. Ho solo scritto che se i Veneti, oltre a votare per un sondaggio, dimostreranno di essere disposti a pagare prezzi altissimi, la situazione in Padania esploderà.
        Non penso che tu possa suggerirmi come devo chiamare la terra in cui vivo. La Padania non è uno stato, e non lo è neanche il Veneto. Per ora lo stato in cui sia io che te viviamo è l’Italia.
        Infine ti invito a ricordarti di Alessandro quando resterai deluso dai risultati concreti che il plebiscito veneto porterà rispetto alla soddisfazione del tuo desiderio di indipendenza; anche a me dispiacerà ma non sarò deluso perché non mi ero illuso.
        W San Marco.

  25. Filippo83 says:

    Io credo che il referendum on line abbia gia’ raggiunto il suo obiettivo: mettere l’indipendenza al centro dell’agenda politica veneta, risvegliare le coscienze dei veneti, e dimostrare che un Veneto libero e’ possibile. Non importa che sia considerato valido/ufficiale o meno, importa che forse davvero riusciremo a non “festeggiare” i 150 anni da italiani, ora che la valanga si e’ messa in moto!

    P.S. Busato e Bernardini han fatto quello che dovevano, ora e’ il turno di Zaia e dei consiglieri regionali!

  26. William says:

    Tranquilli.La situazione economica,nonostante i goffi tentativi del regime sanguisuga di addormentare ed imbonire masse idiote, deciderà le sorti della nostra terra.
    L’unico pericolo sarà una transizione non proprio democratica,dell’ultimo momento,ma tant’è…… non sarà una passeggiata convincere i ladri che le vittime non ci stanno più.
    E che i giovani anche se bamboccioni hanno capito finalmente perchè sono e rimarranno disoccupati in Italia.
    Lo spirito italico,mediterraneo è una catastrofe economica tipica di paesi allo sfascio.Riappropriamoci delle nostre radici europee,
    e andiamo orgogliosi per quello che Busato e i suoi sono stati capaci di fare.Anche questo un segnale di efficenza,intraprendendenza e di lucidità mentale.Il software ti allarga gli orrizonti…..e ti sviluppa il cervello.
    w il Veneto repubblica ricca ed indipendente.

  27. Marco (*) says:

    Il plebiscito digitale ha un senso solo se si passa all’autodeterminazione coi fatti, senza passare da Luca Zaia che è un rappresentante dello stato italiano (tanto che porta la fascia tricolore), e senza passare dall’ente regione veneto, anch’esso espressione dello stato italiano. Siccome è chiaro che l’Italia non riconoscerà mai per vie pacifiche, e per il tramite delle proprie istituzioni, l’indipendenza di un suo territorio, è necessario passare ai fatti con l’istituzione di un governo provvisorio estraneo alle istituzioni italiane, e ad un corpo armato di tutela degli interessi dei veneti estraneo anch’esso alle forze dell’ordine italiane. Se aspettiamo che la regione veneto faccia il referendum e che lo stato italiano lo riconosca, stiamo freschi che l’indipendenza la vediamo col binoccolo.

    • gianluca says:

      Queste sono fantasie mi spiace dirlo

      • lepanto says:

        Areo qua el guastator

      • Marco (*) says:

        Se le mie sono fantasie, quali sarebbero le realtà allora? Chiedere a dei funzionari italiani, rappresentanti solo e soltanto lo stato italiano, di indire una consultazione che l’Italia non riconoscerebbe comunque in quanto in violazione della propria integrità territoriale? Sbaglio o lo stesso Zaia dice che l’iniziativa è utile solo per chiedere più autonomia fiscale ed economica? Sbaglio o i sindaci che hanno approvato il pdl 342 sono tutti per l’unità d’Italia? Sbaglio se dico che la regione veneto è solo e soltanto un ente amministrativo di emanazione dello stato italiano e rappresenta solo e soltanto lo stato italiano medesimo? Sbaglio se dico che la regione veneto non può invocare alcuna rappresentanza internazionale di un popolo, nel nostro caso quello veneto, dato che è sprovvista di tale competenza e che, fra l’altro, la consultazione verrebbe tenuta tra chi genericamente ha la residenza nella regione italiana veneto, pur non essendo tutti veneti? Fra l’altro, sbaglio o per caso anche nella regione amministrativa italiana Friuli Venezia Giulia sono presenti per storia comune e anche per lingua e cultura un fracasso di veneti, che avrebbero diritto di partecipare alla consultazione? Sbaglio o il diritto all’autodeterminazione dei popoli è riservato ai popoli, definibili su base storica, linguistica, culturale, ecc., e non agli enti periferici di uno stato? Allora, o si passa all’autodeterminazione coi fatti, con l’istituzione di un governo provvisorio e di un esercito veneti, sennò è inutile che aspettiamo che i consiglieri regionali di turno, eletti ad elezioni italiane, rappresentanti l’Italia e non il popolo veneto, indicano una consultazione del genere, che, a prescindere, non verrebbe comunque riconosciuta dallo stato italiano.

        • bepi says:

          Poso dir? Par mi, Marco, ti ga ragion. Se pasa ai fati, a muso duro, come che gavemo scomisià a far, par altro. Cossa voé che i fassa i tagiani? Che i riva qua co i cari armati de carton del quindese disdoto tirai dai mussi?

  28. Francesco dalla Sicilia says:

    Zaia non é piú credibile. Ma cos’é, abbiamo scherzato? Lo stesso Busato ha detto in un intervista che in caso di una vittoria dei sí sarebbe iniziato il percorso per la dichiarazione. UNILATERALE di indipendenza. CHE LO FACCIANO!

  29. Rodolfo Piva says:

    Caro Dr.Marchi

    “Alla fine anche i giornaloni e le televisioni nazionali….” Cominciamo tutti a sforzarci di abolire la parola nazione e l’aggettivo nazionale sostituendoli con stato e statale. La rivoluzione indipendentista comincia anche dal linguaggio che si usa. Per il resto assolutamente d’accordo con il contenuto dell’articolo. Saluti e auguri nella speranza che anche la Lombardia cominci a muoversi.

  30. bepi says:

    Ma se è tutto puntualmente verificabile, se la comunità internazionale ha in mano gli strumenti per controllare che tutto sia avvvenuto in modo corretto, perché si insiste da più parti che a questo referendum digitare dovrebbe seguirne un altro? Perché si insiste nel dire che è solo virtuale? Se si vuole screditare il risultato di questo referendum in quanto digitale, allora si dovrebbe per la stessa ragione screditare l’intero sistema bancario, anzi l’intero sistema economico. Se poi si obietta che il referendum non ha valore legale, beh, mi viene da ridere: quando mai un atto rivoluzionario si è realizzato nel rispetto della legalità? Si voglia o no ammetterlo, il popolo veneto ha scelto con voto plebiscitario di dar vita alla terza Repubblica Veneta. Sta ora alla comunità internazionale e alle istituzioni italiane prenderne atto.

  31. Caro Marchi, non illuda il popolo.

    Dei referendum lo Stato italiano se ne è sempre altamente fregato, non ne ha rispettato i risultati quando toccavano i privilegi dei soliti noti che vivono di Stato alle spalle degli altri, degli schiavi-pecore da tosare e controllare.
    Direi che questo referendum ha la funzione di contarci, di sapere che non siamo soli nella battaglia.
    Ora è rimasto solo il tempo per decidere l’azione, per essere padroni a casa nostra e per combattere l’invasore.
    Basta ciacole, fuori dalle case e guardare in faccia il nemico.

  32. Matteo says:

    Che senso ha ripetere un referendum, spendendo milioni di €, ben sapendo che il risultato è già scoontato? I SI da soli sono più del 50% totale.. Se i voti sono validi e confermati da tuti, non possono fare altro che accettarli..

  33. boniver says:

    Zaia ha già dichiarato alla stampa (quindi è scritto) che si tratta di un ‘sondaggio’ e che cercherà di far deliberare in consiglio la 342 e che certamente lo stato italiano farà ricorso e la regione farà controricorso etc.

    … no comment …

    Stato Veneto
    passaporto n.049

  34. Michele Bendazzoli says:

    I strumenti per verificate la validità dei voti ce li hanno: hanno in mano il database, con tutte le transazioni che ci sono state e i programmi che hanno utilizzato per incrociare i codici di voto con i numeri delle carte d’identità associate e quindi controllare l’univocita del voto e la corrispondenza fra il codice utilizzato e i dati angrafici della carta d’identità con il numero associato al codice di voto.
    Prima di ddare scontato che non può essere considerato valido bisogna informarsi di più e aspettare gli esiti delle verifiche che faranno i tecnici preposti al controllo.

  35. gianpaolo says:

    La regione Veneto adesso deve ricontrollare tramite persone competenti il numero dei votanti e l’ esito di questo referendum, farlo poi approvare dal governatore Zaia. Sarà anche da abrogare il referendum farsa del 1866 in cui è chiaro che non sta in piedi alla luce dei fatti oggi verificatosi.

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