Referendum veneto, il Pdl 342 dimenticato dalla casta regionale

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

“Anche nella prima commissione Regionale di ieri i Consiglieri, mancando ad un preciso dovere nei confronti dei veneti, non hanno affrontato la discussione del PDL 342/2013 (Indizione del referendum consultivo sull’indipendenza del Veneto)”, ha dichiarato al termine della Commissione il Consigliere Giovanni Furlanetto esponente di PRIMA IL VENETO.

“La cosa grave  è che il Progetto di Legge per indire il referendum non era neanche all’ordine del giorno della commissione di oggi. Hanno ragione i cittadini Veneti a pensare di essere governati da una casta inefficiente e inetta, che non risponde alle richieste del Popolo”.

“Per ottenere l’indipendenza un partito con 20 consiglieri e un Presidente della Regione può fare molto di più per ottenere l’indipendenza che una semplice gazebata di raccolta firme. “

“Il Presidente Zaia dimostri di voler  rappresentare veramente gli interessi dei Veneti facendo pressioni a fin che il PDL 342/2013 venga votato al più presto dal Consiglio ed eviti di perdere tempo nelle conferenze stampa di lancio dell’ennesima inutile raccolta firme per l’Indipendenza”.

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8 Comments

  1. Il referendum per l’indipendenza non può essere indetto dalla regione, è vietato dallo statuto regionale
    e ovviamente non ve lo possono dire perché in molti si sputtanano per incompetenza e il sottoscritto rimane l’unico ad averlo detto. http://www.palmerini.net/blog/lo-statuto-del-veneto-vieta-il-referendum-consultivo-sullindipendenza/

  2. Eugenio says:

    IL Furlanetto per lo meno dice le cose come stanno.

  3. franco says:

    Oggi mi riconosco solo in Furlanetto, chiaro e schietto! Unico indipendentista veneto in un consiglio regionale che pensa solo a campare fino al 2015. Zaia svegliati e impara da Furlanetto!
    Prima il Veneto.!!!!

  4. Renzo Pavanello says:

    Non si può portare rispetto a chi non ci rispetta. Soprattutto quando si tratti di chi, essendo stato eletto al fine di tutelare i diritti dei cittadini, se ne guarda bene dal farlo, tradendo il suo mandato. Va meglio così?

  5. Renzo Pavanello says:

    Giammarco hai perfettamente ragione! Un pugno di desposenti, affetti da quella megalomania che colpisce prevalentemente gli omuncoli, pensa di poter tenere in scacco un popolo. Scavalchiamoli con un referendum telematico per sbattergli in faccia tutto il nostro disprezzo e tutta la loro inettitudine.

  6. Renzo Pavanello says:

    Giammarco hai perfettamente ragione! Un pugno di desposenti, affetti da quella megalomania che colpisce prevalentemente gli omuncoli, pensa di poter tenere in scacco un popolo. Scavalchiamoli con un referendum telematico per sbattergli in faccia tuttom il nostro disprezzo e tutta la loro inettitudine.

  7. giammarco.e says:

    Se tutti i consiglieri comunali fossero Veri Veneti come Furlanetto, oggi il Referendum sarebbe già indetto, ma la triste realtà dimostra che i peggiori nemici del Veneto sono proprio i Veneti, quei Veneti o presunti tali, che con gli anni sono stati indottrinati dalla scrofa tricolorata e che non esiterebbero a pugnalare alle spalle l’interesse del Veneto per un mero posto di quel potere che orgogliosamente oggi difendono. Le gazebate hanno solo il senso di cavalcare un sentimento indipendentista che sempre più in Veneto sta crescendo e che i Leghisti, proprio loro, hanno cavalcato per anni, ma poi immersi nel caloroso abbraccio romano hanno poi smarrito. Oggi in crisi di consenso, sembrano dunque tornare alle origini, ma non con atti concreti come quello di battere i pugni in consiglio regionale, poiché sono proprio loro che siedono in quelli scranni, ma piuttosto quello d’insenare sceneggiate nelle piazze con delle finte bandiere indipendentiste. Poco conta il fatto di non avere la maggioranza assoluta, se lo vogliono, possono imporre la scelta tra il Referendum o le dimissioni in massa e quindi tutti a casa. Il fatto dimostra inequivocabilmente che la poltrona è molto comoda e che la volontà dei Veneti può aspettare, anzi potrebbe fungere come garanzia per il mantenimento delle posizioni acquisite ancora per molti anni. Cari Veneti abbiamo uno strumento per scavalcare i collaborazionisti italioti, dal 16 al 21 marzo è indetto il referendum online sull’indipendenza del nostro Veneto, usiamolo, facciamo sentire la nostra forza. VOTIAMO, indipendentemente da come la pensiate , non dividiamoci tra rossi, blu o verdi, tra simpatici o antipatici, tra belli o brutti, uniamoci sotto il vessillo marciano e votiamo il nostro futuro.

  8. pierino says:

    in 60 ‘coniglieri’ e nessuno l ha proposto all odg…
    ma anche l avessero discusso,votato,approvato… come fan organizzare un referendum per il sei ottobre duemiltredici ?? han la macchina del tempo ?

    la swizz ha alzato il muro perchè ha capito che per molti l unica speranza è fuggire dall italia e non andar in un paese euro.

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