Referendum Veneto: il 30 luglio non si è fatta la storia…

di GIANLUCA MARCHI

Referendum per l’indipendenza del Veneto, punto e a capo. Nel senso che la giornata del 30 luglio, da qualcuno già dipinta come “storica” per i veneti, è finita nella delusione delle molte attese che erano state alimentate, stai a vedere a questo punto se in maniera onesta e trasparente (articolo di ieri). Il Consiglio regionale ha dibattuto sull’ipotesi di referendum, confermando le posizioni che più o meno si conoscevano, ma alla fine non ha votato un bel nulla perché, e questa è stata una sorta di presa in giro, non erano all’ordine del giorno la discussione e la votazione del progetto di legge numero 342, primo firmatario il consigliere Stefano Valdegamberi, ieri assurto a star delle televisioni presenti nell’aula consiliare di Venezia, ma nemmeno una mozione al riguardo. E alla fine di quattro ore di discussione, quando il presidente del Consiglio Ruffato (Pdl) ha chiuso i lavori, tutti hanno notato lo sconcerto sul volto del governatore Luca Zaia e hanno potuto leggere il suo labiale mentre si rivolgeva a Valdegamberi: “Ma non hai presentato nemmeno una proposta da mettere ai voti?!”.

Sarà per la prossima volta? Si spera e tuttavia non è facile essere ottimisti, anche perché delle tre condizioni poste da Zaia per arrivare alla celebrazione del referendum – rispetto della legalità internazionale, rispetto della legalità nazionale e copertura finanziaria -, due appaiono anche superabili, mentre la terza (legalità nazionale) si staglia come un ostacolo insormontabile, superabile solo non con una forzatura da parte dell’istituzione rappresentativa del popolo veneto, vale a dire il Consiglio regionale. Forzatura che dipende  da una precisa e netta volontà politica e che si tradurrebbe in un “braccio di ferro” con lo Stato italiano. Ma d’altra parte pensare di sfuggire a questa strada immaginando che Roma non ricorrerà a tutte le armi in suo possesso per fermare il referendum, significa illudere la gente e tentare di farle credere che l’indipendenza si ottiene semplicemente chiedendola al “paron” italiota.

Dalla giornata di ieri, che in sostanza non ha fatto segnare alcun passo avanti rispetto alla situazione che già si conosceva da diversi mesi, chi è uscito un po’ acciaccato – stando anche, ma non solo, ai molti commenti letti sul nostro giornale – è stato Luca Zaia, dal quale gli indipendentisti veri e sinceri (la gente veneta che nutre questo sogno e gli attivisti politici che non si nascondono dietro la battaglia indipendentista per mirare a future poltrone) si attendevano un passo più deciso verso il referendum e non una sola dichiarazione di favore alla sua celebrazione a determinate condizioni. Insomma, costoro imputano al governatore di aver finora “subito” questi eventi, mentre vorrebbero che lui, forte della vasta notorietà,  del consenso e del prestigio di cui gode, si facesse portabandiera dell’indipendentismo e promotore, al prossimo consiglio regionale (presumibilmente dopo le vacanze), di un progetto di legge che, senza troppi fronzoli, puntasse dritto allo svolgimento del referendum. Poi chi vivrà, vedrà.

Potrà e soprattutto vorrà il governatore abbracciare fino in fondo la battaglia che lo condurrebbe inevitabilmente a scontrarsi con Roma, ma anche ad uscire dall’angolo in cui sembra essere finito nella Lega? I prossimi mesi ci diranno se vi sono risposte a questi interrogativi. Noi, nel nostro piccolo, vorremmo dirgli: vai, che è il tuo momento!, mentre il Carroccio si incarta intorno alla Kyenge…

 

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42 Comments

  1. Valerio Carli says:

    GRISBI’ 🙂 lo preferisco 🙂

  2. Valerio Carli says:

    Io attendo solo il mitico GRISBI’ che ci racconti come sono andate le cose. 🙂

  3. Mauro Lucchi says:

    Attenzione….Zaia deve procedere con molta cautela! Non puo’ fare passi falsi perche’ c’e’ Tosi che lo aspetta al varco.
    E se Tosi subentrasse…sarebbe finita per sempre!!! Attendiamo con fiducia la prossima mossa, anche se i tempi si dovessero allungare un po di piu’! E’ un occasione unica e non si puo’ fallire per un eccesso di entusiasmo…viva il Veneto libero e indipendente..viva la Serenissima Repubblica!!!!!!!!!

    • Francesco says:

      guarda che tosi si sta facendo un suo partito…

    • Marco Mercanzin says:

      Sinceramente, pur ritenendo Zaia un discotecaro opportunista, se il pericolo fosse tosi, proprio per questo dovrebbe accelerare il più possibile, proprio sul tema indipendentista ove tosi, il tricolorito, sarebbe spiazzato.
      Ma la realtà e’ un’altra : a nessuno dei due preme la ns libertà, bensì, la loro carega e il loro futuro.

  4. luigi bandiera says:

    Sono rimasto talmente sconcertato e profondamente deluso ascoltando i bla bla bla (li chiamano discorsi) che ho seguito per radio. Per fortuna non tutti ma alcuni.

    Kax, che rappresentanti che abbiamo: votati da noi per curare i nostri interessi..!!

    Gente non analfabeta, ma di un certo livello… pieni di (non so se posso osare e scrivere quel che penso. L’art.21 non e’ piu’ in vigore da tempo come del resto la carta in toto)…

    Mi sento mancare il fiato se ci penso a quei discorsi lunghi e senza alfa e omega.

    Che miserabili che siamo… e ogni popolo ha il governo che si merita: da miserabili avremo dei miserabili. I semi seminati sono quelli e i frutti saranno quelli..!

    Non invento mai nulla.

    Una certezza c’e’ e si palpa bene: hanno fatto dei bravi italiani che o con il loro bla bla bla o col loro voto difendono la loro patria che e’ una e indivisibile, l’italia.

    Lo scrivevo: i nostri nemici sono quelli la’.

    Salam

    PS:
    ripeto, andare a votare ma fare SCHEDA NULLA..!!

    Altrimenti i patriti del bla bla bla avranno sempre la vittoria.

  5. Gian says:

    Braccio di ferro con Roma, subito a oltranza, in Veneto e ovunque in Padania, senza paura!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Zaia datti una mossa, chissenefrega della legalità nazionale, braccio di ferro subito!!!!!!

    Maroni datti una mossa, braccio di ferro subito!!!!!!

    Svegliatevi!!!!!!!!!!!!!

  6. SUPERDOGE says:

    Leggendo i commenti, confermo l’ignoranza dei veneti boccaloni !!!

    Ora tutti…al ve l’avevo detto io ecc…. che pena, tanta ignoranza !!!

    Chiedete al Gov. di quando Roma ha svuotato i conti correnti della regione, e lui è rimasto impassibile.

    E’ di oggi una notizia da federalismo fiscale; il Gov. chiede soldi a Roma per l’ospedale di Padova….ahahhahahah :)… alla faccia del federalismo fiscale …ahahahha.

  7. Roberto Porcù says:

    Il referendum sarebbe servito solo per contarci e prendere coscienza di esserci. Da non rimpiangere.
    Il default dell’Italia è imminente, forse alla caduta del governo Letta dopo una condanna a Berlusconi, forse tirerà a campare fino all’autunno, ma la soluzione è certa.
    Non ci saranno più quattrini per nessuno, forse faranno prelievi forzosi nei conti correnti, dove capita capita, ma otterranno solo di pagare i politici ché i partiti la loro parte di refurtiva si sono già affannati ad incassarla.
    Ci saranno “agitazioni” e forse scorrerà sangue. La Sicilia vanterà per prima la sua indipendenza nazionalizzando a suo uso esclusivo gli impianti di Gela.
    La seguirà, senza tanto clamore la provincia di Bolzano.
    In questo “si salvi chi può” il Veneto potrà trovare la sua strada di Libertà, se avrà prima trovato una guida autorevole e non politicamente ammanicata.
    Dimentichiamoci del referendum e meditiamo su chi potrebbe avere i numeri per guidarci alla Libertà senza fare del Veneto una piccola Italia.

  8. Giorgio da Casteo says:

    Calma perche’ la rabbia sale.Ci vedremo a Filippi

  9. Antonia says:

    Io credo (e l’ho sempre creduto) che il tracollo dell’italia ne disferà l’unità politica. E allora saremo tutti indipendenti. A settembre/dicembre finisce la cassa integrazione per gli operai Fiat. Il direttore dell’Inps ha dichiarato che non sa se tra poco piu di un anno ci saranno ancora soldi per le pensioni. A partire dal 2015 entra in vigore il fiscal compact, con un esborso obbligatorio di 50 MILIARDI di euro/anno per 20 anni ( e oggi arrancano per trovare 5 miliardi di copertura per imu e iva…). Nel frattempo le aziende chiudono o secedono di fatto dall’italia. Questo scenario apocalittico non richiederà neanche l’intervento dell’esercito per frenare le improbabili insurrezioni independentiste: l’italia si disferà, e fine della trasmissione. Finché i Veneti avranno la pancia piena non si farà nulla. Io mi preparo ad emigrare.

    • Francesco says:

      si ma operativamente come funziona questo tracollo? chi lo dice che magari non si fallisce ma rimane l’unità territoriale (vedi Grecia)? serve comunque qualcuno che faccia da apripista per il “disfacimento”, il veneto secondo me..

  10. Luca says:

    Non credo molto a queste strade “legali” per l’indipendenza. L’unica zona in cui FORSE si può seriamente sperare di ottenere qualcosa di concreto è a Trieste dove mi sembra (pur essendo io per nulla esperto di diritto) possa esserci qualche speranza di coinvolgimento dell’ONU per ricostituire il Territorio Libero di Trieste.

  11. della scala says:

    sarà stata l’euforia del momento l’incazzatura di ieri ma ora pensandoci bene … ma quando mai l’indipendenza si ottenuta democraticamente !?!?!?!?!!?
    e parlaimo di italia che èallo stesso livello di paesi come il regno unito la cina la ex jugoslavia .
    stiamo pure ad aspettare che gente del pd pd+l e lega ci diano l’indipendenza
    Zaia se volesse l’indipendenza dovrebbe essere un pò più energico
    . altra cosa un referndum si organizza in neanche 2 anni ma dove si è mai vista una cosa così ?
    terza cosa si vuole l’indipendenza e si ha paura di un braccio fi ferro con l’italia !? l’ italia ci ignora consantemente noi ignoriamo loro annunciando pubblicamente che ce se ne sbatte le palle delle loro regole in materia che vengano a metterci a ferro e fuoco in stile siria che vengano pure !!!
    vedremo poi i paladini della democazzia se si sveglieranno

    MA AVETE IN MENTE COSA SIA L’INDIPENDENZA ? non è quella cosa pacifica e serenissima che ci fa passare I.V. o V.S. L’indipendenza non è una cosa che si chiede non la si compra ne la si maneggia con gente del vecchio regime l’indipendenza la si strappa la si conquista con fatica con l’intera popolazione che la chiede che la urla che la sbandiera che la vuole quanta gente la vuole veramente le imprese la vogliono i commercianti la vogliono le istituzioni venete la vogliono ? non basta intortare 500 vecchi a sera per un anno . deve radicarsi nelle scuole nelle giovani generazioni nella fascia sociale attivia e pensante .
    Ieri ci si è affidati ancora una volta alla stessa gentaglia di sempre . gli italiani . con le loro prese per il culo con il gioco delle tre carte con la tarantella pizza mafia e mandolino . questa è la gente che adesso ci governa !!!!

    SVEGLIA VOLETE L’INDIPENDENZA ALLORA ANDIAMO IN PIAZZA A PRENDERCELA E APRENDERCELE E MAGARI ANCHE A DARLE !!!!

    CHIUDETE IL IL ,IBRO E IMPUGNATE LA SPADA !!!

    VIVA SAN MARCO !!!

    • Francesco says:

      si, la via che dici tu è quella catalana….però ci vogliono decenni di indottrinamento venetista nelle giovani gnerazioni (=insegnamento di storia e lingua veneta nelle scuole)…cosa che con la vittoria della lega alle regionali era possibile, ma che a quanto pare non è stata minimamente fatta (anzi, è stata messa la nazziunalista donazzan alll’istruzione…no comment)
      quindi che si fa??

      • Dan says:

        Si creano canali di informazione parallela tanto per cominciare. Tanti bei volantini dove ogni giorno abbiamo una nuova perla riguardo lo stato centralista ladro, robetta che alla fine riuscirà a far vomitare anche il più tranquillo.

        Si riuniscono i negozianti e si comincia ad aizzarli, si cerca di sfaldare il vecchio giochino padrone vs dipendente tanto caro ai partiti romani potandoli tutti da una parte contro roma.

        Se ne possono fare di cose senza doversi minimamente preoccupare di cosa pensa la lega

        • Francesco says:

          Tu che cosa stai facendo?….
          mi sembra che IV e VS organizzino tutte le sere conferenze sull’indipendenza, con interventi anche autorevoli, che sono solo da lodare, e hanno un tutt’altro spessore rispetto alla Lega..
          Servirebbero dei media venetisti, un po’ come la tv di Panto, e degli imprenditori che finanzino campagne, e via dicendo….perchè per fare quanto tu dici servono soldi

          • Dan says:

            Stampare un paio di volantini A5 richiede un foglio A4 da 80gr.

            Una risma da 500 fogli A4 costa 5 euro, una stampante laser con toner nero sta sotto i 100 (non dico di comprarla apposta, ma si conosce sempre qualcuno che ce l’ha, alla peggio esiste sempre la vecchia fotocopiatrice).

            Le idee da riportare sui fogli e diffondere, abbondano sul web, basta solo remare al largo dai siti dei soliti giornali ed alla peggio basta e avanza il sito di grillo.

            L’impaginazione del tutto è tranquillamente fattibile con word.

            Vuoi farmi credere che è così complicato riuscirci ?

            In realtà anche per questo si sta ad aspettare qualcun altro senza cani da scendere pisciare.

            • Francesco says:

              ci avevo pensato anch’io….
              ma per recapitare nelle case di ogni famiglia veneta (ce ne sono più di 2 milioni) una busta con il programma indipendentista, ci vogliono almeno 2-3 milioni di euro, ipotizzando una spesa di solo 1 euro a lettera. Chi ce li mette i soldi?
              Io 1000 volantini li posso anche stampare, ma occorrerebbero 3000 persone che facciano altrettanto, e che vogliano passare le loro giornate a imbucare o distribuire volantini…ti assicuro che 5 milioni di persone da raggiungere sono tante…
              E tale metodologia operativa non l’ho ancora vista praticare da nessuna parte, appunto perchè molto complessa.
              Pouttosto occorrerebbe una strategia “alla basca”, dove il movimento indipendentista, che mira a fare un referendum facendosi votare al consiglio regionale, va direttamente da commercianti, imprenditori, e anche semplici famiglie, a chiedere contributi per una campagna elettorale indipendentista, che appunto miri unicamente all’indipendenza, e quindi a un beneficio diretto e tangibile per chi finanzia..

              • Dan says:

                Ma perchè recapitare ? (a parte il fatto che si potrebbe anche fare abusivamente di notte, si parla tanto di entusiasmo poi al momento del dunque tutti guardano al soldo)

                Un pezzo di scooch, colla da parati e si appiccica in ogni dove.
                Ci sarà chi dirà “sporcaccioni” e chi invece si fermerà a leggere.

  12. Marta says:

    Tanto l’ Italia non dura un altro anno, quindi ……………

    • alberto says:

      sicura? è da minimo tre-quattro anni che sento dire questa frase…

      • Marta says:

        SI’!

        • Francesco says:

          si e cosa succederà? anch’io è dal 2008 che sento questa storia ma non succede mai niente…
          se tutti aspettano e basta falliremo con l’itaghhia, altro che storie

          • Marta says:

            Succederà, succederà, l’avremo la nostra Indipendenza, l’ Italia ormai a differenza del 2008 è già dentro il fosso, stavolta non la ferma più nessuno la sua caduta. SCHEI DESSO NON GHIN XE PROPRIO PI’, SE I SE METE A FARE MANOVRINE CHE COLPISSE ANCORA I PUARETI , PER LO MENO SCOMISSIA LA GUERA CIVILE. VOJO VEDERE QUANTA GENTE IN ITALIA CHE XE ANCORA DISPOSTA A FARE SACRIFICI E RISC-IARE DE NON FAR MAGNARE PI’ SO FIOI, PAR QUEI QUATRO PUTANIERI BONI A NINTE DE POLITICI CHE GAVEMO CHI’ IN ITALIA, CHE I SPENDE E I SPANDE PAR I SUV, LE FERIE, I VITALISI, LE BONUSCITE, PAR LE CARAMELE E I CIOCOLATINI E I GRATA E VINCI, PAR I FIORI A LA MOROSA E PAR EL VIAGRA E I GOLDONI PAR EL MOROSO.
            STA’ BABILONIA SMARSA QUA’ LA DEVE FINIRE E LA FINIRA’.

  13. Electa una via… quindi andiamo avanti pazientemente così, prima o poi ci si arriverà, speriamo PRIMA

  14. Fabrizio says:

    Non mi meraviglio.Avevo sostenuto che la via del progetto di legge era una via sbagliata. Era sufficiente capire il perchè della modifica dello Statuto regionale, per evitare che finisse in questo modo. Il referendum consultivo non necessita di proposte di legge, è un diritto previsto deallo Sttuto Veneto e se lo stesso risultasse sostenibile da un comitato promotore referendario riconosciuto istituzionalmente. In sostanza,tale comitato promotore ,una volta che si é costituito, assume quel ricoxcimento necessario previsto per legge, per poter operare in piena facoltà di essere supportato dagli uffici regionali per predisporre tutta la documentazione necessaria all”indizione. Zaia ha vuto evitare la corte dei conti, proprio prrchè il percorso della proposta di legge e i suoui relativi costi, prevedono la copertura finanziaria. Atteaverso invece, un percorso popolare e la legittimità di un comitato referendario legittimato e rscepito per legge dalla Regione, non ci sarebbe stato nessun rischio di intervento della corte dei Conti. Di più, gli eventuali costi referendari, così come prevede il fondo di riserva di ogni istituzione, sarebbero stati attinti senza problemi, in quanto è la stessa legge che ne prevrde l’accantonamento. Zaia ha voluto canbiare lo Statuto ? Era logico che lo facesse,era anche un punto del suo programma elettorale, ma alla luce dei suoi comportamenti, al governatore veneto andrebbe chiesto :dov’è il decntato PRIMA IL VENETO ?

  15. lurens says:

    A me pare che il problema sia che, finora, nessuno abbia instaurato un braccio di ferro con lo Stato. Voglio dire, nessuno ha mai messo alla prova Roma, e di conseguenza Roma non si è mai nemmeno dovuta sforzare di sfoderare tutte le armi in suo possesso per difendere l’apparato.
    Sarebbe già un passo avanti provare a tirare un sasso (metaforicamente parlando).
    Questa del referendum sarebbe l’occasione buona. Come giustamente ha scritto qualcuno qui, le rivoluzioni non si fanno col permesso della questura. ”
    Non si può fare il referendum perchè blablablablabla….? Chissenefrega!Noi lo facciamo lo stesso!!! Cosi bisogna fare.

  16. Toscano Redini says:

    Sai quante mozioni hanno a loro tempo messo ai voti i vari Cesari, Jefferson, Washington, Napoleone, Vittorio E. II, Garibaldi, fino a Mussolini, Lenin, Stalin, Hitler, Mao, Gandi, Gheddafi, Mandela, BCE, FED, e via elencando..! Ma via!
    Delenda est italia! si o no?

  17. Frà says:

    Ma veramente credevate che “El Bôndola” avrebbe fatto una proposta da mettere ai voti? Guardate che el montagnàr el fa d’el bèn cuando l’acqua la strìna el fién! 😉

  18. Riccardo S. says:

    Abbiamo avuto l’ennesima prova che in Italia non è possibile cambiare le cose democraticamente.

    A questo punto anche la “disobbedienza civile” sarebbe poco.
    Ci vorrebbero azioni violente, azioni militari.
    Ma purtroppo non siamo popoli avvezzi a tali iniziative e a tali comportamenti.

    • Filippo says:

      Le cose democraticamente si possono cambiare, basta solo che tutti si mettano d’accordo.

      A quanto pare però anche in consiglio regionale (e non solo) fa ormai da padrone “l’italico pensiero” ossia “menefreghismo” da parte di chi ha le careghe e stipendi garantiti verso la situazione che sta vivendo il popolo che dovrebbero governare, ormai arrivato allo sfinimento.

  19. pierin says:

    quaranta comuni che ha approvato all OdG l apppoggio alla proposta d indizione referendum.
    venti firmatari tra i consiglieri.
    300milioni che alla settimana che escono in tasse piu il debito delle altre regioni …
    l avevan detto che oggi non si votava, ma come zzo si fá menarla ancora… ormai per ottobre non si fá nulla.

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