Referendum veneto: ammesso l’Italia lo riconosca, chi ha diritto di voto?

zaia-referendumdi LORIS PALMERINI

C’è chi sogna che il popolo veneto possa staccarsi dall’Italia. Si  adduce il fatto “legale” che il popolo veneto è riconosciuto dalla legge  costituzionale. Quindi i progetti indipendentisti veneti invocano il  diritto di “autodeterminazione” dei popoli, legge internazionale che  prevale sul diritto interno, e dicono che attraverso un referendum,  anche consultivo, una volta vinto e determinata la volontà “politica”  del popolo veneto, il diritto all’indipendenza sarebbe automatico, in  quanto la legge internazionale fa decadere il diritto interno.

Questi discorsi purtroppo sono una brutta copia confusa e giuridicamente  infondata di quanto vado dicendo dal 1997, perché non è esattamente  così.

Fra i primi a cui raccontai le mie scoperte giuridiche, cioé il  combinato delle leggi che in teoria riconoscono il diritto
all’indipendenza del popolo veneto, ci fu un consigliere regionale della Lega, il quale fu promotore della  risoluzione 42 del 1998, la quale non faceva altro che ripetere la mia  scoperta giuridica, ossia che il popolo veneto era riconosciuto dalla  legge costituzionale fin dal 1971, e che quindi c’era il suo diritto  all’autodeterminazione e all’indipendenza perché entrato in vigore nel  diritto internazionale nel 1976 (anche se ratificato dalla legge italiana solo nel 1977 con la legge n.881). Strano che nessuno se ne  fosse accorto prima, non vi pare?

Però quel consigliere inserì nella risoluzione un concetto “nuovo” nel  diritto internazionale, e cioè che il “popolo veneto” corrisponde ai  residenti della regione Veneto. Però basta recarsi a  100 chilometri da Venezia nel Friuli VENEZIA Giulia per rendersi conto  che gli abitanti sono veneti (come lo sono sempre stati da 3000 anni !),  ma ci arriva pure un bambino che un popolo si identifica per i suoi  propri caratteri, come la lingua, la storia, il senso di appartenenza
….. per esempio a Grado sanno benissimo di essere veneti e non  Giuliani, anche perché il mosaico visitabile nel centro della piazza  storica recita che proprio lì fu eletto il primo Doge, Paulicius  Anafesto, nel 697 DC.

Un popolo non si definisce in base al confino amministrativo che ti da  un altro popolo. Si sta discutendo di riformare le regioni, fra le varie  ipotesi quella di farne uno con Brescia,Mantova e Verona ….. Verona  non sarebbe più veneta allora ? Che scemenza.

Confondere il “popolo veneto” con i residenti della regione veneto ha  creato delle mostruosità, come quella di dichiarare la regione veneto suo rappresentante, cosa scritta nel nuovo statuto del 2012 voluto da  Zaia, e se questo fosse vero si potrebbe dire che i veneti sono già  indipendenti e governati dal proprio rappresentante di popolo, Zaia, che
però non fa altro che eseguire gli ordini di Roma!

Il fatto è che il diritto all’autodeterminazione dei popolo vale in  realtà solo per …… i popoli! Affermando che il popolo veneto è  composto dai residenti della regione, rende possibile far votare  chiunque ad un eventuale referendum; potrebbe pure succedere che al  momento del voto un milione di Siciliani si trasferisse in regione e  voterebbe per il “no” all’indipendenza. Sarebbe legittimo ?

Con quale diritto legale si vogliono far votare i non veneti purché residenti nella regione al voto in cui i veneti decidono il loro destino? E con quale diritto legale si escludono dal voto i veneti che sono nei  territori veneti fuori regione Veneto ? Perché si chiama Friuli VENEZIA Giulia la regione ? (In realtà la parte veneta della regione è la
maggior parte anche in termini di popolazione!)

Detto questo, c’è un problema nuovo : il diritto all’autodeterminazione dei popoli non piace più a nessuno e lo vogliono cancellare. Già nel 2005 l’Italia ha proposto la riforma dell’ONU per cancellarlo, il perché non si fece lo dirò un’altra volta.

Peraltro il diritto di autodeterminazione in realtà originariamente si riferiva agli “stati”, non ai popoli, ma poi si passò ai popoli senza stato, ma gli unici casi di applicazione riguardano separazioni “consensuali” , cioé quando lo stato centrale accetta il referendum, come in Scozia (che peraltro era uno stato in passato!).

Quindi se da una parte esiste un principio di autodeterminazione dei popoli, dall’altra gli stati come quello italiano se ne fregano, ma se ne fregano anche la Spagna, l’Ucraina e molti altri, tanto più che non esiste una punizione per la sua violazione.

Anzi, gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno recentemente cambiato del tutto prospettiva sulla questione, affermando senza mezzi termini che sul diritto all’autodeterminazione dei popoli prevale il diritto all’integrità degli stati.

Così l’Ucraina sta bombardando la popolazione russofona dicendo che sono “separatisti” e che ha diritto di bombardare anche il suo stesso popolo per conservare la sua “integrità territoriale”. Quello che non è stato diffuso dagli indipendentisti veneti , ma che io dico da anni, è che a supportare questa tesi sono la UE da anni, ed ora anche gli USA, tanto che “il portavoce del dipartimento di Stato Usa ha risposto ribadendo il diritto di Kiev ad effettuare azioni militari per proteggere l’unità del Paese.”
http://www.signoraggio.it/per-gli-usa-kiev-ha-tutto-il-diritto-di-bombardare-il-donbass/

Morale della favola ? Ogni ipotesi referendaria e di secessione legale in forza del diritto all’autodeterminazione non è più valida di fatto, non ha alcuna speranza, perché l’Italia potrebbe perfino bombardare il Veneto per tenerselo, affermando che è parte del suo proprio territorio.

D’altronde che l’Italia se ne freghi del “popolo veneto” , del suo diritto all’indipendenza, è un fatto già provato in quanto nel 2011 la Corte di Cassazione ha negato qualunque valore legale alla dizione “popolo veneto”, disconoscendo perfino l’esistenza stessa dei veneti quali minoranza di lingua o di altro tipo: i veneti non esistono
(http://www.palmerini.net/blog/sentenza-popolo-veneto-solo-residenti-senza-sovranita-autogoverno-solo-elezioni-amministrative/)

D’altra parte l’Italia ha invaso il territorio nel 1866 dopo essere stata sconfitta per terra e per mare, e fregandosene del trattato internazionale di Vienna ha impedito il voto del Lombardo-Veneto, facendo votare i propri soldati solo nel Veneto (che comprendeva appunto anche il Friuli e la Venezia-Giulia) perché la Lombardia già la occupavano da 7 anni. E’ una menzogna perfino quella dei brogli, i veneti non hanno proprio votato!

Ora potete ammainare le bandiere venete, anche quelle della Repubblica Veneta, perché in quanto sconfitta militarmente (la cosiddetta “Debellatio” http://it.wikipedia.org/wiki/Debellatio) non ha diritto a tornare sovrana. Intendiamoci, io sono veneto di nazionalità e cultura, la Repubblica Veneta resta il mio orizzonte, è il modello vincente a cui
ispirarsi, con i dovuti aggiornamenti come democrazia, parità dei sessi ecc. ma il diritto dice altro.

Dunque i popoli non contano nulla secondo USA e UE, e solo gli stati hanno il diritto alla sovranità. D’altra parte non c’è da aspettarsi nulla di diverso da queste organizzazioni che puntano alla mescolanza di ogni popolo sotto un unico governo bancario.

E però lo Stato Lombardo-Veneto non è mai stato sconfitto, ma invaso con una violazione del diritto internazionale !

Quindi ha diritto a tornare sovrano proprio in virtù del diritto all’integrità territoriale degli stati che loro stessi professano.Tuttavia se si corre alle elezioni regionali si legittima lo stato occupante e si perde ogni diritto alla sovranità.

Chi non capisce queste cose continui pure a inseguire i falsi profeti del referendum per l’indipendenza regionale che poi vanno alle elezioni regionali.

 

Ebbene, spieghino loro agli USA e alla UE che i veneti hanno diritto all’indipendenza , noi che perseguiamo l’indipendenza del Lombardo-Veneto di sicuro non abbiamo questo problema.

Per concludere, “Lasciate ogni speranza” voi che inseguite il referendum per lo Stato grande quanto la regione, perché non avete alcuna possibilità, al peggio vi bombarderanno.

Invece agli indipendentisti pragmatici dico: abbiamo la libertà in mano, basta pochissimo per liberarci, stiamo preparando una causa internazionale contro l’Italia per occupazione abusiva del Lombardo-Veneto, uno stato sovrano. Basta pochissimo !

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14 Comments

  1. antonio says:

    l.autodeterminazione vale per tutti i popoli ..in che modo si autodeterminano se bisogna rispettare l.integrità territoriale ?a cosa serve allora l.autodeterminazione..L.autodeterminazione si riferisce a dei popoli che gia vivono in un territorio e non di invasori..non vedo il nesso con il territorio essi stessi esercitano la sovranità sul territorio …ora non tutti quelli che abitano in un territorio hanno la stessa nazionalita..ogni nazionalità avrebbe bisogno di un territorio …i veneti col veneto,i siciliani con la Sicilia e cosi via…dove sta il problema?autodeterminazione non significa invasione .La nazionalità non coincide con la cittadinanza ,uno può avere la nazionalità tedesca ed essere cittadino italiano .L.integrità territoriale e in contrasto con gli invasori non con i popoli che autodeterminano il proprio territorio…sembra un gioco di parole e parallelamente non capisco allora perché alcuni stati devono essere attaccati da altri stati o popoli sottomessi da stati stranieri senza che nessuno interviene

  2. antonio says:

    Quando i popoli litigano fanno una cortesia alla massoneria occulta…bisognerebbe liberare tutti compresi glii italiani poiché sono occupati da organismi internazionali che con l.inganno stanno saccheggiando i territori con l.austerity imposta .lo dicono gli italiani stessi si consultino le cause giudiziarie in corso contro la cessione di sovranità e indipendenza dell.Italia
    E contro l.eurozona per violazione art 7 statuto di Roma e la violazione della ius Cogens e di innumerevoli trattati internazionali dalla convenzione di Montevideo in poi ecc ecc quindi vci vuole per forza un movimento di liberazione nazionale riconosciuto dall.onu e che abbia uno status internazionale per firmare trattati .questo movimento sarebbe utile fosse costituito da milioni di persone e tutte promotori .temo però che gli italiani e gli altri popoli pensano più a litigare che a costruire e allora si meritano l.austerity le tasse al 70% l.imu la tasi e centinaia di balzelli e la troika occupante

  3. Maurizio Bedin says:

    Caro Loris, In parte concordo sulla tua visione, ma ti devo dire che sono molto più vicino alla posizione di Giorgio che, qui sotto, ha fatto delle osservazioni che ti avrei fatto pure io. Devo anche aggiungere che vedo di buon occhio il referendum xkè è molto più facile informare e da far accettare al “distratto” popolo votante Veneto questa soluzione istituzionale, piuttosto che inculcare ad ogni singolo cittadino le questioni di diritto storico da te esposte (e sicuramente giuste giuridicamente). Vallo a dire al passante che, se vuole, è già per diritto ed a tutti gli effetti un cittadino Veneto di un già preesistente Stato Sovrano! Ci sarebbe da fare per decenni a “liberare” i cervelli da quello che gli e stato inculcato dalle Scuole materne fino all’università e quotidianamente dai mass media. Quindi, vista anche la gravità del periodo economico, si DEVE anche accelerare sulla questione. Personalmente (tu lo sai xké ci siamo già scritti in privato su FB) dopo militanza su uno dei movimenti indipendentisti e da cui mi sono staccato per il rifiorire di nuove sigle e protagonismi, per me deleteri alla VERA causa, la soluzione “istituzionale” del referendum con la legge 16/342 è la più veloce ed ovvia. Facile da far comprendere al cittadino veneto medio, non richiede di conoscere le (lievi) differenze tra un movimento e l’altro, non richiede di conoscere chi sono i loro capi (quindi no protagonismo o prime donne), è totalmente trasversale politicamente (c’è una Dx e Sx a favore dell’indipendenza) e non si viene confusi in fase elettorale da simboli simili o camuffati per l’occasione (vedere il nuovo simbolo NCD per le Regionali), quindi semplicità estrema: devi fare una croce sopra il SI se vuoi l’indipendenza del Veneto. Alle precedenti votazioni digitali di Plebiscito.eu, ho aiutato degli amici nei “seggi” presso bar ed altro, e posso garantire che i giovani ed i vecchi che si presentavano non sapevano distinguere IV da VI o VS o altro, ma volevano solo quello! Votare per l’indipendenza!!!! Quindi, adesso c’è questa opzione? Cogliamola! Non ci sarà, cogliamo la prossima: regionali!!!??? Quella sarà più contorta. Richiederà unione totale delle forze che vogliono l’indipendenza e se così fosse (come spero), mi chiedo se anche LN sarà della partita o vorrà che siano gli altri a correre assieme a loro? Questo è il mio cruccio! Poi, se si dovesse vincere, e lo spero con tutta l’anima, se l’Europa e l’ Itaglia non fossero d’acordo, beh se ne facciano una ragione (o può dirlo solo Renzie?). La dichiarazione unilaterale che ne conseguirebbe, non sarebbe la prima che vedono: Kosovo e Montenegro docet! E l’hanno pure riconosciuta!!! Serenissimi saluti. WSM.

  4. Nel frattempo ho scoperto un fatto curioso che conferma la mia tesi. Il Front Furlan ha presentato al consiglio provinciale di Udine la richiesta che la Venezia Giulia venga riconosciuto una area da sempre di influenza e lingua Veneta e non Furlana.
    http://frontfurlan-provinceudin.blogspot.it/
    Lo ripeto, solo gli stati hanno diritto di sovranità, come il Lombardo-Veneto e l’unica via percorribile, senza guerre, è il ritorno alla indipendenza per poi magari dividersi secondo popoli.

  5. Giorgio says:

    La “scelta” di riconoscere l’indipendenza di uno stato è solo e soltanto politica. Le regioni ucraine non sono riconosciute da Ue e Usa non per qualche strano motivo giuridico, ma semplicemente perché sono filo-russe. è una normalissima questione geopolitica. Specularmente, il Kosovo è riconosciuto da Usa e Ue, ma non dalla Russia. Allo stesso modo possiamo immaginare che i grandi poteri del mondo occidentale vedano, almeno inizialmente, di cattivo occhio una destabilizzazione sotto casa e quindi si opporranno o si stanno già opponendo all’indipendenza di Veneto, Scozia e Catalogna. Ma non è detto che le posizioni, a seconda dell’evolversi dei singoli casi, non mutino col tempo. Non c’è un discriminante certo, ci sono solo gli interessi. Non capisco poi perché, dopo aver detto che sei culturalmente veneto, propugni il ritorno al Lombardo-Veneto, uno stato durato pochissimo, mai realmente indipendente (era una specie di protettorato asburgico) e formato da due territori vicini, ma distinti. In quanto al popolo veneto, sicuramente non si esaurisce nei confini della regione amministrativa italiana Veneto, ma indubbiamente è un’approssimazione legittima. Il Friuli-Venezia Giulia è chiaramente un territorio che può essere parte di un nuovo stato veneto, ma solo se friulani e giuliani lo vorranno. I friulani, per dire, parlano una lingua propria nonostante i secoli di permanenza sotto la Serenissima e chi siamo noi per obbligarli a stare insieme a noi? Ci andrei piano con queste recriminazioni territoriali insomma. Anche Istria e Dalmazia sono parte dei territori veneti storici, ma questo non toglie che, per i noti stravolgimenti storici, ora, i veneti, in quei territori, siano in minoranza. Punterei sul buon vicinato più che sul revanscismo insomma. Soprattutto considerando che è così che iniziano le guerre di solito. Il territorio della Regione Veneto corrisponde perfettamente con l’area al 100% (o quasi) veneta, iniziamo da lì. Poi lascerei la porta aperta a Trentino e Friuli-Venezia Giulia e stop. Ma solo con la concertazione, senza richieste territoriali.

  6. Vardè tuta la storia del stado talian ke la xe segnà dal sangoe: 150 ani de goere, de trufe, de sangoe de buxie e de rapine.

    Pa ver la lebartà sensa sangoe cognaria ke la pì parte dei veneti, tuta conpata la dixese basta e la nàse tuta fora da la so caxa par dirghe a li taliani fora da le bàle … forse ente sto caxo no ghe saria sparxemento de sangoe.

    Se no no resta ke le ciacole e la poledega taliana co la so falba demograsia e la nostra s-ciavetù.

  7. Marco says:

    Non sono cosi pessimista.
    Immaginate per un attimo che Veneti, lombardi e Friulani in coro dicessero fermamente ciò che al momento ognuno pensa dentro se:
    Adesso basta con Roma e questo Stato italiano fallito e senza possibile via d’uscita.

    Non mi preoccupo tanto di come i Veneti riusciranno a ottenere la propria indipendenza ma di come lo Stato italiano riuscirà a stare in piedi ancora un altro anno con la prossima ondata di forte crisi alle porte.
    La parabola del decadente Stato Italiano è giunta alla fine!
    E la storia insegna che uno stato che non sta più in piedi si smembra.
    L’Italia è vecchia e gravemente malata ed ha i giorni contati!
    Scommettiamo?

  8. luigi bandiera says:

    Ciao a tutti,

    Loris purtroppo non viene ascoltato. Non lo fanno nemmeno parlare a volte…

    Allora bisognerebbe trovare un “GARIBALDI ” del dì d’oggi per fargli fare il contrario di quello che fece il Garibaldi camicia rossa.

    Insomma, una bella GARIBALDINATA al contrario.

    Ma chi e’ quello che pensa che la regione italiana dica: bene, andate e moltiplicate perche’ universalmente c’e’ il DIRITTO all’AUTODETERMINAZIONE..?

    Gia’, e’ un sogno e rimarra’ tale.

    Non parliamo dello stato italiano, uno e indivisibile, ke kax mai dira’ o fara’ sul tema..?

    Lo ripeto:
    nell’Odissea vi e’ la chiave della nostra liberazione. Cercatela e vedrete che senza il NESSUNO (Ulisse) non si combina nulla..!! Altro che i trattati… mai rispettati…

    Amen

    • luigi bandiera says:

      Dimenticavo:

      un re non si fara’ mai una legge contro per cui: NOI SOVRANI DOBBIAMO FARCI LE LEGGI CHE SARANNO SEMPRE A NOSTRO FAVORE E CONTRO A QUELLI CHE CI VOGLIONO DOMINARE… con le loro..!!

  9. Albert says:

    Pessimismo…..purtroppo condivisibile !

  10. Lando Mauro says:

    Loris, ti ho ammirato e continuo a farlo, ma quello del Lombardo-Veneto, anche se giuridicamente potrebbe essere ineccepibile, non possiamo credere che Il Veneto odierno, sia come ente amministrativo italiano, sia come un luogo ben definito con i confini, non possa assolutamente liberarsi dall’Italia.
    Se una comunità, in questo caso di Veneti all’interno dell’attuale Regione, decidesse di diventare indipendente,, non c’è Costituzione, Trattato od altro ce possa fermarci, per il semplice motivo che nessuno ha la verità assoluta (sentenza della Corte Suprema Canadese) e quindi di assoluto non esiste nulla. Ma la Libertà non si può assolutamente incatenare. La Storia insegna che ci sono molti esempi su questo percorso.
    In ogni caso, tutti i movimenti che convergono allo stesso obiettivo, quello di toglierci la zavorra romana, sono i ben voluti.

  11. Dan says:

    La soluzione purtroppo è quella che passa dal Donbass. Piaccia o no, se i veneti vorranno veramente tornare liberi e non solo con le vuote parole, dovrà essere versato del sangue.

    A questo mondo le cose o si vogliono, o si vogliono veramente ed a seconda del grado di volontà si agisce o meno di conseguenza, accettando tutti i rischi che ne possono conseguire.

    • Stefania says:

      Non credo che serva il sangue per avere la libertà. La via per la libertà è lunga, non ci sono facile scorciatoie. La strada imboccata dal Veneto è coraggiosa, come quella di Scozia e Catalogna. La loro esperienza è apripista per chi non molla.

  12. Frank says:

    Applausi !

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