Referendum Veneto e fiducia a Renzi: le anime diverse della Lega

di ANONIMO PADANO

Ohibò, che in via Bellerio ormai esistano due Leghe o leghette che siano, o forse tre,  lo si dice ormai da tempo. Per ora si tengono insieme perché ci sono le Europee e bisogna raggiungere il non facile limite del 4%. Ma le posizioni sono spesso divergenti. Per esempio sabato e domenica in Veneto il Carroccio organizza i gazebo per raccogliere firme a sostegno del referendum per l’indipendenza. Nelle province è in corso la mobilitazione, e solo nel Vicentino la Liga annuncia banchetti in 60 comuni. Ma la cosa non è piaciuta granché al segretario nazionale Flavio Tosi, scavalcato a piè pari dalla segreteria federale e dal governatore Luca Zaia: si sa che il sindaco di Verona non crede per nulla al percorso indipendentista, e così Matteo Salvini ha dovuto ricordargli che la linea politica prevalente è la sua. E qui si evidenzia lo scontro fra l’ala che punta sul movimentismo e l’ala maronita, più propriamente poltronara.

Ma anche alla Camera, nel dibattito sulla fiducia al governo Renzi, si sono notate posizioni differenti. Vediamo qualche dichiarazione:

«Si scrive Renzi ma si legge Merkel. È il governo di Berlino, la Lega Nord voterà no alla fiducia. Restiamo convintamente all’opposizione e non faremo sconti». Lo scrive in una nota il deputato della Lega Nord, Nicola Molteni.

E ancora: «Matteo Renzi ha ricordato i numeri del tracollo dell’economia del lavoro dimenticandosi di dire che l’ha causato il suo partito sotto dettatura dell’Ue. Ha detto che vuole tagliare il cuneo fiscale ma non ha detto dove intende trovare le risorse. Non ha citato i costi standard, ad esempio, che con il federalismo fiscale prevedono un taglio degli sprechi di almeno trenta miliardi l’anno. Il nostro Paese ha bisogno di un premier che vada in Europa non a prendere ordini ma a pretendere le stesse regole per il mercato del lavoro europeo». Lo ha detto in aula il deputato  Massimiliano Fedriga. «Per rilanciare il lavoro giovanile – ha aggiunto – bisogna abolire la riforma delle pensioni Fornero, che non è una cosa buona e giusta come ha detto Renzi, ma un dramma sociale che ha creato 400 mila esodati e favorito l’aumento esponenziale della disoccupazione. Purtroppo quando il fumo che ha alzato Renzi si dissolverà, e le sue promesse si dovranno rapportare con la realtà, non sarà uno schianto solo per lui ma per tutto il Paese. Almeno, leggendo le dichiarazioni di alcuni colleghi di partito sono convinto che Renzi avrà l’appoggio incondizionato di tutto il Pd».

E fin qui la linea contraria appare chiara. Poi però è intervenuto in Aula Umberto Bossi e ha detto: «Presidente Renzi, le faccio gli auguri. Valuteremo le cose che fa. Se saranno giuste non le spareremo addosso tanto per farlo. Valuteremo passo passo».

Come si vede, c’è un po’ di confusione sotto il cielo leghista.

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12 Comments

  1. Eugenio says:

    Per parlare di Lega-Nord ,Bisogna conoscere bene la loro Storia (se non sbaglio sono 30 anni ) e non valutare solo gli ultimi anni.Che Tutti i dirigenti Leghisti Non Credano nella Indipendenza del Veneto è Chiaro,D’altronde,non hanno tutti i torti ,dinanzi ai vari Partitini ,movimenti ,folcloristici Governi Nazionali ,c’è poco da sperare.Capisco che in questo momento (purtroppo) non possa esserci un Solo Partito o Movimento INDIPENDENTISTA VENETO.Ma al massimo 3 con Programmi Politici diversi ,e non 10 con Programmi Uguali.Inoltre nel Veneto manca un vero Partito Nazional-popolare,ossia quelli che hanno Portato all’Indipendenza i popoli dell’Europa dell EST. Tornando alla LEGA di questo apoggio che ci danno nè traranno dei benefici Elettorali,sopratutto sull’Euro che sono Rimasti gli Unici che a Parole sono Contrari.Comunque non c’è nessuno scontro tra la cosidetta ala Maroniana ,e Salvini ,che è stato Voluto ed appoggiato da Maroni,visto che Lui oramai era Inpresentabile,dopo tutti gli anni passati al Governo come Ministro degli Interni.Per quanto riguarda il BOSSI ,è solo una icona di 4 rinbabiti nostagici .

  2. jesse james says:

    Piuttosto segnalate la comica celebrazione dell’anniversario di un anno di Maroni in Lombardia. Continua a pigliare tutti per il culo, scrivendo “da un anno con la Lombardia in testa”. L’uinica cosa che ha in testa è la passera beneventana.

  3. jesse james says:

    Vi comunico che domani Tosi sarà insieme a salvini a verona per presentare la raccolta firme per il referendum indipendentista. Quindi…

  4. non mi era mai capitato di leggere un articolo contro lo sponsor che presenta la pagina: questo sì che è giornalismo indipendente.

  5. indipendentista says:

    Citazione dall’articolo: “si sa che il sindaco di Verona non crede per nulla al percorso indipendentista, e così Matteo Salvini ha dovuto ricordargli che la linea politica prevalente è la sua. E qui si evidenzia lo scontro fra l’ala che punta sul movimentismo e l’ala maronita, più propriamente poltronara.”

    Perdonatemi, ma questa istinzione fra “movimentisti” e “maroniti” non la vedo. Nessun movimentista (in senso serio) fra i belleriani, tutti cadreghisti ortodossi, tutti legati a doppio filo a Bobo. Peccato che gli ultimi sondaggi li diano al 3%

  6. Bepe says:

    Heilà, Anonimo, anche tu avevi grandi ambizioni in LN, per avere il dente così avvelenato ?

  7. Unione Cisalpina says:

    speriamo spariskano…

  8. giancarlo pagliarini says:

    Bè, mi sembra che Bossi abbia detto una cosa logica. O no?

    • renzo delgrossi says:

      Ma davvero dobbiamo ancora aspettarci qualcosa di buono
      da tutto quello che si chiama ittaglia?
      Renzi è solo l’ennesimo itagliano messo li dalla troika
      e dal nostro monarca re Giorgio per mandare avanti ( speriamo per poco ) la baracca Ittaglia.
      Da sostenitore della lega dico solo che è ora di finirla con alleanze politiche che hanno solo creato sgomento e delusione nella base e non hanno portato a niente ( berlusconi ). inoltre pregherei tutti quei leghisti che non si riconoscono più nell’art 1 della lega di andare pure in qualche altro partito itagliano.

    • vero, mi preoccupano molto di più frasi come

      “Il nostro Paese ha bisogno di un premier che vada in Europa non a prendere ordini ma a pretendere le stesse regole per il mercato del lavoro europeo” o
      “…sarà uno schianto solo per lui ma per tutto il Paese

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