Referendum veneto: “Colpa tua…”… “No, colpa sua…”

di ANNA ISEPPON –

chiusoxstato1La delibera approvata dalla Giunta¹ Zaia lo scorso giovedì 30 ottobre archivia definitivamente le speranze per la realizzazione del referendum sull’indipendenza del Veneto come previsto dalla legge 16.

(da http://vivereveneto.com/2015/11/03/referendum-veneto-game-over/)

Il presidente della Regione Veneto ed i suoi assessori hanno infatti deciso la restituzione dei contributi versati dai cittadini sul conto corrente per l’istituzione del Referendum, come a dire “non c’è più niente da fare!”. «Avere restituito i contributi per l’indizione del referendum ai cittadini, non significa aver rinunciato all’idea. Era un atto dovuto, soprattutto a fronte delle richieste avanzate», precisa Zaia.

Ricordiamo che la legge 16 era stata approvata nel 2014 dal Consiglio Regionale del Veneto e – dopo essere stata prontamente impugnata dal governo centrale – dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 118/2015 nel giugno scorso. Tale legge prevedeva che le spese necessarie allo svolgimento della consultazione (14milioni di euro) fossero interamente coperte attraverso un finanziamento popolare. [clicca qui per avere più info sull’inizativa referendaria]

Ma quanti sono i Veneti che hanno contribuito alla raccolta fondi? Appena 1.363 – nemmeno lo 0,03% su di una popolazione di 5milioni di abitanti – per un totale di 114.914,88 euro raccolti (lo 0,8% della somma prevista).

Dati sconfortanti, su cui i media unionisti gongolano. Leggi un po’ cosa scrive la giornalista del Gazzettino al riguardo: “non ci sarà nessun referendum, i veneti non diranno se vogliono o non vogliono staccarsi dall’Italia e quei pochi che hanno aperto il portafoglio per farsi carico delle spese ora avranno i soldi indietro. Perché la vera bocciatura del referendum sull’indipendenza, più che dalla Consulta il cui verdetto era scontato, arriva dai veneti

scelgozaiaCerto, la Regione avrebbe potuto fare di più per pubblicizzare l’iniziativa. “Zaia cos’ha fatto per promuovere il referendum?” si chiedono molti indipendentisti. Non ci sono state campagne pubblicitarie sui media, nessun politico regionale ne ha parlato in televisione, non ci sono state comunicazioni ufficiali ai Comuni veneti (nemmeno a quelli retti da amministrazioni affini politicamente alla Giunta regionale, vecchia o nuova che fosse) affinchè mettessero i propri cittadini a conoscenza di tale opportunità…

Siamo sinceri: realmente ci saremmo aspettati tutta questa collaborazione dalle istituzioni o dai media Italiani? Con politici ed amministratori non eletti sulla base di un programma dichiaratamente indipendentista, in periodo di elezioni regionali, e con un governatore su cui si vocifera essere il possibile candidato premier per il centrodestra alle prossime elezioni italiane!? Probabilmente se riponessimo la nostra fiducia in Babbo Natale avremmo maggiori chances!

Lo sai che cos’ha dichiarato il governatore ai media parlando proprio del finanziamento popolare della legge 16? «fu stabilito sull’onda anche di un movimento d’opinione che andava sostenendo come sarebbe stati milioni i veneti e gli imprenditori disposti a contribuire alla causa. Imprenditori che a tutt’oggi sono a me sconosciuti e ignoti.».

Rendiamoci conto che la legge 16 era palesemente una “prova di forza” per il mondo indipendentista Veneto. Ed è una prova che abbiamo miseramente fallito. Ci piace riempirci la bocca di parole come coerenza, credibilità, ci vantiamo di essere “duri e puri”, fieri delle nostre radici… Ecco, credo che – con un pizzico di umiltà – questa volta dovremmo considerare l’ipotesi di aver sopravvalutato le nostre forze, analizzare con mente lucida la situazione e ripartire, imparando dagli errori fatti!

additareCi si chiede che cos’ha fatto Zaia, ma io mi chiedo “Tu cos’hai fatto?” Già perché il vizietto italico dello scarica-barile è facile e piace molto anche ai Veneti! Tu che oggi maledici l’amministrazione regionale, hai versato la tua parte o hai atteso “per vedere cosa facevano gli altri”? Oppure non l’hai fatto perché “tanto non ce lo faranno fare” o perché ti avevano detto che i soldi sarebbero finiti a Roma ed aspettavi l’attivazione di un secondo conto…? Tu che ti lamenti della mancata pubblicità, hai informato almeno i tuoi amici ed i tuoi parenti dell’approvazione della legge e del conto corrente dedicato? E lo hai fatto solo una volta lo scorso anno oppure…? O forse eri troppo intento a preparare la campagna elettorale per le elezioni della scorsa primavera?

Continuiamo a paragonare la situazione Veneta a quella Catalana o a quella Scozzese, a fare paragoni tra Zaia e Mas, o tra Zaia e Salmond²… Rendiamoci conto però, che catalani e scozzesi hanno in più occasioni dimostrato con azioni concrete la propria volontà: nutrite manifestazioni, referendum autogestiti, dibattiti pubblici e gruppi di lavoro… Rendiamoci conto che Catalani e Scozzesi sono ben consapevoli di essere “altro” da Spagnoli e Britannici.

E qui, cos’abbiamo? Manifestazioni dove raramente si raggiunge il migliaio di persone (talvolta si fatica anche a raccogliere un centinaio di partecipanti), iniziative politiche scoordinate e non condivise (l’unica che ha riscosso successo è stata il plebiscito digitale del 2014) ed una comunicazione del tutto inefficace già tra i facenti parte dello stesso gruppo, figuriamoci quella rivolta “all’esterno”. Il tutto condito da un’estrema litigiosità tra gli ultras delle diverse formazioni. Senza contare che negli ultimi 30 anni, in cui il Veneto è stato amministrato da partiti dichiaratamente “vicini al territorio ed ai Veneti”, è stato fatto ben poco per promuovere l’identità veneta! Quanti sono, oggi, i cittadini veneti consapevoli della propria storia e delle proprie tradizioni, fieri “de parlàr Veneto”, che si sentono “altro” dagli italiani?

Prendiamoci qualche minuto per riflettere, da soli e nei gruppi di cui facciamo parte. Un respiro profondo, e ripartiamo con un nuovo slancio!Perché, come diceva Einstein: “La follia sta nel fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”!

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6 Comments

  1. caterina says:

    quella ella Regione ea stata una pezza per nascondere la sconfitta che un referendum autogestito dai Veneti le aveva inflitto con il Plebiscito svoltosi la primavera del 2014 che ha visto la partecipazione del 64 per cento dei Veneti… che hanno dimostrato loro sì determinazione mettendo in luce la distanza fra loro e le cosiddette istituzioni…
    I risultati erano già stati acclarati e i giornali denigratori la smisero pure di denigrare quando i risultati furono acclarati da una società internazionale di controllo, prima ancora che arrivasse la conferma della commissione OSCE della primavera scorsa… l’89 per cento aveva detto SI all’indipendenza della Repubblica Veneta che ora ci si sta organizzando per attuarla…
    I Veneti che tutti credono di poter manipolare a proprio piacimento sono concreti e saggi… non sperperano soldi per le ambizioni dei politici che fanno finta di volere autonomia o indipendenza ma gli stanno bene le cose così come sono, su poltrone ben pagate fin che dura … troppo rischioso per loro prendere iniziative per il popolo…Roma li potrebbe sempre esautorare….
    Il Parlamento provvisorio Veneto che abbiamo eletto sicuramente sta lavorando per rendere operativo il risultato della consultazione referendaria che abbiamo già fatto, e sarà finalmente libertà da Roma!

  2. Tony says:

    Referendum? Io vedo tutti i giorni veneti( quei pochi rimasti) a fare la fila a pagare. Parlando
    Sì sentono italiani e che i propri avi hanno lottato per la patria (italia). Se chiedi se sanno la
    Storia del popolo veneto ti guardano stupiti e ti rispondono siamo in Italia (ma vi rendete conto che vuoto storico? Hanno fatto un bel lavaggio del cervello cancellando la nostra storia). Ormai è tardi siamo al punto del non ritorno veneti che sanno la vera storia come è andata e si sentono
    Discendenti del nostro orgoglioso passato di 1100 anni di storia ne sono rimasti pochi. Un esempio si preoccupano tanto dei profughi (non sono razzista) nessuno ricorda i nostri andati in merica per scappare da l’invasione da parte dell’Italia che ha portato guerre e miseria? altro che libertà. Comunque vada la mia indipendenza me la prendo vado in merica dai discendenti del londardoveneto che hanno poco in comune con questi rimasti.

  3. GPaolo says:

    Credo che sia una piccola minoranza nel Veneto che voglia veramente l’ Indipendenza. E Zaia non ha alcun interesse a cambiare in quanto probabilmente l’ha capita da buon politico e finito il suo mandato in Regione andrà (credo) a fare politica a Roma. Forse anche Alessio Morosin dovrà rassegnarsi in quanto i Veneti malgrado tutti i loro problemi stanno bene così!

  4. luigi bandiera says:

    COLPA NOSTRA..!!!!!
    Forse non si legge bene per cui lo ripeto:
    COLPA NOSTRA..!!!!!!!
    Se dobbiamo dire: beh, non e’ proprio tutta colpa nostra, allora, oltre a noi, chi ha la colpa..?
    La tragedia nostra e’ che parliamo ai neonati in talian.
    Che appena sentiamo l’inno mameluccolo pensiamo al trikolor e alle guerre d’indipendenza: ma da chi dico io..?
    R: da noi stessi e senza saperlo passiamo a STOCKOLMA… Lo si evince perche’ i veneti amano cosi’ tanto el talian dominio che per tutti gli appunti asseconda il suo oppressore e col parlarghe in talian ai so putei; e faxendo ea fia nei sportei dee tasse; e insomma el xe sta fato talian..!!
    Da tuto sto brodo no te pol pear veneti de rassa che vol ea indipandensa de fato..!
    Coi i fati.
    Co e ciacoe a si, i xe tuti indipandentisti..!
    Mone de sto tipo, indoe o rassa qua no te ghin cati se non nea tera, ex tera de i veneti, dea rejon taliana VENETO.
    Podopo i domanda schei ndoe non ghe ne xe pi’ par nesun…
    Sto mona de popoeo qua (se dise cusi’) nol pol metarse in moto pa sercar ea LIBARASION.
    Forse ga sbalia’ anca “Mose'” chel nol ga sabuo de farghe entrar nea testa che ori, i veneti da mieni, no xe taliani e i ga dirito de esar LIBARI dai governi foresti come quel talian.
    L’inteighensia veneta NDO KAX XEA STADA..?? NDOE XEA FINIA..??
    .
    In kantina a imbriagarse de monae taliane..??
    .
    Ve ricordio che dixevo KST gran fonte de sotokultura taliana o, mejo, taibana..?
    K = kantina
    S = sociae
    T = taibana val a dir -de i tai de a republika de e banane-.
    .
    KST = Scuola taliana che sforna tantissimi taibani.
    .
    No xe servio a gnente e no servira’ a gnente: i stockolmone i perdera’ quel poco che i ga de veneto co naltra generasion. A meno ke: no spunte un MIRACOEO..!!
    Saria da far un salto a Medjugorie pa pregar ea Madona che ghe pense Ea.
    I etno veneti ga da laorar e no a pensar aea LIBARTA’..!!
    SALAM

  5. Giancarlo says:

    Tutto vero e condivisibile.
    Ma, come tutti dovrebbero sapere c’è un tempo per agire ed un tempo per stare fermi.
    Voglio dire che i tempi non sono ancora maturi per una vera sollevazione popolare Veneta ma che moltissime persone stanno preparando il terreno e la cultura dei Veneti per agire come si deve.
    A forza di perseguire strade diverse i vari gruppi indipendentisti stanno lentamente arrivando in fondo al tunnel dove si vedono le porte che sono state chiuse e quelle che rimangono aperte….alla fine ne rimarrà una sola e tutti dovranno infilarsi dentro senza altra scorciatoia o possibilità, solo allora saremo tutti uniti e tutti convinti di quello che facciamo e vogliamo.
    L’indipendenza è lì che ci aspetta, sapremo arrivarci senz’altro anche con l’aiuto delle istituzioni internazionali che non aspettano altro. Meglio un VENETO indipendente, forte economicamente e democraticamente che un’italietta già fallita e che non potrà galleggiare ancora per molto ancora.
    Vorrei rileggere questo mio commento tra qualche anno……..
    WSM

  6. renato says:

    Non serve a nulla tirare in ballo Einstein. Il modus operandi della giunta e il quasi assente entusiasmo generale stanno ad indicare chiaramente che la gente non ha voglia di battersi. Né per un sentimento (libertario) e nemmeno per sottrarsi al quotidiano sfruttamento da parte dello stato centrale. Preferiscono il tran tran.

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