Referendum Veneto: attenti a non sprecare questi due milioni di voti

di GILBERTO ONETO

L’altro giorno Libero ha pubblicato una intervista a Giorgia Meloni sul referendum veneto. Alcuni passaggi delle risposte della fratella d’Italia sono illuminanti.  Insiste nel voler trovare un marchingegno che possa “rendere compatibili unità nazionale e decentramento, o federalismo che dir si voglia”. Il “che dir si voglia” è biblico! Ha rifiutato il paragone fra Veneto e Crimea perché “il Veneto è abitato al 100% da italiani, la Crimea al 90% da popolazione russa”.  É chiaro che il solo veneto che la Meloni conosca è Tosi. Svolazza poi leggiadra e littoria sul “sangue versato da tanti nostri avi per costruire una Patria sola” per approdare all’enunciazione di un fondamentale principio di libertà profetizzando sventure “se accettassimo referendum secessionistici regionali facendo votare oltretutto solo gli abitanti di una determinata regione”. Stupefacente! Ma chi dovrebbe votare per l’indipendenza del Veneto? Gli abitanti delle Murge, quelli dei Sassi di Matera, i prodi della Curva Sud dell’Olimpico? Per la Meloni non ci sono dubbi: la liberazione dei prigionieri la devono votare i secondini.

A questo punto vengono spontanee due considerazioni. La prima riguarda il livello di dimestichezza con la liberaldemocrazia dei fratelli (non solo dei Fratelli) d’Italia rafforzandoci nella convinzione che prima ci si separa meglio è. La seconda – ancora più mesta – coinvolge il fatto che questi sono da lustri gli alleati della Lega, ovvero che da un sacco di tempo la Lega frequenta questi inossidabili patrioti cercando di ricavare qualcosa dal bieco sodalizio. E infatti non ci ha ricavato un fico secco, a meno che non si parli di stipendi e cadreghe.

Sempre su Libero (cui va riconosciuto il merito di essere il solo quotidiano cartaceo nazionale che si sia diffusamente occupato del referendum veneto) è comparso ieri un intervento di un autonomista che ha esaltato l’iniziativa (e fino a qui siamo tutti d’accordo), lasciandosi poi andare  alla ormai rituale intemerata dorotea contro “l’equivoco della Padania, entità immaginaria che occulta venti anni di immobilismo assoluto”.  Non si può non condividere l’apprezzamento sull’immobilismo (con tutti i possibili corollari di furbizie e ipocrisie) ma sfugge il nesso con l’idea: è il progetto padanista che – per qualche ignota legge fisica – produce immobilismo  o è l’immobilismo leghista che ha fregato la Padania? Sono due cose piuttosto diverse. Subito dopo ci si deve però domandare  quale davvero sia l’alternativa a quell’”equivoco” che ha coinvolto e che tuttora coinvolge milioni di padani “immaginari” fra cui quelli che oggi condannano l’”equivoco” stesso e a cui hanno creduto con tanto entusiasmo. Il referendum veneto è ottimo e gagliardo e poi? Se non si sa esattamente come utilizzarla, la conquista di due milioni di voti rischia di essere inutile come la ormai mitica occupazione della questura di Milano da parte di Pajetta.

Che la Lega ci abbia presi tutti per i fondelli per decenni è una verità incontrovertibile,  ma i suoi microscopici cloni cosa hanno intenzione di fare?  Le litigiose geremiadi di detriti che il Carroccio si è lasciato dietro cosa pensano di fare di meglio e di più? Siamo tutti d’accordo nel criticare e stigmatizzare gli errori del passato ma la cosa serve solo se si evita di ripeterli e se si impara la lezione. Non possono e non devono più ricomparire cadreghismi, approssimazione, spocchioso  rigetto per la cultura, personalismi. Il micronazionalismo regionalista ritiene di poter riuscire dove il secessionismo padanista ha fallito? Siamo tutti pieni di entusiasmo per le nuove occasioni di libertà. Ma non si confonda  il leghismo deteriore con il padanesimo che saremo tutti felici di archiviare quando si vedrà una credibile alternativa.

Per intanto: viva il referendum veneto ma attenti a non far fare a questi due milioni di voti la fine del sei milioni di schede del referendum per l’indipendenza della Padania del maggio 1997.

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79 Comments

  1. Stefano Spagocci says:

    Certamente il Veneto di terraferma ha molti caratteri padani (Venezia molto meno, io non ho mai capito come si potesse considerarla capitale della Padania). Certamente la Lega Lombarda includeva anche città oggi venete. Certamente il Veneto fu interessato dal fenomeno dei Liberi Comuni. Certamente parti del Veneto (Verona e il Bellunese) sono più celtiche che venetiche e anche il Veneto interno ebbe una forte influenza celtica. Certamente, se Venezia era bizantina, il Veneto di terra fu gotico e longobardo. Certamente la lingua veneta ha molte caratteristiche comuni con le altre lingue padane, pur avendo caratteristiche peculiari. Certamente in Veneto, oltre ai Liberi Comuni, ci furono importanti Signorie che non si possono dimenticare.

    Esiste però una specificità veneta che risale ancora all’età del Bronzo. Il confine tra est ed ovest della Padania non è netto ma esiste da millenni. E’ un confine, dal punto di vista etnico, linguistico ed anche economico, interno ad una comune identità (macro)etnica e (macro) linguistica padano-alpina, ma esiste. I Veneti sono Veneti o Padani o piuttosto Veneziani, Veronesi e così via? Dal punto di vista oggettivo sono tutto questo, perchè le identità sono sempre a scatole cinesi e spesso si intersecano tra loro.

    E’ però lecito fare riferimento a stati preunitari, piuttosto che all’etnia. Se lo fanno i Catalani possono farlo anche i Veneti. Meno lecito è travisare il dato etnico per giustificare entità politiche a base non etnica ma non è certo reato. Se i Veneti, facendo appello alla Serenissima, si vogliono sentire latini o paflagonici facciano pure. Io, come studioso, darò loro torto. E continuerò a pensare che non sia giusto dimenticare l’esperienza comunale (e “lombarda”) del Veneto di terra, le radici germaniche e quelle celtiche, come non sia giusto dimenticare le realtà statuali venete non “serenissime”.

    Ma, alla fin della fiera, le nazioni sono sempre inventate. Dunque, a casa loro, inventino o non inventino quello che gli pare. Il progetto padanista è fallito e pragmaticamente non credo sia opportuno riproporlo. Meglio, per me, puntare sulle singole nazioni storiche padane, magari unendo gli sforzi, se possibile.

    Se ai venetisti riuscisse il colpo, questo potrebbe innescare una benefica reazione a catena. Io sono un pò scettico ma sarei felice di essere smentito. Sono scettico anche su analoghe iniziative lombarde, perchè, dopo la autoproclamazione di indipendenza, cosa segue? Lo stato italiano si fa una bella risata, magari ne seguono (oppure no) procedimenti penali e tutto finisce lì, a parte l’aver costituito un precedente.

    I precedenti sono importanti, certo, e sarei ben felice di essere smentito dai fatti. Ma continuo a credere che una via “catalana”, o “scozzese” sarebbe più proficua. Costoro sono quasi arrivati al referendum, certo, ma dopo decenni di azione politica e di controinformazione identitaria ed indipendentista. Tale via andrebbe per me basata sulle attuali regioni, per quanto fortemente imperfette, e non certo perseguita dalla attuale Lega Nord italianizzata e fascistizzata.

    Ottenere un referendum “ufficiale” (necessariamente consultivo) in Veneto e Lombardia è certo importante come precedente e dal punto di vista politico. Avere un referendum non consultivo, allo stato attuale, non è possibile. Perchè ai referendum segua l’indipendenza sarebbe necessario, quantomeno, condurre una campagna di disobbedienza civile su larga scala. Avrebbe possibilità di successo, nello stesso Veneto e peggio ancora nel resto della Padania?

  2. Annibale says:

    Gli articoli di Oneto sono sempre interessanti quando si occupano di storia, ambigui quando trattano di politica. Non capisce mai dove voglia andare a parare e questo è il motivo della perdita di simpatie che ha subito negli ultimi anni nell’ambiente autonomista. Che c’entra attaccare la Meloni (che in quanto capo di un partito che si chiama Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale fa “il suo lavoro” di patriota italiana) quando Salvini dopo aver cacciato fino all’ultimo indipendentista ha imbarcato i personaggi più tricolori sulla piazza (così patriottardi da essere per questo presi in giro dai loro camerati, tradizionalmente più euro-nazionalisti)?

  3. Riccardo Pozzi says:

    Padanamente d’accordo con le sue tesi, commosso e grato la scongiuro di candidarsi come ponte culturale e politico tra ciò che resta della Lega e la galassia indipendentista che, divisa, approda a poco.
    Il suo è l’unico nome possibile.
    Presto o spariremo.

  4. della scala says:

    cosa ha fatto Bossi !? apparte pocciare la sua stramaledetta ampolla nell’ acqua e acclamare tanto la leggenda perche di leggenda si tratta del da Giussano e sputtanarci come Padani con la stella alpina e fare del gonfalone marciano un simbpolo da scheda elettorale italiana !??!? La lega è una mandria di mangiaroni come gli altri !!! con i voti che aveva agli inizi porca vacca si poteva fare qualcosa di più invece di sedersi in parlamento ITALIANO e allearsi con il BERLUSCA !!!
    E comunque preferisco pizzati a borghezio e altri personaggi pittoreschi e imbarazzanti !!!
    La lega è un partito italiano e come tale e morto !!!

    e se Tosi è leghista allora è tutto dire !!!

  5. Garbin says:

    Piaccia o non piaccia ad alcuni venetisti (lo dico da veneto) se dovesse meravigliosamente avvenire l’indipendenza del Veneto nascerebbe automaticamente in breve tempo una Padania confederale.

    Che sarebbe cosa buona e giusta a mio modesto avviso, come minimo rinascerebbe il Lombardo-veneto storico con Friuli, Lombardia e Veneto.

  6. Luigi says:

    I veneti devono accelerare, andarsene e mettere fine all’Italia. La loro indipendenza aiuterà tutti, cr0eando un effetto domino.

    A mio giudizio la riflessione di Oneto è sbagliata, prigioniera di una piccola Italia che si chiama Padania e che la Lega (comunque) ha sputtanato per sempre.

    Forza Veneto!

    WSM

  7. Nello says:

    Ho seguito parte dell’intervista rilasciata da Oneto a RPL.
    Chiedo ad Oneto: lo stesso referendum proposto a lombardi e piemontesi cosa avrebbe indicato?
    Personalmente, sono convinto che sia in Lombardia (con oltre il doppio degli abitanti del Veneto), che in Piemonte, non si sarebbe arrivati nemmeno a qualche centinaia di migliaia. Non sarebbero pochi comunque ma mai confrontabili con lo stratosferico risultato veneto. Per quanto riguarda le varie leadership della galassia indipendentista veneta che preoccupa Oneto, vorrei dire che leader in Veneto è tutto il popolo veneto. I veneti hanno la stessa qualità partecipativa, nell’amministrare la loro società, degli svizzeri, sono colti e razionali. Ho vissuto a Venezia per 16 anni e posso dire che i Veneti sono gli unici che realizzeranno la loro sacrosanta libertà con il loro impegno di comunità.
    Il pericolo per loro sarà quando lo stato italione di fronte all’evidenza e ineluttabilità della secessione, diventerà più dialettico e concederà loro la stessa autonomia dei tirolesi.
    In Svizzera non ci sono leader o premier e nemmeno first lady.. tutta roba per sudditi e paesi falsamente ritenuti democratici. Io non ho bisogno di un leader che pensi per me questa è una visione superata e fallita (Bossi docet).
    E’ tutto il popolo che deve decidere, poi questa decisione del popolo e non degli eletti dal popolo, quindi lì a rivestire la loro carica per nome e per conto, devono solo ratificare quanto deciso attraverso i referendum.
    Se in “mille” hanno fatto uno stato metastasi come questo, orrendo in tutta la sua storia, in molti di più si deve assolutamente disintegrarlo.
    La lingua che taglia e cuce di fiorentini, romani, siciliani, napoletani per noi è, e sarà sempre FALSA.
    VIVA IL GRANDISSIMO POPOLO VENETO

  8. Berghemadler says:

    Signor Oneto dove è il problema ?il referendum è lì.. BRAVI VENETI (io sono lombardo , purtroppo)
    Sono gli oppressori (Itaglia ed Europa) che devono stare attenti. Diceva Joh Kennedy: CHI IMPEDISCE UN CAMBIAMENTO DEMOCRATICO, NE RENDE PIÙ PROBABILE UNO VIOLENTO.
    Il problema siamo noi lombardi. Da tempo cerco spiegazioni. O siamo troppo pieni di statali, o siamo CAGASOTTO.
    Oggi esultiamo per questo risultato, e complimentiamoci coi bravi Veneti.
    FATTI, NON PUGNETTE

  9. Moray says:

    Il nostro problema non è la Meloni. La Meloni non si è mai proclamata secessionista, non ha mai dichiarato indipendenze infrastagionali. Il nostro problema sono i traditori venduti di quella che un tempo era la Lega.

  10. Joachim says:

    “sangue versato da tanti nostri avi per costruire una Patria sola”
    forse nella citazione della Meloni c’è un equivoco linguistico: non è da intendersi “sola” come unica (in Italiano, o, come direbbe giustamente Sergio Salvi, in fiorentino) ma “sòla” in romanesco, nel senso, perfettamente corrispondente la vero, di “suola”, cioè fregatura.
    La patria per cui hanno combattuto i nostri avi, come il mio trisavolo Giorgio de’ Giorgis (può sembrare un nome ridondante, ma si chiamava così), che ha rischiato la pelle con i Cacciatori delle Alpi nel 1859, era il regno dell’Alta Italia pattuito a Plombières, che corrispondeva geograficamente all’attuale progetto padano. La nascita della Padania può iniziare dalla secessione del Veneto: lo stato italiano è ormai come un muro sbrecciato, se si toglie un mattone viene giù tutto (almeno spero). Avanti San Marco: iterum rudit leo!

  11. Marco Green says:

    Intervento di Oneto a RPL 21/03/2014:

    https://www.youtube.com/watch?v=S4sCtvy3cRw

  12. Leone Marciano says:

    Sig. Oneto,
    mi permetta di vestire i panni dell’avvocato del diavolo.
    Vista come fu formulata la domanda per il referendum, avranno votato a favore anche molti individui che sono desiderano maggiore autonomia per la Regione Veneto senza tuttavia procedere ad una vera e propria secessione.

    Bisogna quindi stare attenti a quale conclusioni trarre dai risultati del referendum. Esso rappresenta sim un segnale molto forte di disagio, ma rappresenta davvero una richiesta verso la secessione?

    Se i promotori del referendum vogliono davvero trasformare tale segnale in autorizzazione popolare verso la libertà’ dovranno convincere il popolo Veneto che la meta verso cui vogliono portarci non si trova in fondo ad un dirupo!
    Cordialmente,
    Leone Marciano (Londra)

  13. “non devono più ricomparire cadreghismi”
    appunto,
    prima regola non presentare liste ad elezioni italiane,
    seconda regola NON andare a votare!

    • luigi bandiera says:

      Vero,
      bixogna voltarghe e spae a la Talia.
      Xe serto ke a saria pitosto dureta: gnente ospedai taliani, gnente skuoe taliane e kusi’ via…
      Se serve mi sa ke bixognaria far kusi’…

      PSM

    • lorenzo says:

      Sono d’accordo. Rifiutarsi di partecipare alle elezioni italiane, impegnandosi contemporaneamente sul territorio comunque, come movimenti, associazioni, ecc.. sarebbe un bel segnale di delegittimazione dello stato italiano e di Roma come capitale.

  14. De sti do miłioni de voti, veneti e no tałiani o padani, par darghe senso e farli vałer no ghè ke da envestirli ente ła łota de łebarasion de ła tera veneta ma fora da ła łegałetà tałiana, drento na nova łegałetà veneta.
    Se łomè sti voti łi se sercàse de canviarłi en voti połedeghi par partiti tałiani o veneto rejonałi łi saria xa persi e tuto el laoro fato el saria sta fato par gnente.

    Se coalkedon el se pensase de metarghe on capeło połedego-partetego a sti voti, soto al capèło nol cataria pì gnente, come par maja.

    1)Trasformar sti voti ente on consenso par on partido ke se candidà a łe rejonałi co l’obietivo de far on referendo vero o de dar piovegamente ł’endependensa dal stado tałian da drento łe istitusion rejonałi, se el ciapàse ła majoransa a łe ełesion el saria on tradimento dei veneti ke łi ga vota.

    2) Sti voti łi xe par ła łebartà e fora da tuti i partiti tałiani e da ła l’ordenamento tałian.

    Parké łi gapie on senso cogna ke łi daga fruti fora dal stado tałian, da ła so ordenamento da łe so istitusion e da ła so łegałetà, a ogni costo.

  15. Marco Green says:

    Da bresciano ricordo come Mino Martinazzoli fosse sempre esaltato dagli untuosi ambienti e media filodemocristiani (a quei tempi: tutti); si parlava di lui come di un grande statista, capace di chissà quale capacità di analisi politica; io sinceramente non trovavo molta “sostanza” alla base di tutta questa celebrazione ma, pensavo, sarà che sotto sotto una parte di questo grande talento ce l’ha ma, nella sua modestia, la nasconde bene (?).

    Poi, un giorno, l’illuminazione; si parla dell’ipotesi di un referendum per la secessione di una parte del territorio (era escluso che una persona così coscienziosa potesse nominare termini blasfemi e apparentemente a lui misteriosi come “Padania”) e il Martinazzoli se ne esce con l’elucubrazione jackpot: “se vi fosse un referendum per l’ipotesi di secessione di una parte del territorio a quella votazione dovrebbe partecipare l’intero paese, visto che si tratta di decidere sulla destinazione / modifica di un’entità comune (lo stato italiano).

    Ecco, da quella volta non ho avuto più dubbi…

  16. Dan says:

    >> Per intanto: viva il referendum veneto ma attenti a non far fare a questi due milioni di voti la fine del sei milioni di schede del referendum per l’indipendenza della Padania del maggio 1997.

    Se ci si affiderà solo ai politici finirà esattamente così.
    Questi due milioni di voti devono essere il catalizzatore per un’azione popolare.
    Senza la spinta popolare il politico non si impegola di sicuro nel portare avanti alcun che

  17. Marcaurelio says:

    Colono Padano che parla contro l’italianità??
    Questa è bella, ha votato per 20 anni via bellerio e adesso attacca l’italianità.Ma a via bellerio chi c’era?Tutta gente che a parole faceva la rivoluzione, il federalismo, l’autodeterminazione dei popoli e poi coi fatti sedeva col culo sulle poltrone romane a magna e beve insieme a noi di Forza Italia e Alleanza Nazionale.
    Tutti guappi di cartone che si sono arricchiti mentre prima stavano con le pezze al culo.

    • lorenzo says:

      Tutta gente a cui voi italiani dovreste fare un monumento…

    • Colono PAdano says:

      Uéla bimbominkia ciociaro,
      a parte il fatto che per quello che ne sai tu potrei anche aver votato tua madre o tua sorella per classificare le loro prestazioni, vedo che non impari le lezioni.

      Se poi vuoi parlare di fatti, ne riparliamo quando avrai imparato a cagare nel vasino e non userai piú il pannolino.

      So che ai bimbominkia non si dovrebbe dare attenzione per aiutarli ad uscire dai problemi pscicologici, peró te mi sei simpatico perché sei della gabidale-avrigana-grogevia-der-monno e sei sempre curioso di vedere cha aria tira in casa di chi vi mantiene perché sai che prima o poi la pacchia finisce e allora ti ripeto la lezione precedente visto che non l’hai capita e poi ho proprio trenta secondi tra un caffé ed una capatina al cesso.

      ===========================================

      Ti hanno mandato ancora in avanscoperta dalla GABIDALE DEL NORD AVRIGA eh? No, ma devi stare tranquillo, torna pure a dire che non dovete cacarvi sotto, potete magnare rigatoni con la pajata a volontá anche quest’anno, credo. Abbiamo tardato a spedire i soldi e a momenti mi saltavate per aria, ecchecazzo. Tranqui, sono arrivati adesso i soldi no?

      Mi raccomando eh, lí nel GROGEVIA DER MONNO, sempre a testa alta, manina tesa e aperta. Non é che dovete vergognarvi solo perché vivete di elemosina, ognuno fa quel che puó, dai. Voi c’avete provato a lavorare, ma non fa per voi.

      Avete ricevuto l’ultimo carico di euro, bene, finalmente potete tornare anche al ristorante, bene.
      Dunque, le bollete ve le abbiamo pagate, gli stipendi pure, gli ospedali e gli altri servizi pubblici ve li facciamo funzionare, e con quello che resta riusciamo anche a pagarvi il ristorante.

      Non buttatevi giú, se qualcuno vi giudica dei parassiti morti di fame, perché non é tutta colpa vostra. Di certo un pó é colpa nostra che vi abbiamo viziati, sai comé siamo grandi e grossi, ma abbiamo anche un grande cuore.

      Forse pero é meglio che togliate tutte quelle immaginette dei due ragazzetti che rubano il latte alla cagna, vi sputtanano un pó troppo, va bé che oggi vivete come zingari, un pó accattoni, un pó truffatori, un pó ladri, un pó magnaccia, ma se viene fuori che avete alle spalle 2000 anni di saccheggi e che siete la discendenza di due che l’hanno scampata fingendosi cani, non é che ne esce un bel quadretto.

      Ah, fate sparire anche questo sito :

      http://www.romafaschifo.com/

      ci sono troppi tuoi compaesani che parlano, fanno fotografie, video….non va bene, cosí si butta tutto in mezzo alla strada, non va bene, metteteci su un bello straccio tricolore e via, siete a posto.

      Dai, su col morale, aó, siete un importante crocevia subsahariano che sopravvive grazie alla bontá dei Padani, mica cazzi. Non vi cacarete addosso solo perché si parla di indipendenza del Veneto e della Lombardia e di altre regioni della Padania? Tranquilli, anche se ci sono decine di milioni di Padani che vi darebbero fuoco, non c’é ancora la volontá politica e noi siamo ancora troppo divisi e pirla. E poi, quando sará il momento, c’é sempre l’ONU. Ma di che vi preoccupate? Vedrai che qualche bancale di viveri lo lanceranno anche a voi quando fanno il tour dei paesi africani e poi ci sono i missionari, quelli portano da mangiare ovunque nel mondo.
      E ti dimentichi che c’avete il Vaticano! Vuoi che quelli vi lasciano morire di fame quando la Padania si sará rotta i coglioni di mantenervi? Aó, er Vaticano mica cazzi!

      Forza eh, intanto ci siamo qui noi.

    • Alarico says:

      Ahahaha il clown foresto é tornato per divertirci ahahaha…come va lí nella capitale di Accatonelandia? Cacca nelle mutande eh? Pulitevi con il tricolore, zecche italiane ahahahaha….

    • Breenhin says:

      Ohooo, per la serie “avete la faccia come il culo”, i magnaccia che si stanno abbuffando a sbafo e mandano madri, mogli e sorelle a battere pur di non lavorare fanno pure la morale ahahahahaha…
      Son 150 e rotti anni che vi abbuffate gratis e rompete pure il cazzo. Dovete portare rispetto a chi vi paga i conti e vi fa magnare mezzogiorno e sera, e dovete pure ringraziare e fare l’inchino quando vedete scritto Padania o Lombardia o Veneto, se no invece della secessione democratica, finisce come in Yugoslavia, brutti pidocchi zozzi.

    • Irmin says:

      Sei proprio un individuo sgradevole, viene proprio voglia di schiacciarti come la zecca tricolore che sei.
      Son sempre piu convinto che nello Stato Veneto e nello Stato Lombardo dovremo dare la precedenza, qualora ci servisse forza lavoro straniera, a chiunque tranne che ai parassiti italiani, a patto che quel che resterá di Fallitalia non chieda di essere annessa a qualche paese del nord Africa a cui é appartiene sotto ogni aspetto.

      Quel giorno mi devasteró di Prosecco alla tua salute e dei tuoi connazionali AHAHAHAHAH!

    • Bresá says:

      Vespasiano parlante, torna a svolgere la tua funzione.

    • Marta says:

      Te sì proprio el tipico italiano-italiano, se prima non te impianti i corni non te capissi mia che fa male.
      Ma perché te ostinito a scrivere e a farte massacrare da tuti?

    • Moray says:

      Analisi triste ma impeccabile.

    • Free Padania says:

      Banda di ruffiani mantenuti malavitosi, ma dove la trovate la faccia di tolla non solo di non ringraziare veneti e lombardi, ma anche di fare gli sbruffoni, siete dannosi come le cavallette, gentaglia spregevole senza dignità, ma che cazzo vuoi parlare di via Bellerio che siete il cancro personificato da 2000 anni. Altro che pezze al culo avete, senza lombardi e veneti voi e gli altri più giù finirete tra i vostri simili del terzo mondo. Speriamo presto, brutti magnaccioni,e poi con il tricolore potrete solo impiccarvi.

      W SAN MARCO!
      VENETO LIBERO!
      LOMBARDIA LIBERA!

  18. Archè says:

    Ciò che leggo dai commenti e dall’articolo mi lascia perplesso, perché siete così ingenui a dire che ci vuole l’indipendenza ma non sapete bene come e con che cosa. Ok il fine, ma il mezzo? Se non si è nelle istituzioni, l’opzione è solo una: scendere in strada e fare la rivolta, cosa che mi pare non sia mai stata fatta da nessun movimento indipendentista. Quindi basta addossare le colpe alla lega solo allo scopo di utilizzarlo come capro espiatorio, perché è tanto facile riempirsi la bocca di parola, più difficile è realizzare ciò che si dice.
    Con le sole idee non si va da nessuna parte, ci vogliono anche gli uomini giusti nei posti giusti!

  19. Gianfrancesco says:

    ottimo articolo, come sempre!

  20. SOLEVE says:

    Ma Basta! Ogni volta che accedo su questo sito c’è sempre l’articolo che prende ogni pretesto per attaccare la Lega! Ma Basta! Che senza la Lega non esisterebbero nessun altro tipo di movimento autonomista/indipendentista. Basta!

    • Alarico says:

      BASTA??????????????????????????

      BASTA TRADITORI ITALIANI IN LEGA!

      BASTA POLITICA ITALIANA IN LEGA!

      BASTA ALLEANZE DELLA LEGA CON I PARTITI ITALIANI PER AVERE COME UNICO RISULTATO CADREGHE PER I KAPATAZ!

      BASTA PIAZZARE IL CULO NELLE ISTITUZIONI ITALIANE PER FARE I DEMOCRISTIANI E NON FARE CULTURA E INFORMAZIONE PADANISTA PRE-RIVOLUZIONARIA!

      BASTA PRESENTARSI PER IL PARLAMENTO ITALIANO!

      BASTA DIRE CHE NON SI PUO’ FARE NIENTE SENZA IL 51%!

      BASTA DIRE CHE NON CI SONO SOLDI PER MANIFESTI E SEZIONI ED APRIRE UNA SEDE A ROMA!

      BASTA ELEGGERE GIORGIO NAPOLITANO O QUALUNQUE ALTRO PRESDIENTE ITALIANO!

      BASTA SPRECARE IL POTENZIALE DI UNA RADIO PER BLATERARE DI “ITALIA NOSTRO PAESE” AD OGNI ORA DEL GIORNO E DELLA NOTTE!

      BASTA AD UN PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA CHE FA IL DEMOCRISTIANO INVECE DI INDIRE UN REFERENDUM DIGITALE COME QUELLO DI PLEBISCITO.EU!

      BASTA TRATTARE I LEGHISTI CHE PROTESTANO PER IL RISPETTO E L’APPLICAZIONE DELL’ARTICOLO N.1 COME DEI GUASTAFESTE!

      BASTA SPRECARE IL CONSENSO DI CHI VUOL FARE LA SECESSIONE E POI VENDERLO AI BASTARDI ITALIANI!

      BASTA! BASTA! BASTA! BASTA! BASTA! BASTA!

      TI BASTA?

    • Senza chi ha creduto in certe idee di autonomia ed indipendenza la Lega non esisterebbe, senza i voti di tante persone la Lega non esisterebbe, senza la Lega forse l’indipendenza sarebbe già ora più vicina.

      • Veritas says:

        Lanzalotta, il terzo”senza” non vale: quando la Lega sparirà non ci saranno più neanche le piu’vaghe speranze di indipendenza del Nord.

    • pippo says:

      Sono d’accordo

    • pippovic54 says:

      E’ meglio che ti togli le “scarpìe” (ragnatele) dal cervello!
      Bossi ha imparato che cosa voleva dire indipendentismo o autonomismo, qui in Veneto dove è venuto ad imparare, con la gloriosa Liga Veneta, che ha poi lui stesso ha fagogitato! Questa la dice lunga sulla maniera di pensare italiota che vi ha inculcato Bossi.
      Dire che la progenia degli ideali indipendentisti spetti alla LN è una bufala degna della più meschina propaganda politica.
      Il mio intervento NON voleva essere “offensivo”, ma prego di parlare di cose che si sanno e non a vanvera. Tant’è che anche su questo giornale on line, si sono fatti articoli sull’indipendentismo Veneto dei primi del Novecento (1920 ca, post WWII) e del 1945 delle Brigate di Liberazione Nazionale Veneta San Marco! Questo per dovere di Storia e no bau bau micio micio. WSM.

    • Nibbio says:

      Hai perfettamente ragione !

      Se non esistesse e non conoscessimo bene la cacca, come potremmo riconoscere i profiteroles ?

  21. Wop says:

    Un nuovo esilarante episodio de: L’italiano medio e la politica.
    Alcuni nel Nord Est pensano davvero che se fossero uno Stato a parte risolverebbero automaticamente tutti i loro problemi, dalla corruzione alla burocrazia pedante, dal ritardo della scuola al nanismo e scarsa competitività delle aziende (le gloriose aziende del Nord Est ormai fuori dal mercato con 10 dipendenti in media ciascuno che producono cose a scarsissmo valore tecnologico e non sanno una parola d’inglese), dal fisco iniquo alla disoccupazione.
    I più avveduti invece chiedono l’annessione a qualche Stato che se la passa meglio, tipo Svizzera o Austria, convinti che in questo modo sarebbero svizzeri e austriaci a doversi applicare per risolvere i loro problemi….
    Ad ogni modo, nonostante tante ciarle, tutti alla fine all’unisono precisano che, sebbene convinti che l’indipendenza sia l’unica soluzione, l’indipendentsimo è solo un movimento di pensiero che non realizzerà mai nulla di concreto. Della serie: credo in questa idea ma sono troppo pigro per metterla in pratica…
    Se non sono italiani i veneti….

    • Aquele Abraço says:

      La civilissima Danimarca, dove tutti pagano le tasse (benché alte) fulgido esempio di welfare che funziona, ha poco più della popolazione del Veneto e come il Veneto non ha grandi risorse naturali, eppure non ha sofferto per la crisi economica rientrando con merito nel gruppo dei paesi nordici virtuosi. I democratici danesi sono gli eredi di un regno che ha attraversato i secoli come la Repubblica di Venezia, dove per altro già esisteva una democrazia in nuce. Perché tanti veneti si considerano inferiori ai danesi? Forse perché pensano che il morbo italico ha ormai degenerato e pervertito l’etico civismo veneto, che il contagio pelasgico è ormai irreversibile, che siamo tutti uguali a sguazzare nella corruzione e nel clientelismo. Se è così, grazie itagliani, ci avete omologato alla merda.

    • Aquele Abraço says:

      La civilissima Danimarca, dove tutti pagano le tasse (benché alte) fulgido esempio di welfare che funziona, ha poco più della popolazione del Veneto e come il Veneto non ha grandi risorse naturali, eppure non ha sofferto per la crisi economica rientrando con merito nel gruppo dei paesi nordici virtuosi. I democratici danesi sono gli eredi di un regno che ha attraversato i secoli come la Repubblica di Venezia, dove per altro già esisteva una democrazia in nuce. Perché tanti veneti si considerano inferiori ai danesi? Forse perché pensano che il morbo italico abbia ormai degenerato e pervertito l’etico civismo veneto, che il contagio pelasgico sia ormai irreversibile, che saremmo tutti uguali a sguazzare nella corruzione e nel clientelismo. Se fosse così, grazie itagliani, ci avreste omologato alla merda.

  22. Maurizio says:

    Bisogna solo avere l’intelligenza di evitare il solito divide et impera; poi, come dicono qui a Bergamo, questo l’è “l’an bù”. Ci siamo, basta una spallata e viene giù tutto.

  23. veneto says:

    Oneto spinge ancora sulla fantomatica Padania. I milioni di voti non vanno sprecati, per questo l’obiettivo è solo e soltanto il Veneto indipendente. Una menzogna come la Padania è destinata a finire come l’Italia

  24. 1) Smettiamo di coltivare qualsivoglia aspettativa sul conto di coloro che, mentre si vota per l’indipendenza del Veneto, propongono consultazioni su euro vs. tallero, babbi separati e baldracche per strada vs meretrici di stato sistemate in comodi postriboli. Io questi li chiamo traditori collaborazionisti.

    2) Smettiamo di chiamare micronazionalismi le aspirazioni di popoli più numerosi dei fiamminghi o quasi quanto gli svedesi. È proprio grazie alle iniziative locali che usciremo dal putrido pantano del padanismo (mi si perdoni se evito di chiamarlo padanesimo). Emiliani e Piemontesi abbandoneranno il loro nazionalismo itaglione solo quando toccherà a loro pagare le bollette non più pagate da Lombardi e Veneti. Quel giorno si scopriranno d’improvviso fieramente antiitaliani.

  25. carla 40 says:

    Stupisce che la Meloni sia di famiglia originaria dalla Sardegna. Evidentemente il ponentino romano ha corroso il suo DNA… P.S. Sono una Padana “immaginaria”, non posso che condividere l’articolo, specie se vado a ritroso nel tempo. VENETO, E LOMBARDIA, LIBERI!!!

  26. Max dall'Emilia says:

    Veneti! Sbrigatevi! Staccatevi dall’itaglia.. SUBITOOOOOO… altrimenti se rimanete vassalli dell’italietta – suddita della germania, tra due anni voi e le vostre imprese falliranno tutte una dietro l’altra….. e tornerete ad essere un paese povero e di emigranti come fino agli anni settanta del secolo scorso!

  27. pippogigi says:

    Guardavo l’altro giorno una trasmissione di viaggi, con Ascanio Pacelli, quello del grande fratello, romano. Ad ogni occasione è tutto un “noi romani siamo arrivati fino a qui” “la grande civiltà romana”.
    Gli abitanti di Roma (ma anche dell’italia) fanno buona compagnia così agli egiziani ed ai greci, antiche civiltà passate su cui sognano i discendenti di oggi, un po’ come certe famiglie ridotte sul lastrico per incapacità loro ma che si atteggiano a signori per un antico titolo nobiliare.
    La Meloni non esce da questa forma mentale (sbagliata). Quando parla è tutto un “aho” “anvedi”, Roma di qua, Roma di la, tutti gli altri sono provinciali o barbari. Ma visto che molti “barbari” hanno una cultura, una forma mentis basata sul lavoro (proprio non quello altrui…) e il lavoro genera ricchezza, ai romani poi gli rode. L’ossolano Alberto Fortis negli anni settanta fece una bella canzone “A voi romani”, sempre attuale, purtroppo.
    Se una come la Meloni fa una sparata del tipo “il Veneto è abitato al 100% da italiani” o è una truffatrice o una persona di ignoranza abissale (tralascio sul fatto che gli italiani non esistono, ma è una altro discorso). In ogni caso non è degna di essere presa in considerazione.
    Concentriamoci sull’indipendenza, Veneto, Trieste, una palla di neve che genererà la valanga in tutta la Padania.
    Poi domani, quando saremo liberi e maledicendo gli italiani, avremo rimboccato le maniche per riparare a tutti i danni che ci hanno provocato, nelle pause leggeremo sugli italiani che ancora favoleggiano della potenza di Roma e dell’esistenza degli italiani e parleranno di tutte le riforme future che devono fare…..

  28. gianpaolo says:

    Questo referendum popolare Veneto ha di fatto abrogato il referendum farsa dell’ ottobre 1866.

  29. Alberto says:

    Sono Piemontese e auguro ogni bene ai Veneti e rispetto il principio di autodeterminazione di tutti. Ma guardando la situazione Scozzese devo fare alcune considerazioni: Il referendum Scozzese del prossimo settembre è stato concordato da entrambe le “parti” e non è unilaterale. Si pongono molti quesiti importanti con le relazione con l’Unione Europea. A chi fra gli indipendentisti veneti auspica una Repubblica Serenissima fuori dalla UE, ricordo che le esportazioni venete nel 2007 ammontavano a 50.557.235.000€ in totale, di cui 31.153.774.000€. Quindi le relazioni economiche con la UE sono fondamentali per l’economia veneta, ed essere fuori dalla libera circolazione delle merci e dei capitali (oltre che delle persone) avrà degli impatti devastanti. Questi punti devono essere chiariti attentamente per una scelta consapevole. Per il resto auguro di cuore il meglio per tutti i Veneti e se la maggioranza deciderà per l’indipenza, che indipendenza sia.

  30. luigi bandiera says:

    Era da tempo che la LN segnava il passo: lo segnalavo puntualmente e quante inkazzature perche’ non si muoveva verso l’obiettivo vero, l’indipendenza.

    Certamente la Padania sarebbe uno stato potentissimo, molto piu’ del Serenissimo Veneto.

    Diciamo che noi veneti di etnia ci si accontenterebbe solo della nostra Patria libera e indipendente. Poi se altri vorranno credo che possano unirsi. Lo fecero tanti nel passato quando c’era la notissima, ma nascosta dall’itaglia, SERENISSIMA REPUBBLICA VENETA.

    CERTO CHE SENTIRE LE KAZZATE CHE DICONO IN tivi I VARI MENENI DELLA GABBIA TALIBANA fa incavolare e molto.

    La calma e’ la virtu’ dei forti, quindi calma e gesso e un passo avanti l’altro per la nostra da sempre sperata LIBERTA’ E INDIPENDENZA.

    E, ALLA FINE, NELL’ODISSEA VI E’ LA NOSTRA LIBERTA’.

    …VOLERE E’ POTERE…

    • Paolo says:

      No, la padania è sbagliata, passeremo da schivi di roma a servi di milano. No, solo Veneto, al massimo unione con Friuli e Trentino.

    • Paolo says:

      La padania sarebbe uno stato lombardo. Unirsi alla Lombardia un ottimo modo per ricostruire un’Italia piccolina. La Lombardia ha il doppio degli abitanti del Veneto e se ne farebbe un boccone come storicamente è sempre stato.
      E’ evidente che qualche leghista pensa ancora che questa consultazione non esprima la volontà di un popolo consapevole della propria identità, ma sia un’iniziativa di propaganda del suo partito.

      • Da Lombardo ti do ragione, prima il Veneto indipendente poi a valanga la Lombardia, divisi ma uniti contro l’italia.

      • luigi bandiera says:

        Paolo,
        ho scritto sarebbe… perche’ non bisogna essere ciechi ma e’ bene vedere anche il mondo che ci circonda.
        Per me va benissimo che la mia Patria Veneta diventi libera dal giogo trikoglionizzante, pero’ vedo anche appunto un po’ piu’ in la’.

        Adesso sentiamo cosa dicono i nostri COLONIZZATORI.

        PSM

  31. Amilcare says:

    A parte il pretesto per attaccare la Lega, ora che il referendum veneto è stato fatto, è con molto piacere è stato un successo, e sono curioso di vedere i risultati a favore del si, ora domando:
    qual’è sarà il prossimo passo?
    Aspetterete da Roma il via libera per poter ricostituire la Serenissima?
    Senza un atto di forza, il referendum farà la fine di quello del 1996. Resterà carta straccia.
    Pensare di liberarsi democraticamente da istituzioni che di democratico non hanno nulla, è come il sogno della Padania.
    Io da lombardo tifo per voi ragazzi, e in caso di bisogno sono pronto a scendere in campo con voi, ma voglio vedere dei 2 milioni di voti, in quanti avranno le palle per iniziare la vera lotta.
    E’ più facile sparlare degli altri, più difficile passare dalle parole ai fatti.
    W la Serenissima.
    W l’Insubria.

    • Alarico says:

      Guarda che per me come per tutti quelli che sono usciti dal Movimento l’articolo n.1 é SACRO.

      Se si denuncia l’abominio dei politici del Moviemento che si sono finti leghisti per vivere di politica ALLE SPALLE DEI MILITANTI e degli elettori indipendentisti, non é “sparlare” ma AMARE la propria terra, la propria libertá e cercare di cacciare gli italiani da casa nostra.

      Siamo tutti fratelli se rifiutiamo l’italianitá e l’occupazione italiana.

      I nemici sono l’italia e gli italiani e i traditori dell’articolo n.1.
      Criticare individui come Tosi, che non é leghista eppure é uno dei capi, tu lo ritieni sparlare o lottare per la liberazione della Padania e prima ancora del Movimento?
      Ritieni che Salvini non sia criticabile per l’operazione nazionalistica Patriae o per il circolo Il Talebano, entrambi covi di militanti di AN, di Storace, della Santanché etc…?

      Che cosa hanno a che fare gli ideali nazionalistici di quella gente con i nostri? E occhio, i vertici del Movimento non chiedono a loro di abiurare ai loro ideali di un’italia unita, ma A NOI DI ABIURARE AL NOSTRO IDEALE SEPARATISTA!

      Non si puó dirsi leghisti e tapparsi il naso e gli occhi davanti ai fatti cazzo!

      Tosi si é dichiarato pubblicamente per l’italia unita con l’approvazione di Maroni e Salvini, CONTRO L’ARTICOLO 1 che lui non riconosce. Tutto questo CON L’APPROVAZIONE DI MARONI E SALVINI (e ovviamente tutta la gerarchia e le corti di lacché che ci sono dietro).

      Di che cosa stiamo parlando?

      Questo é “sparlare” secondo te o é essere patrioti lombardi e veneti, essere leghisti?

      Capisci?

  32. Boniver says:

    A mettere in riga l’Europa ci pensano i Catalani

    … figurati se rinunciano all’indipendenza x Barroso & C e figuriamoci se la comunità europea rinuncia a due regioni altamente produttive come Veneto e Catalonia

    Tante parole come x la Crimea ma poi tutti zitti davanti al fatto compiuto

    Stato Veneto
    passaporto n. 049

  33. Annibale says:

    Oneto ci può dare un’opinione circa il movimento “Patriae” promosso da Salvini, Sofo, Fratus, Arrighi, ecc ?

    Grazie.

  34. Della Scala V/=\R says:

    Da fervente indipendentista veronese quale sono Tosi & co. devono essere assolutamente silurati !!!!
    2 milioni di voti di soli veneti non sono nenche paragonabii a le schede della lega per la padania nel 97

    la raccolta di firme della LEGA nelle piazze il 1° e il 2 marzo , che poi si sono protratte per altri due week-end , sono un chiaro fallimento dell’ iniziativa e un tentativo di prendere voti . E’ vero che tuto fa brodo però La lega deve esserne tagliata al più presto fuori per quanto riguarda i rappresentanti insieme allo stesso Zaia , campione di ingenuità leghista ,

    Tosi che tanto si arrotola nel tricoglione ed elogia il fatto di essere italiani che poi parla di indipendenza, poi di seccessione, ma che il voto che si è svolto non è tanto per l’indipendenza , ma per dare alla sua italia un segnale di rabbia in modo da ottenere qualche autonomia in più ( tanto per mangiare autonomamente )
    che sulla giacca porta la scritta independensa e poi parole sue SILURATELO !! ce ne sono una miriade di esponenti independentisti di altri movimenti che non sono coinvolti in ruberie es. IV ; non abbiamo bisogno di questa gente !!!

    L’ IDIPENDENZA è NOSTRA !!!! LA VITTORIA E’ NETTA !!!
    @ Boniver seh l’europa ascolta chi gli fa comodo sicuramente non gli indipendentisti , ma d’altronde cosa puoi pretendere da una marmaglia di massoni …

    VIVA SAN MARCO !!!
    VERONA FIDELIS !!!

    ITALIA MERDA !!! ( e adesso multatemi hahahahahaah )

    • Della Scala V/=\R says:

      … comunque non siamo come la cotalonia ma piuttosto come l’irlanda agiamo di sottobanco e i media ci ignorano la soldataglia ci ghignia e no magiamo comunque !!!

      sempre avanti !!!

      • Paolo Veneto says:

        Trovo scorretto insultare stati esteri dobbiamo portare rispetto all’Italia (stato estero) come all’Austria come all’Egitto.

    • Archè says:

      Tagliare la Lega significa far naufragare il tutto. Vuoi questo? Probabilmente non te ne frega più di tanto del Veneto libero, se questo è il tuo atteggiamento

  35. Albert Nextein says:

    La meloni non conta un tubo, così come la sua formazione politica.
    Alle prossime elezioni spariranno.

    Quello che dice non conta.

    I veneti devono fare da soli.
    Non possono aspettare la lombardia, né altri.
    Tutto devono fare per dimostrare la loro intenzione di staccarsi dallo stato unitario e guadagnare sovranità.
    E tutto devono fare per raggiungere i loro propositi.
    Forza veneti.

  36. Irmin says:

    Vero! Tosi e la Meloni é da oltre un anno che cercano cucinare insieme l’ennesimo stomachevole pastone italico alla faccia degli onesti militanti leghisti che continuano a credere nell’articolo 1. Oggi la strategia é talmente palese che perfino Salvini é uscito allo scoperto con questo
    progetto di fusione tra quel che resta della Lega ed i rimasugli della destra sociale. Tutto fa brodo per salvare cadreghe e ricchi stipendi (europei o italici poco importa). Il problema é che la brodaglia che stanno cucinando i politici leghisti é oscenamente tricolore.
    Spero in un moto di orgoglio delle tante brave persone che ancora hanno la tessera e che hanno diritto di pretendere che l’articolo n.1 non sia calpestato e che chi lo ripudia, come Tosi, sia espulso.
    L’unica forma di protesta possibile ed efficace contro l’ipocrisia italica della troika che comanda il Movimento é rifiutare la tessera, come ho fatto io, dato che se contesti l’italianitá del Movimento sei considerato eretico o peggio un sabotatore, magari comunista…poveracci.
    E pensare che se la Lega si risanasse e dioventasse un vero Movimento indipendentista senza compromessi ed infezioni italiane, i consensi si conterebbero a milioni in Padania e l’italia avrebbe vita molto breve.

    Padania Libera!

  37. Colono Padano says:

    Gilberto oggi che sei a Rpl (radio per l’italia) non farti troppi scrupoli, lí dentro c’é un’italianitá imperante come da disposizioni del trio Maroni-Tosi-Salvini in vista delle europee, ma noi patrioti lombardi e veneti, leghisti senza tessera, siamo maggioranza e non accettiamo di essere infettati di italia. Da nessuno.

    • Annibale says:

      Gli indipendentisti hanno tutti abbandonato RPL, o perchè disgustati se ne sono andati o perchè messi alla porta. Oneto davvero parla a tutt’oggi su RPL?

      • gianluca says:

        Che discorso è, quando ti invitano a dire quello che pensi lo dici dovunque. Anche a me capita di parlare a RPL… e dunque?
        gl marchi

      • Bresá says:

        Grazie Colono! Sai a che ora?

        Annibale, il fatto che Oneto “parli a “radio per l’italia” (ahahahaha, buona questa) non lo devi vedere come negativo, anzi potrebbe essere un’occasione di far sentire il dissenso dei veri leghisti agli amanti del tricolore annidati in radio ed il Lega.

        Il fatto é che i democratici e liberali gestori della radio non lasciano filtrare telefonate quando c’é Oneto perché potremmo sommergerli di telefonate a sostegno dell’art.1, contro la deriva italiana del Movimento.

        Gilberto, parla per noi!

        p.s.
        Marchi sarebbe il caso che informiate per tempo con date e orari sulla presenza di Oneto o eventualmente tua alla radio. Credo che molti si potrebbero organizzare per bombardare il centralino anche se non vogliono passare telefonate quando ci siete voi in diretta…

        Padania Libera!

  38. Boniver says:

    Parole giuste!

    bisogna anche imparare dagli errori (…) del passato e non buttare via questi 2 milioni di voti come fu fatto dalla LN nel 1997.

    Il quorum è raggiunto, i SI hanno vinto.

    Il referendum è costituivo (non consultivo come dice qualcuno) in quanto rispetta le modalità e le procedure telematiche che la stessa Unione Europea utilizza nelle sue petizioni europee digitali

    … a proposito, avete sentito la pubblicità radio (dello stato italiano) x le elezioni europee, dove si prendono in giro x l’ennesima volta i Veneti – cioè i mussi ignoranti che mantenono il sud da 60 anni?

    lo spot promuove le petizioni europee e un giovane veneto dice … PETISSSIONIIIII !!??

    Bene, ciapa quà la petission !!!

    Stato Veneto
    Verona
    passaporto n.049

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