Referendum trivelle. Il videoappello del gruppo dei partiti indipendentisti e verdi dei europei: Vota SI’

trivelle10Un video con i principali protagonisti, sul fronte della difesa ambientale, aderenti all’Efa, l’European free alliance anche nota come Ale, Alleanza libera europea, a cui aderiscono i partiti indipendentisti rappresentati a Strasburgo. Nel caso del video per sostenere il Sì al referendum del 17 aprile in Italia contro le trivelle (https://youtu.be/Dz11qhGLyGQ), hanno parlato i leader dei Verdi.

Sancaveneta, movimento della sinistra indipendentista, lancia il messaggio e ricorda con il servizio che segue, quale sia la posta in gioco.

 

{josociallocker} – L’Italia, si sa, è quel che è. Oggi però ci preme parlare di quello che sta facendo un nostro vicino molto caro, la Croazia, da cui ovviamente il nostro amato stato centrale sta traendo viva ispirazione.

Nel  gennaio 2015 sono state ufficialmente assegnate le concessioni messe a gara da Zagabria per la ricerca di idrocarburi al largo delle coste adriatiche, in prossimità delle acque territoriali italiane all’altezza delle coste abruzzesi e pugliesi.

Questa simpatica operazione economica realizzata in nome del progresso e della sostenibilità ambientale ha un valore previsto di 2,5 miliardi, ad esclusivo beneficio dell’erario croato. Per di più consta di nessun valido studio sull’impatto ambientale e vede contrari larghi strati della popolazione croata, specialmente quella costiera che vive di un turismo garantito dall’elevata qualità ambientale.

Una decisione tanto miope sul fronte dell’approvvigionamento energetico quanto folle per l’ambiente: disastri come quello della piattaforma Deepwater Horizon nel 2006 o della M/T Haven a Genova nel 1991 saranno ancora nella memoria di molti.

Ma soprattutto nella memoria di noi veneti è difficile dimenticare quello che queste imprese hanno già provocato in passato.

È stato infatti soprattutto grazie alle politiche estrattive fasciste che le province di Rovigo e Venezia sono letteralmente sprofondate per anni, andando incontro ad un disastro socioeconomico come l’Alluvione del ’51 di cui l’estrazione di idrocarburi è stata la prima e più diretta responsabile.

Ad oggi mantenerci asciutti costa all’incirca 2 milioni di euro all’anno ma l’italia, che sa sempre imparare dai propri errori, pensa ad una ripresa del programma estrattivo nell’Adriatico.

Un mondo migliore è un mondo in cui l’ambiente non viene al secondo posto, u n mondo migliore è un mondo in cui i cittadini si fanno rispettare!

Michele Bodo{/josociallocker}

fonte Sancaveneta.org

 

 

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https://youtu.be/Dz11qhGLyGQ

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