Referendum sull’autonomia: Libertà di coscienza

libertà nuovodi STEFANIA PIAZZO – Le ragioni del SI o del No sono dentro di noi.  Per questo diciamo: libertà di coscienza nel voto. Ciascuno può decidere secondo i propri strumenti culturali, secondo quanto ha compreso vi sia dietro  questo referendum. Il referendum sull’autonomia è stato troppo connotato da alcuni di valenza ideologica, da altri di significati solo economici, da altri ancora di contenuti partitici. Comunque vada, ha posto sul tappeto la questione ancora aperta della riforma dello Stato, che è la questione vera. Per arrivarci occorre fidarsi dei soggetti politici che, più o meno, sono ritenuti credibili per portarla avanti. La credibilità della classe politica è l’elemento su cui si gioca il risultato. E non è un dogma, come la Comunione dispensata dal sacerdote, uomo imperfetto ma chiamato a dare un sacramento.

Il dibattito sull’autonomia era partito in Lombardia nel 2007. Formigoni come governatore, ebbe pieno mandato per trattare con Roma. C’era Prodi. Che poi cadde nel 2008. In una ricostruzione dei fatti di quegli anni, abbiamo anche letto, in questi giorni in una intervista di Formigoni a Ilsussidiario.net, che alle nuove elezioni“Berlusconi stravince e si ritrova la maggioranza più forte mai avuta da un governo in Parlamento. Ovviamente chiedo di proseguire la trattativa – racconta Formigoni -. Scrivo a Berlusconi e a Bossi ma non ottengo risposta. Fino a quando viene indetta una riunione non istituzionale, ad Arcore, in cui la Lega dice chiaramente no al progetto”.

Ci fermiamo qui, in attesa di smentite che non sono ancora arrivate. Non ci interessa a questo punto di chi sia la colpa. Sta di fatto che non hanno fatto nulla.

Una domanda infatti, se non portiamo paraocchi, ce la dobbiamo porre, anche senza Formigoni. Perché dal 2007 ad oggi dell’autonomia non se ne è più fatto nulla? Perché solo oggi? E in questo decennio quanti soldi l’inerzia politica ci ha fatto perdere, mentre le Regioni cadevano sotto i colpi delle inchieste sulle spese pazze anziché darci notizia che avrebbero fermato le spese pazze di Roma usando i nostri soldi? Credibilità, sottozero. Trattative? Ma per l’amor di Dio. Si andrà a trattare dopo il referendum. E’ già tanto se il popolo, con i forconi, non ha buttato giù i portoni del palazzo, per chiedere a chi governa: ma che cosa avete fatto fino ad adesso?

Dobbiamo rileggere un democristiano, per sgamare i postdemocristiani?

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

4 Comments

  1. L.I.F.E. FEDERALE says:

    Essendo un Referendum Consultivo non è impegnativo per l’attuale governo, per di più conoscendo iil centralismo partitocratrico esistente.Ci vuole ben altro per ottenere un federalismo solidale, che deve ridurre i costi accorpando le regioni al massimo dodici come previsto dalla Fondazione Agnelli dal 1997,diversamente nulla cambierà e i Presidenti Maroni e Zaia si saranno assicurati il rinnovo per altri cinque anni,questo sarà il risultato !

  2. caterina says:

    tifo per il quorum anche se non voto… l’ho giurato a me stessa che non avrei più votato in questa strampalata repubblica italiana fino a che non potrò presentarmi al seggio esibendo la mia carta d’identità rilasciatami dalla Repubblica Veneta…

    • luigi bandiera says:

      Beh, io sono quello che scriveva che non serviva andare a votare ne in quelle politiche ne in quelle amministrative. Siamo in una DITTATURA DEMOKRATIKA di stampo KOMUNISTA.
      Eppoi anche perche’ sta nel fatto che il popolo non e’ mai stato sovrano. USATO si da sempre e senza se e senza ma.
      Pero’ oggi faccio la prova del nove (ma quante ne ho fatte) e cosi’ spero ancora affermando che appunto vado a votare e SI.
      Oggi sara’ palerse se ci prendono per il kulo.
      Ieri lo era uguale ma mettiamo che ci siamo sbagliati nel giudizio.
      Andiamo a votare per il quorum se no dire che si tifa per esso e’ una aggiunta di presa per il kulo.
      Dai, facciamo sto kax di sforzo.

  3. giancarlo says:

    Tutto vero e tutto condivisibile.
    Ma, visto i tempi, visto questa italia, visto come va il mondo…..velocissimo, siamo costretti a fidarci dei politici di turno che bontà loro hanno voluto questi referendum consultivi e quindi approfittare per poterci esprimere una buona volta su temi importanti e costituzionalmente scritti ma mai applicati o richiesti.
    Insomma è la solita storia di essere a rimorchio quando si tratta di scelte per la nostra libertà e la nostra democrazia da molto tempo vilipesa e talvolta negata.
    Domenica per fortuna o perché la consulta non poteva negarceli abbiamo i referendum della vita…. o se qualcuno preferisce della democrazia vera !!!
    WSM

Leave a Comment